Blenio Café
PARC ADULA
lo scriba montano
am: 14.9.2011 4:51
Al di là della bontà o meno del progetto, sembra che i responsabili si distanziano sempre di più dalla popolazione locale (quella che un giorno dovrà decidere), intanto si utilizzano i milioni della Confederazione e dei vari enti.

Gli enti locali interessati, tramite i loro rappresentanti vengono informati esattamente su quanto succede?

Le riunioni sono tenute in modo (e lingua) comprensibile a tutti i partecipanti?

Le decisioni vengono prese in seno di riunione in modo collegiale?

Non si potrebbe propendere o valutare per un progetto di parco naturale/regionale?

Una eventuale tale variante non porterebbe di più dando di meno?

La maggior parte della gente che potrebbe arrivare o arriverà, quanto gli importa della differenza del marchio?

Solo che la Confederazione ha la necessità e l’obbligo morale di creare nuove aree adibite a parco nazionale-nazionale perché è una promessa che deve mantenere a fronte dei paesi vicini.
Fa parte dei vari accordi bislacchi che hanno stipulato nell’ambito dei nuovi spazi/accordi EU-CEE, assieme alla circonferenza dei pomodori ed alla tonalità del colore dei piselli (quelli in scatola da mangiare, non gli altri maschili - ma arriveranno anche a questo).

È per questo che a Berna e in qualche ufficio "talebano" si spinge di più per il parco nazionale –nazionale che non per un’altra formula.
Solo che nessuno lo dice.

Questo è una chiara dimostrazione del perché gli altri progetti in Svizzera sono morti sul nascere. Solo tre esempi; Mouveran, Val des Bagnes, Matterthal.

Perchè sono stati accantonati?

Perchè quelli che hanno abbandonato non hanno colto l'alletante opportunità?

Perchè è rimasto in corsa solo il Ticino?

Perchè noi siamo più bravi degli e non ci lasciamo scappare le opportunità?

Perchè noi siamo molto bravi (e spesso) a fare gli affari degli altri e poco i nostri?

Perchè Berna blocca i sussidi per aggiustare le strade dei monti per colpa di qualche finestra fuori misura su qualche rustico?

Perchè i posti di lavoro sono fuori dai luoghi di interesse?

Perchè non è necessario sapere l'italiano?

Alcune domande ed alcuni perchè!

Tali quesiti sono già stati posti, anche in altre varianti (salse) anche da altri ed a diverse riprese.

Perchè non sono stati finora risolti?

Ultimo perchè! (poi buonanotte!!)

Perchè nessuno risponde?
marcello
am: 13.9.2011 18:50
Un catalogo di domande, la proposta di Fiordaliso è da condividere, anche se a dire il vero sul sito ufficiale www.parcadula.ch vi è uno spazio per porre domande al direttore del progetto, il sito tuttavia mi sembra fiacco e poco dinamico, di tutt'altra vivacità si può parlare del sito www.vallediblenio.ch e del suo Forum Blenio Café, l'unico sito web dove fin'ora si è discusso del progetto e delle problematiche relative, anche se nel forum spiccano per la loro assenza i responsabili del progetto.

La prima domanda fondamentale che mi pongo, che nessuno ancora ha posto ufficialmente, probabilmente per paura della risposta, anche se i segnali politici purtroppo non mancano, lo squilibrio dei contributi ai due progetti è fin troppo evidente.

- 2 Parchi nazionali in Ticino? La Confederazione è pronta a sostenerli entrambi? Il CdS è pronto a fare altrettanto?
mara
am: 12.9.2011 22:39
...se i soldi per i salari sono pochini, come si può capire dallo scritto di Fiordaliso, o addirittura mancano è più che giusto che bisogna fare bene i conti con l'oste e non creare posti a destra e a manca... (per quello di Curaglia ci sono??? ) ;-)

Ma credo che in valle non è questo che si vuole, al momento attuale e tenuto conto delle risorse finanziarie citate. Più facilmente e con spese minime, si potrebbe però "decentralizzare" uno o due dei posti di Roveredo. Uffici vuoti in valle ce ne sono, e come già detto più volte, oggi con un PC e la linea internet, 4 classatori e una penna si lavora egregiamente...
Infatti ritengo che molto più importante sia il contatto con la gente del posto, cosa che potrebbe davvero contribuire ad avvicinare il progetto alla popolazione locale. Da troppi mesi ormai qui, a livello di popolazione, non si sente e non si sa nulla...

