Blenio Café
cosa fare per la valle?
Christian
am: 17.9.2016 23:01
Ciao a tutti! Vilmos chiede come vorremmo che fosse la nostra Valle. Io vorrei una Valle più positiva, più ottimista, più entusiasta, più riconoscente nei confronti degli appoggi e dei sostegni che ha ricevuto e che continua a riceve, e più consapevole della libertà di cui gode. E che soprattutto non ceda pian piano al cronico, recidivante e contagioso vittimismo. Vorrei che si apprezzassero maggiormente la nostra indipendenza, la nostra autonomia e le numerose libertà di cui godiamo, piuttosto che indignarsi istintivamente per quelle regole e quegli obblighi che tutti dobbiamo rispettare (nella stragrande maggioranza dei Paesi moderni e civilizzati, un’indipendenza locale e regionale come quella che ci contraddistingue se la sognano). Se richiediamo Fr. 100 di sussidi, finanziamenti o contributi ma ce ne concedono solo Fr. 95, vorrei maggior gratitudine per quei Fr. 95 concessi, prima di lamentarci per i Fr. 5 mancanti o sbuffare perché per la richiesta di sussidio abbiamo dovuto compilare due formulari, e di cui magari uno in tedesco. Viviamo nella Nazione più liberale, libera, responsabile e responsabilizzata del mondo. Apprezziamo le nostre numerose libertà, prima di reclamare per le norme in vigore, tipiche di uno Stato di diritto moderno, democratico e, appunto liberale. Non reagiamo come se vivessimo in un regime dittatoriale. Le nostre Valli non sono dimenticate, incomprese o oppresse dai divieti, io non ho questa impressione. Non vorrei che l’ampia libertà di cui godiamo diventi pian piano troppo scontata per poter essere apprezzata davvero a fondo per quella che è.

Tornando al Parco rispondo a Marcello. Io sono per natura curioso, positivo ed entusiasta. Adoro le sfide e ho una voglia matta di mettermi in gioco per veder sorgere questo Parco. Per almeno 10 anni. Vorrei che pure la Valle si metta in gioco, così come hanno fatto le regioni dell’Arco Alpino di maggior successo: Alto Adige, Veneto, Trentino, Valtellina, Dolomiti in generale, Tirolo austriaco, Piemonte, Alpi francesi,…. In queste incantevoli regioni sono sorti dei Parchi (Stelvio, Gran Paradiso, Dolomiti Bellunesi, Val Grande,…,…) che per concezione e categoria sarebbero come la Zona centrale del Parc Adula (Categoria IUCN 2). Non cito il Parco Nazionale Svizzero dell’Engadina, in quanto si basa su un concetto diverso, essendo una riserva naturale (Categoria IUCN 1). Ho già poi citato alcuni dei 14 Parchi naturali regionali presenti in Svizzera, in zone stupende e dinamiche, dove l’agricoltura, il turismo, il settore forestale sono una vera e propria religione. E continuano ad esserlo, anche grazie ai parchi. Questi parchi appartengono alla categoria IUCN 6, così come sarebbe la zona periferica del Parc Adula. Rammento che nel Parco Nazionale dell’Engadina (100 volte più restrittivo della Zona centrale del ParcAdula), una statistica dice che ogni franco investito nel parco ha un indotto per la regione di tra i 5 e i 6 franchi. Proviamo, almeno un tentativo. Al massimo tra 10, 20, 50, 80 anni torniamo indietro.

Mi è piaciuta la sincera riflessione di Mara e i più che legittimi e condivisi dubbi e incertezze sollevate. Alla frase “I grossi centri urbani e le città si accorgono ora che noi in montagna abbiamo un Paradiso. E improvvisamente vogliono tutelarlo e proteggerlo” aggiungo tuttavia che anche chi abita, lavora e trae sostentamento dalla montagna e dalle valli ha avuto (e ha tuttora) l’interesse a tutelare e proteggere il proprio territorio (e ci mancherebbe). Non è solo chi vive nelle comode città a voler spingere sulla regolamentazione dell’utilizzo del territorio alpino e della sua natura. Alludo alle severe leggi sulla pianificazione del territorio, alla conservazione e tutela dei terreni agricoli, alle leggi forestali e a protezione della natura, del paesaggio e contro i pericoli naturali. Parecchie e restrittive norme certo, ma che in primis aiutano i nostri agricoltori a tutelare prati e pascoli dalla pressione delle aree edificabili, i forestali a conservare e a rendere più sani e vitali i nostri boschi a protezione dei nostri abitati e delle nostre infrastrutture. La morìa dei boschi cha affliggeva le foreste di mezza Europa negli anni ’80 è stata scongiurata grazie all’introduzione di severe norme antiinquinamento. Le nostre bandite di caccia sembravano inizialmente delle opprimenti e assurde imposizioni di stampo integralista e ambientalista. Col tempo si sono invece rivelate utili per riequilibrare le classi d’età, il sesso e lo stato di salute delle popolazioni degli animali selvatici. A beneficio degli animali stessi ma soprattutto dei nostri appassionati cacciatori! Spesso siamo dunque noi i primi ad aver approfittato di queste norme, non solo chi ai nostri occhi vorrebbe ghettizzare in riserve indiane agricoltori e montanari per poter apprezzare al meglio il proprio tempo libero nella natura incontaminata. Concludendo, non tutte le leggi vengono per nuocere. Non tutte le leggi ignorano le esigenze e le realtà locali con soffocanti restrizioni per accontentare i turisti o chi è alla ricerca di spazi naturali intatti. Non ogni norma è imposta egoisticamente dai grossi centri urbani (non votano solo gli abitanti delle Città, anche noi vallerani votiamo le leggi e pure noi abbiamo ottimi politici che fanno, promuovono e approvano le leggi).

