Blenio Café
PARC ADULA
Gina
am: 26.10.2010 18:40
... in gran parte sottoscrivo ciò che dici, Mara. Certo che avere questa regione così com'è, incontaminata e in gran parte intatta, è frutto della parsimoniosa e oculata gestione di chi ci viveva finora.

Il parco deve nascere dal basso, deve essere condiviso dalla popolazione che ci vive, le regole e i divieti vanno discussi. Deve pure portare un introito alla popolazione locale. È un aspetto fondamentale e importante.

Ma inviterei tutti a guardare anche oltre: oltre alla valle c'è la Svizzera, c’è l’Europa, c'è tutto il mondo. Per conservare il mondo vivibile come l'abbiamo trovato noi dobbiamo impegnarci tutti, è un reciproco dare e prendere. Dobbiamo superare le gelosie e essere generosi.

In questo forum succede ciò che si può chiamare “formare l’opinione pubblica”, è molto importante e ti ringrazio per questo!
mara
am: 26.10.2010 16:05
Personalmente, mi ritrovo sempre a pensare che viviamo già in un parco naturale, vedi Greina. Da secoli il territorio e le regioni montane sono curate, protette e in sostanza ben trattate da chi ci abita e ne trae (o traeva) sostentamento. Persone che rispettano e conoscono bene il loro territorio, le inside, le bellezze, le zone più o meno generose di ogni angolo di terra.
Queste persone che ci hanno preceduto e quelle che ancora oggi lavorano in sintonia con questo territorio hanno contribuito a mantenerne la bellezza e anche la rispettosa fruibilità.
Mentre cammino in questo territorio, mi ritrovo spesso a pensare che – se il Parc Adula si dovesse concretizzare (ed è anche una bella idea, intendiamoci!!) – se dovesse concretizzarsi, lo dovrebbe essere però innanzitutto a beneficio della popolazione locale, di chi su questo territorio ci vive.
Avevo letto recentemente da qualche parte che zone come Piora, la Greina e il Lucomagno sono i polmoni verdi del Ticino. E’ forse anche vero. Ma far respirare aria buona per qualche ora a chi viene dai centri urbani non vuol dire soffocare per sempre i diritti primordiali e atavici di chi da sempre vive su un dato territorio.

Un’altra considerazione: d’accordo che bisognerà puntare sullo sviluppo della zona periferica, sullo sviluppo della ristorazione, dell’albergheria e dell’artigianato locali, ma resto sempre convinta che chi verrà in valle con l’intenzione di andare nel Parc Adula, vorrà andare essenzialmente NEL parco, ossia nella zona nucleo, in quota.
Quindi importanti saranno i mesi estivi e quindi le capanne alpine. Queste avranno un ruolo centrale nell’assistenza e conduzione dei frequentatori, dei gruppi, delle scolaresche. Conduzione nella conoscenza delle bellezze della natura, grazie a guide appositamente formate. Tuttavia così come sono, le capanne non sono idonee a questo scopo. E bisogna pensarci prima...

Esempio: da diversi anni la FASV di Olivone organizza escursioni sul Lucomagno per classi di studenti. Se fa bel tempo, ok, si sta fuori. Lo scorso settembre, in due occasioni, la pioggia ha invece impedito la gita pomeridiana lungo i sentieri tematici: il Centro di Acquacalda dispone di una sala idonea (separata dal normale bar-ristorante per i clienti della giornata) dove raggruppare gli allievi e tenere delle relazioni o lezioni. Nel parco naturale della Foresta Nera, ad esempio, le “capanne” sono dotate di questi spazi.
La “levata di scudi” dello scorso anno della SAT Lucomagno e delle Sezioni della FAT non era pura e semplice opposizione al Parco. Le voci anzi sono venute e vengono da persone che conoscono il territorio, le capanne, il loro funzionamento e che, in definitiva, amano il loro territorio e sono disposte volentieri ad inserirlo nel parco, ma in modo sostenibile e rispettoso anche delle loro esigenze.

