Blenio Café
la Posta servizio universale
erika
am: 1.2.2012 20:54
Brava, anzi bravissima Mara! Un grande applauso. Il tuo sarà anche uno sfogo, ma hai detto in modo chiaro e preciso come stanno realmente le cose.

A Gina voglio dire che io mi sono resa conto, dopo molti dubbi perchè non mi pareva possibile, che le valli del Ticino sono consierate di serie B solamente quando sono venuta ad abitare stabilmente in una valle. Me ne sono accorta abbastanza in fretta, proveniendo dai centri urbani e - pur trascorrendo parecchio tempo all'anno in Vallemaggia - non osavo credere a questa realtà. Faccio osservare che fino a non molti anni or sono il Ticino era considerato di serie B nella sua totalità.
Devo anche amaramente costatare che purtroppo nelle valli capita sovente che invece di pestare i piedi e farsi avanti con decisione presso chi di dovere, si è litigiosi e incapaci di una vera e propria unità di intenti. E questo è un grandissimo handicap.

Per tornare alla Posta: è un società di diritto privato, il cui maggior azionista resta la Confederazione. A che cosa punta una società di diritto privato? La risposta è ovvia: solo e soltanto agli utili. E cosa fa per conseguire questi utili? Altrettanto ovvio: taglia i rami secchi. E in cosa consistono i rami secchi? Prima di tutto le valli periferiche che "non rendono" abbastanza causa la scarsa popolazione.
E' tutto scandaloso, ma ricordo a Gina che questo problema non vi sarà nessun politico disposto a risolverlo (salvo uno sparuto numero di persone idealiste e sensibili, ma che non hanno il peso necessario per farlo), per cui andremo avanti così anche nei prossimi decenni. A meno che in sede di elezioni vi sia un ribaltone di dimensioni simili a uno tsunami, tale da far parlare la stampa di tutto il mondo! Tu lo credi, Gina? Io - dopo aver militato in politica fino allo scorso anno - NO, non ci credo proprio e non ci crederò mai! Come siamo restiamo, specialmente in Ticino (che io conosco bene: sono nata alla periferia di Lugano dove ho vissuto per parecchi anni, ho vissuto più di vent'anni nel Mendrisiotto, poi pendolare tra Gordola e la Vallemaggia e adesso sono in Valle di Blenio). Conclusione: non mi illudo più.
lo scriba montano
am: 1.2.2012 20:48
Possiamo fare tutte le riflessioni che vogliamo (ed a questo punto anche gli interventi che vogliamo) ma su quanto i "grandi" hanno deciso di fare, nessuno arriverà a far cambiare loro idea o strada.
Tanto meno possiamo buttare nelle urne quanto e cosa vogliamo; che dirige l'orchestra sono sempre i "grandi" e la legge dei grandi numeri (e dei profitti senza scrupoli).
Intanto nelle valli periferiche adagio adagio si crepa.
Poi uno degli ex mega dirigenti del gigante giallo viene in valle a fare discorsi insensati ed a ritenerci "cavernicoli" e semideficienti, paragonandoci agli abitanti dei paesi sottosviluppati che rincorrono i maiali.
(Si tratta proprio di quello che ha iniziato il processo di smantellamento, e per fortuna che è stato fermato in tempo se no vendeva tutta la Posta agli stranieri!! ma bravo!!)
Certa gente si dovrebbe riceverla a legnate in testa e non a suon di laute cene pagate dalla comunità!! (a buon intenditor..)
Gina
am: 1.2.2012 18:09
Condivido il vostro disappunto sulla riduzione del servizio pubblico che sfavorisce le zone periferiche, e, Mara, penso proprio che nell’ottica di un’azienda che deve fare utili siamo una regione di serie B, perché gli investimenti da noi non possono mai rendere come in una città.
Per questo torno al discorso della solidarietà, a me tanto caro e importante, ma molte volte frainteso. La solidarietà per me è un valore fondamentale che con l’ascesa del capitalismo e liberismo purtroppo è diventato un'opzione di poca importanza. Oggi, chi ha i numeri, i capitali e la forza vince, gli altri si devono accontentare di quello che resta: “the winner takes it all”. Io, per natura, ho sempre avuto problemi con il concetto della concorrenza, sia essa a livello di gare sportive (anche se le mie figlie ci hanno partecipato anche loro, le ho sempre trovate - per certi versi - diseducative), ma ancora molto di più in politica. La concorrenza tra le regioni - come voluta dalla “nuova politica regionale” - per la nostra regione non porta gli stimoli come lo ha fatto la LIM perché siamo in pochi e i nostri progetti - per forza - sono di entità minore. Per non parlare della concorrenza fiscale, che lascia noi come perdenti doppiamente: il Ticino, perché come cantone italofono a sud delle Alpi molte spese non le può esternare come lo fa p.es. Zugo (che approfitta sfacciatamente delle infrastrutture a Lucerna e Zurigo per tenere basso le imposte). Ma anche come regione periferica, che con pochi abitanti e poche imprese deve comunque mantenere un’infrastruttura, un grande territorio, le strade, i mezzi pubblici, le scuole ecc. ecc.
Hai proprio ragione, si tratta di una decisione di fondo che bisogna fare: vogliamo che le valli e le regioni periferiche restino abitate, o vogliamo concentrare tutta la popolazione nelle città e agglomerati, e spopolare le valli?
La popolazione e la politica deve rendersi conto di questo. Hanno voluto trasformare La Posta in un’impresa che fa utili, organizzata come un’azienda privata: ora dobbiamo subire le conseguenze di tale scelta. Per La Posta e per Swisscom siamo già una regione di serie B, inutile farsi illusioni. Potremmo però cambiare le cose alle urne, questo sì, sta nelle nostre mani.
mara
am: 31.1.2012 21:00
Ciao Alcide,
piacere rileggerti in BC. Hai ragione, noi consumatori siamo i primi ad influenzare ed influire (anche in modo marcato) sul mercato, e fare gli acquisti in Valle è sicuramente più importante che non fuori distretto.

