Blenio Café
PARC ADULA
Vilmos
am: 13.12.2015 12:04
Buonasera Rasputin, ciao Alfiero,

cerco di rispondere più che volentieri, e mi scuso già da adesso per la lunghezza.

Inizio col dire che non è scritto da nessuno parte che i Comuni devono assumersi il 20% dei costi complessivi (che, per i primi dieci anni, sono stati calcolati in 61,2 milioni di franchi).
Il 60% di questo denaro verrà dalla Confederazione (ricordo che l’assemblea federale ha recentemente deciso di aumentare gli stanziamenti in favore dei parchi) e un 20% dai Cantoni Ticino e Grigioni. Il restante 20% verrà assunto dall’ente responsabile del parco.
Dove va a prendere questi soldi il Parc Adula (complessivamente più di 12 milioni in dieci anni)? Una parte li richiede ai Comuni (in quanto membri dell’Associazione PA), i quali sono chiamati a contribuire nella misura di 6 franchi per abitante per anno, ma comunque per non più di 10'000 e non meno di 1000 franchi all’anno: ciò significa che, ogni anno, stando agli attuali dati demografici, i 17 comuni contribuiranno con poco più di 90'000 franchi all’anno (si va dai 10'000 di Blenio, Acquarossa, Serravalle, Disentis e Vrin ai 1000 di Nufenen, Hinterrhein, Buseno e Rossa).
Se facciamo due calcoli, ci accorgiamo che il contributo dei Comuni copre solo una piccola parte di quel 20% di preventivo (90'000 franchi su poco più di un milione all’anno). Il resto verrà da altri enti coinvolti come le Regioni (l’ERS-BV per ciò che riguarda il Ticino), da donazioni e soprattutto da sostenitori (come la Città di Lugano e la Città di Bellinzona) e sponsor privati. Per avere un’idea di chi sono, potete andare a vedere su www.parcadula.ch/it/Partner-Sponsor/Sponsor.
Insomma, quel famoso 20% è coperto soprattutto da sostenitori privati. E ho pochi dubbi sul fatto che, se il Parc Adula fosse accettato, altri sponsor possano avere interesse a «saltare sul carro».

Comunque è tutto nero su bianco nella Charta, più precisamente alle pagine 263-266 del Piano di gestione (Capitolo C) che potete leggere qui: www.parcadula.ch/it/Charta-Parc-Adula/download-cha...

Il fatto che sia sulla Charta, che verrà sottoposta al giudizio del popolo e, se accettata, ratificata da Confederazione, Cantoni e soprattutto Comuni (sono i Comuni a mettere la firma al contratto del parco), è già di per se una garanzia che questo contributo non sarà toccato. Alla luce di ciò, non capisco proprio cosa voglia dire Rasputin qui sotto scrivendo che con «la storia dei 6 Fr a persona sappiamo già come andrà a finire!!».

Sempre cercando di rispondere alle perplessità di Rasputin:

- non è che Pro Natura o il Parc Adula non prevedono di pagare l’affitto. Semplicemente, è la nuova Legge federale sui parchi: quindi non ha senso prendersela con Parc Adula o Pro Natura; se mai ce la si potrebbe prendere con le camere federali (a tal proposito ho già scritto in questa conversazione il 20.11 scorso).
Devo ammettere di non essere a conoscenza degli statuti e delle leggi che reggono il Parco nazionale svizzero, ma immagino sia la Confederazione a pagare l’affitto. Nel caso del Parc Adula, ogni anno la Confederazione verserebbe tra i 3,12 e i 3,9 milioni all’anno (vedi tabella a pagina 266 del Piano di gestione). Non so se son «fior di milioni», ma in dieci anni, al Parc Adula, la Confederazione verserà 36'720'000.

- Non capisco cosa intenda Rasputin con «succhiare soldi» ai Patriziati. Forse qualcuno più addentro le cose potrebbe dirci se e quanto sono chiamati a versare ogni anno al Parc Adula (o forse lo stesso Rasputin potrebbe essere più preciso).

- Il voto è concesso ai cittadini dei Comuni perché il Contratto del parco (Capitolo B della Charta) è stipulato tra l’ente responsabile e i Comuni (tra l’altro, credo che la stragrande maggioranza dei patrizi sono anche domiciliati…).
Secondo il ragionamento di Rasputin (del tutto legittimo) chiunque abbia dei possedimenti sulla superficie del Parco dovrebbe poter avere diritto al voto; ad esempio, anch’io, domiciliato fuori valle, potrei essere in possesso di un immobile su territorio bleniese e di conseguenza avere degli interessi a che il Parc Adula venga o meno realizzato.


Per concludere, sottolineo l’invito fatto qui sotto da Denis.