E un’ultima riflessione: forse è vero che per percepire meglio questa realtà profondamente legata al territorio, sarebbe buona cosa se almeno un paio dei futuri nuovi impiegati dell’Associazione Parc Adula (dei quattro posti di lavoro messi recentemente a concorso) vivessero davvero a diretto contatto con la realtà locale, sempre e unicamente ai fini di una migliore conoscenza reciproca per un risultato che si vuole condiviso e ottimale. Nel Comune di Blenio, un ufficio si trova...
Vi auguro una splendida giornata in questa splendida valle!
Ciao, mara
marcello
am: 23.10.2010 3:11
La biblioteca territorio deve rimanere aperta a tutti indistintamente, le pagine del territorio naturale, e le pagine scritte da chi ci ha preceduto, sono valori inestimabili per chi ne sa prendere atto e ne sa apprezzare i contenuti, la libera lettura di questo nostro patrimonio va tutelata nel modo più assoluto.
Gina
am: 22.10.2010 15:19
Bella l'immagine della biblioteca che chiude per sempre. È può servire anche come paragone alla biodiversità: ogni specie che se ne va (e se ne vanno giornalmente, in tutto il mondo) è un patrimonio perso irrevocabilmente, con un danno per l'umanità che non può essere quantificato.

Il parco nazionale dovrebbe servire a tenere aperto la biblioteca della biodiversità, per le future generazioni. E io sarei felice e orgogliosa di far parte (anche se "solo" come modesta abitante) di un tale progetto visionario e lungimirante.
marcello
am: 22.10.2010 3:06
A proposito di territori proibiti:

Le Alpi ticinesi sono già il vero Parco Nazionale svizzero

Nell’introduzione della guida del CAS "Alpi ticinesi Ovest", uscita nel 1989, Maurice Brandt scriveva: "Le montagne ticinesi sono la più straordinaria regione selvaggia del nostro paese. Le montagne ticinesi, così difficili e complicate, sono il nostro vero Parco nazionale".
Non si comprende il perché nel progetto del nuovo Parco nazionale ticinese siano preventivate delle aree dove le persone non potranno uscire dai sentieri: ci vogliono tutti intruppati sugli itinerari di massa?

Le centinaia di cime delle Alpi ticinesi sono state e vengono solo raramente sfiorate dal soffio di qualche pacifico alpinista,
che non fa del male a nessuno, perché desidera solo vivere qualche momento di pace e di vera conoscenza. Non è proprio il caso di togliere a chi fa questa ricerca, simile a quella di chi studia lo spazio, una libertà primordiale, fonte di incomparabile sapere e di vita. Sarebbe come chiudere un’antica biblioteca: chi si assume la responsabilità di una tale, terribile decisione?
Qello che scrive
am: 19.10.2010 4:26
E i vari membri e delegati nostrani cosa dicono in merito? Hanno voce in capitolo o sono considerati come la donna di picche nel gioco della peppa tencia? Se così fosse, non sarebbe meglio davvero lasciar perdere?
Sarebbe interessante sapere!
marcello
am: 16.10.2010 14:55
Leggo ora l’articolo di cronaca riguardo la prossima assunzione di 4 accademici per potenziare il management del parco, cosa tra l’altro auspicata anche dalle autorità federali, tutto bene si potrebbe pensare.... Niente affatto!! Le 4 persone che saranno prossimamente assunte avranno la loro sede lavorativa a Roveredo!!
Ora mi chiedo, al di là delle indubbie ricadute economiche per il comune interessato, ovvia pure la possibilità di abitare a Chiasso o a Ghirone e lavorare a Roveredo, mi chiedo, considerato che il comune di Roveredo non ha 1 mq, ne in zona periferica ne tantomeno in zona nucleo, questi posti di lavoro non avrebbero potuto essere piazzati nella nostra valle?

Ritengo pure che per gli addetti ai lavori sia molto importante mantenere il contatto diretto con il territorio, e soprattutto con la gente che ci abita, cercando quell’indispensabile dialogo fra le parti creando consenso.

Autorità locali, non sarebbe ora di farsi sentire, e rivendicare il giusto?
Moderatrici
am: 28.8.2010 20:31
Cari utenti,
il progetto Parc Adula ha raggiunto ieri una tappa importante, come avrete letto e sentito dalla cronaca.
(vedi anche: www.vallediblenio.ch/vdbi_cronaca.php).

Inizia dunque la fase che più dovrà essere vicina ai diretti interessati e quindi anche e soprattutto alla popolazione.

Questo spazio del forum "Blenio Café" rimane sempre aperto al vostro scambio di opinioni, idee, riflessioni su questa tematica.

Buona giornata,
Le Moderatrici
Moderatrici
am: 2.6.2010 23:06
Cari utenti interessati alla tematica Parc Adula,
quale spunto di discussione, vi segnaliamo la recente lettera del CAS centrale di Berna, inviata agli organi dell'Associazione PARC ADULA.

