Blenio Café
cosa fare per la valle?
mara
am: 29.11.2014 12:07
... riflessioni attorno alla mega villa, giusto prima di pranzo...

Per far vivere le nostre regioni di montagna (o discoste come si definiscono) sono convinta che una delle poche soluzioni è allentare certe leggi e certi limiti, al fine di permettere una certa autonomia e potenzialità d'azione. I nostri territori di montagna sono già ora super e arci protetti, con tutto il rispetto.
Riconosco che è necessario proteggere territorio e natura, ma riconosco anche e soprattutto alle popolazioni di montagna un antico e forte attaccamento e rispetto per il loro territorio (salve poche eccezioni, ma quelle ci sono purtroppo ovunque...).
Il Comune di Blenio ha appena ricevuto un premio (vedi cronaca)! Bella cosa!! Complimenti vivissimi!
Ma altre fonti di energia, che vien prodotta per natura proprio in valle, potrebbero essere sfruttate in modo sostenibile e poco invasivo. Ma non lo possono essere per tutta una stratificazione di leggi che si sovrappongono in modo complesso l'un l'altra... Legando in fin della fiera le mani a promotori ben intenzionati e con progetti validi.
Per le riattazioni idem. Stessa storia. Poi ringraziamo anche le iniziative tipo quella Weber e siamo a posto.

Dove va a finire l'imprenditorialità delle zone periferiche? Cozza contro un'infinità e un labirinto di leggi, che per uscirne ci vuole un sacco di pazienza, tanti anni (troppi?), qualche avvocato e tanti soldi in studi.
E' mai possibile che per realizzare Campra si sia dovuto fare uno studio che ha messo in evidenza (o in non evidenza) l'influsso del "calpestio degli sciatori" sulle piste di fondo? E per il Parc Adula, ne è previsto uno simile, sul "calpestio degli escursionisti sui sentieri"???? Visto che la regione è protetta, mi sa che prima o poi ci sarà lo stesso "studio" per i sentieri della Greina...

E' mai possibile che non si possa - con tanto buon senso in mano - spendere meno soldi in studi e guardare oltre, all'effettivo beneficio di un progetto o meno? Questo sarebbe di vero aiuto alle zone periferiche e di montagna. Procedure celeri, mirate. E consentire margine d'azione ai promotori locali.

Intendiamoci, NON sono per uno sviluppo senza leggi né normative, per carità. Ma mi fanno riflettere e anche arrabbiare certe cose, come la notizia di stamane della mega villa a Davesco.
E poi... è mai possibile che per "riparare" alle brutture fatte e concesse nei centri urbani (Pian Scairolo per citare un pessimo esempio) perché "laggiù tutto è concesso", debbano poi farne e portarne i sacrifici le regioni di montagna trasformando terreni edificabili in verdi?????????????
Siamo fuori di testa. Ma davvero, se ci pensiamo bene...

Se vogliamo ridare davvero ossigeno alle zone periferiche di montagna, non è spalmando sui loro territori leggi su leggi che apriamo le bombole d'ossigeno, anzi.
Sono convinta che dobbiamo dar loro la poca, ma quanto mai necessaria autonomia di azione. Altri Cantoni vicino a noi già lo fanno. Anche per poter "tirar dentro" qualche soldino in più per le casse comunali direttamente dalle fonti primarie di energia che hanno sul loro territorio. Vedi acqua, tanto per citarne una...
Pranzo chiama, buon app a tutti
Desy
am: 25.11.2014 9:55
Mi inserisco nelle interessanti considerazioni di Alfiero e di Fiordaliso. Il concetto di sviluppo per la Valle di Blenio, passerà attraverso la Nuova Politica Regionale e attraverso le strategie di attuazione che sono inserite nel Masterplan, e così pure i finanziamenti puntuali. I concetti di sviluppo turistico devono passare attraverso un'occupazione di 365 giorni all'anno, per dare la possibilità alle strutture d'accoglienza di poter sopravvivere; per potersi autofinanziare, vale a dire coprire le spese di gestione e assicurarsi una copertura per la manutenzione corrente e straordinaria, un albergo infatti deve poter contare su un afflusso regolare di clienti sull'arco di tutto l'anno e un'occupazione minima dei posti letto del 50%.