Non perdete l’occasione di esporre i vostri dubbi e di confrontare le vostre opinioni con il Team Parc Adula. La serata di domani e quella a Serravalle del 13 gennaio sono una bella occasione in questo senso.
Denis
am: 12.12.2015 15:22
Cari utenti del BC, Caro Rasputin,
vi informo che lunedì 14 dicembre dalle 18.00 alle 21.00, saremo presenti con il team presso la cancelleria del comune di Blenio (ad Aquila) per rispondere alle vostre domande.
Sarebbe per noi un piacere fare conoscenza con Rasputin e poter dibattere in modo costruttivo a quattrocchi. Lo potremo tranquillizzare sul fatto che qui non c’è nessuno che sta tramando cose losche.. stiamo semplicemente cercando di dare un nuovo impulso positivo alla Valle e tutta la regione ..
Siamo aperti anche ad accogliere osservazioni e proposte ..
Durante il mese di gennaio saremo presenti anche a Serravalle.
Buon WE a tutti – Denis Vanbianchi-team PA
alfiero
am: 11.12.2015 17:08
Ciao Wilmos,

vorrei capire il rapporto fra i 6 fr. per abitante, sono 16000 gli abitanti, e il 20% dei 60 milioni che il parco dovrebbe costare entro il 2027.

Inoltre perché alla cassa non vengono chiamati anche i comuni di Lugano, Bellinzona, (Locarno ha il suo parco da pagare) che sostengono il parco per i loro interessi senza metterci del loro per il rispetto dei vincoli?

Buon fine settimana
rasputin
am: 10.12.2015 20:34
Egregio Signor Wilmos,

e perché l'istituzione Parc Adula assieme a Pro Natura (così tanto favorevole ad avere un secondo parco in Svizzera e con tutti i precedenti progetti andati in fumo!!) non prevede di pagare un affitto, invece di succhiare soldi ai proprietari dei terreni (che poi dovrebbero essere anche i patriziati)

ed in più, perché i patrizi non vengono anche loro chiamati in consultazione, ma solo gli aventi diritto di voto dei comuni??

In Engadina per l'affitto pagano fior di milioni!! (ma non lo dice nessuno)

mi sta bene il 6 Fr per abitante, comunque nei piani contabili si cita che il 20% viene richiesto ai comuni.

la storia dei 6 Fr. a persona sappiamo già come andrà a finire!!

Sono come le richieste analoghe di altre istituzioni (utili o meno utili che siano); si è partiti con qualche Fr pro capite per finire a tanti Fr pro capite!

così che va a finire come tanti altri progetti; quando diventa critica finanziariamente, tutto addosso ai comuni!!

ROBA DAL COMUN, ROBA DA NISUN!!
Vilmos
am: 10.12.2015 18:39
In realtà il contributo richiesto ai comuni (a partire dal 2018, e cioè quando e se il Parc Adula entrerà in esercizio) è di 6 franchi per abitante per un massimo di 10'000 franchi per anno per comune (che sarà il caso per Blenio, Acquarossa e Serravalle).

(pp. 263-264 del Piano di gestione)
rasputin
am: 10.12.2015 18:04
300 (facciamo pure 500) persone sull’arco dell’anno; che corrisponde ad un incasso lordo (esagerando) di CHF 80'000, che, calcolando i vari costi di gestione, investimenti, ammortamenti e quant’altro, equivale ad un guadagno netto di circa CHF 0.- , per un costo già preventivato alle spalle dei tre comuni di valle di circa CHF 300'000 all'anno, senza contare le future sorprese di sorpasso!

Visto che almeno il 20% dei previsti 6 Milioni annui necessari sono a carico dei comuni, più tutto il resto che non dovesse venir coperto dagli sponsor.

Le percentuali date da Confederazione e Cantoni non cambiano, quindi quello che manca... ce lo mette pantalone!!

…. e poi i 6 milioni nei prossimi anni leviteranno al rialzo!!
E per creare in tutta la valle tre posti di lavoro tra il 60% e 80% di tempo d'impiego!!

E senza pagare un ghello di affitto dei terreni, a differenza di quanto succede in Engadina !!

E senza alcun aiuto economico sostanziale per aiutare chi dovesse ed avesse il coraggio di investire diversi milioni per creare le (eventuali ritenute necessarie) infrastrutture per accogliere la frotta di presunti visitatori.

L’unico aiuto finora solo promesso sta nella consulenza…

Di consulenze e relativi consulenti ne abbiamo piena l’aria ed il solaio, che servono sono i baiocchi!!!

Wiva i business plan, plan, plan, plan
marcello
am: 9.12.2015 14:45
Parc Adula, panacea per tutti i mali della valle di Blenio?

