Blenio Café
PARC ADULA
alfiero
am: 12.10.2016 16:20
Salve Pepo.

nei miei scritti ho sempre chiesto di abbandonare la vaga discussione generica sulle opportunità e sui vincoli per dedicarsi maggiormente alle cose che cambiano veramente e con le quali i bleniesi saranno chiamati a convivere, ma senza successo.

Se il discorso sul parco fosse un libro dobbiamo ammettere che certi capitoli importanti che meritano di essere letti attentamente e discussi approfonditamente non lo sono stati:

> potrei citare il fatto che al parco è un ente ecologico e in misura molto minore potrebbe creare una situazione propizia per per l'attività economica privata.
> o ancora che secondo me il parco non può essere il progetto timoniere della crescita vallerana ma dovrebbe essere sottoposto alla pianificazione a mezzo Master plan, così da avere una chiara visione anche delle altre alternative che ci sono a disposizione e quindi avere un risultato del voto più ponderato e meno soggetto alla visceralità.
> oppure l'effetto del parco sui valori degli immobili, Pensiamo agli aumenti delle stime senza che i proprietari sappiano l'andamento futuro del valore degli immobili per effetto del parco.
> potrei citare l'effetto del parco sulla predisposizione a investire in valle, abbiamo molto da spendere per l'aggiornamento delle strutture alberghiere, cosa che non succede causa incertezza perdurante e non mai sciolta.
> potrei parlare di cosa succede se nel 2027 se il popolo decide di tornare indietro, il parco farà investimenti che saranno ancora aperti e se si chi li pagherebbe?.
> potrei parlare di una spiegazione convincente in merito alle deroghe, messe in pratica senza spiegazione alla comunità, nella procedura del parco, alle leggi patriziali.
> potrei dire come mai si insiste a dire che in zona periferica non cambia nulla mentre l'ordinanza sui parchi attribuisce una funzione specifica nell'ottica del parco.
> giusto leggere la carta del parco, ma un filosofo ha detto che la fantasia vale di più del sapere perché il sapere è limitato, e quindi ho parlato, senza che il discorso sia poi continuato, delle pressioni sulle scelte locali da farsi nell'ottica del parco, a qualcuno il parco non piace perché troppo permissivo e lascia aperte troppe possibilità per l'opera umana.
> ho detto se sia il caso di comprendere l'intera valle nel parco (è la maggior ragione della mia opposizione).
> ho detto che se l'indirizzo che la valle vuol prendere è quello della natura selvatica non si può pretendere che i partner fuori valle, pubblici e privati, si mettano a disposizione per altri indirizzi di crescita.

Insomma, questo rapido ed incompleto elenco di cose che sono state suggerite ma non trattate, in modo che tutti sappiano, nell'informazione al pubblico rimangono speranze per gli ottimisti e timori per gli altri.
Pepo
am: 12.10.2016 13:15
Bongiorno,
E da parecchio tempo che seguo il dibattito concernente il parco Adula, e sono sorpreso dal fatto che nessuno abbia messo sulla bilancia i vantaggi e gli svantaggi.
Tutti si trincerano dietro alle proporie convinzioni.
Mi permetto quindi di elencare i vantaggi e gli svantaggi secondo il mio punto di vista.
Vantaggi:
• L’opportunità di far meglio conoscere la nostra valle a livello svizzero e internazionale, con delle ricadute positive non solo per il turismo (rinascita del settore alberghiero, artigianato, agricoltura, eccetera)
• L’oppurtunità di creare un marchio Parco Adula, che porterà beneficio a tutto l’artigianato della valle (prodotti agricoli in primis)
• Aumento degli incassi dei comuni sotto forma di imposte, diminuzione della dipendenza finaziaria (perquazione finanziaria)
• Maggior autonomia dei comuni......
• Creazione di posti di lavoro.
• Da non dimenticare la sinergia con gli impianti di risalita + centro nordico, centro natura Acquacalda che il parco potrà creare.
• L’effetto locomotiva...
Svantaggi:
• La perdita di sovranità che é spesso messa in evidenza dagli interventi delle persone contrarie al progetto (personalmente, questa sovranità é relativa visto che i nostri comuni vivono grazie alla prequazione finanziaria, il fatto di aumentare il loro gettito fiscale, aumentera la loro indipendenza)
• La perdita di liberta di spostamento nelle zona nucleo ( anche questa affermazione non è veritiera, le capanne potranno essere raggiunte come adesso,e dei sentierii saranno previsti )
• Il deperimento del territorio nella parte inclusa nella zona nucleo (imboscamento dei pascoli non pascolati; ...), personalemente trovo quest’ossevazione poco valida. Mi ricordo che da ragazzo (14 anni), si poteva scendere da Negrentino a Prugiasco con gli sci per i prati innevati. Adesso è impossibile visto l’imboscamento del territorio.
• La medesima situazione la troviamo in parecchie altre zone della notra valle, e ciò è dovuto alla diminuzione dell’agricoltura et non certo al Parco Adula.

