Blenio Café
la Posta servizio universale
erika
am: 10.2.2012 3:37
a Daniele: l'ufficio di Aquila è ancora aperto, ridotti gli orari dallo scorso anno (tolto il mattino, tolta mezz'ora al pomeriggio, sabato 9.00/10.00).
Pensiero maligno (per metterla sul ridere): forse ci ignorano e di conseguenza ci lasciano in pace perchè pensano ad Aquila / Abruzzo??? Mah!
daniele
am: 10.2.2012 0:48
ho ricevuto oggi la risposta da parte del direttore delle Poste.
Non trascrivo il testo in quanto lungo due pagine.
La risposta era evidente: (qualche stralcio)

La ringrazio per il suo scritto… in riferimento al quale le espongo volentieri la mia posizione. (novità.. mica può esporre la mia!)
Lei trasmette l’impressione che vogliamo sopprimere il nostro ufficio postale nel vostro paese e che le soluzioni adottate alternative non siano idonee. (ma gli uffici li chiudono o sono io che sogna?)
Non si tratta di un processo di ristrutturazione ma la conseguenza di un miglior servizio offerrto alla clientela.
Le agenzie presso i negozi nel 2011 hanno ottenuto un punteggio di valutazione di 75 punti su una scala da 1 a 100 nel quadro di un sondaggio rappresentativo sulla soddisfazione dei clienti. (mi piacerebbe sapere chi ha dato i "numeri"..)
Il modello rappresenta un'ottima alternativa per la popolazione che utilizza i servizi.
Oltre ad offrire orari d’apertura più estesi, combina all’offerta di prestazioni postali quella del partner in loco (operazioni delicate e personali/confidenziali assieme ai pettegolezzi da bottega e ciarpame – questo ha capito tutto!)
I clienti continuano ad avere un punto di accesso ai servizi postali in loco. Disponiamo inoltre di una fitta rete di approvvigionamento in Ticino e nei dintorni di Dongio, per cui la popolazione può effettuare operazioni postali al proprio domicilio o in altri uffici, come per esempio Biasca Borgo (ma stò fesso ha studiato geografia??)
Lei afferma che negli ultimi anni abbiamo chiuso una decina di uffici nella sua valle. Ciò non corrisponde in modo esatto alla realtà: nei dintorni di Dongio, sono stati oggetto di trasformazione, o meglio della sostituzione del servizio postale esistente gli uffici di Corzoneso, Campo Blenio e Prugiasco. (Leontica, Dangio, Torre, Castro, Ponto Valentino, Motto, Ludiano, Semione – e magari qualcuno mi sfugge e non conosco la situazione di Aquila – si trovano in Burundi; gli regalerò un pallottoliere ed un mappamondo!)
In riferimento alla sua critica,e più in generale ai cambiamenti in atto presso al Posta, non possiamo negare che le abitudini della popolazione siano cambiando (ma bravo e per colpa di chi??)
È inoltre importante non dimenticare che la Posta non può fare – e non fa – sempliecemente quello che vuole. È tenuta, e ne è orgogliosa, a fornire il servizio di base su scala nazionale, assicurando un alto livello qualità. Un incarico, questo, che non è mai messo in discussione, come lo può essere il risparmio fine a se setsso. (ma và; e i mega salari dati ai scalda sedie sono fini al risparmio?)

Un gruppo delle dimensioni della Posta ha bisogno di conseguire utili adeguati, in modo da aumentare il capitale proprio ancora insufficiente, garantire un’adeguata copertura della Cassa pensioni e investire in nuove offerte e tecnologie. (perché non abbassano le stratosferiche pensioni ai sopra citati scalda sedie?)
Siamo convinti di poter continuare a perseguire gli interessi della nostra clientela a Dongio e rispondere alle Sue attese anche con l’introduzione del modello d’agenzia (certo lui è convinto anche per me, ed in più mi cita al maiuscolo – leccca, lecca, lecca c)

Ho già spedito la controrisposta.
Tra le altre cose citerò:

…Visto che a scadenze regolari la Dirigenza esce con importanti progetti titolati con nomi altisonanti (tipo Rema, Ymago, eccetera) di cui parte della popolazione ne capisce e scopre il significato solo dopo la messa in atto, mi permetto di suggerire, per uno dei prossimi progetti un nome che faciliti la comprensione, che trovo in sintonia con le moderne dinamiche di marketing e di comunicazione ed in simbiosi ai risultati attesi.
Il mio suggerimento è il sostantivo M.E.R.D.A (Metodo Evidente Riduzione Delle Attività)
… eccetera, eccetera
mara
am: 4.2.2012 4:47
... meno gente nei CdA... perchè 15 ??? A volte 5 sono più esecutivi.