I promotori del progetto milionario prevedono una crescita dei pernottamenti nel settore alberghiero del 7% fino al 15% nella migliore delle ipotesi.

Tradotto in cifre per la valle di Blenio, avremo una crescita di .ca 400 fino a 855 pernottamenti annui :-(((
Vilmos
am: 20.11.2015 21:11
Ciao Mara ( :

Dal momento che il Nara (come tutto il comune di Acquarossa) si trova in zona periferica, non vedo quali mezzi abbia a disposizione il Parc Adula per impedire un eventuale, radicale rifacimento degli impianti di risalita. E, soprattutto, non vedo quali motivazioni dovrebbero avere per mettere i bastoni fra le ruote a un progetto del genere.

Il paragone con Campra non regge: lì, come hai detto, si tratta di una zona protetta, il che non è il caso per il Nara.

Comunque mi prendo il weekend per leggere meglio la Charta...

Alla prossima!
mara
am: 20.11.2015 8:41
Ciao Vilmos :-)

il tuo discorso fila liscio; sempre bello discutere con te e lo faremo ancora e ancora ;-)

Allora pongo un esempio concreto, solo come RIFLESSIONE, perché ora penso che nessuno conosce già la risposta corretta.

- supponiamo che c'è già il Parco
- supponiamo PD "epurato" approvato e pure i 3 PR senza opposizioni
- supponiamo che al Nara si trovino i finanziamenti (che bello!!!) e si possano cambiare tutti i vecchi impianti (questione annosa...). Cambiarli da cima a fondo. Nuovi, funzionali, veloci.

La domanda l'avete già intesa...
E' forse vero quel che dici degli impianti della Surselva, ma è anche vero che i GR hanno una marcia in più, e spesso nella furbizia...

Non vorrei che con il Parco, per fare un investimento tipo quello citato ci vogliano anni e anni... Torno spesso col pensiero a Campra, in zona già ora mega protetta... fa più di 10 anni che se ne parla e ancora non s'è posto un mattone né picchiato un chiodo ma spese cifre a 6 zeri in studi (carta...). Necessaria neh, necessaria... ma il tutto mi fa riflettere...
Vilmos
am: 20.11.2015 7:36
Ciao Maru,
interessanti riflessioni, le tue, a cui provo ancora a rispondere.

Per ciò che riguarda gli impianti di risalita, effettivamente al Parco non conveniva includere la vasta zona degli impianti di Disentis nella zona periferica, dal momento che, aumentandone la superficie, si sarebbe proporzionalmente dovuto ricavare altra zona centrale (insisto sul fatto che le due zone devono essere proporzionali). D’altra parte, gli impianti di Disentis sono fra i più conosciuti e frequentati, se non della Svizzera, almeno della regione. A loro cambia poco poter avere il marchio Parco (voi preferireste una stazione sciistica che ha un marchio Parco a un’altra che non ce l’ha? Qui non stiamo parlando di formaggio). Credo però che, inevitabilmente, anche gli impianti beneficeranno di riflesso della presenza di un parco.

Per rispondere alla tua seconda perplessità, invece, la prendo larga. Negli ultimi, diciamo, vent’anni, si è assisitito in Svizzera ad una nuova tendenza per ciò riguarda la sensibilità ecologica. Ci si è resi conto che la cura dell’ambiente può avere delle ripercussioni positive anche sull’economia: ciò spiega il successo dei nuovi sistemi di riscaldamento, di un nuovo modo di costruire case (anche se in Ticino siamo ancora un passo indietro) e, a un altro livello, alla nascita di un movimento come quello verde-liberale.
Questo fenomeno ha influenzato anche la Confederazione nella sua politica di sostegno alle regioni periferiche. Finita l’era LIM, a Berna si saranno chiesti in che maniera continuare questa politica. La direzione scelta è quella dei parchi, come dimostra l’adozione di leggi ed ordinanze ad hoc e lo stanziamento di fondi in questo settore. Il tutto, coerentemente con quanto esposto sopra, con un nuovo concetto di Parco nazionale; perché ci si è resi conto che una struttura come quella in Engadina non è più adatta ai tempi. Un Parco di nuova generazione, dunque, con tanto di zona centrale e zona periferica. Se tu mi garantisci una certa salvaguardia dell’ambiente (cosa a cui, a quanto pare, tengono molto anche i nostri parlamentari borghesi a Berna), i ti dò i soldi che servono per un certo tipo di sviluppo economico.
Per questo, Maru, non c’è nulla di disonesto: la Confederazione ora mette a disposizione fondi in questo modo, e chi risponde a certi requisiti se li può aggiudicare, come in tanti altri settori. Ne abbiamo le possibilità? Allora val la pena provarci.

Buona giornata! ( :
PARC ADULA
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