Bleniesi dobbiamo essere propositivi e smettre di essere i soliti “piagnucoloni”, certe opportunità arrivano una sola volta.
Il rifiuto del progetto parco Adula, sarebbe un grande errore => Dopo sarà troppo tardi!!!!!!!
Team Parc Adula
am: 12.10.2016 9:07
Gentile Alfiero
per dovere di cronaca precisiamo che le astensioni in merito alla votazione del 10.10.2016 sul decreto legislativo concernente la concessione di un credito di fr. 400'000.- quale partecipazione al finanziamento dell’istituzione del parco nazionale Parc Adula per il periodo 2016-2017 erano limitate a 13, pari al 16 (sedici!) % dei votanti.
Il decreto legislativo è stato approvato con 64 (sessantaquattro) sì, 2 no e, appunto, 13 astensioni. La politica ticinese si è quindi espressa chiaramente a favore della conclusione dei lavori finalizzati all’istituzione di Parc Adula.
Per maggiori informazioni la invitiamo a consultare www3.ti.ch/CAN/comunicati/11-10-2016-comunicato-st... , primo punto della pagina 2/2.

Team Parc Adula
alfiero
am: 11.10.2016 18:20
Rifletto, letta la cronaca sui giornali, sulla votazione del legislativo ticinese, che ha accettato il credito per i 2 parchi nazionali. Ne ho avuto una strana impressione: le astensioni sono troppe, segno che il parco Adula non convince più di tanto. i voti contrari sono troppi, segno che la voce di quella parte di popolo bleniese contrario al parco, non è priva di consensi e di significato e non cade nel ginepraio. Tenuto conto che il parco del locarnese ha qualche senso anche dal punto di vista economico (città, lago, parco) e viene presentata la versione corretta dopo il rifiuto della prima versione, quindi dovrebbe essere più conforme al desiderio popolare e quindi dare adito a minori opposizioni, a destare perplessità dovrebbe proprio essere il parco Adula.
alfiero
am: 11.10.2016 17:59
Leggo con particolare piacere il contributo di Olindo.

La descrizione della impraticabilità di una parte non indifferente del territorio fa riflettere sulla possibilità che nel 2027, quando scade il cosi detto contratto, di rimettere nel ciclo produttivo agricolo un territorio lasciato vegetare selvaticamente per tutti questi anni.
Team Parc Adula
am: 11.10.2016 10:16
Gentile Olindo,
forse non conosce bene il progetto Parc Adula e non ha ricevuto tutte le informazioni necessarie.
Basta consultare il nostro sito per capire che nel 90% del suo territorio (1'108 km2), Parc Adula promuove, tra l'altro, anche ciò che le sta a cuore, ovvero la cura del paesaggio.
Se visita la seguente pagina www.parcadula.ch/it/Progetto-Parc-Adula/Progetti potrà trovare diversi progetti che vanno proprio in questa direzione. Veda per esempio il progetto di valorizzazione del paesaggio in Rossa, dove una superficie di diversi ettari è stata ripulita dall'imboschimento per riportare in vita importanti testimonianze della cultura locale (muri a secco, terrazzamenti, antico insediamento), oppure il progetto per il decespugliamento dei pascoli di Cauco (Comune di Calanca) e dell'Alpe di Prou (Comune di Serravalle), il progetto di ripristino delle selve castanili di Buseno, del lariceto pascolato di Predasca (Comune di Blenio) e ancora il progetto per la cura delle selve castanili di Soazza e quello di gestione dell'Alp Puzzetta nel Comune di Medel/Lucmagn, ecc.

Le ricordiamo che nelle varie attività di educazione ambientale promosse da Parc Adula, risultano numerosi aspetti legati alla sensibilizzazione dei giovani nei confronti del proprio territorio. Nel Comune di Mesocco, ad esempio, il progetto di Parco nazionale sta sostenendo il recupero di un'area imboschita attorno ad una stalla ed il riattamento della stessa. L'intero progetto è stato svolto dagli allievi delle scuole di Mesocco, con l'obiettivo di sensibilizzarli su quanto stiamo perdendo, sui beni culturali e architettonici che ci circondano e per rendere consapevoli gli allievi che la loro attività servirà a mantenere intatto un bene costruito dai nostri avi.

