Blenio Café
PARC ADULA
fiordaliso
am: 25.6.2009 21:24
Impallinati: certamente. Errori di presentazione: posso anche concordare. Però diciamola tutta: i fucili caricati, e le pallottole erano già uscite dalla canna … e questi non avevano ancora cominciato a parlare. Lo striscione lo si vedeva salendo non scendendo.

Penso che i contributi sotto indicano che più di una persona non si è identificata nel “chiassoso” tentativo di alcuni (diligentemente riportato dalla stampa) di dichiarare l’intera regione contro il progetto Parco Adula.

Ma detto ciò preferisco concentrarmi sulle preziosissime informazioni fornite da Marcello. Inizio da quella sulla composizione del “Consiglio di fondazione del Parco engadinese” e lasciando ad una futura visita le altre, anche preziosissime, informazioni.

Qui sarebbe veramente utile capire cosa propone il progetto: non solo il mandato, ma anche la composizione di tale Consiglio. La domande che sorgono sono: “Come funzionerà la gestione del Parco?”, “Come e quale partecipazione avranno le regioni interessate?” “Si replicherà il modello engadinese?”

Chiaramente la partecipazione di Pro Natura e dell’Accademia svizzera delle scienze naturali mi sembra lecita (dopotutto parliamo di una riserva naturale che necessita una base scientifica) ma questo progetto interessa una complessa composizione politica/geografica (e per politica non intendo la “partitica” locale) che vede due cantoni, quattro regioni, e non ricordo adesso quanti comuni … senza considerare la questione culturale delle tre lingue. Come verrà rappresentata questa complessa unicità?
marcello
am: 24.6.2009 0:57
Direi che ad essere impallinato non è stato il Parco ma piuttosto i loro promotori!
Moderatrici
am: 23.6.2009 19:40
Cari utenti interessati a questa tematica,

oggi su "laRegioneTicino" in prima pagina è apparso un commento dell'economista Ronny Bianchi, originario della Valle di Blenio, che ci pareva interessante condividere con voi.

Cogliamo altresì l'occasione per ringraziare tutti gli utenti di questo forum, e in particolare di questa delicata tematica del PARC ADULA, per i loro qualificati, documentati ed interessanti contributi, che speriamo possano dare una mano a farsi un'idea sempre un po' più precisa su questo progetto.

Naturalmente invitiamo Ronny Bianchi a partecipare alla discussione, se la cosa può fargli piacere. Sarà il benvenuto.

Buona giornata e buona lettura,
le Moderatrici

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PARCO NAZIONALE DEFINITIVAMENTE IMPALLINATO?

di Ronny Bianchi

Sia la Valle Maggia, che la Valle di Blenio e la Mesolcina, sembrano non voler lasciare spazio alla creazione di un nuovo Parco nazionale. Alla presentazione pubblica del progetto, le opposizioni sono state decise. Ma sono anche razionali?

La risposta sembra negativa. Dapprima bisogna chiedersi quale potrà essere il futuro di queste regioni periferiche allo stato attuale. I dati sono preoccupanti: invecchiamento della popolazione, spopolamento progressivo (da contenuto a preoccupante), turismo in difficoltà, struttura economica centrata prevalentemente su attività artigianali locali senza possibilità di crescita. In prospettiva non sembra esistano spazi per un miglioramento. Anzi, è ragionevole ipotizzare che la situazione potrebbe anche peggiorare perché sempre più le attività economicamente interessanti si polarizzano nei o attorno ai centri urbani. Anche le due principali attività oggi presenti nelle valli sono a rischio.

L’agricoltura e l’allevamento (vedi anche intervista a pagina 2) sono a repentaglio a seguito degli importanti mutamenti della politica agricola nazionale.Difficilmente, agricoltura e allevamento, potranno continuare a garantire un reddito adeguato agli addetti del settore.

Il settore turistico è decisamente obsoleto: quello invernale è altamente instabile e soggetto a fallimento, mentre l’offerta turistica estiva è largamente insufficiente. Inoltre, anche in questo settore, sono in atto cambiamenti a livello politico (nuova politica regionale) che richiedono un drastico cambiamento di mentalità e di approccio.