Ad Alfiero dico che non c’è nessun KO da parte dei Comuni nei confronti dell’Ordinanza: l’art. 18 Opar dice che “nella zona periferica è necessario conservare, promuovere, valorizzare, …”. Non dice che “occorre vietare, obbligare o imporre”. Come detto, l’Ente responsabile si prefigge degli obiettivi a favore della regione e del suo territorio, ma non attraverso dei divieti o restrizioni aggiuntivi da imporre ai cittadini. È il parco che ambisce a questi obiettivi, ma senza limitazioni a carico dei cittadini o di Enti o Associazioni. Ed è questo l’elemento fondamentale che verrà menzionato nei Piani Regolatori comunali e a Piano Direttore! La Confederazione è pienamente d’accordo con questo aspetto. È rientrata saggiamente sui suoi passi, come già stabilito sin dall’inizio del progetto. La reazione alla consultazione dei funzionari federali è stata semplicemente smentita dopo qualche settimana dal loro capo, la Consigliera federale Leuthard. Una vera e propria tempesta in un bicchier d’acqua, niente KO!
Buona notte!
Christian
marcello
am: 16.9.2016 9:31
...Io la prendo stretta...

ancora dalla tristemente famosa charta....

“Ridurre la pressione dei visitatori nella zona centrale” (pag.165 e 166).

Significa ridurre il numero degli escursionisti in Greina con importanti ripercussioni in zona periferica.

Questo è quello che non va fatto! Quindi per prima cosa votiamo NO al parco!!!!
Vilmos
am: 15.9.2016 22:37
Il bello di questa conversazione è che permette riflessioni ad ampio respiro. Per questo la prendo larga.

Secondo me, prima di chiedersi cosa fare per la valle, varrebbe la pena chiedersi come si vuole che sia.
Insomma: cosa si vuole per la valle di Blenio? Più abitanti? Più turisti? Meno imposte? Più servizi? Che servizi? Più posti di lavoro? Più libertà? Più libertà per cosa? Oppure va benissimo così?

Inizio a buttarla là. Vediamo se qualcuno risponde per intavolare la discussione.

Buona serata a tutti!
mara
am: 15.9.2016 12:01
.... libere riflessioni dopo una bella e interessante chiacchierata con un funzionario del Dipartimento del Territorio, tema Parc Adula...

Nessun complotto, Christian. Non usiamo questi termini. Si parla liberamente e apertamente. In sintesi, quel che i critici voglion riuscire a capire - e legittimamente e concretamente - è fino a dove le esigenze di protezione ambientale si spingeranno, tutto lì. E quale margine CONCRETO di azione esse lasceranno (concederanno) a chi in valle ci vive e lavora per 12 mesi all’anno, anche se questa persona è magari ben disposta ad accettare dei vincoli di protezione per favorire il turista che verrà in visita da fuori (per qualche mese all’anno).

"Cosa fare per la valle?", questo il titolo di questa conversazione di BC...
Vivo da anni – a 2 anni ero a Torre in vacanza con la famiglia :-))) - in questa bella valle, che ho imparato poi pian piano (dall'87) a conoscere sempre più girovagando su e giù per monti e vallate, per passione o per lavoro. Va che mi ci sono seriamente affezionata! Abito coi bleniesi, lavoro da anni con loro. Provo molto e profondo rispetto per tutti loro, tanto che – ancora – non riesco a scrivere (parlando e raccontando di me) „la mia valle", la "nostra valle“… bensì preferisco ancora la rispettosa formula „la mia valle d’adozione“. Anche se la amo e mi piace un sacco vivere qui, non sono nata qui. Non sono una bleniese d’origine. Tuttavia molto spesso e in parecchie occasioni mi capita di sentire il „sangue bleniese“ pulsare dentro di me… Sento, ascolto e vivo opinioni (anche molto diverse fra loro) e preoccupazioni reali e profonde dei bleniesi DOC, delle persone che curano ogni giorno – in vari modi - il territorio dove sono nate. Ne conoscono ogni piega. Ogni profumo in ogni stagione. Lo rispettano (le eccezioni ci sono ovunque!).
Nutro molta, sincera e profonda ammirazione per tutte queste persone.

