Blenio Café
PARC ADULA
marcello
am: 30.9.2013 17:35
Dando seguito a quanto promesso inerente ai legami europei sulla questione parco, vi segnalo un numero speciale sul tema parchi, pubblicato da
"Discorso Libero" il 1 marzo 2011
lo scriba montano
am: 30.9.2013 16:55
Non vorrei essere parte delle questioni personali e nemmeno mi interessano.
A me che sta a cuore sapere, sono quali vantaggi porta il progetto PA in rapporto ai quanto si dovrà sacrificare.
Le persone del management hanno davvero il senso pratico e le conoscenze del territorio e delle necessità di chi ci vive veramente Dentro (detto in maiuscolo)?
La legge e l’ordinanza capestro, dicono esattamente cosa si deve fare e cosa non si può fare. Siamo sicuri che le richieste di deregolamentazione siano ben formulate e siano ben accettate ed in modo sicuro e perenne dagli enti federali?
Tutti gli altri partecipanti (commissioni, gruppi di lavoro eccetera) sono davvero convinti su quanto sopra?
A me sembra di no.
Come qualcuno dice (confermo), la creazione di nuovi spazi da preservare al naturale, cioè lasciare al completo abbandono della natura, senza niente toccare per le zone nucleo e con serie limitazioni di sviluppo e modifiche per le zone tampone, è esattamente una promessa che le autorità federali hanno fatto all’UE in scambio di altre promesse. Così che la confederazione foraggia i progetti più per obbligo che per convinzione. (salvo qualche ufficio...)
Tutti gli altri progetti lanciati in Svizzera (era 6) sono stati immediatamente affossati e si conoscono le ragioni (come ho già detto, in qualcuno ci avevo messo bene il naso). Come detto Zernez ha bocciato la proposta di estensione ed anche qui si conosce il motivo!
Quindi, chi sono i più accorti? Chi decide di gestire da solo in suo territorio oppure chi il suo territorio lo sacrifica per una causa, imposizione e gestione voluta da di fuori, con nessuna garanzia di riscontro?

Come più volte detto (e me l''aveva confermato un fautore- che non è l'ultimo arrivato - di un parco all'estero) non abbiamo ne gli spazi ne la giusta morfologia per lasciare parte di territorio abbandonato, come non possiamo addossarci imposizioni ulteriori. (forse non ce ne sono abbastanza di imposizioni??)
Vasco
am: 30.9.2013 16:26
Per prendere posizione definitiva sul Parc Adula è chiaro che bisognerà attendere la Charta del Parco e capire cosà sarà ancora concesso e cosa non lo sarà più.
Se però andiamo a curiosare nel sito del Parco Nazionale Svizzero già costituito: www.nationalpark.ch/go/it/visita/escursioni-e-gite...

Notiamo che sulla pagina d’accoglienza campeggiano subito 7 bei divieti! Se poi andiamo a leggere l’Ordinanza sul Parco Nazionale ci si può rendere personalmente conto delle restrizioni in atto in quel territorio.
Ognuno avrà poi le sue sensibilità ed interessi e potrà convivere o meno con le future restrizioni, personalmente però il solo fatto di non poter più salire su una cima è già limitante, e questo è solo un esempio.
Aspettiamo perciò la Charta e cerchiamo in seguito di essere molto attenti e critici, valutando tutti gli aspetti, prima di accettare lo costituzione del Parc Adula.
fiordaliso
am: 29.9.2013 15:21
Marcello, non ti preoccupare: nessun turbamento, ci vuole ben altro ... il mio è solo piacere dialettico.
Attendo con impazienza la continuazione della tua esposizione sulla "questione europea". Non mi sembra di aver ridicolizzato il tuo post: anzi comincio proprio scrivendo "Apprezzo - anche se condivido nel merito - le parole di Marcello".
Semplicemente espongo le mie ragioni del perchè dissento profondamente dal tuo pensiero.