Per essere attrattiva, alla nostra Valle, che già oggi è riconosciuta da tutti come una vera Perla, manca unicamente uno strumento di promozione forte e trainante, che la renda anche "commercialmente" unica in tutto il Cantone e nel resto della Svizzera, con un richiamo internazionale. Questo ben inteso non implica un afflusso esponenziale di visitatori, bensì un afflusso costante; il concetto turistico che si vuole implementare è per fare un esempio pratico, che non avremo 100'000 visitatori concentrati su 3 mesi, ma l'obiettivo è quello di riuscire a distribuire il soggiorno dei nostri turisti sull'arco di tutto l'anno.

Sulla gestione del territorio nel caso in cui la popolazione accettasse in votazione il Parc Adula, il mio personale punto di vista è che in zona periferica le regolamentazioni siano già estremamente severe in materia di protezione dell'ambiente e di norme edilizie, quindi non vedo come il legislatore debba intervenire ulteriormente in modo restrittivo. In zona nucleo invece starà a noi Bleniesi far capire il nostro rapporto con la natura, e soprattutto di far rimarcare che il nostro approccio sulle cime delle nostre amate montagne è sempre stato improntato al massimo rispetto.

Il ruolo che vorrei fosse assunto è quello di portavoce dell'interesse vallerano e di mediazione con le diverse parti coinvolte: Patriziati, Comuni, Agricoltori, Alpigiani, Operatori turistici e Capanne alpine, Associazioni Alpinistiche attive in Valle, veicolando richieste e necessità verso l'autorità e capendo come riuscire a conciliare le esigenze della nostra gente con la regolamentazione dell'Opar. Senza parco ci sfuggiranno sicuramente molte buone opportunità e prospettive di crescita, ma anche il Parco ha bisogno dei nostri suggerimenti nella gestione del territorio, che solo noi tutti conosciamo bene nei suoi delicati equilibri e che amiamo profondamente... Forse nelle diverse leggi e ordinanze non viene lasciato spazio al cuore, ed è questo che ci preoccupa davvero... perchè noi bleniesi siamo gente di cuore (e a volte anche spesso di pancia :-)
Il mio auspicio si allinea quindi completamente al pensiero di Alfiero: lavoriamo insieme per creare qualcosa di propositivo e tentiamo la "fortuna" (intesa come opportunità) fino in fondo. Se il nostro lavoro sarà convincente, in futuro coglieremo buoni frutti.

O la va o la spaca!
Fiordaliso
am: 24.11.2014 22:52
Caro Alfiero, comincio subito da ciò che condivido nel tuo scritto.

Certamente, i "favorevoli", gli "scettici" e anche i "contrari" debbono essere uniti per assicurare che il "contratto" del Parco nazionale sia conforme alle esigenze delle regioni. Su questo non ci piove.

Vi sono però alcune tue riflessioni con le quali non concordo.

Innanzittutto trovo malposta la frase "saremo chiamati a dare molto" senza però offrire alcuna precisazione di cosa questo "molto" sta a significare.

Mancano ancora molte informazioni su questo progetto prima di poter trarre delle conclusioni (questo te lo concedo), ma definire a priori il "dare" come "molto" senza poi menzionare cosa si potrebbe "ricevere" non credo sia costruttivo.

Alcune delle cose che si verrebbero a perdere (o a non "ricevere" se preferisci) se il parco nazionale non si facesse sono già chiare. Ne menziono una sola:

un finanziamento annuale di oltre 4 millioni di Franchi (notizia di poche settimane fa).

