Blenio Café
MENSE SCOLASTICHE IN VALLE E TRASPORTI PUBBLICI
Simone Ghisla
am: 20.10.2015 12:23
MOZIONE, presentata il 15 ottobre 2015

ABBONAMENTO ARCOBALENO, VERDE IN CITTA', ROSSO IN PERIFERIA

Da decenni l’abbonamento arcobaleno ha trovato posto nella tasca di molti cittadini ticinesi e il numero di essi che ne approfitta risulta di anno in anno in aumento.
È però quantomeno evidente che il servizio di trasporto offerto in periferia, specialmente nelle zone non attraversate dalla ferrovia, è decisamente più carente rispetto alle zone cittadine. Oltretutto viene messo in continua discussione a causa di un’utenza che spesso non raggiunge il fabbisogno minimo per evidenti aspetti di densità demografica, non permettendo quindi ad alcune linee di essere autofinanziabili.
La scarsità del servizio, le possibili dismissioni o limitazioni di linee di periferia (si veda ad esempio le tratte 331 (Cevio-Bosco Gurin), 332 (Cerentino-Cimalmotto), 334 (Bignasco-Fusio), 335 (Peccia-Piano di Peccia); sebbene seguenti la volontà di risparmio in tempi di finanze cantonali non certo rosee, non giocano a favore degli abitanti in periferia se l’intento è quello di servire in modo dignitoso tutto il comprensorio ticinese (e mesolcinese).
Analizzando la suddivisione in zone della comunità tariffale Ticino e Moesano (riportata di seguito), risultano ancor più evidenti le disparità di trattamento di chi fruisce dei servizi pubblici in comprensori periferici rispetto a chi ne fruisce in comprensori cittadini. In particolar modo risultano oltremodo penalizzati i cittadini di Valle di Blenio, Valle Leventina, Valle Maggia e Mesolcina. Già penalizzati da un servizio di trasporto appena sufficiente per garantire il viaggio domicilio-posto di lavoro o domicilio-scuola si ritrovano a dover attraversare un numero di zone spropositato rispetto ad altri.
La presente mozione chiede quindi di riordinare la suddivisione in zone dell’abbonamento Arcobaleno ed in particolare chiede di:
- Accorpare la Valle Leventina in un'unica zona denominata numero 24
- Accorpare la Valle di Blenio in unica zona denominata numero 23
- Accorpare le zone 33 e 32 in Valle Maggia in un’unica zona
- Accorpare il Gambarogno alla zona 31
- Accorpare la Capriasca e la Val Colla alla zona 11
- Accorpare la Val di Muggio alla zona 15

Simone Ghisla
Gina
am: 11.6.2012 23:55
Grazie Marusca per aver toccato questo tema!

Io personalmente penso che abbia ragione la giornalista di Azione: è un quadro anacronistico e superato. Lo so che molti di voi leggeranno questa mia posizione come provocazione, ma non lo è. Io stessa ho avuto due figlie, e quando loro ancora andavano a scuola, io andavo a lavorare fuori casa. Avevo la fortuna di poter farcela a tornare a mezzogiorno, e con un po' di organizzazione, preparare, normalmente, un pranzo decente. Ma un minimo di contrattempo per il mio ritorno, e tutto diventava già molto più stressante. Ora, le mie figlie, col tempo, hanno saputo bene gestire queste situazioni. Rimaneva il fatto, che anche per loro il tempo a disposizione per tornare a casa, pranzare e ritornare sul bus era molto stretto, quindi non parliamo di riposo. E il papà non c'era quasi mai.

Il nostro momento di convivialità al tavolo era (ed è ancora) la cena, quando c'era anche il papà, quando si aveva tempo di discutere del più e del meno, del lavoro, della scuola ecc ecc. Questi sì, sono bei ricordi. Oppure la colazione di domenica.

Più tardi, quando hanno cominciato a fare dei corsi facoltativi alle Medie, in ogni caso il pranzo a casa saltava: corsi di latino, di teatro, musica o altro non permettavano più il rientro a casa, e quindi si sono portate il pranzo al sacco.

Per i bimbi di Campo Blenio e Ghirone già sin dall'inizio delle Medie niente pranzo a casa: loro vanno sempre alla mensa della casa per anziani.

In più, non da noi, ma negli agglomerati: quante colonne a mezzogiorno per il rientro a pranzo? Non sarebbe più sensato anche per molti lavoratori e lavoratrici, laddove possibile, un orario continuato con solo una breve pausa pranzo e tornare a casa prima la sera? Io lo preferirei in ogni caso.

