Blenio Café
PARC ADULA
fiordaliso
am: 30.11.2013 17:42
Ecco il buon (ed equidistante) resoconto della serata di Mattia Cavaliere apparso su LaRegione Ticino.

Anche qui si menzionano i 280'000 visitatori, ma anche qui (come del resto durante la serata) nessuno a detto che saranno tutti in Greina, ... ma in Valle di Blenio. La Valle di Blenio è aperta tutto l'anno (per fortuna le rimane ancora una stagione turistica estiva e invernale). Quindi il calcolo può esser fatto come segue: si prendono i 280'000 visitatori, si dividono su 365 giorni all'anno, e si distribuiscono equamente sul territorio dei 3 comuni ... e ne risulta una media di 255 visitatori per comune al giorno.

Io credo che per un Comune di Blenio (che ha una grande superficie e offre ben più che solo la Greina [inclusa la buona proposta del Luzzone, Campra, Acquacalda, tutto il Lucomagno, etc] la possibilità di avere una media di 255 visitatori al giorno non è solo ampiamente sostenibile ma fortemente desiderabile.

---- --- ---

Oltre 150 persone giovedì nella sala del Consiglio comunale di Malvaglia alla serata-dibattito sul progetto.

La presidente di Blenio Turismo Ursula Dandrea e l’economista Ronny Bianchi a confronto con due scettici sul progetto: la municipale di Blenio Claudia Boschetti Straub e l’ex sindaco di Olivone Marcello Monighetti

Parc Adula, l’ultimo treno per far decollare la Valle di Blenio o molte redini che attanagliano la libertà dei residenti? Sono queste le due impressioni del progetto emerse giovedì sera a Malvaglia.

Il dibattito, in una gremita sala del Consiglio comunale (almeno 150 persone presenti), si è infuocato al primo giro di interventi. «La Greina – ha esordito Marcello Monighetti dando voce agli scettici – è una tra le poche zone del nucleo centrale del futuro parco facilmente raggiungibile, che però, già oggi, è al limite della sopportazione ambientale. Mi chiedo allora il senso di un parco chiuso su se stesso ad esclusiva difesa della natura. Non avrebbe avuto più senso invece concepire un parco dinamico, capace di proporre nuove occasioni di svago, un’innovativa forma di turismo industriale, partendo magari dalla simbiosi tra natura e tecnica che trova espressione nelle centrali idroelettriche o nella diga del Luzzone?».

Claudia Boschetti Straub ha parlato di una «costosissima operazione pubblicitaria», che rischia di far perdere il controllo sul territorio («unico valore disponibile») e sugli stessi Comuni della Valle, «come hanno già tentato di fare Cantone e Confederazione infrangendo i principi del federalismo». Poi Boschetti Straub ha passato in rassegna gli interrogativi sul progetto, a suo dire, ancora senza risposta alcuna sul parco.

Dal fronte opposto Ronny Bianchi ha replicato snocciolando i benefici delle zone protette sulle economie locali (corrispondenti, per il parco nazionale in Engadina, a un quinto del Prodotto interno lordo). Poi ha spostato la sua attenzione su altri due parchi più simili al Parc Adula come il Triglav in Slovenia o il Gran Paradiso, tra il Piemonte e la Val d’Aosta. Ricerche da lui condotte alla Scuola cantonale di commercio di Bellinzona stimano, per il Parc Adula, un afflusso annuo di 280mila persone per una quarantina di milioni di franchi di beneficici ogni anno, solamente con il turismo, per la Valle di Blenio. La regione vedrebbe così sbalzare il tasso di occupazione degli alberghi dal 12 per cento al 40 per cento.

Dal canto suo la presidente di Blenio Turismo Ursula Dandrea si è detta convinta della validità del Parc Adula, poiché darebbe quel valore in più alla valle, rendendo concorrenziali (perché messe in rete) le diverse ramificazioni di quel tipo di turismo definito dolce: l’agricoltura, la gastronomia, il commercio, ma anche l’artigianato. In questo senso ha definito il Parc Adula una piattaforma di marketing con cui promuovere meglio le varie iniziative locali.

Paure e speranze.

Sull’espressione di parecchi tra quelli che hanno colto l’occasione di giovedì per dire la loro, si leggeva la paura di un progetto sperimentale, calato se non imposto dall’alto. «Un’ipoteca sulla nostra regione che i nostri giovani saranno chiamati a pagare con gli interessi», ha osato qualcuno. Stefano Quarenghi, direttore del progetto, ha allora invitato la popolazione a informarsi bene, sul ruolo giocato dai Comuni, consultando le pubblicazioni sul parco o rivolgendosi allo sportello di Olivone.