Il Parco nazionale rappresenta invece un’interessante alternativa. Chiaramente non è possibile avere la classica moglie ubriaca e la botte piena, perché l’adesione a un simile progetto include delle limitazioni che comunque appaiono relative rispetto ai benefici. Vediamo, ad esempio, alcuni aspetti del progetto del Parc Adula. I promotori hanno presentato tre varianti nelle quali la zona centrale del Parco ha superfici diverse. Se la variante ‘maxi’, appare forse eccessivamente estesa, le altre due sono invece interessanti. In queste due varianti la zona centrale – che evidentemente impone regole molto restrittive – coincide con zone che già oggi sono soggette a forme di protezione seppure minori. L’adesione al Parco comporta degli obblighi e delle rinunce rispetto alla situazione attuale, ma oggettivamente non sembrano così insopportabili da portare a un rifiuto del progetto, anche perché sul piatto della bilancia è necessario porre anche i benefici che sembrano decisamente superiori.

Il Parco Nazionale dell’Engadina è visitato da circa 150 mila persone ogni anno e rappresenta la fonte primaria di reddito per i residenti. I promotori del Parc Adula prevedono investimenti diretti per oltre 100 milioni di franchi, ai quali vanno aggiunte le ricadute indirette. Oggi le tendenze del turismo internazionale si possono dividere in due filoni: quello di massa delle grandi destinazioni e quello che possiamo definire come ‘naturalistico’ e che negli ultimi decenni ha conosciuto una significativa crescita. Sempre più persone cercano destinazioni che li riportano a contatto con la natura e indubbiamente un parco nazionale risponde pienamente a questi criteri. Inoltre, rappresenta un marchio internazionale che può portare – se gestito bene – ad importanti benefici.

Ma il discorso economico non è probabilmente quello più importante. Un parco nazionale permetterebbe di riqualificare un’importante regione alpina, che altrimenti corre seri rischi di andare incontro a difficoltà irreversibili. La posta in gioco è importante: mantenere i ‘vantaggi’ attuali in termini di caccia, allevamento, gestione del territorio (sembrano questi i punti sui quali si avanzano le maggiori riserve), o affidarsi a un progetto più vasto (che non elimina i vantaggi precedenti ma semplicemente richiede una gestione diversa) che potrebbe garantire un futuro roseo a queste regioni? La questione dovrebbe perlomeno essere approfondita senza preconcetti.

FONTE: "laRegioneTicino", 23.06.2009, p.1 e p.23
marcello
am: 23.6.2009 2:32
Il direttore del Parco nazionale (PN) engadinese sig. Dr.Heinrich Haller mi ha trasmesso per posta il rapporto annuale per l’esercizio 2007, il 2008 uscirà il mese prossimo, si tratta di un rapporto di quasi 80 pagine redatto in tedesco e francese, chi fosse interessato può chiederlo a info@nationalpark.ch ; qui di seguito vi riporto un brevissimo riassunto.

L’attività 2007 del PN è stata contraddistinta dalla realizzazione del nuovo centro amministrativo a Zernez attraverso il risanamento del Castello “Planta-Wildenberg” e la costruzione di un nuovo moderno centro d’informazione per i visitatori nelle immediate vicinanze.

Posti di lavoro: Direttore 1, Amministrazione 5, segretariato 1, Guardia-parco 9, Comunicazione 10, Ricerca 2, Info e Informatica 4. Per un totale di 22 posti di lavoro a tempo pieno.

Conto economico 2007:
Entrate 9.788 MIO, Uscite 9.787 MIO
Bilancio 2007: 14.613 MIO

Le cifre per l’anno precedente sono sensibilmente inferiori: Entrate 5.689 MIO, Uscite 5.688 MIO
Bilancio 2006: 9.550 MIO

L’aumento è dovuto alla realizzazione della nuova sede e dell’info-centro.
Da segnalare alle entrate:
I contributi della Confederazione:
- 3.069 MIO quale contributo ricorrente per la gestione del parco.
- 0.427 MIO quale indennità per l’affitto dei terreni e il mancato sfruttamento del bosco ai 5 comuni.
- 0.073 MIO quale indennità per opere di prevenzione e indennità per i danni causati dalla selvaggina al di fuori del parco.
Da segnalare ancora i contributi straordinari della Confederazione e lo sponsoring di numerose aziende e privati a favore del nuova sede e dell’info-centro per un totale di 5.125 MIO