(gentile traduzione di cb)

***********************************

Al presidente del gruppo operativo Parc Adula
Fabrizio Keller
Grono


Berna, 25 maggio 2010

STATUTO DEL PARC ADULA E COINVOLGIMENTO STRATEGICO DEGLI ATTORI LOCALI

Egregio signor Keller,
da fonti locali siamo stati informati in merito alla procedura di consultazione per la costituzione dell’associazione Parc Adula. Pur non rientrando nella cerchia degli enti ammessi a partecipare alla consultazione, ci permettiamo di sottolineare alcuni aspetti a tale riguardo:
Ci rammarica che in virtù dell’art. 5 [dello statuto ] la costituenda associazione comprenda come membri attivi soltanto le 5 regioni e 20 Comuni, mancando di coinvolgere i rimanenti gruppi di interesse ad esempio dell’economia e dell’ambiente. Ci chiediamo in quale modo questi attori e i loro interessi possano essere considerati in modo adeguato, e senza creare conflitti, nell’impostazione del Parco nazionale. Il loro coinvolgimento poggia soltanto su una collaborazione a gruppi di progetto e a eventuali commissioni tematiche, senza che sussista una inclusione strategica all’interno dell’associazione e senza riconoscimento di un diritto di voto.
Gli art. 9, 20, 21 e 22 [dello statuto] descrivono la struttura delle commissioni consultive regionali e tematiche. Il nuovo statuto non disciplina però né la costituzione di tali commissioni né il loro collegamento strategico con l’associazione.
Noi riteniamo indispensabile che il Club alpino svizzero (SAC-CAS), FAT e UTOE comprese unitamente alle sezioni attive nei loro rispettivi comprensori, possano sedere, accanto ad altri gruppi di interesse locali, sia nelle commissioni regionali sia nelle commissioni tematiche. Attendiamo con piacere, nel corso delle prossime settimane, una Sua stimata risposta su tale questione e saremmo lieti anche di poter avere un incontro con Lei. Come abbiamo già più volte ribadito, collaboriamo volentieri nell’ambito dei due progetti da lei denominati 1.13 e 1.32 e restiamo volentieri in attesa di una presa di contatto da parte Sua.

Cordiali saluti
Club alpino svizzero,
Frank-Urs Müller
presidente centrale

Copia a
- Martin Hilfliker, coordinatore progetto Parc Adula, CRS, Roveredo
- Rappresentante locale CAS: Giochen Bearth, presidente sezione Piz Terri, Quadras, Sumvitg
- Regioni del Parc Adula: Regiun Surselva, Organizzazione regionale della Calanca, Regione Mesolcina, Regione Tre Valli e regioViamala
- per e-mail alle 5 sezioni CAS e a Marcello Monighetti, SAT Lucomagno (rappresentante di UTOE e FAT)

***********
www.vallediblenio.ch/vdbi_cronaca.php
daniele
am: 20.11.2009 18:13
...dimenticavo:

all'interno delle zone nucleo non si possono creare isole.

Nel caso necessita modificare e disegnare, per quanto possibile, il confine e "torcerlo" in maniera tale da mettere le infrastrutture fuori dal perimetro ad alta protezione, cioé mettere tali infrastrutture in zona tampone.
Qualche esempio di possibilità, nelle bozze lo si può vedere.

L'unica cosa fattibile, invece di una sola zona nucleo circondata da una zona tampone, si possono crere diverse zone nucleo discoste l'una dall'altra circondate però da una sola ed unica zona tampone non divisibile.
In sostanza un grande cerchio con determinate limitazioni di sviluppo ed utilizzo, con nel mezzo diversi piccoli cerchi a protezione massima ed assoluta.

Le superfici minime di dette zone, i frazionamenti massimi delle zone nucleo, le loro ubicazioni rispetto alle quote, le percentuali obbligatorie sotto il limite della foresta eccetera, sono conoscuite e determinate dall'Ordinanza e molto difficilmente si può derogare.

Ciò non vuol dire che bisogna rinunciare, ma necessita essere ben in chiaro dove sono queste zone e quali sono tutti (ma tutti) i punti positivi e tutti (ma tutti) i punti negativi dell'operazione.

Ma anche questo è già stato detto: un nuovo parco risulta essere un obbligo per via di una promessa fatta dal Governo svizzero ai Paesi vicini.
Un'altra trovata neo europea: prestare territorio nella natura per far arrivare i vicini a divertirsi. (Anche perché a quanto sembra tali Paesi non vogliono più sacrificare parte del loro territorio a questo scopo).
Tutto ciò sta scritto da qualche parte nella città degli orsi.

(Poi c'é il decreto Tremonti e la fattura di Alptransit sul gobbo - ma è tutta un'altra storia e non pertinente con questa)...

Buon appetito
PARC ADULA
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