Marino Truaisch è tornato sul quadro esposto da Ronny Bianchi, che parlava di un regresso del 15 per cento nel Primario e del 3 per cento nel Secondario negli ultimi 13 anni, per attirare l’attenzione sulle difficoltà che incontrano sempre più gli alberghi e i piccoli commerci di valle. «Stiamo così bene da rifiutare un progetto, che non implica grossi investimenti, ma che può sollevare le nostre sorti? Se sprechiamo questa opportunità possiamo dirci autolesionisti», ha chiuso negli applausi.

La tensione è scemata quando si è entrati nelle questioni più delicate. Le capanne alpine – è stato spiegato – resteranno. L’alpe Motterascio sarà preso da modello, con il concetto di pascolo sostenuto dal Parc Adula, per altre zone. La parte centrale, ha aggiunto il direttore Quarenghi, è stata scelta partendo dalle attuali bandite. Quanto alle vie per raggiungere i pizzi, queste verranno cartografate sulla base degli itinerari già scelti oggi dagli alpinisti».
marcello
am: 30.11.2013 13:09
Riprendo quanto sentito a Malvaglia e pubblicato dai giornali di sabato 30 nov 2013:

280'000 visitatori ipotizzati per l'anno 2025, solo per la valle di Blenio!!
Tutti a visitare la Greina (Zona Nucleo) del parco? Zona praticabile per un periodo massimo di 5 mesi all'anno?

Fanno .ca 1800 visitatori al giorno considerando 150 giorni di bel tempo....

Vorrei sentire Pro Natura a questo proposito....
richi
am: 29.11.2013 23:58
C'era Fiordaliso alla serata dibattito di ieri sera a Malvaglia? Tra i tanti in piedi magari? :-)

E' stato soddisfatto delle risposte date?
marcello
am: 29.11.2013 18:38
Serata dibattito sul tema, autorità comunali promotori del progetto, denunciano situazioni economiche vallerane a dir poco disastrose, almeno per quanto riguarda il turismo, ma quando si tratta di dar seguito a delle proposte concrete fanno orecchie da mercante :-(

Il mio rifiuto ad un parco di questo genere è sempre più convinto.
mara
am: 26.11.2013 17:18
E' corretto informarsi sull'importante progetto di Parc Adula!
Ecco un'occasione per raccogliere informazioni e scambio di opinioni:


www.vallediblenio.ch/vdbi_eventi.php
lo scriba montano
am: 2.10.2013 20:31
L'unico punto finora a favore è la proibizione ad introdurre animali (nella fattispecie cani) in qualsivoglia maniera. Ad esempio la direttiva per il parco nazionale in Engadina dice che non si può introdurre i cani ne al guinzaglio ne in portarli in braccio.
E l’unica direttiva/imposizione che merita di essere ritenuta valida.
lo scriba montano
am: 2.10.2013 0:25
poi seguono:
ufficio registri
ufficio esecuzioni (così almeno non paghiamo più i PUFF!!)
cosi non resta più nessuno.
alcuni posti presso PA da chi verranno occupati?
Caro Fiordaliso; non è colpa della società ma della DIRIGENZA! (cioè i cadreghini a cui diamo il voto!!)
Per tornare al PA ed agli articoli di Discorso libero:
al di la di alcune asserzioni e del relativo tono, il contenuto in generale è pertinente e rispecchia la realtà dei fatti.

In merito all’UE; certo non siamo membri (per fortuna) ma purtroppo subiamo gli accordi che vengono erroneamente chiamati bilaterali. Siamo sempre i primi ad applicarli alla lettera e gli unici a subirne gli effetti negativi. Quindi dovrebbero chiamarsi unilaterali. Siamo in linea solo a dare ed a nulla ricevere.
Di esempi sulle cavolate che dobbiamo subire ne vediamo a camionate; ogni giorno si potrebbe scriverne un libro. (li sentono anche i sordi e li vedono anche i ciechi!)
Si sa che a formare il governo centrale di Brussel, gli stati membri fondatori hanno “sbolognato” e spedito lassù i loro peggior politici, così da toglierseli dai piedi da casa.
Vediamo i risultati (un esempio; per determinare la tonalità del colore e la circonferenza dei pomodori, un gruppo di 45 persone ha impiegato, a tempo pieno, 18 mesi; per determinare che al piazzaiolo napoletano si doveva proibire di cuocere la pizza nel forno a legna, 30 persone per 13 mesi; 10 giorni a Madrid in 80 persone per decidere cosa far scrivere sulla testa dei detonatori e conseguente impiego di 20 persone per 9 mesi a elaborare il..concetto..; ed avanti così…).
La promessa Svizzera di sacrificare le zone alpine è esattamente tra queste. Ne più ne meno.
Che poi la Charta viene stilata (in parte) dai nostri, è pur vero, ma le direttive sono le direttive. Che si possa deregolamentare, sarà da dimostrare e sarà da vedere fino a quando.
Un mucchio di votazioni/decisioni prese dal popolo degli ultimi 20 anni, se mal viste o non favorevoli agli interessi di qualcuno, sono state pilotate torte e contorte e si sono adottate decisioni completamente diverse dai risultati delle votazioni.

