Blenio Café
RUSTICI IN VALLE
lo scriba montano
am: 27.5.2013 16:38
Il problema di fondo è che il signor Santone ed i sui seguaci hanno il lato B al morbido ed al caldo. Poi ci sono le fazioni che ritengono di poter pretendere che tutto il paesaggio rimanga puro, naturale, eccetera e se ne fregano delle necessità di chi in periferia e in montagna ci abita e ci deve vivere.
Facile fare l’ecologista al caldo e (per la maggior parte delle volte) con stipendi da capogiro e magari ancora pagati dal contribuente!!
Una gran parte di queste persone manco si immaginano cosa vuol dire dover vivere in montagna e con le risorse che da.
Una parte di queste persone probabilmente quando vedono una mucca si chiedono da che parte esce il pacchetto del latte. Sempre che sappiano che almeno parte del contenuto di tale pacchetto provenga dalla mucca e non dalla luna o dalle galline (quello è molto più raro e prezioso…perciò riservato a pochissimi e non alle nostre latitudini).

Poi ci sono quelli che lo chalet-villa ce l'hanno già e non vogliono ulteriori rompiscatole tra i piedi.
La sostanza di tutto ciò è che le autorità federali, almeno per una volta erano convinte che esisteva il buon senso e la logica e che quindi l'iniziativa mai e poi mai sarebbe stata sostenuta con tanto di insensato fervore. Ora gli uffici preposti a Berna (e conosco qualcuno) si stanno scervellando per cercare di creare ordinanze, disposizioni, direttive e quant'altro che permettano di uscirne con il minor danno possibile.

In pratica non arrivano a trovare i mezzi per scindere le varie “categorie” di costruzioni, ciò a causa del testo dell’iniziativa votata. Ulteriore dimostrazione dell’assoluta mancanza di ragionamento, superficialità ed assenza di pragmatismo da parte di chi ha messo la scheda nell’urna.
I mezzi per bloccare eventuali sviluppi insulsi ed ingiustificati c’erano comunque senza inventare l’acqua calda. Ne abbiamo avuto le prove (ma l’avevo già detto).

Per proporre un’iniziativa si dovrebbe presentare il testo di legge e tutte le relative ordinanze, direttive, prescrizioni eccetera e la valutazione di tutte le conseguenze che l’iniziativa comporta. Altrimenti, al deposito delle firme, si deve ritenere l’iniziativa inaccettabile, la questione chiusa e il carico di tutti i costi ai proponenti.
La Costituzione dovrebbe proibire la possibilità di proporre iniziative assurde, insensate ed imprecise o per lo meno obbligare gli iniziativisti ad assumersi gli oneri ed i danni che ne derivano.
Purtroppo le conseguenze e le rogne ancora una volta se le grattano chi si trova in minoranza ed in luoghi a debole interesse per l’economia e interesse nullo per la finanza. E poi chi dice che non è parzialmente valido quanto diceva Richelieu??!!
Vedremo fra alcuni anni cosa dovranno fare le nostre imprese ed artigiani di valle (di tutta la Svizzera)!

