Blenio Café
OSPEDALE DI ACQUAROSSA
Fabio
am: 15.2.2014 12:10
Care e cari tutti,
pienamente d'accordo sul fatto che si reagisca. Una nuova pianificazione sarà verosimilmente esigibile solo se la politica si farà aiutare da una perizia di cui il mio intervento del 4.1.2014. Altrimenti la vedo dura! Lo ha detto anche Franco Celio che di valli se ne intende.
Saluti a tutti. F.
Simone Ghisla
am: 15.2.2014 17:19
Cari tutti,
ci tengo solo a dire che l'ospedale di Acquarossa è caro a TUTTI, sia per i suoi posti di lavoro che per il suo operato. Da tempo c'è chi (Bleniesi) sta lavorando dietro le quinte lontano da proclami a tutta stampa per difendere e anche proporre alternative a quanto presentato in conferenza stampa giovedì scorso. Quanto presentato è lungi da essere un piano d'attuazione. È un progetto che ancora può, in alcune sue parti essere modificato. Ci vorrebbero pagine per spiegare nei dettagli la procedura di riorganizzazione che è in atto nel sistema ospedaliero cantonale e forse non è questo il posto adatto per farlo.
Riconosco le grosse preoccupazioni che ogni Bleniese si sente nel cuore e spero che i prossimi incontri con le autorìtà competenti possano portare i risultati sperati.
Mi fermo qui e auspico un coro di voci critiche ma propositive nella coscienza che la pianificazione ospedaliera 2015 è un esercizio difficile che mai farà unanimità in tutto il cantone.
La nostra Valle, il nostro Ospedale hanno carte da giocare che ancora non sono state prese totalmente in considerazione.

cordiali saluti a tutti
Simone
alfiero
am: 16.2.2014 1:55
Ho trovato fra le cose vecchie una ricevuta postale, una Signora pagava alla cassa Ammalati di Malvaglia (conto XI-583) il 12.01.1960, fr. 4.— (quattro) per la Quota 1° semestre 1959, per N. 1 adulti, l’ho incorniciata. Da allora la sanità ha fatto tanta strada e le tariffe altrettanta. Il mondo gira, superfluo ripeterlo, il peso di chi e di cosa conta si muove centripetamente. Noi delle periferie non abbiamo la forza di essere contro varianti. Sarò forse un visionario ma credo che dovremmo far si che la periferia sia meno periferia, per contare di più, nel nostro caso, abbandonando il concetto di “1 distretto e 3 comuni”. L’asse nella manica l’abbiamo! L’insieme terme-ospedale-casanziani magari con l’aggiunta di un palazzetto “Seniorhaus” con una quindicina di appartamenti per pensionati e anziani autosufficienti (questi utenti di solito sono benestanti) nella magnifica cornice climatica e paesaggistica nostra è una risorsa e un’opportunità che non si trova ovunque, importante perché diversificata, se le Terme, essendo tutto sommato, una struttura per il tempo libero e quindi suscettibile di soddisfare o deludere le aspettative economiche a seconda dei tenori di vita che cambiano nel tempo, non così l’altra attività sanitaria e geriatrica. Ma il comune di Acquarossa non è troppo piccolo per essere in misura di poterlo governare da solo nell’interesse del distretto? Non è che facendoci forti con la vecchia strategia dell’unione potremmo trovare, anche fuori valle, più condivisone dei nostri intenti?
Gina
am: 16.2.2014 4:52
Per rispondere brevemente a Simone, secondo me il momento per farsi sentire è adesso, il DSS ha presentato le sue proposte, e non sono per niente rassicuranti. Non possiamo aspettare l'avallo in Gran Consiglio e solo dopo lamentarci! Il nostro comunicato stampa (ho chiesto alla moderatrice di spostarlo nella cronaca) non è certo per "fare la voce grossa", e neanche per intralciare il lavoro dei nostri deputati, ma per esprimere la nostra (credo legittima) preoccupazione e dare peso alle rivendicazioni delle regioni periferiche. La posta in gioco è molto alta, sono 125 posti di lavoro qualificati. Se ciò che è previsto per Faido (clinica di riabilitazione) forse lascia sperare in un futuro, per Acquarossa la prospettiva data dal DSS è molto vaga e fa pensare piuttosto a un disimpegno da parte del Cantone. Spero di sbagliarmi!
Marcello
am: 16.2.2014 15:33
Pieno appoggio al comunicato stampa del gruppo PS di Blenio.
E a coloro a cui questa giustificatissima preoccupazione, sembra dare fastidio, un caloroso invito a superare le oramai vetuste staccionate, e ad affrontare di petto con coraggio e convinzione il problema, evitando questi atteggiamemti da ottimisti, che ha il sapore di un malcelato disinpegno.