Il rischio è che, se deregolamentazioni saranno concesse, se vanno troppo in contrasto con le regole, presto o tardi la coperta sarà girata seppur magari lentamente dall’altra parte, senza che si possa troppo intervenire. (basta una tiratina ogni tanto e pochi si accorgono, ed a restare senza coperta saranno chi?)
Comunque (ma l’ho già detto più volte) avanti con il progetto ma, in tempo utile deve essere messo sul piatto della bilancia TUTTI ma TUTTI i punti negativi e positivi, reali e logici (e non le solite fanfaronate di master, business e altri plan, pieni di teorie di pseudo pensatori e pseudo studiati che con il loro dire si pensano di avere il diritto di lavare il cervello a tutti. (anche di questi plan e cavolate ne abbiamo subìto a camionate e vediamo i risultati!!!)
Solo a quel momento sarà il popolo a dover e poter valutare in modo serio, pragmatico e pratico quale santo vale quale candela, sperando senza subire l’influenza (che ora regna) di parte.
Fiordaliso
am: 1.10.2013 20:44
Mi riallaccio anch'io al post sotto sulla questione europea (e spero che questa volta nessuno me ne voglia a male ... si può interloquire sul "merito").

Negli articoli proposti ve ne è un po' per tutti i gusti, il PDF è li da scaricare e lascio al lettore farsene un'opinione. Gli articoli sulla questione europa sono due. Un'intervista all'ex consigliere cantonale Uri Anton Niderberger e un fondo di Erika Vögeli.

Mi soffermo sul primo. Niderberger parte con un titolo forte: "Parchi naturali - un progetto copiato dall'UE ... un progetto Eurek". Peccato che poi nell'articolo non si spiega cosa esattamente viene copiato ne cosa è Eurek". Tra i tanti concetti espressi da Niderberger ve ne è uno però che illustra meglio di tutti il tono generale dell'articolo. Estraggo solo due frasi per beneficio di brevità ma invito i curiosi a leggersi il testo integrale. Testuali parole:

"Continuando le mie ricerche mi è sorto il dubbio che da Bruxelles si vorrebbe fare della Svizzera un Museo della natura ... Le Alpi si vogliono usare solo come zona di svago e per far ciò la popolazione di montagna è di troppo".

Francamente - un'idea così tanto strampalata (permettetemi l'aggettivo) quanto infondata era un pezzo che non la sentivo.

Prima che qualcuno provi ad attaccarmi addosso un'etichetta impropria, chiarisco che personalmente mi trovo in accordo con la linea "bilaterale" (in opposizione all' integrazione EU) adottata dalla Confederazione, ma vi è un limite al "populismo" ed "estremismo" di alcuni degli argomenti scelti. Non esiste nessun piano europeo per trasformare l'intera Svizzera in un "Museo della natura".

Proclamata la mia adesione al "campo pro-bilaterale" mi permetto di sottolineare che questo non significa il totale isolamento dalla comunità internazionale. Mi permetto anche di pensare che se c'è un tema sul quale sarebbe auspicabile un'allineamento con i paesi a noi vicini è proprio quello delle poliche ambientali ... come tutti ben sappiamo "l'Ambiente" non conosce confini - certamente non quelli così cari a noi umani.

Ognuno può (per fortuna) scrivere quello che vuole - il Signor Niderberger incluso; ma i fatti rimangono fatti: la Charta viene scritta qui non a Brussels, l'Associazione Parc Adula è costituita dai 20 Comuni e le 5 Regioni che la compongono (e per quanto ne sappia questi non vengono eletti a Brussels), i 2 cantoni che sostengono il progetto sono anche un'espressione della Democrazia svizzera, così come lo sono le Camere federali che hanno votato la legge sull'ambiente, e il Consiglio federale che ha prodotto l'Ordinanza sui parchi ... e non leggo nessuno contestare questi "fatti".