Per quanto riguarda l'uso dello pseudonimo vedo con dispiacere che insisti. Mi rimetto alle moderatrici: se l'uso di uno pseudonimo è permesso su questo blog (in genere si fa proprio perchè permette alla discussione di svilupparsi fuori dai personalismi) intendo usarlo e confido in loro e nella loro etica professionale per far si che la mia identità sia protetta e non sottoposta a mobbing e intimidazioni ogni qual volta che scrivo ... Se invece non è più permessa e la mia identità non è più garantita, a tutti quelli che come il sottoscritto usano uno pseudonimo potranno agire di conseguenza.
marcello
am: 29.9.2013 15:17
Fiordaliso, i miei post ti turbano il sonno? Touché?
Quante volte hai letto il tuo nome nel mio penultimo post? Sei tu che mi citi più volte, asserendo cose che non ho mai detto, tentando di ridicolizzare la questione europea, tornerò sul tema…
Io parte dell’associazione occulta contro il PA? Nessuna offesa! Perché semplicemente non è vero.
Non penso che questi battibecchi personali interessino molto i lettori di Blenio Café, quindi cerchiamo di rimanere oggettivi, e possibilmente seri.
Tu parte del management? Forse?
L’anonimato? Una questione di etica!
Mary
am: 29.9.2013 14:18
Una riposta, un si o un no! In base alle informazioni ricevute vien da pensare su quali basi dire "si", finora si percepisce il desiderio di investire milioni per impossessarsi del territorio che è in parte già gestito egregiamente da patriziati e enti competenti. Mi chiedo la necessità, il bisogno di un tale spreco di soldi per un campagna pubblicitaria, un'opera di convincimento costosa, con il rischio che il popolo la bocci, visto che il regolamento sa da aspettare ancora per anni.
Le risposte studiate a tavolino danno l'impressione di uno studio psicologicamente forte. E evasivo in quanto tale .
La mia umile impressione e diffidare, siamo soggetti a continue regole e divieti, per vivere il nostro territorio finora in auto! Poi probabilmente anche a piedi.
Buona domenica
Fiordaliso
am: 29.9.2013 7:27
Marcello, il fatto che io risponda "puntualmente" per esprimere ciò che penso è un diritto che nessuno mi può togliere ... e puoi stare certo che il tuo tentativo di intimidirmi può solo fallire: continuerò a scrivere con rafforzata risoluzione. Il fatto che tu (senza avere nessun elemento per poterlo asserire) delegittimi quanto io scrivo ascrivendomi al "management" del progetto è totalmente fuori luogo ... è un po' come se io scrivessi che tu non sei credibile in quel che esprimi perchè infatti sei l'occulto presidente della sedicente associazione "Contro il Parc Adula". Per favore - se ci riesci - attieniti al merito di quanto viene scritto senza sempre doverla buttare in "cagnara" sulla persona.
Per quel che riguarda la mia interpretazione del tuo precedente post mi posso solo rallegrare di leggere che non sei contrario al parco ... anche se permettimi di esprimere un mio personalissimo parere: leggendo quanto scrivi uno si può facilmente trarre in inganno.
marcello
am: 28.9.2013 23:08
Fiordaliso, che tu sia a favore del parco, pronto a contestare qualsiasi opinione contraria o scettica con puntuale tempismo, tale da suscitare forti dubbi sulla tua eventuale appartenenza al management, ci può anche stare; ma che tu in maniera così arbitraria e poco corretta ti permetti di esprimere a nome mio cose che non ho mai detto né scritto non ci sta! Credo e affermo che nemmeno fra le righe postate in precedenza io abbia affermato di essere contrario al parco, non condivido il modo di come si stanno portando avanti certe cose, punto! Per tutto il resto mi esprimerò quando avrò letto il regolamento.