Purtroppo la storia, anche con aspetti e cause diverse, si ripete; spostamenti in particolare dei giovani, emigrazione (che non vuol dire solo andare all’estero, ma lasciare i propri luoghi), spopolamento delle valli, invecchiamento della popolazione eccetera.
Ha ragione chi dice che la votazione doveva essere annullata in quanto lede, non gli interessi, ma la possibilità di sopravvivenza delle regioni toccate.
Poi (e sono sempre più o meno gli stessi) pretendono gli spazi per i parchi…
Potrebbe anche star bene, ma includiamo allora una lauta tassa sull’aria respirata da cotali becca aria!
E se qualcuno dovesse proporre un’iniziativa per annullare l’iniziativa!! Non ne avrebbe il diritto??
lo scriba montano
am: 27.5.2013 16:56
Aggiungo.
ma ora siamo sicuri che i ticinesi e nostrani rustici "sbloccati" dalla bontà federale non possono più essere oggetto di ulteriori ricorsi correlati alla legge sulla pianificazione del territorio e relativi (PUC PEIP ecc…) ma possano divenire oggetto di nuovi ricorsi pertinenti all’applicazione dell’iniziativa di San Weber??
Se così fosse, o dovesse succedere, sarebbe una vera dimostrazione di presa per i …. da parte degli pseudo salvatori dell’ecosistema intergalattico!
lo scriba montano
am: 5.6.2013 20:21
A quanto sembra qualche politico accorto si sta muovendo per proporre delle soluzioni atte a combattare le assurdità dell'iniziativa. Forse san Weber non si è reso conto (oppure se ne frega altamente) che con la sua iniziativa sta creando perdite miliardiarie nell'economia delle regioni alpine.
Benvenga l'iniziativa che annulla l'iniziativa. Sperando che se qualora dovesse arrivare a scrutinio qualcosa del genere atto a ribaltare le assurdità, chi prima non ha ragionato abbia almeno un po' di buon senso (o almeno timore) e decida in modo corretto e logico.

Altro segno che la periferia non interessa a nessuno, anche se si tratta di tutt'altro tema: i lodevoli notabili cittadini si oppongono alla decentralizazzione degli uffici RC a Biasca (mica li stanno trasferendo in Himalaya!!).
Ennesima prova che a noi restano solo le tolle sotto ai pini, la puzza dei SUV e la ..... dei cani.
Ulteriore dimostarzione che dobbiamo autodifenderci e cercare di autodecidere (almeno dove si può) senza prestar udito alle teoria farfugliose ed assurde inculcate da certi ambienti.
alfiero
am: 23.12.2013 2:56
Abbiamo letto sui giornali, tempo fa, della nuova sede per la nostra giustizia a Bellinzona, giustamente rallegrati per il principio della sanzione commisurata alla gravità del reato, il che, credo, dovrebbe voler dire anche che due reati commessi in ambiti diversi ma di uguale gravità ricevano una sanzione equivalente. Abbiamo anche letto, più recentemente, del rustico abusivo in val Pontirone che si vuol demolire. Azione illegale: l’edificazione senza il rispetto delle competenti norme ecc. Sanzione: la demolizione, che oltre al danno morale si concretizza in una sanzione pecuniaria di un importo pari al valore del rustico stesso. Lascio immaginare la gravità di un reato commesso in altri ambiti per meritare un ugual sanzione pecuniaria.
Quanto sopra mi serve solo per dire che se la sanzione ritenuta equa, in effetti, è quella di privare il colpevole del suo manufatto abusivo, perché, invece di demolirlo, non confiscarlo per utilizzarne il ricavato per aiutare chi fatica a tirare la fine del mese? Pare incomprensibile che mentre le statistiche danno notizia di una quantità di gente che ricade nella povertà continui a vigere una norma che obbliga a distruggere un patrimonio. Punito che sia il trasgressore con sanzione equa ma più compatibile con il benessere dell’intera società, il rustico non mangerebbe pane a nessuno. Il disordine in questo campo dura da qualche decennio, addirittura con autorizzazioni comunali poi dichiarate nulle perfino dopo aver avuto effetto. L’autorità non precisa la misura della sua eventuale corresponsabilità. E’ verosimile che prima di dare il via ad una catena di demolizioni, ci si sia assicurati che l’oggetto non sia di quelli che portano fino alle istanze dei diritti dell’uomo.
Alfiero
am: 30.10.2014 10:58
Il tentativo, che ritengo buona cosa, di trasformare i letti freddi in letti caldi per sopperire alla ricettività alberghiera insufficiente nelle nostre regioni, non è in buona compagnia sui giornali di oggi, che esprimono soddisfazione perché 3 domande edilizie, che riguardano i rustici, su 4 vengono accettate: invece la morale della favola è ben diversa perché 1 rustico su 4 viene condannato a morte e a me dispiace molto.