Da segnalare alle Uscite:
- 2.1 MIO per gli stipendi del personale
- 5.121 MIO per la nuova sede e l’info-centro

Attività nel parco:

- Guardia Parco: oltre che a garantire l’accessibilità dei sentieri attraverso il ripristino di manufatti quali, ponti ecc, queste persone svolgono una importante attività formativa riguardo la conoscenza delle possibili malattie degli animali del Parco, la comunicazione al pubblico e altre attività correlate

- Ricerca: riveste un ruolo importante, innumerevoli sono i ricercatori che frequentano il Parco, altrettanto numerose sono le pubblicazioni di studi e ricerche nei più svariati campi.

- Fra le numerose attività mi sembra di capire che si sta puntando molto sull’informatica, attraverso degli aggeggi elettronici che i visitatori possono noleggiare per le loro passeggiate, così pure altre novità di questo genere sono o saranno presenti nel nuovo info-centro di Zernez.
Ursula
am: 22.6.2009 4:45
Ciao Alfiero e Richi
e io cosa ho detto? Semplicemente di non limitarsi in questa fase a dire NO e basta, ma piuttosto di porre riflessioni e domande, cosa che state facendo entrambi mi pare! Essere costruttivamente critici.
Io che non capisco sono coloro che dicono semplicemente NO senza entrare in materia, non di certo quelli che pongono i dubbi. Ma è solo un'opinione come tante: non li capisco e basta, lo ritengo un atteggiamento penalizzante per la Valle perchè è come tagliarsi le gambe da soli.
Credo sia prematuro esprimersi per un sì o per un no adesso. E mi dà il nervoso pensare di dire di NO a qualcosa che non conosco ancora in modo approfondito.
Richi
am: 22.6.2009 4:15
Salve Alfiero, salve Ursula,
concordo con Alfiero... sollevare dubbi, critiche e domande, ricercare informazioni ecc è una cosa che ognuno deve sentirsi libero di fare, per conoscere meglio la materia.

Ursula dici giustamente che bisogna "pretendere che tutte le carte vengano messe sul tavolo". Ma appunto, è quello che non è stato fatto dal Gruppo promotore lo scorso 2 giugno. Peccato. Chi in sala era già più propenso per il no che per il sì, quando è uscito sicuramente ne avrebbe piazzati altri, di striscioni... E' stato fatto un grande errore di impostazione e di trasmissione delle informazioni che veramente la gente si aspettava. Personalmente rispetto le opinioni altrui, anche dei contrari. E' vero che sarebbe comunque magari interessante sentire anche le loro motivazioni e reticenze, ai fini di un dialogo costruttivo.
alfiero
am: 22.6.2009 3:43
Salve Ursula,
non mettiamo tutto in una pentola a far minestra, per favore, distinguiamo l'opinione sul Parco dall'amore per la Valle, catalogare già sin d’ora chi si esprime, chi è perplesso, confuso, e chi cerca informazioni, chi solleva riflessioni, in favorevoli o contrari è arbitrario, non so in quale categoria mi metti, ma io ho espresso solo domande e sollevato riflessioni, non mi sono ancora fatto un’idea. D’altronde a questo stato delle informazioni, e dei ragionamenti ancora da fare cui tu stessa giustamente accenni, ci si potrebbe chiedere se chi dice di sì sia in chiaro, sappia in buona sostanza tutto, (i parchi che si vogliono fare in Ticino sono 2) oppure non si trovi nella stessa condizione che hai descritto per chi dice di no

Questo sito, una buona possibilità di dialogo, offerta su di un piatto d’argento, attende, secondo la mia valutazione, contributi costruttivi anche da parte di chi avrebbe cose veramente interessanti da dire e potrebbe dirigere un dialogo, mi sembra che riporti pochi no, ma tante domande e tanta perplessità, libertà democratica da applaudire, non da rimproverare!!!!!!!!!!!!

Scusami ma sei stata troppo severa...
Ursula
am: 21.6.2009 21:17
Io concordo a tutti i livelli con quanto ha detto Fiordaliso. Prima di pronunciare dei NO, si deve valutare, negoziare, vedere se esiste una contropartita per uno sviluppo socioeconomico del nostro Comune e Valle. Bisogna far sentire la propria voce, pretendere che tutte le carte vengano messe sul tavolo e che vi sia un ritorno in termini di indotto per i bleniesi. Bisogna analizzare se si tratta o meno di un' opportunità. Insomma prima di pronunciarsi bisogna chinarsi sulla faccenda!

