Blenio Café
PARC ADULA
paolo t
am: 25.11.2016 0:06
Radiogiornale 24.11.2016; Grigioni sera, ore 19

www.rsi.ch/rete-uno/programmi/informazione/grigion...
paolo t
am: 24.11.2016 19:36
... certo stupisce assai leggere tutte queste notizie in zona Cesarini e anzi... già quasi oltre! Mi stupisce assai...
O forse no... Comunque... la dice lunga sulla forza delle pressioni...
Spero che i votanti abbiano votato o votino secondo la loro raggiunta opinione e convinzione.
Elio Devittori
am: 24.11.2016 16:56
Mi fa piacere sentire che in Val Monastero la popolazione non è poi così soddisfatta del loro parco. I direttori dimissionano perché non tutto fila liscio come la signora ingaggiata dal PA la sera del 19 ottobre ha voluto far credere ai bleniesi.
Il PA usa tutti i mezzi corretti e meno corretti per mostrarci la bontà del progetto e per tapparci la bocca. Far parlare per un tempo esageratamente lungo la signora della Valle Monastero è l’esempio chiaro che di fatto ha impedito un dibattito con i bleniesi, ed ora veniamo a sapere anche altre verità. Questo modo di fare l’abbiamo già vissuto nel 2015.
Il voler modificare la proposta di PR aggiungendo un articolo, che certo verrà poi tolto, perché non è neanche conforme alla garanzia territoriale voluta da Berna, oltre che alla legge, è un’altra trovata per ingannare i bleniesi. Voler insistere con questo articolo per sfuggire alla realtà, è un altro inganno, perché quest’articolo è solo e unicamente una proposta.
Far scrivere sui giornali a certi lettori che la spesa per i Comuni (Blenio) sarà di soli 10'000 fr. all’anno, è un inganno, ci saranno altri costi, e citati.
Far credere che ci sarà una grande evoluzione nel turismo è ingannevole, perché in una valle con niente è impensabile sperare in una evoluzione come prospettata. Chi investe 3,5 – 4 mio di fr. per un piccolo albergo a Olivone ? Quale è la banca che finanzia in modo importante un investimento del genere a Olivone ? Per un oggetto del genere si deve calcolare un ritorno del 10% circa ( interessi, spese, riserva per manutenzioni, gerenza, rischio, ammortamento), ossia almeno 350'000 fr. all’anno, più naturalmente le spese d’esercizio. Dunque, forza fautori del SI, fate l’albergatore !
Il PA è un progetto per la natura e per Berna, non per i bleniesi ! Su queste cose i bleniesi devono riflettere !
marcello monighetti
am: 24.11.2016 16:46
...e quella del sindaco di Nüfenen?

www.ticinonews.ch/ospiti-blog/331147/markus-meuli-...
paolo t
am: 24.11.2016 14:44
www.srf.ch/news/regional/graubuenden/ungewisse-zuk...

L'avete sentita l'opinione del sindaco di Mustair?
Peter
am: 24.11.2016 14:31
Si cavalca l’onda di una Valle decadente, morente, senza posti di lavoro e sbocchi che dovrebbe aggrapparsi a questo progetto ( treno o tram che passa solo una volta ) per usufruire di un’opportunità finanziaria portata dal marchio e dal sostegno di progetti innovativi. Un vero toccasana per l’economia locale. Detto così sembrerebbe un vero affare per tutti, ma cos’è che non convince ? La charta mostra chiaramente che i progetti di 5 mio annui ( suddivisi nei 17 comuni ) saranno elargiti unicamente per : biodiversità, utilizzazione sostenibile delle risorse, educazione ambientale, gestione, indennità per rinuncia utilizzo zona centrale. Questo è un rilancio economico ? Quanti vallerani potranno beneficiare di questi aiuti ? pochissimi perchè tematiche troppo specifiche e scientifiche che porteranno solo specialisti sul campo per intervenire ed analizzare un laboratorio a cielo aperto con un indotto minimo ( forse un panino e una mela ). La famosa teoria engadinese che beneficia di un contorno con infrastrutture non indifferente ( San Moritz, Livigno..): un franco genera 5 franchi risulta dunque poco reale e gli aiuti sperati per promuovere economicamente tutte le attività turistiche, commerciali e imprenditoriali attualmente in crisi dove sono ? Dov’è il salto di qualità ? Certo ci sarà il marchio che passerebbe da un tortuoso percorso per buttarsi su un mercato inflazionato da altri 300 marchi con un aumento del costo finale non indifferente.