Buona giornata, (scelta fra le poche soleggiate del 2014)
mara
am: 29.11.2014 11:55
www.tio.ch/News/Ticino/Attualita/1007401/Stupore-s...

Evviva!!! Caso mai servivano altre dimostrazioni che la legge non è uguale per tutti?

Chi vuol creare una semplice finestrella per far entrare luce nel rustico riattato, sulle nostre montagne, riempie classatori di carta e poi alla fine se la deve magari far da sé, la finestrella, e "da sfroos" se vuol avere un po' di luce nel suo rustico, magari di famiglia, riattato con passione e piacere, nel rispetto dell'ambiente.
Mi fermo qui sennò mi sale la pressione... :-(

Il Cantone la farà abbattere, la villa, ora???

Seguirò la vicenda con estrema attenzione e curiosità, assieme a quella infinita del rustico in Val Pontirone...
Richi
am: 5.4.2015 20:24
Leggo nei giornali che la Interhome è approdata a Malvaglia e che la nuova OTR di Blenio è entusiasta di questo arrivo.

Ecco l'attività dell'Interhome, fermo restando che riconosco la libertà di commercio, ci mancherebbe:

"La Interhome AG è specializzata negli affitti turistici e offre a livello mondiale più di 33.000 appartamenti e case vacanza nonché chalet situati in 31 Paesi. Nel 2014 la società, che punta sempre ad un servizio di qualità, ha fatto da tramite per 600.000 ospiti ed ha realizzato un ricavo netto di 191,4 mln. CHF. La società madre Interhome AG, con sede a Glattbrugg/Zurigo è di proprietà al 100% della Hotelplan Holding AG. Questa è a sua volta di proprietà al 100% della Migros, la più grande organizzazione svizzera nel commercio al dettaglio, con sede a Zurigo."

Il mio cruccio pasquale è: ma non era parte di uno dei 6 "Centri di competenza specifici" stabiliti dalla nuova mega organizzazione, quello dei RUSTICI appunto, affidato proprio all'OTR di Blenio?

Grazie per l'eventuale utile delucidazione! :-)
mara
am: 8.4.2015 0:15
Con piacere, grazie ad una segnalazione (ho mancato il Quotidiano!!!), apprendo che stasera lo stesso ha trasmesso un interessante servizio sull'iniziativa/progetto promossa dall'Ente regionale per lo Sviluppo (ERS) Bellinzonese e Valli riguardanti i rustici:

www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/il-quotidian...

CLICCARE EDIZIONE DEL 7.04.2015

Speriamo...
maru
am: 10.4.2015 8:14
Buongiorno,
ho guardato il servizio del Quotidiano. Trovo sia interessante l'iniziativa dell'Ente regionale di sviluppo.

Forse dal servizio non sono uscite in modo proprio chiaro due informazioni al riguardo (e spero di non sbagliarmi, al massimo qualcuno di più informato sul tema mi può correggere...):

1) questo studio (sondaggio) riguarda solamente gli edifici che si trovano nelle zone edificabili (quindi non i rustici che si trovano sui nostri monti)

2) per ora si tratta di un sondaggio, senza nessun obbligo da parte dei proprietari

Sarà interessante vedere il risultato di questo studio. Io aggiungerei anche una domanda: se hai la casa secondaria e non la usi, saresti disposto a venderla a qualcuno che vuole trasferirsi con la famiglia nelle nostre valli??

Dopo tutto non vogliamo solo turisti, ma anche nuovi residenti...

Sfruttare gli edifici esistenti, così da evitare di costruire continuamente nuove case, quando ci sono tante case vecchie vuote che si potrebbero riattare!

Voi cosa ne pensate??
alfiero
am: 14.6.2015 8:14
Grazie all'Alleanza Patriziale che ha sottolineato l'importanza dei Patriziati, che rimangono proprietari di una grande fetta del territorio ticinese e quindi impegnati a curare il territorio, e a sostenere il riconoscimento del diritto dei relativi proprietari a salvaguardare i rustici.
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