Vista la sua sensibilità per il territorio, le consigliamo di approfondire meglio i contenuti del progetto Parc Adula. Siamo convinti che troverà aspetti in sintonia con le sue sensibilità.

Team Parc Adula
Olindo
am: 10.10.2016 16:56
Un’alternativa al Parc Adula

Lo sguardo politico sulle vere necessità del Cantone e della sua gente deve puntare veso un’ economia non solo a rimorchio dei grandi investimenti stradali e ferroviari, certamente importanti, ma che sono per loro intrinseca natura ciclici e limitati nel tempo, ma pure e soprattutto alla promozione e ricerca di un’economia con salde radici nel territorio.
Oggi, oltre in 50% della superficie cantonale è coperto non tanto da bosco pregiato o di protezione, ma da una miriade crescente di betulacee, sterpaglie e rovi.
Migliaia di secolari, mestosi e produttivi castagni, molti dei quali messi a dimora dai Patriziati nei primi decenni del secolo scorso, sono oggi praticamente irraggiungibili.
Là dove un tempo si falciavano e si pascolavano ubertosi prati e pascoli oggi regna il caos. Una ragnatela impenetrabile di arbusti e rovi copre e soffoca prati e pascoli, nascondendo chilometri di terrazzamenti nelle valli, sui monti e nella vasta zona pedemontana, testimoinianze di antica sapienza, perizia e tenacia ancora presenti malgrado l’usura del tempo e la colpevole latitanza dello Stato.
Preziose testimonianze di civiltà contadina, massicciamente abbandonata e ormai ridotta all’osso, di grande valore umano paesaggistico e culturale, da riconsiderare e convertire in altrettante opportunità economiche. Investire oggi in queste grandi superfici abbandonate significa principalmente capire i valori del nostro passato rurale, passato purtroppo misconosciuto o addirittura totalmente ignoto alle giovani generazioni, con buona pace della scuola e della politica; significa creare le premesse per una pressione demografica equilibrata, meno pendolarismo, occupazione accresciuta, indipendenza alimentare e offrire qualità al nostro futuro.
Urge dunque una politica organica di rivalutazione del territorio in chiave agropastorale e forestale, generatrice e foriera inoltre di sicuro indotto turistico grazie al territorio bonificato, curato e reso nuovamente produttivo. Si tratta in sostenza di rendere fertili questi estesi spazi sommersi, bene collettivo di grande valore spirituale e culturale, ricco e vitale patrimonio grondante di storia ancora visibile e presente nel Cantone.
È questo a mio avviso la vera alternativa al Parc Adula da realizzare e da trasmettere ai posteri a tutela di vera libertà, armonia e progresso.
La fiaba ‘Il contadino e i suoi figli’ di Esopo, racconta di un contadino che, sul punto di morte, chiamò a raccolta i suoi figli e disse loro: “figlioli in una delle mie vigne è nascosto un tesoro”. A morte avvenuta essi scavarono e dissodorano l’intera loro campagna. Il tesoro non lo trovarono, ma l’anno seguente la campagna diede loro un copioso raccolto. E benedirono i figli la memoria del defunto padre, per avere insegnato loro che la fatica è un tesoro.

Olindo Vanzetta, Biasca
mara
am: 4.10.2016 13:53
Cari utenti di questa conversazione, la "Charta del Parco" la trovate su:

www.parcadula.ch dove trovate anche il Rapporto sulla fase di consultazione:

www.parcadula.ch/it/Charta-Parc-Adula/Rapporto.htm...

Informarsi prima del voto è un dovere di noi cittadini ;-)

Buona lettura!
Team Parc Adula
am: 27.9.2016 13:49
Un altro, importante passo verso la votazione del 27 novembre.

Sostegno dei comuni bleniesi al Parc Adula
(La Regione Online, 27.09.2016)

"Preso atto dei contenuti del progetto e delle rassicurazioni ricevute, i tre Municipi della Valle di Blenio sostengono il progetto del Parc Adula, consci dell'importante opportunità di sviluppo offerto dallo stesso per la valle e per le altre regioni coinvolte". Queste le parole degli esecutivi bleniesi che in un comunicato spiegano di aver incontrato nelle scorse settimane i vertici dell’Associazione Parc Adula per fare un punto della situazione a 2 mesi dal voto previsto il prossimo 27 novembre. In tali occasioni il presidente Fabrizio Keller e la direzione hanno illustrato il quadro della situazione del progetto e aggiornato gli esecutivi sui cambiamenti intervenuti nelle scorse settimane e le modifiche proposte, frutto in particolar modo delle osservazioni pervenute durante il periodo di consultazione della Charta.