Ma comunque anche le ex regie federali devono metterci del loro. Certe cose sinceramente proprio non le capisco. Perché la Posta si mette a vendere spazzolini da denti, penne e libri???

Ora si parla giustamente di banda larga in Valle: si sta impegnando il Comune di Blenio, mezzo milione di investimento preventivato (se andrà in porto, oso sperare di sì), di cui il 50% a carico del comune, resto Swisscom.
Ad Acquarossa, un paio di anni fa, si preventivava 750 mila franchi, idem la ripartizione. Sempre per portare la banda larga. Ora le trattative saranno riprese (vedi Cronaca del sito).

Nella capitale Bellinzona, stanno andando ovviamente nella stessa direzione: vedi stampa odierna, cronaca di Bellinzona. Investimento 47 milioni su 5 anni. Ovvio sono in molti laggiù, i cittadini, e vasta la periferia coinvolta. Ripartizione investimento: 60% Swisscom e il resto Aziende municipalizzate di Bellinzona. Su 47 mio il 60% è na bella fettina...

Ora: noi quassù siamo allora proprio cittadini di serie B? Ne è la conferma questa? E' così mega stratosferico l'investimento per le periferie? Quel 10% in più concesso alle città e non alle periferie, manderebbe in malora la Swisscom?????
E il servizio pubblico del menga dove cavolo va a finire??
Questo per dire che per invertire la tendenza, a volte i singoli cittadini (vallerani o periferici, in questo caso), pur facendo massa (per quel che conta la nostra... "massa"...), purtroppo non ce la fanno proprio. Perché basta un CdA nelle alte sfere che guarda solo il pallottoliere delle finanze, delle cifre d'affari e dei bonus a cancellare una valle intera.

Poi può benissimo arrivare il Parc Adula, che allora proprio non ci sarà più nulla... solo selvatici...

