Blenio Café
RUSTICI IN VALLE
alfiero
am: 7.3.2012 18:11
attenzione al numero di abitanti della regione in cui si vuole applicare un %. Un conto é applicare l' 8% a Campo Blenio e un altro conto é applicare l'8 % a una città di 1 milione di abitanti
Gina
am: 7.3.2012 20:42
Ma, nel Tirolo (austriaco) non ci sono città di un milione di abitanti, la più grande città è quella di Innsbruck con 120'000, se non sbaglio. Del resto è comunque, penso, paragonabile alla nostra realtà di regione alpina.
gianpietro
am: 8.3.2012 1:52
Gina ma sai quale percentuale di abitazioni secondarie ci sono nel nostro comune e in valle di Blenio? E con la tua impresa le stufe le montate nelle residenze secondarie degli svizzeri tedeschi o negli alberghi? E le imprese di costruzione della valle riattano rustici o alberghi? Le terme le costruirà forse la COMSA se sarà un concorso internazionale! Dai fammi il piacere....
marusca
am: 8.3.2012 3:18
Salve a tutti!
interessante trovo l'opionione del nostro deputato in Gran Consiglio, Walter Gianora, espressa oggi su "La Regione" a pagina 33: "Un no deciso dalla periferia"!!

Anche per salvaguardare le nostre piccole imprese!
mara
am: 8.3.2012 17:49
Essendo un'amante dell'Engadina, posso capire che in quella regione il problema è molto sentito e diffuso, anche se - finora - non mi sembra aver visto degli "scempi" edilizi.

La mia opinione è che trovo più giusto e corretto lasciar la facoltà al singolo comune, ai singoli legislativi (eletti dalla popolazione) e ai Municipi di decidere in merito al proprio territorio. Lasciamo cavoli l'autonomia decisionale ai comuni e non mettiamo troppe leggi che atrofizzano la capacità e la possibilità dei singoli comuni di essere responsabili del proprio territorio. Ogni parte della Svizzera ha e vive situazioni e peculiarità diverse.

Per la nostra valle, per il Ticino in genere, accettare i contenuti di questa iniziativa sarebbe molto negativo. Sempre si parla, e non a torto, dei grandi e positivi indotti di tutte queste residenze (moltissime in valle). E dubito fortemente che la coppia di Lucerna che viene in Valle per stare in un rustico, verrebbe lo stesso e starebbe in albergo. Uno o vuole il rustico, la casetta, l'appartamento, o vuole l'albergo. O il campeggio... o che ne so... Tutt'al più sono gli alberghi che devono sforzarsi a rendersi più accoglienti, più attrattivi, proporre pacchetti di escursioni, accogliere il turista con un sorriso... Soliti discorsi... :-)

In caso di accettazione dell'iniziativa, la COSTITUZIONE FEDERALE conterrebbe un articolo che reciterebbe:

Art75b Abitazioni secondarie
"La quota di abitazioni secondarie rispetto al totale delle unità abitative e della superficie lorda per piano utilizzata a scopo abitativo di un Comune non può eccedere il 20 per cento.
La legge obbliga di Comuni a pubblicare ogni anno il loro piano delle quote di abitazioni principali unitamente allo stato dettagliato della sua esecuzione".

Un po' troppo rigido, decisamente, almeno per i "miei gusti". Ma perché non lasciare autonomia e responsabilità ai Comuni??? Troppe leggi abbiamo oggi, troppo ci viene soffocata la facoltà di responsabilizzarci, in tanti ambiti. Dove andiamo a finire?

Spetta alle regioni più soggette a questo fenomeno e dove si assiste ad un "maltrattamento" del territorio intervenire, ma credo che gli strumenti oggigiorno in mano ai Comuni e ai singoli cittadini sono già più che sufficienti. :-)
Gina
am: 8.3.2012 17:55
Gianpietro, in queste cose cerco di ragionare anche fuori dal mio interesse personale (che poi, chissà, non dipende neanche esclusivamente da questa legge...).
Dopo questa premessa vorrei aggiungere che non ho ancora votato (!), e che ho, anch'io, alcune incertezze. Quella più importante riguarda la possibilità di riattare le vecchie case nei nuclei, oggi disabitati, a scopo di abitazione primaria e ev. anche secondaria. Secondo me è importante che si cerchi oggi di evitare di costruire nel verde, ma di valorizzare i nuclei, per molteplici ragioni: meno dispersione (lo sai tu con il progetto teleriscaldamento che è solo possibile realizzarlo in una zona ristretta e costruita relativamente densa), meno spreco di terreno, meno costi per l'urbanizzazione, meno traffico.
Bisogna tutelarsi dalla speculazione. Le case secondarie purtroppo molte volte sono puramente speculative (ma so anch'io che qui, da noi, la situazione, per fortuna, è molto meno grave che non in altri luoghi). Costruire delle villette nuove nel verde, che sono abitate per un mese all'anno, veramente porterebbe poco alla nostra economia, anzi, la danneggerebbe. La domanda è, come tante volte in politica: qual'è la miglior strada per raggiungere l'obiettivo?
Gina
am: 8.3.2012 20:29
Solo una piccola aggiunta, e in parte fore una risposta a quanto scritto da Mara: Questa iniziativa NON riguarda le abitazioni di vacanza sfruttate commercialmente, vale a dire i «letti caldi» che, anzi, potrebbero diventare più attrattive. Quindi, una Blenio Tour Rustici, se ancora esistesse, avrebbe ancora più ragion d'essere!
mara
am: 8.3.2012 20:46
Giusto Gina, hai ragione.
Purtroppo però i poco edificanti e deludenti eventi di cronaca ci dicono che - per ora almeno - Blenio Rustici non c'è più... La gestione dei rustici a livello cantonale, con i vari piani e contro piani e piani ancora, sappiamo tutti come va... e che Berna non ci sente... o solo da mezzo orecchio. La questione strade agricole, ma che servono anche al turismo (e aggiungerei sostenibile), sappiamo tutti che a Berna è ancora ferma al palo. Tutto questo in barba a degli oggetti GIA' PRESENTI sul territorio e che concretamente possono influire sullo sviluppo dello stesso e della gente che ci abita.