Trovo anche infondata l'idea che le Terme di Acquarossa non avrebbero un futuro (o avrebbero un futuro più difficile) nel parco nazionale. Forse ti è sfuggito che nel territorio del proposto parco già esiste un'importante struttura termale (Vals), così come esistono centri per gli sport invernali (Nara, Campra, Campo Blenio, Splügen, Disentis, etc), così come esistono numerose altre strutture legate al turismo ... e non ho sentito nessuno dire che tutto ciò verrà smantellato (vedo invece spesso queste organizzazioni menzionate come partner di Parc Adula). Infatti mi sembra sia stato già detto e scritto chiaramente dai responsabili del progetto che queste realtà imprenditoriali potranno non solo svilupparsi liberamente ma anche beneficiare del label di parco nazionale.

Trovo curioso il concetto per cui potenziali investitori si spaventerebbero di un parco nazionale. Mi chiedo, a questo proposito, cosa ne penserebbero quegli investitori che hanno investito in strutture turistiche in bassa Engadina e Val Monastero se venisse a sparire il Parc naziunal e con esso una buona percentuale di pernottamenti (soprattutto estivi) nella regione.

-----

Purtroppo di investimenti io non ne posso fare ma se fossi un investitore di grandi capitali (metti caso interessato a sviluppare un albergo/terme, in un concetto "famiglia", come nel caso di Acquarossa) sarei più preoccupato di venire a sapere che la popolazione della regione in cui intendo investire ha bocciato (o intende bocciare) un progetto di parco nazionale. Un parco nazionale sarebbe una formidabile aggiunta al concetto "famiglia" e renderebbe nettamente più attrattiva la mia offerta turistica ... per contro una popolazione opposta a questo tipo di sviluppo non mi farebbe certamente presagire una convivenza fruttuosa.

Alcune settimane fa degli investitori locali decisero di rilevare la filovia di Malvaglia in "...ottica Parc Adula" – questo è quanto comunicarono a mezzo stampa. Un esempio tangibile di come per un investitore il parco nazionale è uno stimolo e non un ostacolo.
alfiero
am: 23.11.2014 10:31
Mi dispiace che la Signora Macconi abbia lasciato il team del parco. Avevo sperato, perché lo ritengo importante, che noi bleniesi volessimo far tesoro della presenza di una persona con il duplice ruolo, proprio di persona di contatto con noi e responsabile delle questioni turistiche del parco.

A differenza, per esempio della valle Calanca, che è poco toccata dalla zona centrale ed ha scarse probabilità e prospettive di aver bisogno della zona periferica per altre forme di sviluppo, e quindi il parco potrebbe essere solo una questione secondaria, i nostri 3 comuni, se il parco venisse accettato, sarebbero chiamati a dare molto, molto di più di ogni altro dei restanti 17 comuni interessati.

Le montagne ci separano dal resto del territorio del parco, e siamo in duratura difficoltà di crescita e sviluppo economico-turistico, la mancanza di un piano di sviluppo generale a media e lunga scadenza rende insicure le scelte, anche quella dell’analisi di come far collimare la realizzazione di un parco, che non può dirsi una scatola chiusa in cammino solitario verso la promozione economica, con le esigenze dello sfruttamento delle altre risorse locali. Se fossi un investitore sarei prudente nell’investire in un progetto di turismo industriale da 150 milioni di franchi nel comprensorio di un parco nazionale, i ricorsi contro il mio progetto potrebbero avere buona probabilità di successo e i rincari successivi della dose in fatto di rigore ambientale non avrei possibilità di conoscerli ed ev. escluderli a priori, ma è solo un esempio.