La suggestione di Richi potrebbe aiutare a far almeno percepire la presenza di qualcosa che potrebbe nascere...
Richi
am: 12.9.2011 19:12
Domanda concreta:

ESISTE UN LABEL "CANDIDATO PARCO NAZIONALE"? SE SI, COME E DOVE SI PUO' GIA' USARLO?

Questo ai fini di farci già conoscere come progetto, farlo conoscere ed iniziare con qualcosina di concreto tra LA POPOLAZIONE LOCALE e i piccoli commerci ai fini ovviamente di parlare del progetto e farlo conoscere. Creare consenso.

Grazie per una risposta.
Buona giornata
fiordaliso
am: 11.9.2011 21:32
Salve Alfiero,

realismo è certamente cosa buona, io mi permetto un po' di positivismo per contrastare la "reale" possibilità che invece non si faccia niente ... e per "niente" non intendo solo il Parc Adula ma intendo "niente di niente".

La domanda che poni non è solo legittima ma a mio avviso è fondamentale (e la faccio anche mia).

È importante che il dibattito su come potrà/verrà organizzata, dislocata e gestita la struttura del proposto parco sia aperta e trasparente - e questo vale non solo per una sola regione ma per ogni regione. E qui debbo scrivere che - in quanto a risposte - per il momento ho visto poco.

A questo proposito mi chiedo (e chiedo alle moderatrici) se all'interno di questo forum si possa creare una lista di domande fondamentali per fissare l'essenza di quei contributi che altrimenti si perdono nella lunga scia di questo dibattito. Per "fondamentali" si intende chiaramente una ristretta lista (e non un'interminabile scia) di domande selezionate che potranno poi essere rivolte a chi di dovere.

Se ciò fosse possibile la domanda di Alfiero (che mi permetto di condensare ma prego Alfiero di correggermi se crede opportuno) è la prima che vorrei includere:

COME VERRÀ ORGANIZZATA, DISLOCATA, GESTITA LA PROPOSTA NUOVA STRUTTURA?

Pensando a quali altre domande includere me ne viene un'altra, forse meno fondamentale per essere inclusa nella lista, ma alla quale nondimedo vorrei che fosse data risposta e/o sentire le opinioni altrui.

La domanda prende spunto dai recenti articoli di giornale che attestano a "oltre mezzo millione" all'anno il contributo federale al progetto del Parco Locarnese. Scavando nel sito del Parc Adula trovo un diagramma ( www.parcadula.ch/i_page_101_5.html ) che attesta il contributo federale al progetto targato TI/GR a 2,748,000.-- , che dovrebbe fare suppergiù anche "oltre mezzo millione" all'anno.

Non vorrei sembrare il pidocchioso che conta nel borsello altrui, ma se di posti di lavoro si parla bisogna anche avere i soldi per i salari. Ricordo subito che qui confronto un documento ufficiale con un comunicato stampa (per cui aspettiamo dettagli)... scritto questo scrivo anche che nel caso del finanziamento del Parc Adula di tratta di una cifra (549,000 se non faccio male le divisioni), mentre nel caso del Parco Locarnese cifre non ne trovo: "oltre mezzo millione" potrebbe essere 600,000 ... forse 700,000 ... sicuramente non molto meno di 549,000.

Considerato che il Parc Adula è ben 5 o 6 volte più grande, con problemi logistici e di distribuzione sul territorio ben più importanti (trasporti, strutture, ben tre lingue nazionali) la mia domanda è:

COME PUO ESSERE CHE IL CONTRIBUTO FEDERALE AL PARCO DEL LOCARNESE E UGUALE (SE NON MAGGIORE) A QUELLO DEL PARC ADULA?