Avere le mense scolastiche in tutto il cantone e il trasporto allievi anche a mezzogiorno garantito, beh, sarebbe la soluzione che accontenterebbe tutti. Ma se bisogna scegliere, io opterei per le mense.
maru
am: 8.6.2012 3:26
Cari bleniesi,
Nelle scorse settimane avrete sicuramente sentito della proposta, poco azzeccata, del DECS di introdurre, in via sperimentale, la mensa nelle scuole medie di Cadenazzo e Cevio e di togliere il trasporto degli allievi sul mezzogiorno.

E le famiglie della Valle di Blenio cosa ne pensano? se la proposta venisse fatta alla nostra scuola media come reagireste? è vero quello che sostiene la signora Isabella Visetti a pag. 95 della Cooperazione del 5 giugno, quando dice in conclusione della sua presa di posizione: "Ma la laevata di scudi in difesa del pranzo a casa, con la famiglia tranquillamente riunita attorno al tavolo, in amabile convivio, con nel piatto solo pietanze cucinate al momento, mi ha fatto sorridere. A nessuno è venuto in mente che ormai è un quadretto isolato e anacronistico?".

Io non condivido questa sua presa di posizione. Nelle due scuole medie prese come possibili sedi sperimentali, ma anche presso la nostra scuola media, chi ha bisogno può usufruire della mensa. Tutti gli altri hanno la possibilità e la fortuna di poter tornare a casa a mangiare in famiglia, oppure dai nonni o dagli amici. Trovo che questa soluzione sia la migliore. I ragazzi apprezzano molto questa pausa a casa. Anche chi è fortunato e lavora in vicinanza della propria abitazione apprezza poter staccare e rientra nelle mura domestiche.

L'iniziativa che anch'io avevo a suo tempo firmato, chiedeva un potenziamento delle mense. Non un obbligo!
Cerchiamo di migliorare le varie realtà e non di peggiorarle.

Voi cosa ne pensate? sono proprio curiosa di sapere se anche in Valle di Blenio ci sarebbe stata la stessa reazione dei nostri "colleghi" valmaggesi con una levata di scudi!

Saluti a tutti
Marusca
Gianni
am: 22.5.2012 19:56
Interpellanza ai sensi della LOC art. 66 cpv 3, al Lodevole Municipio di Acquarossa.

MENSE SCOLASTICHE A SCAPITO DEL FINANZIAMENTO DEI TRASPORTI PUBBLICI SULLE LINEE MENO FREQUENTATE


Signor Sindaco,
signore e signori Municipali,

ho preso conoscenza dal quotidiano "La Regione" di martedì 15 maggio che il DECS (Dipartimento educazione cultura e sport) ha l’intenzione di proporre delle mense obbligatorie per tutti gli allievi delle scuole medie. Non entro nel merito se si debba istituire - vedi obbligare - una mensa scolastica o che la mensa pubblica debba essere gestita da privati o dallo Stato ma unicamente sull’effetto che questa decisione potrebbe avere sulle linee pubbliche esistenti nel comprensorio comunale.

L’ordinanza 745.16 sulle indennità per il traffico regionale viaggiatori (OITRV), con particolare riguardo all’art. 7 cap. 2 cita che la Confederazione e i Cantoni garantiscono un collegamento minimo di quattro copie di corse se, sul tratto meno frequentato della linea, sono trasportate in media almeno 32 persone al giorno.

La linea 133 Acquarossa - Leontica - corsa 313 e 314 - trasporta gli allievi delle scuole medie sul mezzogiorno. Ci sono più di 25 allievi che usano questa linea dei quali 6 provengono da Leontica, 2 da Casserio e 5 da Corzoneso-Paese per un totale di 13 allievi sulla tratta terminale della linea. Se consideriamo 2 corse (andata e ritorno sul mezzogiorno) possiamo calcolare in media almeno 50 utenti giornalieri, di cui 26 risultano indispensabili per garantire il finanziamento federale e cantonale della linea.

Chiedo al Municipio se non ritiene opportuno approfondire la tematica per sapere:
1. se esistono altre linee che potrebbero avere gli stessi problemi, per esempio la linea 134 Acquarossa - Ponto Valentino?
2. quanti sono gli allievi delle scuole medie che usano la corsa 313 e 314 sul tratto meno frequentato?
3. chiedere alla società Autolinee Bleniesi SA i numeri relativi ai passeggeri che utilizzano la linea 133 Acquarossa - Leontica per capire se la presenza degli allievi delle scuole medie è indispensabile al mantenimento del finanziamento federale e cantonale,
4. se il Municipio ritiene di far fronte comune con l’ASCOBLE per garantirsi il mantenimento di tutte linee di trasporto pubblico esistenti in valle.

In attesa di una vostra risposta in occasione del prossimo Consiglio comunale (vedi LORD art. 66 cpv 3) l’occasione mi è gradita per porgervi i più cordiali saluti.


Ing. Giovanni Pettinari - Consigliere comunale
MENSE SCOLASTICHE IN VALLE E TRASPORTI PUBBLICI

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