I progetti terminati e sovvenzionati in questi 15 anni, mostrano il tipo di linea che verrà seguita, inoltre sono stati, delle mere e mirate sponsorizzazioni che hanno permesso di effettuare un’ operazione di marketing ( scelti con oculatezza, svariati settori e categorie ) per acquisire consensi. Addirittura gli ultimi in cantiere sono stati venduti con la sciagurata promessa che se passasse il parco la cifra si moltiplicherebbe. Una forzatura che ricorda l’antica e medievale vendita delle indulgenze. A rafforzare la causa di favorevoli, si è persino chiamato in causa Nano Bignasca, che avrebbe creduto e sovvenzionato come municipale di Lugano la nascita del parco. Da leghista della prima ora, credo che leggendo la charta e il risultato finale dopo 15 anni di studi, Giuliano Bignasca avrebbe immediatamente fiutato la trappola ambientale che si nasconde dietro questo progetto e soprattutto lo sperpero di denaro pubblico in sovvenzioni che non aiutano e rilanciano la valle. Fa specie che persino altri leghisti ricattino i bleniesi dichiarando che se non saltiamo su questo treno saremo ripudiati dagli aiuti cantonali, bella dimostrazione di democrazia. Certo per taluni cittadini le regioni di montagna sono una palla al piede e questa sarebbe l’occasione per sbarazzarsene, ma il Ticino è composto da centri urbani e zone montane che hanno il diritto di continuare a vivere. Se veramente fosse stato così vantaggioso salire sul carro di Berna, pensate che ci saremmo fatti pregare ? Una situazione che ricorda la campagna anti-europa dove si promettevano mari e monti, mentre si dimostrò poi per la Svizzera determinante esserne fuori, anche allora Nano Bignasca percepì immediatamente la pericolosità dell’operazione. Un parco di nuova o vecchia generazione, di primo o sesto grado nasce come zona da tutelare. Bisogna privilegiare la natura a scapito delle attività umane, tanto che la zona periferica fa da cuscinetto ( proteggere, sostenere ) alla zona centrale e per fare ciò deve seguire delle linee programmatiche ben precise dettate dalla charta che a sua volta richiama gli articoli dell’ordinanza federale portando concetti di protezionismo. Per ogni iniziativa grande o piccola le associazioni ambientali saranno una spada di Damocle che incombe sulle nostre teste pronte a ricorrere e, a differenza da ora, potranno essere spalleggiate da una Charta che giustificherebbe così qualsiasi opposizione ( esempi attuali: parco eolico San Gottardo, olimpiadi grigionesi ).

Se si accetterà il parco, i bleniesi avranno una zona centrale con importanti vincoli, tutto il territorio del distretto ipotecato (gli aiuti finanziari andranno nella macchina burocratica e in grandi studi ambientali) e ci resterà solo un pugno di mosche in mano. Votate no a questo specchietto per le allodole.

Peter Straub, guardiano per 14 anni alla capanna Scaletta in Greina e socio fondatore della Lega dei ticinesi di Blenio
Scriba
am: 24.11.2016 11:48
Qualcuno affermava

"CI PIACE GENERALIZZARE, E' RASSICURANTE, UN PRETESTO PER RISPARMIARCI ALTRE FATICHE NEL NOME DEL 'TANTO E' SEMPRE COSI'"

Resto allibito della mancanza di coraggio e fiducia nel prossimo e da quanta superficialita' ! :(
il gracchio alpino
am: 24.11.2016 10:53
ecco la conferma!!

Gli enti di controllo hanno lasciato spazio all'inizio per far accettare il progetto, poi hanno proceduto ad intervenire per imporre le loro regole e la macchina si è inceppata.

E`il grosso rischio che si sta correndo!!
Qualche piccola opportunità, anche se poca, e molte imposizioni e nessun mezzo messo a disposizione della popolazione e meno ancora soldi!

da lunedì stop ai progetti di sviluppo se non eco sostenibili, eco compatibili, ed eco quant'altro.

Ultimi spunti e ultimi termini per riflettere.
marcello
am: 24.11.2016 9:12
www.rtr.ch/novitads/grischun/engiadina/5-avant-las...

www.srf.ch/news/regional/graubuenden/ungewisse-zuk...

www.suedostschweiz.ch/leben/2016-11-21/ulf-zimmerm...
Denis
am: 24.11.2016 8:08
Caro Adula,
alla domanda inerente la sede di Roveredo avevamo già risposto il 25 ottobre:
- In origine il progetto di parco nazionale era coordinato dall’Organizzazione Regionale del Moesano (ORMO) che aveva sede a Grono. Dal 2010 gli uffici si sono poi trasferiti a Roveredo restando ubicati, per motivi pratici, nei pressi della Presidenza. A partire dalla fase di esercizio (2018), tutti gli uffici del Parco saranno collocati all’interno del perimetro (Art.1 Statuti). Già oggi Parc Adula dispone di 5 uffici regionali così distribuiti: Rossa, Olivone, Curaglia, Vals e Splügen.
Per quanto riguarda i posti di lavoro, sarà poi la nuova associazione (formata dai rappresentanti dei comuni) a definire le modalità di assunzione dei nuovi collaboratori. I 18 posti di lavoro non andranno ad aggiungersi agli attuali, saranno 18 in tutto di cui 4/5 in Valle di Blenio.
Cordiali saluti – Denis team PA
PARC ADULA
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