Blenio Café
cosa fare per la valle?
Fabio
am: 4.5.2014 20:39
Complimenti a Severino ed alla sua truppa per quanto il Caseificio del Sole ha saputo offrire in queste due giornate. La promozione turistico-economica di Blenio è l'insieme di singole simili iniziative concrete e non la concentrazione su uno-due progetti troppo grandi per l'intera valle: ieri ed oggi ne abbiamo avuto la prova. Da un mio vicino di tavolo, questo mezzogiorno ho sentito una frase "tutto dire" e che merita di essere riportata. "attira più una stalla che un cinque stelle!"
Tutto ciò mi permette di proporre a Severino il prossimo passo, ossia l'organizzazione di un circuito di fiera-mercato, con bancarelle a distanza più o meno regolare, partendo dalla fabbrica "ex-Buzzi verso la campagna, girando a destra al sottopassaggio della cantonale in direzione del Caseificio del Sole, organizzando a metà strada (al Caseificio del Sole) una degustazione di prodotti nostrani oppure un pranzo come quello appena gustato e rientrando all'inizio del circuito (fabbrica "ex Buzzi"). Infatti, se le due giornate appena trascorse hanno dimostrato le potenzialità della campagna di Aquila e del Caseificio del Sole, perché lasciare che l'annuale fiera di Aquila continui ad esistere sulla piazza centrale del pase con intralcio di traffico e posteggi?.
Buona settimana entrante.
Fabio
alfiero
am: 26.4.2014 15:47
La valle di Blenio, credo, sia diversa dalla altre valli ticinesi per la concomitanza di almeno 3 motivi: non è stata fin qui favorita dalla ferrovia con treni omnibus che si fermano in tutte le stazioni, non ha una città turistica al suo imbocco e ha un territorio abitabile/edificabile, che prestandosi per essere valorizzato quale risorsa in modo non nocivo alla sua qualità paesaggistica cambierebbe le sorti della regione se gli venisse data l’importanza che merita.

I nostri impianti di risalita funzioneranno, autofinanziandosi, quando la popolazione locale sarà raddoppiata, non quando funzioneranno anche le altre stazioni del Ticino e della Mesolcina.

Non servono, per noi, le commissioni cantonali di lavoro perché tendono a generalizzare i problemi a livello cantonale e noi dalle generalizzazioni ne usciamo perdenti. Continuerebbe il solito discorso secondo cui i nostri impianti di risalita costano troppo (in confronto ad altri che costano di più! …… ), il nostro ospedale serve poco, la posta che ti costringe a recarti in 3 uffici diversi per essere servito è il meglio che si possa pretendere, i nostri piani regolatori sono da restringere, la nostra cultura è povera di mente e di spirito e non sa realizzarsi. Il responso della commissione di lavoro cantonale richiesta è prevedibile: Airolo deve vivere ed essere sussidiato perché serve, gli impianti bleniesi, con la benedizione dei Grigioni (come qualche anno fa) sono da chiudere, quindi Carì con meno concorrenza funzionerebbe meglio e il problema sarebbe in questo modo quasi inesistente..

Un poco di coerenza in più ci aiuterebbe: poc’anzi si lottava contro le abitazioni secondarie per avere meno ospiti, in futuro ci si presta a lottare contro la concorrenza fra parchi per averne di più.

Difendiamo ora il nostro ospedale, dimostrando, come si sta dimostrando, che la nostra disponibilità a camminare nella direzione dei venti generati da altri diminuisce e stiamo trovando il calibro di chi intende esigere il giusto. Poniamo l’esistenza futura del nostro ospedale anche quale contrappeso alla bastonate (giuste o sbagliate che siano ma sono sempre bastonate) che ci potrebbero giungere da lontano come Il salario minimo che toglierebbe entusiasmo alla gestione delle Terme in concorrenza con chi con quei soldi fa 3 paghe mensili. Poi la cassa malati unica che potrebbe centralizzare l’eccellenza medica svizzera al nord delle alpi.

Serve invece un progetto turistico locale per la valle, che dobbiamo fare noi, non le commissioni cantonali o in compromesso con interessi che non sono i nostri.
Rasputin
am: 15.4.2014 15:38
Mi sembra che a diverse riprese (anche tanti anni fa) in diverse occasioni, e con diverse persone, esistevano delle attività tra cui alcune rivolte a far conoscere le peculiarità dei luoghi.
Se non sbaglio, almeno alcune di queste attività avevano un forte riscontro.
Perché tutto, (a quanto sembra) è stato abbandonato?
Perché non si sentono più le persone, non si leggono più i programmi.
Di chi era il compito e chi organizzava queste attività?
Fa pensare che la latitanza è molto marcata, forse non sono chiari i ruoli.
Ma se un ruolo è stipendiato, deve essere chiaro, e deve dare i risultati attesi.
Altrimenti è un ruolo controproducente, ingiustificato ed in più inutile.
Altra domanda: da informazioni avute, le scuole ed i corsi di settore in Ticino, continuano a formare addetti al turismo ed atti a svolgere le attività correlate; in valle di Blenio queste persone dove sono e/o cosa fanno?
Qualcuno sa rispondere a quanto detto sopra?
Rolando
am: 14.4.2014 21:02
Buonasera

in generale concordo con la proposta di Alfiero, ma il mio intervento voleva essere un poco ironico , nel senso che si vorrebbe creare un'entità nuova quando quella che attualmente ( e chissà per quanto tempo ancora) é deputata a svolgere tale funzione é un poco latitante.
alfiero
am: 14.4.2014 9:04
buongiorno,

Giusto, Rolando, ma si parla di centralizzazione anche degli enti turistici e sarà un'altra istituzione che sparirà, Nulla di contrario alla razionalizzazione dei vari compiti, ma la valle dovrebbe preparare qualcuno che faccia da "comitato di quartiere" rispetto all'ente centrale, e che si faccia carico degli effetti della mancaza del Blenio turismo attuale, approfittando dell'occasione per incentivare, nel modo più moderrno possibile, attività di richiamo turistico e vediamo che la gente corre dove c'é la minifestazione gradita e ben organizzata.

buona settimana
Rolando
am: 13.4.2014 21:20
Buonasera,
Alfiero propone di introdurre la figura del " coordinatore per incentivare gli eventi in vallle", debitamente retribuita .