Fiordaliso
am: 28.9.2013 21:22
Apprezzo - anche se condivido nel merito - le parole di Marcello. Ci spiega il reale motivo delle sua opposizione al progetto Parc Adula. Ce lo spiega articolando concetti che non si riconducono a delle banali proteste a riguardo di questa o quella piccola targa mono- bi- o tri-lingue che sia. Apprezzo il suo intervento perchè finalmente cerca di rispondere alla domanda fondamentale che il progetto Parc Adula pone a tutti gli abitanti delle 5 regioni interessate:
Parc Adula può rappresentare un'opportunità di sviluppo socio-economico sostenibile basato sulla valorizzazione di un bene incontestabile - il patrimonio naturale e paesaggistico?"
La risposta di Marcello è evidentemente "no". Lui non crede che Parc Adula possa rappresentare un'opportunità utile per la collettività. Secondo quanto ci spiega il quadro legislativo non permette alla popolazione locale di determinare e gestire questo progetto. Sempre secondo quanto ci spiega il proposto parco sarà il veicolo per l'instaurazione di un nuovo "potere" trasversale al quale partecipano tutti (da ignoti funzionari federali a lontane agenzie dell'Unione Europea) ... tutti ... tranne la popolazione locale.
Personalmente non posso che dissentire per questa interpretazione, non per piglio di bastian contrario, ma perchè l'evidenza delle cose ci racconta una cosa molto diversa (non fosse per altro che di funzionari EU in giro per le nostre valli non ne ho visto nessuno).
L'Associazione Parc Adula non è composta da funzionari federali o comunitari (intesi come EU), ma dai sindaci e dai rappresentanti dei 20 comuni e altre organizzazioni regionali.
I gruppi di lavoro con i quali il Parc Adula sta allestendo la Charta sono composti dai rappresentanti delle associazioni alpinistiche che operano sul territorio, dai cacciatori che cacciano sul territorio, dagli agricoltori che lavorano nel territorio, etc ... non dai funzionari di Berna o di Brussels.
La Charta (il documento che regolerà il parco) non è scritta da ignoti ma da persone con un nome e un cognome e soprattutto da persone con una competenza e/o pertinenza con il territorio - non dalle OMG internazionali di stampo ambientalista.
Ed infine ... Il voto per decidere se vi sarà o non vi sarà un parco nazionale non avverrà nel canton Zurigo o nel principato del Lussemburgo, ma nei 20 - e solo nei 20 - comuni che costituiscono il proposto parco.
Posso quindi solo notare che l'opposizione di Marcello al progetto è basata su un argomento tanto improbababile quanto fattualmente inconsistente: non esiste, e neppure ve ne è evidenza, un disegno eversersivo per instaurare un nuovo "potere". La legge federale per l'ambiente esiste in quanto è una legge svizzera, votata dal parlamento svizzero, ed è in vigore già dal 2007. L'ordinanza (incluso l'articolo citato, e il diritto a deroga) è un documento di due paginette che informa in forma generica la costituzione dei parchi svizzeri, non è il documento che definirà le regole di Parc Adula. La Charta (la base legale del proposto parco) dovrà passare per il voto popolare per diventare effettiva. Se una cittadina o un cittadino - una volta letta la Charta - dissentirà con quanto scritto dovrà solo votare "no" ... se quello che leggeràq troverà il suo consenso voterà "si" ... non c'è nessun quarto, quinto o sesto "potere".
Se vi sarà un parco nazionale sarà perche la popolazione dei 20 comuni vorranno un parco nazionale PUNTO
Caro Marcello, la tua motivazione è per certo qualitativamente migliore di quanto sentito o letto sinora su questo blog, ma non fa un graffio alla mia convinzione che Parc Adula può rappresentare un'opportunità per tutte le regioni interessate.