Quello che mi piacerebbe „possa essere fatto per la valle“ – tornando al nome della conversazione – è di dare maggior spazio di azione e decisionale a queste popolazioni, alle popolazioni delle montagne. Di permetter loro di agire sul loro territorio in modo ragionevolmente rapido e sensato, di effettuare modifiche e ristrutturazioni che permettano a LORO (in primis) di vivere meglio; ossia: al posto delle tante leggi che già abbiamo, cambiarne alcune e/o allentarne altre!

Questo, dal mio modesto punto di vista (ma vedo che nel parlamento retico qualcuno la pensa non molto diversamente...) sarebbe davvero una buona cosa per le regioni di montagna oggi.

E‘ vero, i grossi centri urbani e le città si accorgono ora che noi in montagna abbiamo un Paradiso. E improvvisamente vogliono tutelarlo e proteggerlo. Ma noi, coscienti da un bel po‘ – dopo i molti sacrifici d’Inferno passati dalle generazioni precedenti sulle montagne – coscienti ora di essere in un Paradiso naturale, dovremmo anche poterci operare e agire per noi stessi senza soffocanti lungaggini e imbrigliature.

In questo senso, mi sento molto „liberale“ e vorrei un „meno Stato“. Perché credo fermamente nelle capacità, nella forza e nella bontà e buon senso delle popolazioni della montagna.

Ecco, ho detto la mia sul Parco :-)
alfiero
am: 15.9.2016 9:53
In buona sostanza state dicendo che la decisione dei 17 comuni metterà a KO l'ordinanza sui parchi, l'articolo costituzionale sulle case secondarie al quale quelle associazioni che difendono il territorio possono riferirsi per premere sulle decisioni, l'analisi dei funzionari federali, smentite dalla Consigliera, i riferimenti al concetto di parco che verranno fatti sulle pianificazioni cantonali e comunali, i cambiamenti che saranno necessari ai regolamenti comunali e patriziali ecc. ecc. ecc.