Ma non abbiamo già un direttore dell'ETB che dovrebbe , oltre ad altre mansioni, svolgere questo compito ?
alfiero
am: 13.4.2014 9:52
Buongiorno,

Un rimedio valmaggiese anche per noi.

Mi chiedo da un pezzo, (e forse l’avevo anche scritto) fino a quando il Ticino potrà andare avanti così, pensando solo a città e frontiera, senza cercare con le valli un compromesso che includa il consenso politico ad un ripopolamento dei fondovalle. Cevio, con i suoi cartelloni nel Mendrisiotto, dimostra che per trovare il consenso ci sono tante vie, vien da dire: se non ci riesci con l’aiuto della politica, provaci con la fantasia e la pubblicità, oppure se vuoi tanti fedeli in chiesa datti da fare perché possano essere certi di essere i benvenuti, oppure un po’ di gente in più non guasterebbe il paesaggio.


Un coordinatore per incentivare gli eventi in valle.

Se si pensa al giro Media Blenio o alle 25'000 persone che hanno preso parte alla passeggiata sul piano di Magadino ci si convince che palcoscenico per le manifestazioni importanti non deve necessariamente essere la Piazza Grande o la Lugano Bella. Qui in valle ci sono strutture turistiche statiche, (nel senso che é laborioso modificare il servizio da erogare), ma mancano gli eventi dinamici per farle funzionare. Il giro Media Blenio (evento dinamico) per la sua festa si serve del Polisport (struttura statica), ma fornisce anche un evento per accrescere l’efficacia del Polisport. La moda genera sempre nuovi orientamenti in fatto di occupazione del tempo libero per cui, credo veramente che manchi la figura (rimunerata) del coordinatore e organizzatore di eventi dinamici di una certa importanza, che la valle è capace di accogliere, anche in previsione di preparare un ambasciatore bleniese nella stanza dei bottoni del turismo cantonale quando gli enti turistici si fusioneranno e giustificare con gli eventi organizzati la giusta distribuzione delle tasse di soggiorno.

Buona domenica
erika
am: 11.8.2013 20:22
Scusate... Aggiungo al post precedente che al paragrafo in cui menziono il ristorante, mi riferisco al servizio.
erika
am: 11.8.2013 20:16
Inserisco qui queste mie osservazioni, che fra tutte le conversazioni del BC forse è la più adatta ad ospetarle.

Ieri (sabato 10 agosto) mi sono recata ad Acquacalda per la prima volta dopo i lavori allo stabile del centro uomo-natura.

Sono in parte delusa: l'accesso dalla strada (dalla parte dove non ci sono gli scalini) non è il massimo, specialmente per persone con handicap fisico e anche per gli anziani. La rampa in teoria c'è, ma in pratica... non è "pratica"! E' stretta, senza riparo (una ringhiera o corrimano, insomma qualcosa che impedisca a chi mette un piede o una stampella in fallo, o ad una carrozzina che devia un pochino di fare un salto dal muro). Mi chiedo pure se la rampa è abbastanza larga per accedervi con una sedia a rotelle senza correre alcun pericolo. Lo spazio di manovra mi sembra esiguo.
Attenzione anche ai bambini che giocano sulla terrazza: tenerli d'occhio!
Mi aspettavo pure (ma mi aspettavo troppo per via dei costi?) che venisse "aggiornato" anche l'accesso alle toilette e cioè che fossero rese accessibili anche a chi non può fare le scale. Già che c'erano i lavori in corso... e tenuto in considerazione che i Comuni della Valle hanno contribuito (Blenio con Fr. 100'000.--, se non erro).
Forse - anzi, quasi sicuramente - io non sono aggiornata sul tema, ma insomma mi aspettavo un adeguamento dello stabile nel senso di renderlo più accessibile anche a chi non è in forma fisica, consapevole che ci sarebbe stato ovviamente un maggior costo, ma che forse valeva la pena di sostenere.
Chiedo gentilmente a chi è competente in materia se può rispondere a queste mie perplessità.

Si spendono giustamente tanti soldi per proteggere la natura, flora e fauna: diamo un poco di sicurezza e protezione dov'è necessaria anche all'essere umano più debole.

Per ciò che concerne il ristorante, un paio di turisti germanofoni seduti al mio tavolo forse si aspettavano qualcosina in più e posso solo dire che avevano ragione... Ma qui dobbiamo dare tempo al tempo ed avere un pochino di comprensione che chi viene "da fuori" non sempre è disposto ad avere...

Resta il fatto concreto che il posto è stupendo e una passeggiata e visita in quel luogo è sempre appagante per il corpo e per lo spirito :-))
Gina
am: 16.7.2013 18:20
La libertà di movimento è un diritto sacrosanto, ma spesso ci dimentichiamo che vale per tutti, e non solo per gli automobilisti! Ecco un'interpellanza del Gruppo PS al Municipio di Blenio, sulla sicurezza per i bambini sul tragitto scuola - casa:
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