Nel corso del mese di ottobre sarà di nuovo organizzata una serata informativa nelle regioni coinvolte e sarà distribuito il materiale di voto e tutta la documentazione necessaria.
Cleto Ferrrari
am: 27.9.2016 0:33
Il “dopo Parco Adula”

Pur non più risiedendo in Valle di Blenio mi permetto di esprimermi con una certa competenza sul progetto di Parco nazionale Adula in quanto nella veste di Segretario agricolo dell’Unione contadini ticinesi e di Gran Consigliere avevo seguito tutto l’iter compreso quello fondamentale della definizione della base legale.
Con grande probabilità il prossimo 26 novembre il progetto di Parco nazionale Adula verrà bocciato dalla popolazione residente nei comuni interessati.
In sedici anni di discussioni ci sono state troppe contraddizioni, cambiamenti vari di dirigenza e la gente ha finito col non riconoscersi in questo progetto.
Sedici anni per una progettazione sono troppi! Qualcosa non è andato.
E dopo la bocciatura cosa succederà?
A quel momento i Bleniesi potranno dire la loro. Sarà l’occasione per definire un vero progetto condiviso. Infatti né la Confederazione, con in prima linea l’Ufficio federale dell’ambiente, né il Cantone, con la Sezione dello sviluppo territoriale, molleranno. D’altro canto restano solo due progetti di parco nazionale, Adula e Locarnese, avendo tutti gli altri candidati confederati nel frattempo rinunciato. Anche il dopo Cevio insegna.
In questi sedici anni si è buttato tempo e soldi per discutere della regione della Greina come se fosse minacciata da chissà cosa. Al posto di riconoscere che è gestita in modo esemplare da Enti pubblici, agricoltori e dalle organizzazioni alpinistiche che ne assicurano la fruizione con la creazione e gestione delle capanne. E non dimentichiamo il successo di visitatori già esistente. Vi sono salito parecchie volte e non ho mai trovato un rifiuto dimenticato in giro.
Le modalità con cui i promotori hanno gestito il dossier parco danno più adito ad un tentativo di esproprio dall’alto dell’intera regione che ad una condivisione. È il difetto di questi Uffici che diffidano delle capacità artigianali e di convivenza tra uomo e natura presenti sul territorio e quindi non si interessano delle esigenze di tutti i giorni delle persone che vi vivono e lavorano.
Al posto di litigare per la zona nucleo, che di regola è fruibile pochi mesi l’anno, ci si dovrà concentrare sul fondovalle.
Per avere vere ricadute da un tale progetto, l’intera Valle dovrebbe avere a disposizione infrastruttura, alloggi che al momento sono troppo carenti. Sarebbe quindi ora che le varie promesse inizialmente fatte dai promotori del parco venissero anche realizzate. Il fondovalle bleniese è ricco di rustici che, con la regolamentazione federale e cantonale, non si sa di che sesso siano. Insomma non possono essere trasformati in alcun modo. Dovranno cadere? Eppure sono quasi tutti già urbanizzati (strade, elettricità, acqua…) essendo stati usati anche a scopi agricoli e altro, e al momento sono perlopiù pseudomagazzini.
Con chiare regole e veri collegamenti sostenibili, non d’intralcio alle altre attività, potrebbero diventare una rete caratteristica di piccoli alloggi. Insomma i 5 milioni andranno utilizzati nel fondovalle e non per mettere dei ranger (semmai saranno le organizzazioni alpinistiche a fare la scelta) o per pericolose operazioni chirurgiche come isolare le vecchie case nei nuclei. Dovranno essere i principali attori presenti sul territorio ad usufruire di queste risorse finanziarie, che siano enti pubblici, privati, artigiani o altro. Non dimentichiamo che la bellezza e attrazione della regione comincia dal suo fondovalle e che la vitalità deve essere in primis sul fondovalle e di chi vi risiede e lavora se vogliamo trattenere visitatori più giorni e generare vitalità! La Valle di Blenio ha tutte le premesse per un vero successo che parta dal basso: paesaggio, territorio gestito, campagne, corsi d’acqua, artigiani, cuochi, gerenti, agricoltura, nuclei, ville degli emigranti, beni culturali, rustici, centri invernali. Peccato che i promotori del progetto parco abbiano visto tutto quanto in modo diffidente e non abbiano voluto integrarli e riconoscergli i ruoli. Non ci hanno creduto? E peccato che agli Uffici coinvolti un tale sviluppo non interessi.

Cleto Ferrari, Gran Consigliere Indipendenti
PARC ADULA
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