Perché vogliamo parlare di complotto quando si tratta di una corretta discussione?
Christian
am: 14.9.2016 15:48
Alfiero certo hai ragione, è normale che ci sia un dibattito. Ma che si basi però sui contenuti reali e concreti sui cui siamo chiamati a votare, non su speculazioni complottistiche! Io dico soltanto che se sul testo in votazione c’è scolpito nero su bianco che non sono previste nuove limitazioni, significa che se dalle urne uscirà un “Sì”, nella zona periferica non ci saranno nuove limitazioni. Punto e basta. A seguito della votazione si potrà dire qualsiasi cosa, ma la volontà popolare sarà rispettata. Rifiutare il Parco solo perché temiamo un ricorso o un’opposizione da parte delle associazioni ambientaliste o da qualsiasi altra persona o Ente, sarebbe un vero peccato, per noi ma soprattutto per le generazioni future! Non dobbiamo temere nessuno. Senza coraggio e senza speranza, non c’è futuro! Perché continuare a insinuare che il Parco produrrà ulteriori vincoli e limitazioni nella zona periferica? Ci sono 14 Parchi naturali regionali in Svizzera, e in nessuno di loro ci sono stati nuovi obblighi e divieti. Io penso sia sufficiente per avere un minimo di fiducia e di positività!
alfiero
am: 14.9.2016 14:37
In tutte le campagne che precedono le votazioni c'è un opposizione alle proposte e alla volontà delle autorità, e di conseguenza un dibattito, perché, l'opposizione al parco, dovrebbe nascere da sfiducia o mancato apprezzamento nei confronti del nostro sitstema?
alfiero
am: 14.9.2016 14:20
Beh, Christian, ma allora a cosa serve l'ordinanza sui parchi che definisce i compiti e le prerogative, buone o meno che siano, della zona periferica. A cosa serve inscrivere certi parti dei regolamenti sul parco Adula nei documenti pianificatori del cantone ecc. ecc. A cosa serve la legge organica patriziale e i regolamenti patriziali, se l'assemblea comunale si arroga il diritto di decidere al posto dell'assemblea patriziale. A cosa servirebbe una decisione contraria dell'assemblea patriziale se i patriziati non devono potersi avvalere delle loro leggi per decidere sul cambiamento dell'uso dei loro beni? Cosa significa che nella zona periferica si devono correggere gli errori del passato non appena si presenta l'occasione? chi statuisce se i rustici sono errori del passato da correggere? avere una percentuale oltre il 20% di abitazioni secondarie è un errore del passato? chi statuisce, se non l'articolo della costituzione del quale ognuno, e ogni associazione, ha il diritto di avvalersi ? Diamo valore alle dichiarazione di Pro Natura e WWF per i quali il parco, come presentato, non è abbastanza proibitivo e troppo permissivo, apprezziamo la loro trasparenza una volta tanto, loro, queste associazioni, hanno dei diritti e hanno il diritto di far valere la loro voce in capitolo molto forte, non saranno certo le equivocazioni che vogliono banalizzare l'impegno della popolazione e delle istituzioni locali a restringere le loro preferenze in fatto di autonomia a mantenere favorevole alla valle di Blenio la strategia di gestione del parco. Questo parco che si voleva anche per accumunare culture diverse rischia di essere un fattore di divisione ikportante e irreversibile.
Christian
am: 14.9.2016 11:31
Ciao a tutti,
il 27 novembre saremo chiamati a votare su un Regolamento del Parco che cita espressamente “Non ci sono nuove limitazioni nella zona periferica e le attuali regolamentazioni di legge mantengono la loro validità”. Questa frase è stata pronunciata dalla Consigliera federale Doris Leuthard e ribadita in più di un’occasione, tra gli altri, dai Consiglieri di Stato Cavigelli, Vitta e Zali. È stato scritta, detta e ripetuta in mille modi. Sulla Charta testo della votazione è scolpita nero su bianco. Ritengo poi che le quattro autorità politiche appena citate meritino fiducia e rispetto. Ho 31 anni e ho profonda fiducia nelle istituzioni e nella politica Svizzera, ad ogni livello. E quindi anche nel Comune in cui vivo e che è rappresentato nell’Associazione che ha ricevuto dallo stesso Comune l’incarico di creare e promuovere il progetto sui cui siamo chiamati a votare. In questo mio scritto non celo un sentimento di patriottismo e di forte attaccamento al nostro sistema politico, modello ed esempio positivo in tutto il Mondo. La convinzione che quello su cui siamo chiamati a votare rappresenta una vera e propria farsa e che quello che la maggioranza del popolo decide verrà invalidato o abiurato, significa semplicemente non avere fiducia e credibilità nelle istituzioni e nella politica che ci rappresentano. Da quando seguo l’attualità e la cronaca politica mi risulta che gli esiti alle votazioni siano sempre stati rispettati e messi in atto. Non ho mai avuto l’impressione di vivere in un Comune, Cantone, Paese corrotto o che non ossequia la volontà popolare. Alle urne l’invito è quindi quello di esprimere il proprio parere sul testo in votazione (che contiene tra le altre la frase “…” di cui sopra) e non sulla convinzione che le nostre istituzioni vogliano sempre e solo ingannare i poveri e ripudiati bleniesi.
La zona periferica di un parco nazionale di nuova generazione (come appunto il ParcAdula) equivarrebbe per statuto, concezione e contesto giuridico ad un Parco naturale regionale. In Svizzera di Parchi naturali regionali che ne sono ben 14 e con ottimi risultati in termini di indotto economico, turistico e di soddisfazione di chi vi risiede. Cito il Parc Ela, Parc Beverin, Naturpark Tahl, Parc Gruyère Pays d'en Haut, Parc Jura Vaudois, Biosfera Val Müstair, ecc, ecc. Si trovano in regioni bellissime, dinamiche e attive, alcune addirittura a ridosso dei grossi centri urbani. Ebbene, in questi parchi non vi è nessun ulteriore vincolo o divieto di tipo pianificatorio o edilizio rispetto all’ordinamento giuridico già precedentemente e normalmente in vigore. L’OPar afferma infatti che per la zona periferica di un parco nazionale o per i parchi naturali regionali, l’Ente responsabile si prefigge degli obiettivi a favore della regione e del suo territorio, ma non attraverso dei divieti o restrizioni aggiuntive. Obiettivi territoriali, paesaggistici, naturalistici e di cultura tradizionale da raggiungere per la nostra economia e per la nostra regione, ma senza obblighi e divieti per cittadini, enti o turisti. Il fatto che nei Parchi naturali regionali non vi siano restrizioni supplementari rappresenta già di per sé 14 precedenti a conferma che nella zona periferica del Parc Adula non ci saranno nuovi vincoli o limitazioni.
Buona giornata! Christian
Richi
am: 11.9.2016 19:30
.... ancora un esempio... OTR.... :-(

O qualcuno mi sconfessa?
cosa fare per la valle?
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