La mia domanda in questo caso non è tanto rivolta alla direzione del progetto ma credo vada posta alle autorità politiche, comunali, regionali e cantonali. Chi vigila sugli interessi dell'intera regione Tre Valli a Bellinzona e a Berna?

La ragione per cui pongo la domanda è l'impressione del tutto personale che ci si preoccupi soprattutto di far arrivare in porto il Parco locarnese ... "e se poi su nelle valli non succede niente ... poco male".

Questo in barba ai tanti discorsi sullo sviluppo di quelle regioni (e qui per simpatia aggiungo le valli di Mesolcina e Calanca) tra le più depresse (economicamente, demograficamente, etc.) della Confederazione. Insomma non vorrei che da un lato si dica una cosa, ma poi nei fatti siamo sempre l'ultima ruota del carro ... e a nord di Bellinzona quello che ci tocca son solo le interminabili code di traffico.
alfiero
am: 11.9.2011 4:19
Salve Fiordaliso,
per il momento cerco di rimanere armato di realismo, essere a favore o contrario al parco, per il momento è solo una questione di principi personali, perché non si è aiutati a capire come sarà il dopo parco, in particolare quanto dipenderà da noi il dopo parco. Il tema posti di lavoro è sentito in tutta l’area del parco, a noi interessa sapere subito se la grande quantità di territorio nostro impegnata per le ragioni del parco ci darà qualche priorità.
Un posto di lavoro del parco, a Olivone , con annessi e connessi, costerebbe, durante i 4 anni che ci separano dalla votazione, io penso, tre quarti di milione, se non è assolutamente necessario per il buon lavoro sarà difficile che ci sia la volontà di crearlo. Penso invece che sia realistico, già da oggi, voler sapere come verranno ripartiti, in caso si accettazione, i posti di lavoro a tempo pieno, finanziati direttamente con i soldi del parco. Pure realistico mi sembra voler conoscere subito i dettagli dei così detti vantaggi e svantaggi, opportunità e vincoli del parco (visto che i commenti, le leggi e la realtà non sono unisoni). D’altronde, in televisione, qualcuno non bleniese ha già detto che l’idea del parco è nata nei loro uffici... Al di la dei nostri monti... forse perché buon intenditore limiti le sue pretese. A questo punto dovrebbe essere possibile sapere quali e quanti posti di lavoro a tempo pieno servono in valle di Blenio per la conduzione del parco.

Buona sera
Richi
am: 10.9.2011 21:53
Salve,
interessante quanto leggo da Fiordaliso, e mi rifaccio a una lettura di un recente articolo sul progetto del Parco nel Locarnese.

E cioè: il label "Candidato parco nazionale", c'è? lo si può già usare? C'è un logo? Vi si possono ricavare autocollanti piccoli o grandi che, ad esempio, un agricoltore può già incollare sui suoi formaggi? Certo sarebbe bello... Se si parla di "label" già nella fase di candidato, questo dovrebbe pur potersi fare... e si crea legame concreto con la gente che vive sul territorio... è che qui invece "a sa sent pü nagott" ....

Per le cifre, invito alla prudenza... come in tutte le votazioni, elezioni comprese, l'incognita è sempre data dagli indecisi. Ed è li che bisogna lavorare. Ma quelli dell'Associazione dovrebbero bhe saperlo.

Buona domenica a tutti!
Fiordaliso
am: 10.9.2011 20:15
Parc Adula, se doveste votare oggi votereste si o no?

Questa è la domanda che puntualmete ed opportunamente le moderatrici di questo forum ci hanno proposto a seguito il fitto succedersi di commenti apparsi su "Blenio Caffè" durante l'estate.

Leggendo questo forum ho frequentemente l'impressione di essere tra i pochi sostenitori di Parc Adula, infatti più di una volta questo o quel contributo professano un'opinione pubblica compatta orientata al no. Questo però è in netto disaccordo con le cifre raccolte nei sondaggi promossi su questo stesso sito.