Scusate lo sfogo... :-(

Quanto a Postfinance, condivido. E non ho conti in giallo... e quando venderanno anche le bistecche, alla Posta, io continuerò ad andare dal macellaio di fiducia...
Alcide
am: 29.1.2012 23:06
Cara Mara,
ben venga l'idealismo che guarda più alle persone e meno ai soldi, ma direi di richiederlo dapprima a noi stessi, cioè a noi Vallerani, clienti di posta e di negozi. Un negozio di paese riesce infatti a sopravvivere dignitosamente solo se noi vi facciamo la spesa. Qui si tratta di essere semplicemente un po’ pratici e di non soccombere all’idea del grande risparmio se si va a fare la spesa nei grandi centri commerciali. È infatti provato che, con i trucchi del marketing (evidentemente legittimi), riescono a farti comperare un sacco di cose di cui non hai veramente bisogno e farti quindi spendere di più che non facendo la spesa "giusta" al negozietto (senza contare benzina, ore in macchina ecc).
Per quanto riguarda la Posta, mi sembra chiaro che il monopolio di questa azienda pubblica che originariamente era necessario per garantire un buon servizio a tutta la popolazione anche in luoghi discosti, e non pensato per garantire guadagni, piano piano si è tramutato in una garanzia finanziaria per creare e alimentare il settore Post Finance con condizioni vantaggiosissime con le quali il settore privato, inclusa la banca di valle, non potrà mai competere. Capisco poco di questioni economiche, ma ho l'impressione che questa possa essere considerata concorrenza sleale. Anche in questo caso, come per il negozietto, sta a noi scegliere che cosa vogliamo.
Saluti,
Alcide
mara
am: 26.1.2012 5:52
A Dongio credo nel 2010 hanno raccolto 300 firme contro la chiusura. Il Municipio ha avuto vari incontri con il Gigante Giallo e scambi di lettere.

A Dongio alla Coop hanno ridotto gli orari di apertura: dalle 18.30 alle 18 la sera e il giovedì pomeriggio chiuso. :-(

Le parole "servizio pubblico" sono in via di estinzione...

Per tenere aperta una posta o un negozio in una zona periferica ci vuole una certa dose di idealismo e credere che quel che si fa ha un valore per la popolazione che ci abita. Oggi purtroppo l'idealismo è soffocato dal materialismo e dalla brama di sempre più soldi. Soldi e basta. E certe grosse aziende, come la posta e la Coop, hanno la sfrontatezza di presentare cifre d'affari con così tanti zeri da far fatica a contarli. Un vero affronto, soprattutto per chi vive nelle zone periferiche.
Dovremmo riportare l'ago della bilancia un pochetto di più verso l'idealismo che guarda più alle persone e meno ai soldi. Per invertire la tendenza....
Notte...
marusca
am: 26.1.2012 3:24
Ciao a tutti!
alcuni anni fa (penso siano ormai 10!!) anche a Ludiano è stato tolto l'ufficio postale. In quegli anni, in alternativa, era stato proposto il servizio a domicilio. Al postino si potevano acquistare francobolli, fare pagamenti e versamenti, ecc.. Questo non era male e permetteva di evitare inutili spostamenti in auto. Specialmente agli anziani.

Poi, poco alla volta, questi servizi sono stati tolti. Ora i postini girano con il cronometro e devono rispondere del tempo che si fermano a parlare con i "clienti". Ma vi rendete conto??

Prima tolgono, poi promettono, e alla fine schiacciano...

Grazie mille per il trattamento!!
Erika
am: 26.1.2012 3:10
Condivido anchîo quanto scritto da Daniele, prima di tutto perchè ritengo scandaloso il modo di agire delle ex-regie federali, che tutto fanno meno che offrire un vero e proprio servizio a TUTTO il pubblico indistintamente, anziani e non motorizzati nonchè a chi non possiede o non ha dimestichezza con il PC. Poi per solidarietà con postini e buralisti, in quanto moglie di un pensionato di "Mamma Elvezia" anche se non delle poste.
Pensate che alcuni anni or sono a Cevio (Vallemaggia), capoluogo di Distretto e quindi sede di Pretura, Ufficio Esecuzioni e Fallimenti e Ufficio dei Registri, il servizio postale era presso... la Coop! Due volte scandaloso :-(((
E non si prenda la scusa che la maggior parte usano i PC e che ciò causa una regressione del lavoro negli uffici postali. Lettere sostituite da e-mail e pagamenti fatti tramite e-banking nelle valli non sono proprio una regola. Poi chi ha il conto postale, anche se usa il PC sempre di posta di tratta. Postfinance è ora praticamente un servizio bancario e il lavoro non gli manca.
E - in ultima analisi - chi ha incitato gli utenti a usare i PC? In prima linea gli uffici pubblici! Provate a raggiungerli telefonicamente e poi vedrete che allegria di musichette, cifre da digitare e quant'altro... Se poi scrivete una lettera, difficilmente vi rispondono... Provare per credere!

