Blenio Café
PARC ADULA
alfiero
am: 21.11.2016 8:20
Leggo stamattina sul giornale che l'accettazione o meno del parco è una questione di fiducia o sfiducia nelle istituzioni.
Io non sono d'accordo, indipendentemente dalla mia opinione circa il PA, se fosse vero ci troveremmo di fronte ad una forma di governo dove dimostrare fiducia, (nel governante e non nell'istituzione) è un obbligo, pena la vita stessa del cittadino.

Avantutto le istituzioni non sono tirate in ballo se non che i contrari le difendono fermamente, preoccupati dalla perdita di autonomia e dal per lo meno discutibile approccio del parco con le leggi patriziali. Quanto ai Governi composti dai Governanti, loro fanno il loro lavoro e i cittadini esercitano i loro diritti, e per questo vanno stimati. Come sarebbero le campagne per le votazioni cantonale e federali se ci si mettesse di mezzo anche la sfiducia nelle istituzioni o negli organi istituzionali?
alfiero
am: 20.11.2016 22:05
Secondo me stiamo vedendo il PA come un qualcosa di malleabile, al quale noi possiamo dare la forma e la legge che vogliamo, in realtà un parco ha un senso se rispetta strettamente le regole del gioco che non sono la promozione economica, questo lo sa bene chi vuol fare dell'imprenditoria, tanto più in valle di Blenio, che di concorrenti che offrono montagne e natura ne ha fin che vuole, e sono talmente meglio attrezzati di noi che non arriveremo mai ad eguagliarli, e un po' come se io volessi vincere il giro della Media Blenio vecchio e senza allenamento.

Il parco ha una funzione ambientale quindi diciamolo ai vallerani Bleniesi, se vogliamo informarli come si deve, se vogliamo essere in grado di scegliere se il santo vale la candela visto che il nostro territorio gode già di una cura esemplare di origine culturale, (quella santa cultura totalmente dimenticata nel discorso del parco) gli ingredienti di un PN non possono essere aspettative di successi economici e restrizioni da esigere quale rispetto della natura, non sospettiamo che chi non vuole il parco non vogliano il bene del paesaggio o vogliano sperimentarsi in comportamenti non sostenibili, gran parte del resto della catena alpina vien vissuta e rispettata senza le regole speciali che un PN comporta, la sicurezza di esito positivo, che chi sostiene il parco sostiene di avere sa un po' di temerarietà eccessiva, i contrari sono tanti non solo qui da noi, ma anche nei Grigioni quindi un minimo di intelligenza esiste anche fra noi contrari, e il dubbio di sostenere qualcosa di non esattamente come immaginato lo dovreste avere anche voi sostenitori, tanto più che l'esperienza di volersi candidare a PN è stata fatta anche da altre regioni che poi hanno scelto di rinunciare.

Quanto al Signor Foletti, a me sembra che ci stiamo contradicendoci alla grande, quando i voti servono per le elezioni bisogna sostenere tutte le facoltà istituzionali dei comuni delle periferie, tutte le socialità possibili, tutte le iniziative possibili, ossia il federalismo a 360 gradi, quando invece i voti servono per il parco allora cosa ne vuoi fare di tutto quello che i vallerani si illudono di poter continuare ad avere, ma allora tanto vale dare un calcio allo sgabello e gettare la spugna per andare a vivere dove la concentrazione di gente crea problemi a non finire. Insomma perché fare 2 discorsi in questo modo?

E perché non pensare che la media Blenio ha un tesoro in tasca, per il quale ha speso dei milioni, che coniugato nella forma moderna della salute e benessere, e dell'assistenza sanitaria a giovani ed anziani, e che dovrebbe essere prioritario rispetto al PA nell'interesse dell'economia locale, del servizio alla popolazione e della società ticinese in generale, potrebbe non essere cumulabile con la creazione PN?
A me sembra che mai il PA abbia parlato di una possibilità di associare questo al PN, questo nonostante fosse stato un'argomento di prim'ordine a sostegno del PA.
Quella visione affidata ai Bleniesi in occasione del primo di agosto di qualche anno fa ad Acquarossa, di associare il Nara alle Terme non ha avuto fortuna.