Debbo premettere che anch'io leggo con disappunto il discusso annuncio di un posto di lavoro da parte dell'Associazione Parc Adula - le ragioni sono già esplicitate da altri qui sotto (anche se con parole e toni che non sempre condivido) - ma al contrario di altri mi auguro che i promotori del progetto possano percepire il preciso messaggio e chiarire se e quando un mandato verrà assegnato in Valle di Blenio. Attendo con pazienza. Dopottutto vi sono ancora quattro anni sino alla istituzione del proposto parco - credo che le somme si tirano alla fine. E siccome rimango fermamente convinto della bontà del progetto alla domanda sopra ho risposto senza esitazione con un "Si".

E mi rallegro nel constatare che anche in quest'ultimo sondaggio viene confermata la tendenza espressa nei precedenti: 62 sono sono i favorevoli al Parc Adula, 44 sono i contrari, 20 gli indecisi.

Dopo aver letto alcuni dei contributi sotto - dove ancora una volta si mettono in bocca alle persone opinioni che si dovrebbero invece proporre come "personali" - mi son ritrovato nel ripercorrere a ritroso l'archivio di "Cosa pensi" (e qui non posso perdere l'occasione e ringraziare le promotrici di questo servizio per il loro ammirevole impegno e la preziosa risorsa).

Parc Adula è sicuramente un soggetto di discussione molto sentito (lo dimostra questo lungo forum) e registra negli anni ben 7 sondaggi. Amando le tabelline mi permetto di riassumerli e commentarli qui sotto. Come premesso nella pagina di apertura il sondaggio non ha ambizioni scientifiche, i numeri sono relativamente modesti, nondimeno offrono un utile colpo d'occhio sulla tematica.

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Il primo sondaggio appare ad inizio primavera 2007 con la domanda "SEI FAVOREVOLE ALLA REALIZZAZIONE DEL PARC ADULA?"

Un totale di 59 voti registrano:

25 = SI
15 = NO
12 = Sono incerto
7 = Si, ma in altro modo

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Il secondo appare poche settimane dopo a fine primavera 2007 con la domanda "QUALE APPORTO TURISTICO AVREBBE IL PROGETTO PARC ADULA?

La domanda dal profilo più tecnico rispetto alla precedente non è correlata dalla abituale premessa e raccoglie meno partecipazione con soli 42 voti:

16 = Poco marcato
13 = Grande
13 = Difficile a dirsi

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Un terzo sondaggio appare - con una certa insistenza - immediatamente dopo il secondo (sempre in tarda primavera 2007) con la domanda "PARC ADULA, SEI CONTENTO DELLA GESTIONE DEL PROGETTO? TI SENTI COINVOLTO?"

Qui le promotrici del sito (presumibilmente preoccupate dal serrato susseguirsi di sondaggi sullo stesso soggetto) aggiungono una premessa a questa nuova domanda invitando i suggeritori del sondaggio ad una "pausa di riflessione" per permettere ad altri temi di svilupparsi ... a conferma della loro intuizione questa volta i voti sono solo 28:

27 = NO
1 = SI

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Bisogna quindi attendere sino alla primavera 2009 per il quarto sondaggio che in concomitanza con l'annuncio di una serata informativa aperta al pubblico propone la domanda "PARC ADULA, DESIDERI CONOSCERE MEGLIO IL PROGETTO PER FARTI UN'IDEA?"

La pausa di riflessione chiaramente rigenera l'interesse ed i voti che salgono a 63:

24 = Sì, ma preferisco una serata
22 = Sì, leggo il documento
11 = Sono contrario/a comunque
6 = Non mi interessa

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A serata informativa conclusa parte il quinto sondaggio con la domanda "PARC ADULA, QUALE IMPRESSIONE DOPO LA SERATA INFORMATIVA PUBBLICA?"

La serata (che mi fu riportata per gli schiamazzi e le poco civili aggressioni verbali da parte di pochi) spinge i voti sino a 89:

40 = E' un'occasione da non perdere
26 = Malgrado le info, resto contrario/a
23 = Resto confuso/a, indeciso/a...

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Il sesto sondaggio cade in concomitanza con l'assegnazione del label "candidato parco nazionale" da parte delle autorità federali. Questa volta la domanda è "PARC ADULA, RITENETE OPPORTUNO ACCEDERE ALLA TERZA FASE DEL PROGETTO?"