Un particolare saluto a buralisti e postini delle Valli, che si impegnano per fare del loro meglio anche in condizioni meteorologiche avverse (stendiamo un pietoso velo sulle condizioni di lavoro...)
marcello
am: 26.1.2012 1:49
Condivido tutto quanto hai scritto,
sarebbe interessante conoscere quanto si sono impegnate le autorità locali per salvaguardare l'ufficio.
daniele
am: 25.1.2012 21:07
Cari utenti,
ecco lo scritto che ho inoltrato oggi all'attenzione del direttore del SERVIZIO UNIVERSALE.
Non serve a niente, sarò magari criticato, ma almeno lo riceverà.
Vedremo eventuale risposta.

Oggetto: chiusura uffici postali nelle Valli periferiche.

Egregio Direttore,

scrivo a lei personalmente, in quanto dovrebbe avere la visione generale ed essere a conoscenza su ciò che accade.

Nel giro di pochi anni, nella nostra Valle sono stati chiusi una decina di uffici.
Si potrebbe anche giustificare che alcuni erano al limite di essere mantenuti; anche se volendo si poteva porre rimedio diversamente e trovare delle soluzioni accettabili.

Che mi fa particolarmente arrabbiare è il seguente fatto.
Alcuni giorni orsono mi è stato recapitato il volantino, dove si cita “per lei noi facciamo il massimo”.
Le allego il volantino ricevuto così potrà rendersene conto e se vorrà, lo potrà utilizzare facendo risparmiare qualche franchetto all’istituzione universale.

Nei medesimi giorni giunge la notizia che l’ufficio postale di Dongio, dove svolgo la mia attività e dove con l’ufficio postale ci lavoro spedendo e ricevendo diversa corrispondenza e effettuando pagamenti di somme non indifferenti.

Non voglio criticare assolutamente l’operato, ma le coincidenze sopra citate sembrano proprio una presa per i fondelli.

La chiusura di tale ufficio contestata dalla totalità degli abitanti preclude la continuità di diverse attività che chiuderanno ed in parte si sposteranno altrove impoverendo ulteriormente la zona.
Poi non mi si venga a dire che le agenzie aperte presso i vari negozi che vendono chincaglierie e quant’altro possono essere ritenute serie ed affidabili e che il segreto professionale viene garantito e rispettato!

Guardi un po' se la gente è disposta, davanti ai banchi del ciarpame, a trattare operazioni a volte delicate e strettamente confidenziali.

Pensiate pure (ed a torto) che la gente è sempre disposta e possibilitata a spostarsi verso un altro villaggio per eseguire dette operazioni, con l’obbligo di dover utilizzare il veicolo per far ciò!
Tanto meno mi si venga a spiattellare e decantare il servizio universale eccetera eccetera...
E poi si fanno miliardi di utili e si pagano i dirigenti con cifre astronomiche!
E si preclude un posto di lavoro almeno a tempo parziale a qualcuno di bisognoso e che su tale fetta di stipendio ci conta per poter far quadrare i conti a fine mese.

Tanto meno veniate a dirmi che i versamenti ed altre operazioni si possono svolgere con il computer; necessita sperperare un patrimonio per acquistare tali marchingegni, le linee di trasmissione dei dati sono obsolete, gli abbonamenti costano una fortuna.
Senza calcolare che alla maggior parte degli utenti specialmente di una certa età è precluso l’utilizzo di simili diavolerie.

Ma và! Ormai si rasenta la pietà, non si guarda in faccia a nessuno e ce se ne frega delle necessità del povero popolino che deve essere sottomesso e deve sempre far silenzio.

Ritengo, come lo ritiene la maggior parte della popolazione che tale sistema di operare è quanto meno scandaloso!

Sarà mia premura annullare i conti correnti di tutta la famiglia e convincere il più possibile delle mie conoscenza a fare altrettanto e diminuire e incitare a diminuire al massimo possibile l’utilizzo dei vostri tanto decantati servizi.

Tanto devo

firmato
la Posta servizio universale
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