A me sembra che, parlo della nostra regione ovviamente e delle valli ticinesi, se mettiamo ancora vincoli su vincoli e vincoli dei vincoli dei vincoli, ci rimane davvero un margine d'azione ben ridotto e così risicato da ripercuotersi negativamente su chi, e da anni e generazioni, vive e lavora in una zona discosta. Come invogliamo i giovani a stare qui? Solo perché un domani avremo il Parc Adula?

Io difendo da sempre la responsabilità e l'autonomia del singolo, che deve essere in grado - in comunità - di trovare la retta via a favore del bene pubblico senza che - sempre e dall'alto - sia lo Stato a dire cosa il cittadino può o non può fare. Soprattutto quando gli strumenti per evitare abusi e speculazioni già sono a disposizione. Certo bisogna saperli mettere in atto.
marcello
am: 9.3.2012 1:03
Nessuna incertezza! Ho già votato un bel NO!!!!
Sebbene non costruisco camini ne vendo legna per quest’ultimi ;-)
Siamo nuovamente di fronte a dei tentativi assurdi e soprattutto sommari da parte di persone che purtroppo non conoscono, o fanno finta di non conoscere, le realtà locali.
Nel nostro comune la percentuale delle case secondarie è superiore al 60%, questo rappresenta per l’ente pubblico un evidente impegno, comunque ampiamente compensato dall’importantissimo indotto economico generato dall’edificazione di questi stabili, dalla loro manutenzione, e dalla presenza di quelle persone che ci vivono e consumano durante le vacanze e nei fine settimana.
La legge sulla pianficazione del territorio è entrata in vigore nel 1972, da quella data, di regola, nessuna costruzione nuova può essere eretta al di fuori delle zone riservate a questo scopo, le competenze sono comunali e cantonali.

La villetta nel verde è un falso problema.

Per gli edifici fuori zona, le cui competenze sono cantonali, possiamo affermare che proprio grazie all’agire “fuori legge” da parte del Cantone, moltissime cascine han potuto essere salvate, pur cambiando destinazione.

In queste circostanze si cita spesso l’Engadina quale esempio negativo, a me risulta che in quei posti l’economia è fiorente, la disoccupazione attuale nel canton Grigioni è dell’ 1.9%, ben al di sotto della media Svizzera, per non parlare di quella ticinese. La natura è fiorente, i boschi sono pieni di selvatici, e nei fiumi sguazzano delle buonissime trote.
Gina
am: 9.3.2012 15:16
Marcello: attenzione però, con le tue certezze, a non banalizzare i problemi che realmente esistono - in molte regioni alpine della Svizzera: il notevole aumento degli affitti e dei prezzi dei terreni (che penalizza i residenti), la pressione sul territorio - è vero che c'è la legge sulla pianificazione, ma è altrettanto vero che in vista di grandi progetti di "resort" turistici la zona agricola viene trasformata in zona edificabile, e sono inutili i ricorsi dei "paesan" che lavorano quelle terre (prendo spunto da un esempio concreto a Lenzerheide) e che le case sceondarie, se da noi siamo al 60%, lasciano sì un certo indotto economico, ma comunque piuttosto debole - altrimenti non dovrebbe chiudere un ristorante dopo l'altro.
A Mara vorrei dire di non mischiare i temi, quello dei rustici (fuori zona) qui non c'entra nulla, e nemmeno le strade agricole.
Ancora non so come votare. Ma certo che la discussione deve servire a pensare alle future scelte strategiche per la nostra regione, e che non dobbiamo permettere la svendita del nostro territorio per un pugno di soldi, come dice l'albergatore Padrutt di San Moritz: Non vendere la mucca, ma il latte!
RUSTICI IN VALLE
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