Buona domenica a tutti

Marcello Monighetti
Lista Civica Blenio
Natascha
am: 16.2.2014 18:14
C'è una petizione che gira presso i medici delle valli
natascha
am: 16.2.2014 22:40
Ecco il link per firma online e anche possibilità di scaricarla


www.mps-ti.ch/index.php/chi-siamo


Simone Ghisla
am: 17.2.2014 19:47
Tanto per intenderci, concordo con quanto dice Gina, sulla necessità di dare voce a tutti e ribadire il nostro sostegno all'ospedale di Acquarossa. In sostanza tra le altre cose, sostengo la raccolta firme promossa dall' mps.
Ribadisco però con fermezza che questo non basta. Ribadisco la necessità di proporre alternative ed è quello che l'ascoble e l'ERS stanno facendo dietro le quinte. Non volevo rassicurare su ipotetici risultati o fare l'ottimista. Voglio solo fare informazione spiegando che qualcuno lavora dietro le quinte.
cari saluti
Simone
erika
am: 19.2.2014 4:12
Mobilitiamoci tutti, ma proprio tutti, qui in Valle per salvare l'ospedale di Acquarossa. Con tutti i mezzi possibili: petizioni, perizie (come ben dice Fabio in un suo post), manifestazioni, ecc. ecc.
E' necessario, veramente necessario.
Per le persone di una certa età che possono avere cure adeguate in caso di bisogno vicino a casa e ai parenti;
per i malati cronici che pure possono far capo ai servizi di questo ospedale senza il disagio di un lungo trasporto;
per il pronto soccorso che funziona in modo egregio.
E finalmente anche per imporre un "alt" allo smantellamento di servizi importanti e necessari nelle periferie, che ci riducono a cittadini di serie B o peggio.
Non si risparmia nulla con queste pianificazioni assurde, anzi, si aumentano i costi dei servizi infermieristici e di aiuto domiciliare per la presa a carico di pazienti "buttati" fuori dagli ospedali acuti quando non sono affatto in grado di tornare al loro domicilio.

Da 9 anni abito in valle e con un malato cronico in famiglia ho sperimentato di persona quanto sia prezioso e adeguato il nostro ospedale.
Competenza, professionalità e grande umanità da parte di tutti i medici e di tutto il personale fanno sì che i pazienti si trovino a loro agio anche nella malattia.
La gratitudine e la riconoscenza da una parte, e la grande rabbia che provo dall'altra, mi fanno sentire il bisogno di lottare, bisogno che spero sia comune a tutti noi abitanti della Valle e soprattutto anche alle Autorità e a chi ha voce in capitolo.
alfiero
am: 19.2.2014 17:30
L’ultima trasmissione 60 minuti, a me è sembrata positiva per la situazione di Acquarossa, a parte lo scivolone verso l’eccesso di intolleranza del privato (noncurante che l’esclusione del privato si concretizza con la totale centralizzazione del pubblico) mi è parso che l’obbiettivo primo del Ticino sia quello di restare competitivi con gli altri centri medici della Svizzera (e magari non solo) da non giocarsi, aggiungo io, sul campo delle ideologie e dei campanilismi fra Sotto e Sopraceneri.

Tuttavia il Signor Denti ha sostenuto l’utilità di un minimo di medicina anche fuori dai centri e questo, detto da qualcuno che medicina conosce, mi sembra un buon passo che conferma l’utilità di Acquarossa. Ma se dalla valle, uno strano ecologismo, fa rimbombare l’eco (ultima VdB) “orrenda mole all’entrata di Acquarossa”... … ????????????

Quale alternativa ad un dibattito, (nell’eventualità che si prospettasse perdente), se la LAMAL non paga delle prestazioni erogate dagli istituti di cura, imputazione “caduta in prescrizione” senza opposizioni, in CH abbiamo delle ottime assicurazioni private, un gruppo di lavoro formato da specialisti del settore assicurativo e della sanità non potrebbe analizzare quanto di sanità potrebbe essere assicurata dalla LCA con un polizza collettiva per l’intera valle che riconosca le prestazioni mediche erogate da Acquarossa ? ……… Pagare per pagare meglio sarebbe salvare l’ospedale pagando un premio che in due (paziente e comuni) a pagare un servizio rifiutato dalla LAMAL.
OSPEDALE DI ACQUAROSSA
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