I NO, adesso come adesso, sono dei no che puzzano di personalismi, di interessi individuali che sfiorano il dubbio che non si voglia vedere un futuro migliore per la nostra Valle e che in ogni caso non mostrano nient'altro che un mero desiderio di sfamare se stessi!

Applaudire chi nella folla piange per il proprio orticello o fa del sentimentalismo fine a se stesso non ci procura niente di buono. Gli striscioni, gli slogan populisti non fanno bene a nessuno, meno ancora a noi bleniesi.
marcello
am: 18.6.2009 18:54
Durante la serata informativa del 2 giugno il signor Tamoni, coordinatore del progetto, aveva minimizzato il ruolo di Pro Natura nella progettazione e nella gestione del Parco, associazione ambientalista che ricordo ha promesso 1MIO di franchi per la realizzazione dello stesso.
Ecco qui la composizione del Consiglio di fondazione del Parco engadinese, totale 9 membri:
Confederazione Svizzera: 2 membri
Pro Natura - Lega Svizzera della protezione della natura: 3
Accademia svizzera delle scienze naturali SANW: 2
Canton Grigioni: 1
Comuni del Parco: 1
fiordaliso
am: 18.6.2009 7:37
Innazitutto – se ve ne fosse bisogno – voglio chiarire che per “tolla” intendevo (ed intendo ancora) fare un complimento ed un ringraziamento a Marcello.

Mi rallegro di scoprire che le posizioni esposte sotto mi sono più vicine di quello che avevo inizialmente sottointeso. Anch’io devo ammettere un certo tatticismo nel situare il mio giudizio: dubbi, domande e perplessità restano anche per me.

Ma se posso offrire una giustificazione del perchè ho scelto il campo di coloro che dicono che il Parco “è un’occasione da non perdere” è stata vedere gli striscioni inneggianti ad un “no” secco... ed il dubbio che alcuni (avvalendosi del principio di chi “urla più forte”) cerchino di fermare quello che facciamo su questo sito: confrontarci sulle idee, ... il dubbio che alcuni (senza veramente contribuire temi al dialogo) cerchino di spaventare l’opinione pubblica (ed attirare il titolo dei giornali) prima ancora che il dibattito sia iniziato.

Permettemi il dubbio... ma mi sono chiesto se questi “alcuni” veramente sono interessati al bene della comunità (presente e futura) o se invece rappresentano un opportunismo di parte... che si nasconde dietro la paura dei divieti... che sconfina nella "protesta per protesta"... che opera con il solo intento di non permettere il dialogo ed il confronto nel beneficio di tutti.

Io penso sia nell’interesse di tutti approfondire il tema, ricercare quelle informazioni che ci aiutano a decidere, confrontarci seriamente su vantaggi e svantaggi... “tagliar corto” va esattamente nella direzione opposta.

Per quel che riguarda l’Ordinanza federale comprendo le perplessità esposte sotto (ed in un certo senso le condivido). La ragione però per cui penso che il dibattito su questo tema sia fuorviante è proprio perche credo (per quel poco che ho avuto a che fare con la materia in questione) che l’iter parlamentare per ottenere un cambiamento di un simile atto legislativo sia estremamente tortuoso – non impossibile – ma certamente tortuoso.

Per questo mi sono letto (ed a scanso di equivoci riletto più volte) questo documento - ed invito tutti a leggerlo – e continuo a pensare che ci si possa lavorare sopra. Furbizia, estro e creatività non mancano. Si tratta di valutare come minimizzare l’impatto che una riserva naturale alla porta di casa porterà alla nostra vita e soppesarli ai vantaggi che per contro porterà a noi e soprattutto alle generazioni future.

Ma per fare questo ci serve un progetto... se il progetto non è abbastanza buono bisogna migliorarlo... e se poi il progetto ancora non sarà ancora abbastanza buono... ognuno potrà prendere la sua decisione. Però almeno ci abbiamo provato. Gli striscioni adesso servono solo a chi li scrive.
PARC ADULA
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