Nessuno può sapere oggi, sarà il voto a dire se il parco verrà fatto o meno, ragione per cui favorevoli, scettici e contrari hanno oggi lo stesso dovere: badare che le clausole del contratto (carta del parco) siano conformi ai nostri interessi materiali, culturali e morali. Per il momento mi sembra urgente unirci tutti per costituire la parte contrattuale che ci compete e discutere il contratto con la controparte. Sia perché saremmo chiamati a dare molto, sia perché siamo in fase di tentativi di sviluppi turistici notevoli, una persona di contatto con competenze professionali in ambito turistico che possa capire il nostro problema e influire sulle decisioni dell’autorità del parco è indispensabile.

Siccome, oggi come oggi, credo che nessuno ci possa assicurare che i vari commentari ad alto livello andranno a catalogare un impianto termale come il nostro fra le cose da promuovere, ai sensi delle varie ordinanze sui parchi e sul paesaggio, nel comprensorio di un parco nazionale, come per la zona militare in territorio grigionese anche per le Terme di Acquarossa chiederei che vi fosse una clausola nella carta del parco che ne autorizzi la realizzazione e ne escluda, nel limite di ciò che può essere deciso già ora, ogni opposizione, ma probabilmente il comune di Acquarossa ci avrà già pensato, lo spero vivamente.
mara
am: 1.10.2014 15:04
Bene! Bravo Centro Pro Natura... :-) con piacere ricevo la sua Newsletter e vedo questo appuntamento.
Mi rifaccio al mio intervento del 7.08.2014.

Ungulati: palati fini per erbette alpine
sabato 4 ottobre - Escursione e conferenza al Lucomagno

Ungulati del Lucomagno: una conferenza per scoprire il camoscio e un'uscita per osservare e ascoltare i cervi nel periodo degli amori. La serata continuerà con una cena a base di selvaggina presso il centro.

Iscrizione obbligatoria e maggiori informazioni sul sito del Centro oppure chiamando 091 872 26 10.

www.vallediblenio.ch/vdbi_eventi.php

marcello
am: 23.9.2014 13:28
Condivido Alfiero!
ma restando sul concreto, mi sembra che anche in questa occasione i buoi si siano lasciati scappare da un pezzo :(

A chi ha lanciato il sondaggio, vorrei chiedere se la domanda ha carattere rivendicativo o no...

Parc Adula ha un'obbiettivo più volte dichiarato, proteggere le zone nucleo affinché la natura possa evolversi senza interventi umani, tutto il resto è contorno!
alfiero
am: 23.9.2014 8:57
Qualcuno aveva avuto la buona idea di iniziare la conversazione su Alptransit. Purtroppo é stata lasciata in disparte negli ultimi tempi. Sosteniamo la richiesta di fare una fermata a Biasca, ora con la scuola superiore di cui si parla a Biasca sarebbe ancor più necessaria. Anche il parco Adula potrebbe dire la sua in merito (nell'eventualità che venisse accettato). Chi arriverà a Bellinzona alla ricerca di un parco ha ben 3 itinerari a disposizione e perché dovrebbe ritornare verso la valle di Blenio per trovare un parco nazionale?

Più si va avanti e più si capisce che il principale e più concreto progetto per la valle di Blenio è la partecipazione all'evoluzione in crescita di Biasca e la valorizzazione dell'indotto relativo e qui abbiamo tante carte da giocare.
marcello
am: 23.9.2014 8:13
Mi riferisco al sondaggio di ottobre 2014, nel quale si chiede se la fermata di alptransit di Biasca porterà vantaggi o meno alla valle.

A me risulta che la prima fermata all'uscita, e l'ultima prima di entrare nella galleria di base sia Bellinzona. Pure il raccordo in costruzione in zona Giustizia "parla" in questo senso...

Qualcuno ne sa di più?
mara
am: 29.8.2014 0:32
Sosteniamo ciò che c'è in valle!
Abbiamo a Olivone, comune di Blenio, una bella biblioteca comunale che si sta arricchendo grazie ai libri della donazione della famiglia del professor Dino Jauch di Semione. E vicina c'è anche la Biblioteca Dalberti.
Partecipate al sondaggio proposto da Marie-Christine Bellorini-Allisiardi (che sta catalogando una parte dei libri della donazione); sondaggio effettuato attraverso un formulario che è stato inviato a tutti i fuochi. Partecipate anche se non frequentate la biblioteca. Sono dati molto importanti per lei. E anche chi non conosce la biblioteca, avrà magari modo o occasione di farlo in futuro.