... Purtroppo devo condividere la nota di Scriba montano sui posti di lavoro che man mano van sparendo ... non conosco i dettagli di cosà avverrà di preciso con i ruoli menzionati ... ma il disingaggio della società in genere con la realtà economico-produttive delle regioni di montagna è un processo tristemente noto.
lo scriba montano
am: 1.10.2013 18:07
Leggendo i vari articoli di Discorso Libero del marzo 2011, al primo impatto potrebbe sembrare che alcuni interventi siano estremi e/o poco credibili o almeno di parte. Purtroppo non è così.
Anzi; negli articoli si citano quasi esclusivamente i parchi naturali e regionali. Le regolamentazioni applicabili al concetto di parco nazionale sono ancora molto ma molto più severe. Quindi, purtroppo le imposizioni/conseguenze possono anche essere ritenute più dure.
Che si tratta di una questione di promessa all’UE, lo si sa dall’inizio. Ciò grazie a chi ha fatto le promesse (compresa la promessa che Brussels ha imperativamente voluto di tenere aperto il passo del San Gottardo nell’inverno in cui era successo l’incidente in galleria - 12 novembre 2001- solo per citare l’esempio; compresa la promessa di pagarsi noi tutta l’opera della NTA ed in più pagare i lavori in Italia per poter far proseguire i treni, malgrado che l’Italia a fine anni 80 aveva deciso che puntavano sulla linea Sempione). Anche se questa è tutt’altra storia, sotto sotto le cose hanno un piccolo nesso.
Parchi naturali delle altre nazioni membri UE; a differenza di noi che paghiamo tutto noi (spiegato negli articoli sopra citati) hanno ricevuto sovvenzioni dalla comunità.

Per rispondere a Maru sul “probabile” futuro.
Direttore BT; secondo la nuova pianificazione legata alla nuova LTur, è un posto cancellato. A meno che gli enti locali (comuni ecc..) mantengono una funzione più o meno simile a loro spese.

Ufficio forestale; il Cantone ha da tempo pianificato il trasferimento a Biasca cancellando l’attuale circondario.
Guardia caccia e pesca; si occuperanno in prevalenza degli stessi attuali compiti con però una sovrapposizione di competenze nelle zone nucleo e parzialmente nelle zone tampone.
Compiti dell’URse; poche competenze su quanto riguarda l’area del parco, salvo elargire sussidi ed aiuti a chi sarà in diritto di riceverli secondo le nuove direttive che hanno sostituito le direttive LIM
Gran parte delle competenze saranno assunte dai vertici del PA.

Mi fermo
maru
am: 30.9.2013 19:38
Mi piace che il PA sia un tema molto dibattuto di questo forum....

Ora io vorrei portare la discussione su un altro punto, quello economico.

I promotori del PA continuano a sostenere che con l'arrivo del PA ci saranno nuove figure professionali sul nostro territorio. Allora io mi chiedo:

1) quali saranno i compiti dell direttore di Blenio Turismo una volta che ci sarà il PA? avrà ancora senso? e gli addetti ai sentieri?

2) quali compiti avrà l'ufficio forestale con sede ad Acquarossa (con i relativi dipendenti) una volta che ci sarà il PA? avrà ancora senso?

3) quali saranno i compiti dei guardiacaccia e pesca una volta che ci sarà il PA? avranno ancora senso?

4) quali saranno i compiti dell'Ufficio regionale di sviluppo economico Bellinzona e Tre Valli una volta che ci sarà il PA?

Ed ecco il mio dubbio: Ma quali saranno queste NUOVE figure professionali finanziate dal PA? sono sicurissimi quelli del PA che queste nuove figure non andranno a scapito di quelle citate in precedenza?

Sono d'accordo che la Confederazione, il Cantone, i Comuni, ecc finanzino il progetto e che portino soldi in Valle, ma attenzione! I discorsi che si sentono ormai da alcuni anni al momento della stesura dei preventivi sono TAGLI TAGLI TAGLI. Pensate che questi enti potranno finanziare (in modi diversi) professionisti (molti dei quali laureati) per svolgere dei lavori in doppio??? solo con un nome diverso?

Non sarebbe meglio lasciare questi soldi allo Stato per fare in modo che li utilizzi li dove sono necessari? SCUOLA, OSPEDALI, ecc???

Magari rendendo più attrattiva la professione di docente delle Scuole Medie di Acquarossa, così possiamo evitare di avere un continuo ricambio (e frontalieri...), oppure la professione di docente di scuola elementare nelle nostri 3 sedi vallerane aumentando il loro misero stipendio?? e questi sono solo un paio di esempi "nostrani"...

Cosa ne pensate voi che fate parte delle categorie professionali sopra citate?

buona giornata a tutti
PARC ADULA
Seiten: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98
©1999-2017; Das Bleniotal im Internet    http://www.vallediblenio.ch    e-mail: info@vallediblenio.ch
Web Konzept: Cresedo Tec
Wir übernehmen keine Verantwortung für den Inhalt der Websites, die unsere "Links" vorschlagen.

Die Veröffentlichung von Informazionen, die auf diesem Site erscheinen ist nur mit Angabe der Quelle: www.vallediblenio.ch möglich.