In 15 anni di gravidanza di questo progetto non è trasparita una chiara visione circa l'opportunità o meno di un PN, in modo speciale non si riesce ad associare al parco delle facilitazioni che possano favorire l'agricoltura e le piccole e medie imprese, che sono oggi non solo 2 importanti datori di lavoro ma anche condizione imprescindibile per pensare di fare passi avanti nella creazione di servizi sociali.

Quindi, se al nostro territorio di riferimento, vogliamo dare l'importanza che per viverci ci vuole, non dico più di votare SI o NO, presumendo che tutti abbiano la loro opinione da mettere nell'urna, ma occorre una maggior coerenza, unione e coinvolgimento di tutti.
Paolo
am: 20.11.2016 19:35
Caro/a Adula,
la promozione come quella di Cevio, Airolo e Faido è anche qui di attualità. Ma perché la vedi come alternativa al Parco? Direi che con il Parco, che promuoverà la valorizzazione territoriale ed un nuovo stimolo all’economia, sarà più facile essere attrattivi. Venire in valle e fare i pendolari non è scelta scontata, ma chi andrebbe a vivere nei paesini delle valli dove i negozi ed i ristoranti chiudono? La qualità di vita non è fatta solo di aria fresca, ma anche presenza di servizi adeguati.

Caro Devittori,
Mirtillo ha ragione: è possibile che lei stia recitando una parte. Rilegga pf il copione (Charta) ed eviti di fare terrorismo. Se vuole fare citazioni le faccia in modo corretto:
pag. 121 Charta: gestione ( e non diminuzione) del flusso di visitatori
pag. 169 Charta: auspicate (e non imposte!) soluzioni di mobilità in grado di ridurre il traffico individuale e di favorire il passaggio ai mezzi pubblici di trasporto: io penserei alla mobilità elettrica, al potenziamento dei trasporti pubblici, ecc. Legga bene anche il punto 3.1.3.4 poco dopo….

Caro Alfiero,
il PA crea solo i posti per il funzionamento dell’associazione. Sarà semmai l’economia a crearne altri. Citi Blenioart che, guarda caso, vede nel Parco delle ulteriori possibilità di sviluppo dell’economia regionale.

E Foletti? Non ha fatto altro che dare coerenza alla filosofia che fu dei vari Bignasca, Giudici ecc: incitare le regioni affinché diventino autosufficienti per poi ridurre progressivamente i versamenti che Lugano fa al fondo di livellamento. Un concetto di competitività territoriale (di masoniana memoria)dove tutti devono trarre il meglio dalle loro possibilità e non rivendicare sempre e solo sussidi…magari per progetti che poi puntualmente falliscono.
Mi sembra principio condivisibile. Per noi vallerani dovrebbe essere una questione di dignità (aiutati che il ciel t’aiuta) ma dalle reazioni sembra non lo sia…
Scriba
am: 20.11.2016 18:33
Certo Alfiero ma il PA non esclude questo e altro, diamoci una mossa e siamo fiduciosi !! Leggete la Voce di Blenio appena arrivata, quanti giovani credono in questo progetto e al futuro della Valle. Non lasciamoci scoraggiare. Un convinto SI nell'urna :)
alfiero
am: 20.11.2016 17:55
Il Sindaco di Cevio ha ragione, ma il PA di posti di lavoro prevedi di crearne pochi, si deve andare in altra direzione per creare dei posti di lavoro, BLENIO/ART da sola e un esempio, stimo che ne abbia creato tanti quanti ne vorrebbe creare il PA in tutti i comuni del PA
mirtillo
am: 20.11.2016 16:34
Scusi, ma sta recitando una parte o veramente crede quello che scrive?
Elio Devittori
am: 20.11.2016 15:59
Sul settimanale “Il Mattino” di oggi c’è un articolo di un Municipale di Lugano, nonché Granconsigliere, Michele Foletti. Tratta i Bleniesi come mendicanti e dice che è ora che la smettano con questo atteggiamento.
Ora capisco perché lui è favorevole al Parc Adula: per rinchiudere nel Parco i mendicanti e come buona uscita dal resto del Cantone gli si concede il Marchio per la grande visibilità che porterà, così anche i paesi più lontani, con pochi diritti, vedranno che anche da queste parti ci sono esseri in cattività o quasi. Ma non è un dramma, perché secondo Foletti “Libertà e autonomia comunali sono slogan privi di contenuto”, così si legge sul Mattino. Complimenti!
Il Parc Adula non ci farà progredire nel benessere, è un’illusione perché ci vogliono educare in tutti i campi per vivere nella natura e con la natura, bisogna avere un comportamento Parco-compatibile, tutto per la natura. Con queste idee e nel rispetto di leggi e ordinanze annesse, secondo la loro interpretazione, lo sviluppo è frenato.
Se dev’essere Parco, ossia natura, bisogna limitare il flusso delle persone (pag. 121), limitare il traffico (pag. 169), limitazioni ad attività, proibizioni, obblighi, ecc..
Se dev’essere Parco, si può pensare ad una Valle senza o poco turismo, la metà degli abitanti, la chiusura invernale del Passo del Lucomagno per non disturbare i selvatici, la rimozione degli impianti di risalita, per gli stessi motivi, e altro.
Sarebbe l’ideale e la gioia dei grandi ideatori di Parchi.
Penso che nemmeno i nostrani sostenitori del PA, al momento, sarebbero disposti ad accettare così tanto fanatismo. Bisogna però ricordarsi che Berna paga, Berna comanda, e i bleniesi ubbidiscono. Votando sì, però, si va in questa direzione.
mirtillo
am: 20.11.2016 15:56
www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Abita...
e forse alla fine si potrebbe considerare anche il Parco...
Adula
am: 20.11.2016 15:05
Ciao a tutti