Il sondaggio è anonimo e serve unicamente per comprendere quali siano i bisogni e le esigenze della popolazione. Ha un obiettivo scientifico e, nella misura del possibile, vorrebbe migliorare il già ottimo servizio offerto raggiungendo pure coloro che non utilizzano la biblioteca per i più svariati motivi.
mara
am: 7.8.2014 15:00
Da sempre ho parecchia ammirazione per i nostri vicini Grigionesi, e per un sacco di ragioni. Ieri eravamo a Obersaxen per il magnifico spettacolo di Opera Viva.
Tra le info turistiche sui soliti tavolini, nel libretto delle offerte della Regione mese per mese, ce n'era una carina. Ve la riporto qua sotto in lingua originale, integralmente:

WILDBEOBACHTUNG 16.00/17.00 Uhr - Obersaxen

10.07 - 6.08.2014 17.00 Uhr und 2.10-16.10.2014 16.00 Uhr

Der Jäger bringt Sie abends mit dem Shuttle (klein Bus) Obersaxen Mundaun in die “Welt des Wildes”. Beobachten Sie mit Jäger Ludwig Tschuor einheimisches Wild (Hirsche, Rehe, Gämse, Murmeltiere, Adler, usw) und erfahren Sie mehr über den Lebensraum dieser Tiere. Die Wanderzeit beträgt ca ½ - 1 Stunde. Anschliessend gibt es einen kleinen Imbiss von Lagerfeuer (in Preis inbegriffen).
Anmeldung: bis Voraben , 17.00 Uhr beim Infomationsbüro Meierhof
Treffpunkt: vor dem Informatiossbüro Meierhoif
Kosten: Erwachsene CHF 17, Kinder 7-12 Jahre CHF 10.-
Besonders: Gutes Schuhwerk und warme Kleidung

*************

Domanda: sarebbe possibile anche da noi in Valle, un'iniziativa del genere?

Non sono nell'ambiente della caccia e non sono in grado di dire se vi è una o più zone dove questa osservazione degli animali (specie cervi, marmotte ecc) è possibile. Magari la cosa risulta essere infattibile...

Ma la trovo carina e interessante come iniziativa.
Il Centro Pro Natura di Acquacalda ora propone molte gite e occasioni di osservazione della natura, sicuramente attività molto interessanti.
Questa rivolta alla selvaggina, con la partecipazione di un cacciatore, ha o avrebbe comunque dei pregi e un sapore un po' diversi...
E valorizzerebbe anche la caccia e la sua importante funzione. Perché è un cacciatore che parla ai visitatori, perché è lui che spiega il ruolo della caccia.

Con l'eventuale futuro Parc Adula, un'iniziativa del genere sarebbe sicuramente compresa (o andrebbe assolutamente compresa).
A Obersaxen il parco non c'è. Già da tempo hanno questa proposta. Che funziona. Comunque.

Sarebbe possibile in Valle di Blenio? Si? No? Perché?...

A volte basta poi poco... Se possibile, i costi tutto sommato non sono milionari...

Buona estate!
cosa fare per la valle?
Seiten: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26
©1999-2018; Das Bleniotal im Internet    http://www.vallediblenio.ch    e-mail: info@vallediblenio.ch
Web Konzept: Cresedo Tec
Wir übernehmen keine Verantwortung für den Inhalt der Websites, die unsere "Links" vorschlagen.

Die Veröffentlichung von Informazionen, die auf diesem Site erscheinen ist nur mit Angabe der Quelle: www.vallediblenio.ch möglich.