La moderatrici saggiamente invitano il visitatore a non reagire "di pancia" ma ad informarsi prima di esprimere un parere ed il voto raggiunge 93:

62 = SI
23 = NO
8 = Non so ancora

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Il settimo e più recente sondaggio si è appena concluso e scaturisce dalla polemica (e mi permetto di sottolineare "autogol" da parte dell'organizazione Parc Adula) sul recente annuncio di un posto di lavoro chiaramente targato GR. La domanda è "PARC ADULA, SE DOVESTE VOTARE OGGI VOTERESTE SI O NO?"

Il sondaggio forte delle passioni generate dalla recente polemica viene lanciato con una perentoria premessa "Parco si o parco no?" ... "potrebbe essere questa una prima indicazione utile, magari sorprendente?". Il risultato è ragguardevole con ben 126 voti ma sorprese - malgrado la polemica - non ve ne sono:

62 = SI
44 = NO
20 = Non so ancora

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Da notare però rispetto al precedente sondaggio - e questo serva da indicazione ai promotori del progetto - l'incremento degli sfavorevoli e degli indecisi a testimoniare che il tema dello sviluppo economico (occupazione per intenderci) è cosa sentita e che con posti di lavoro unicamente nei Grigioni non si quadagnano certo consensi.
daniele
am: 9.9.2011 15:52
Come ben dice il signor Ferrari, in Svizzera sono nati diversi progetti di parco di tipo natuale.
Qualcuno di questi li conosco anche se in maniera non proprio approffondita.
Da quanto mi sembra di vedere, chi ci vive ed opera dentro, sono contenti.
La convivenza con leggi e ordinanze e le relative applicazioni sembra non crea problemi e dal profilo economico, il ristorno è positivo.
Come più volte ho detto, necessita chiedersi perché quasi tutti i progetti di parco nazionale - nazionale (visto il bisticcio di nome) sono morti sul nascere.
Conoscendo personalmente ed avendo seguito parte del progetto iniziale in tre casi e conoscendo le persone che si occupavano, posso affermare che sicuramente non avrebbero "gettato alle ortiche" i vantaggi e le opportunità qualora si fossero presentate. Mettendo sulla bilancia vantaggi e svantaggi fù evidente che era meglio, se non necessario, rinunciare.

A parer mio, quello che manca (almeno apertamente agli occhi della popolazione) sono proprio i confronti tra i reali vantaggi e gli svantaggi di simili operazioni.
Necessita però presentare tale "conto" in modo veritiero onesto e realistico. Come tanti business plan presentati (anche in altri progetti) purtroppo i vantaggi sono sempre solo teorici e/o "ritoccati" a favore del progetto e poi ci si accorge che in realtà non sempre è proprio così, per non dire che l'applicazione pratica a volte è impossibile.
I vanatggi devono essere degli obiettivi sicuri e raggiungibili nei termini stabiliti, comprese tutte le varianti di intoppi già calcolati a sfavore.

Quindi; mettendo a confronto le due idee di parco nazionale-nazionale e di parco nazionale- naturale (regionale) e valutare esattamente il dare/avere delle due varianti, non sarebbe una buona opportunità atta almeno a capire da che parte varrebbe la pena di pendere?

Tutto questo per dire anche: è giusto che si sacrifichi il territorio, comprometterne la gestione, eccetera, senza avere la sicurezza o sapere cosa si possa ricavarne?

Si potrebbe persumere: visto che il ricavato (e non solo in ordine economico) potrebbe esser il medesimo o comunque non differenziare di molto, non sarebbe opportuno adottare una variante dove è possibile sacrificare e sacrificarsi meno?