Il mio dire a proposito dei CdA era però piuttosto rivolto ai consessi federali. Nel nostro piccolo, è vero che la massa critica... diventa sempre più critica: ad esempio... dopo Gudo (leggendo le cronache di questi giorni) anche Iragna fa fatica con le liste... E non sono i soli. Comunque, è pur vero che anche nel nostro piccolo, per gestire enti medio-piccoli ci sono CdA medio-grandi... Ma bon... Basta politica... :-) Ah sì... un'ultima cosa: il non voto spesso e volentieri è un voto. E come tale andrebbe interpretato e analizzato dalla politica (senza litigare...). Perché la gente non vota più? La risposta credo la sanno tutti, che siamo troppo litigiosi qualcuno l'ha già scritto. E la gente si stufa.

ok basta politica, così lo scriba è contento :-) Continuiamo a parlar di posta che non fa più la posta...
notte, ciao ciao
lo scriba montano
am: 3.2.2012 23:52
Riecco...
Forse ci si sta allontanando dal tema proposto e dalla tematica in generis delle chiusure forzate di buona parte dei servizi nelle zone periferiche dove la massa critica di abitanti è troppo bassa per chi vuole solo operare a favore del profitto.
Mi sembra che inconsciamente o coscientemente che sia, si slitta verso il "politico" - "politichese" - "politicando" - “politichevole” ecc...

Di burattini e burattinai: sono stato mal capito.
Per burattini mi riferivo evidentemente a certi "alto locati - alto politici" e Mangiafuoco è impersonato dai vertici di quelle aziende (di cui la Posta, visto il titolo del tema lanciato, non fa eccezione) ai quali certi sopraddetti politici devono rendere conto se no il cadregone se ne và!
Questo per dire: lo scriba montano un poco di storia l'ha vissuta e scritta pure lui e magari sta continuando a farlo (vota, anche se non sempre!).
Mai e poi mai si è sentito un burattino e almeno finora (grazie a Dio - almeno per modo di dire o a chi ci crede) nessuno gli ha tirato i fili; eventualmente è stato molto sospeso a fili ma di tutto altro genere.
Giusto non votare i politici che fanno parte dei Cda e/o altri organismi privati: ma se eliminiamo tutti questi, chi resta nelle liste? E ai pochi rimasti da chi prenderebbero i voti?
(non conta ciò che conta ma conta quelli che contano – antico proverbio di non so dove...)
Facciamo un'analisi su chi non fa parte di nessuno di questi contesti dove siedono e/o sono nelle liste per le alte sfere; resterebbe solo qualche nome tappabuco, a cui pochi darebbero credito.
Non è un discorso da sottomesso ma una riflessione pragmatica e “cartesiana”.
Sant’Agostino ha fatto poca strada già a suo tempo.
Immaginiamoci se fosse vissuto oggi!!
Erika
am: 2.2.2012 20:23
Anche chi non vota è la storia. Ma chi non partecipa alle votazioni/elezioni NON contribuisce a FARE la storia.

Per tornare alle poste, metto una pulce nell'orecchio ai convallerani:
- a quando la chiusura dell'ufficio di Aquila?
- a quando la chiusura dell'ufficio di Malvaglia (attenti! Malvaglia è tanto vicino a Biasca!)?
In questo caso, se calcolo bene, la valle resterebbe con 2 uffici: Olivone e Acquarossa. E sono già girate voci in questo senso, non so dirvi se attendibili o no.
Allora potremmo noleggiare qualche bus delle Autolinee con carrettino dietro per metterci un abbondante numero di forconi e recarci alla sede de "La Posta" a Berna (ma è rimasta a Berna? Pensate che non me lo ricordo! Caso mai facciamo una tappa intermedia). Forse il ritorno ai metodi antichi e poco ortodossi ci permetterà di ottenere udienza in alto loco, sia presso il "Gigante Giallo" che a Palazzo.