Sento frequentemente dire che Parc Adula non ha ancora motivato completamente le ragioni per un si (personalmente trovo che le risposte cominciano a sommarsi), ma devo dire che ad oggi non ho sentito una sola ragione valida che mi fa pensare che alla domanda "fondamentale" esposta sopra si debba rispondere "no".
marcello
am: 28.9.2013 17:39
Alcune osservazioni scritte sul blog mi stimolano a rendere pubbliche un paio di riflessioni, del resto penso già in parte rese note.
Non credo occorra ripetere che queste discussioni abbiano lo scopo di migliorare o perlomeno mantenere lo stato delle cose, nell’interesse collettivo, mi sembra ovvio e scontato.
Tornando sul tema PA, se ne parla oramai da troppo tempo, alcuni si ricorderanno, eravamo nel 2000 quando fece capolino l’idea, e in qualità di Sindaco di Olivone fui subito d’accordo d’intavolare il discorso, presupponendo una condizione fondamentale: i paletti li metteremo noi! Ossia i Comuni! Intesi come terzo elemento costituzionale del nostro Stato di Diritto.
Le cose si sono evolute in maniera molto diversa, mi riferisco al varo della legge sulla protezione della natura, in particolare la relativa Ordinanza sui parchi ha sconvolto le premesse. Il tutto voluto e dettato dell’UE, affermazione che gli attuali dirigenti del progetto non vogliono sentire nel modo più assoluto, negandone l’evidenza.
Riguardo all’attuale struttura manageriale, e in particolare su quella futura, intravvedo una sorta di quarto potere trasversale, composto di gente con scarsissimi legami con il territorio, imbottiti con ideali e teorie raccolte negli atenei di mezza europa, spesso troppo lontani dalle realtà locali, forze in grado di interporsi fra i nostri capisaldi democratici, che han fatto del nostro Paese una forza vincente.
Il modo di procedere, Flyers, Magazine, Pubblicità, Promozioni, Fiere, Giochi, Progetti… (dei quali dirò in seguito): prima di tutto ciò, ritengo sarebbe stato molto più corretto intavolare da subito un discorso serio e dettagliato con le Autorità federali e le associazioni ambientaliste, sui nuovi criteri di gestione del territorio, insomma sapere quello che potremo ancora fare e non fare dalle nostri parti, evitando di lasciare in sospeso per anni una questione fondamentale.
I responsabili del progetto si sono semplicemente basati su di una grossolana risposta ad una affrettata domanda, per rispondere in modo poco convincente alle diverse questioni aperte, ingenuità? Eccessivo ottimismo? Mancanza di esperienza? Su questo tema mi limito ad una sola osservazione: i responsabili del progetto affermano senza "se" né "ma": nella Zona Periferica NON CAMBIERÀ NULLA!
Allora si pongono due domande: per quale ragione l’Ordinanza federale ha redatto l’Art. 18? Per quale ragione i cittadini di Zernez all’inizio degl’anni 2000 hanno respinto in votazione popolare l’estensione del Parco Nazionale tramite un aggiunta di una zona periferica? In fin dei conti un tale articolo, se applicato, potrebbe rimediare a certe situazioni poco decorose presenti in valle.
La gente locale sta subendo un periodo di incertezza che non merita, era ed è un loro sacrosanto diritto sapere. Sarebbe stato tutto più facile - senza dover aspettare per anni, ne mancano ancora 2 - per leggere e speriamo capire, questo tanto atteso regolamento.
In merito ai 15 progetti, non entro nei contenuti, uno in particolare è già stato preso sufficientemente a sassate, nuovamente ci si pone la domanda, un quarto potere? Strategia d’imbonimento? Biscottini a destra e a manca? Tutti questi progetti avrebbero potuto far capo alle attuali istituzioni del nostro sistema. Il discorso vale anche per gli aiuti finanziari, in fondo sono soldi pubblici anche quelli del PA.
È oramai risaputo, e fa parte della logica delle cose anche in un Paese democratico, un nuovo potere non si afferma per caso, ma per delle ragioni ben precise, lascio a chi legge la risposta...
PARC ADULA
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