E potersi almeno ancora recare liberamente sui nostri territori senza implicazioni e senza dover seguire sentieri ed itinerari da gite Fantozziane!
Magari con davanti la giuda "tipo giapponese" con l'ombrellino sollevato in aria per farsi notare e farsi seguire; questa è solo una battuta, visto che le zone nucleo dovranno trovarsi in luogi discosti. Chi ci andrà non saranno tanti di più di quelli che su tali luoghi si recano ora.
Ritengo che la gente se arriva (e lascia qualcosa), non è tanto per il parco come tale ma per i progetti (ed idee), i prodotti offerti e le infrastrutture esistenti o che si arrivano a creare. Questo lo si potrebbe realizzare anche senza il parco nazionale, anche perché la valenza del marchio alla vista del normale cittadino non sembra fare una gran differenza.
Mi si corregga, senza remore, dove sbaglio.
Cleto Ferrari
am: 9.9.2011 1:41
È di martedì la notizia dell’ammissione del Parco del locarnese all’ultima fase di progettazione, volta alla sua istituzione, che sfocerà probabilmente nel 2015 nella votazione su di un progetto di dettaglio da parte dei comuni interessati; approvazione prevista dalla Legge e necessaria ad ottenere il marchio da parte della Confederazione.

Come il Parco Adula, anche quello del locarnese è un progetto in cantiere da più di dieci anni. Nel frattempo in svizzera sono già nati, o meglio hanno ottenuto il marchio ben dodici parchi nazionali del tipo naturali e, solo in Ticino, sono ancora in fase di progettazione due parchi d’importanza nazionale del tipo nazionale (scusate il bisticcio ma questa è la confusa nomenclatura prevista dalla Legge federale per mettere sotto il cappello dei parchi di valenza nazionale differenti categorie).
La notizia arriva dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), il quale nel suo comunicato tradisce anche una particolare ammirazione alla categoria nazionale, mettendo di fatto in secondo piano la definitiva nascita di quelli naturali.
A questo punto sorgono spontanee alcune domande:
come mai i parchi del tipo naturale ottengono consenso da parte della popolazione toccata da questa pianificazione mentre quelli del tipo nazionali sono ancora in un iter tortuoso? Come mai l’UFAM si diletta ad evidenziare quelli del tipo nazionale? Come mai quelli del tipo nazionale si situano in Ticino?

Per approfondire queste spontanee riflessioni sarebbero utili dei seminari. In questa sede possiamo solo stimolare la discussione.
L’UFAM è conosciuto per la sua rigidità a tutela dell’ambiente. Al momento del varo delle modifiche della Legge federale, in cui sono stati definiti e regolamentati i parchi, il parlamento ne ha previsto una graduazione, in cui quello di tipo nazionale (progetti Adula e locarnese) è a totale tutela della natura, mentre quello naturale lo potremmo definire di convivenza ideale tra natura e uomo. Quest’ultimo ha ottenuto successo a livello Svizzero, mentre da noi, in Ticino, da più di un decennio stiamo ancora discutendo sull’opportunità o meno di istituire parchi che mettono in secondo piano l’uomo e la sua attività. Le discussioni vertono proprio sul fatto che la ricca tradizione d’attività umana ben visibile sul territorio montano arrischia di essere sacrificata o fortemente limitata sull’altare del protezionismo. Se siamo giunti a questo punto probabilmente è perchè tanti ticinesi non credono più nei Ticinesi, nel proprio territorio e a chi lo gestisce e quindi preferiscono consegnarsi nelle mani della Berna estrema, degli Uffici federali ai quali disturba la presenza e l’attività dell’uomo. Eppure il Ticino possiede un patrimonio storico culturale invidiabile, che evidenzia positive capacità di convivenza tra uomo e natura, quasi da modello, tra cui parecchi esempi attuali, pensiamo solo alla Valle Bavona, per rimanere in loco oppure alle aziende agricole ancora vitali che curano e rendono i paesaggi idilliaci.
Anche per il Parco del locarnese, come per quello dell’Adula ci promettono altri turisti e sostegno, quando lo stesso tipo di parco per definizione vuole ulteriormente limitare, attraverso la burocrazia la già ridotta attività gestionale-produttiva di montagna.
Per ottenere successo nel turismo necessitiamo in fretta di progetti condivisi in cui i principali attori siano in prima fila e non di discussioni e limitazioni esportate dalla capitale. Nel frattempo continuiamo a perdere tempo e terreno rispetto al resto della Svizzera reale.

Cleto Ferrari, Segretario agricolo, deputato LEGA GC
PARC ADULA
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