Concludo con un particolare pensiero di riconoscenza verso i postini che in questi giorni tribolano a causa della neve e del gelo. Grazie per il vostro servizio :-)))
Gina
am: 2.2.2012 18:42
Erika: appunto, anche chi non vota è la storia (“nessuno si senta escluso”!), solo che dopo non deve lamentarsi. Mara: d’accordo, non votiamo più chi sta nei CdA, o ha altri conflitti d’interesse. Scriba montano: penso che la nostra visione del mondo è fondamentalmente diversa. Se tu preferisci vederti come burattino appeso a un filo e lamentarti di questo, non ho niente da contraddire. Io preferisco emanciparmi dal burattinaio e decidere io sul mio futuro, in quanto posso.
lo scriba montano
am: 2.2.2012 5:22
I denti da latte li ho persi da un pò, a Gesù Bambino ho smesso di credere.
Sono credente ma non credenzone.
I burattini sono sempre gli stessi e Mangiafuoco è sempre lui. Che la corda sia grossa oppure fine ed a qualsiasi livello la corda si trovi, a tirarla sono sempre gli stessi e quando non hanno più la forza di tirare vengono rimpiazzati da qualcun altro che ricomincia a tirare già allenato e predisposto (e magari ancora più forte di prima).
Il “politicone” che sta molto in alto finge ogni tanto di ascoltare il “politico” che sta in mezzo, il quale a sua volta finge di ascoltare il “politichetto” che sta sotto, il quale a sua volta (pure lui) finge a volte di ascoltare il “politichino” che sta in fondo.
Così quasi tutti sono contenti perché fingono di essere convinti che qualcuno li ha ascoltati.
In realtà di altruisti, idealisti, sensibili e sognatori, in certi contesti, sono come le mosche bianche sui ghiacciai in inverno, e se per caso qualcuno dovesse arrivare ad intrufolarsi ha vita dura e breve, in ottempranza alla “collegialità”.
Forse su qualche dizionario collegialità vuol dire “magnare” assieme e far sbadigliare chi sta fuori.
Chi sogna non produce e non fa produrre. I pensatori e poeti dell’antica Grecia hanno dovuto convertirsi e pensare diversamente, altrimenti avrebbero perso l’impiego.
E purtroppo il “politicone” il più delle volte ha le mani legate perché, come già detto da altri, se vuole tenere il cadreghino deve fare gli interessi di chi il cadreghino lo ha prestato.
Morale della favola: se non fai i miei interessi, ti siedi per terra.
Erika
am: 2.2.2012 2:20
Azzeccato! (Mara). Parlamentari/Consiglieri di amministrazione di grosse industrie, società finanzarie, multinazionali, ecc.: un duetto che non va tanto bene. La trasformazione delle regie federali in società di diritto privato viene da lì. Daccordo che alla Confederazione arriva parte dell\'utile (Posta), ma a quale prezzo per i suoi cittadini? Specialmente per quelli più disagiati?

La politica siamo noi (scrive Gina). Domanda: in quanti esercitiamo il nostro diritto/dovere di voto, sia per le votazioni che per le elezioni?
mara
am: 1.2.2012 22:11
Ciao Gina
hai ragione, il tuo discorso sta in piedi. Ma ad una sola e importante condizione. Senza questa nulla mai nel mondo industrializzato cambierà: POLITICI E PARLAMENTARI NON DEVONO SEDERE IN NESSUN CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE.

Fare davvero l'interesse... "disinteressato" di un comune (e della popolazione che ci abita) o di un'ente o società è già di per sè impresa ardua. Diventa impossibile (siamo tutti umani, neh...) quando tizio o caio siede in uno o più (o troppi CdA) di ditte, aziende, società varie. Poi succede quel che succede...
E certe cose purtroppo le abbiamo viste anche fuori dalla porta di casa nostra.

Allora chi comincia??? Chi cambia le leggi?

Sono arci mega felice che Erika ha usato una parola che mi piace: "idealisti"! Cribbio ci vogliono gli idealisti al mondo, sennò non si fa nulla! Hanno un sacco di energia ed entusiasmo. E spesso si illudono ma fa nagot! Sono visionari... E' bene che ci siano, gli idealisti. Fin che sarò ancora un po' idealista, credo anche io ancora a molte cose, a cambiamenti di tendenza, a progetti milionari... Mi piace crederci... e volare ogni tanto. Poi di tanto in tanto cozzo contro la dura realtà. Allora si rimette il campanile al centro del villaggio...
Almeno quelli, speriamo che in vista delle elezioni la smettano di litigare. Che Blenio va da Gruno a Cozzera, siamo in 3 gatti, fusi dal 2006! Mi fermo qui. Forse è meglio....
Gina
am: 1.2.2012 21:21
Erika, penso che siamo d'accordo su quasi tutto, solo su un punto la penso diversamente: tu dici che "questo problema non vi sarà nessun politico disposto a risolverlo (salvo uno sparuto numero di persone idealiste e sensibili, ma che non hanno il peso necessario per farlo)", mentre io dico: sta nelle nostre mani - cavolo! La politica non è il buon Dio che la fa, ma siamo noi!!! Per dirla con Francesco De Gregori: "La storia siamo noi. Attenzione: nessuno si senta escluso!"
la Posta servizio universale
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