visto che la mia provocazione riguardante i posti di lavoro di laureati in Valle presso la Scuola media e l'Ospedale bleniese non ha suscitato dibattito, provo con un'altra provocazione che potrebbe anche essere un progetto alternativo al Parc Adula:

lanciare la Valle di Blenio con una campagna di marketing sostenuta dai 3 Comuni, da OTR Bellinzona e Valli e da ARS-Bellinzona e Valli per invitare gli abitanti del Ticino (Mendrisiotto?) a venire a stabilirsi in Valle. Sostenendoli anche nella ricerca di un terreno o di un'abitazione da ristrutturare. Insomma, un progetto a largo respiro, dove al centro c'è la nostra valle e le sue peculiarità.

Copiando quanto fatto a Cevio e quanto sta facendo Faido, con qualche atout in più (visto che la nostra Valle è talmente bella che ne vogliono fare un parco...).

Qui di seguito riporto l'articolo apparso sulla Regione di venerdì 18.11.16
FAIDO VUOLE PIÙ ABITANTI

Prendendo spunto da quanto fatto un paio di anni fa a Cevio e Airolo, anche Faido si prepara a una campagna promozionale per attirare nuovi abitanti. Presentando il preventivo 2017, il Municipio spiega infatti di essere al lavoro per migliorare alcune tematiche che potrebbero avere effetti positivi sulle finanze comunali: si punta in particolare ad aumentare il numero di case e, conseguentemente, di abitanti. «Stiamo individuando le zone idonee a livello di Piano regolatore e stiamo effettuando una raccolta di informazioni sui fondi privati disponibili. A inizio 2017 coinvolgeremo i diretti interessati per capire se c’è la loro disponibilità, per poi prendere contatto con uno specialista di comunicazione e lanciare una promozione mirata della residenza primaria», spiega, da noi contattato, il sindaco Roland David. Non è escluso, aggiunge, che in un secondo momento il discorso possa allargarsi anche agli immobili già esistenti. «Per noi è importante portare le famiglie a Faido. C’è potenziale e abbiamo ancora una buona qualità di vita, nonché comodi collegamenti», continua il sindaco. Oltre alle residenze primarie (importanti per l’economia della regione soprattutto ora che il numero delle residenze secondarie è congelato dalla Lex Weber) e all’insediamento di aziende che generino indotti economici, «ciò che potrebbe veramente cambiare il destino della nostra regione è l’arrivo del Museo di storia naturale», sottolinea David. Ricordiamo infatti che è pendente la candidatura del Comune leventinese a ospitare le collezioni in cerca di nuova ubicazione negli ex hotel Suisse e Milano.
mirtillo
am: 20.11.2016 12:26
Morpheus: "È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre. Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.“
PARC ADULA
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