Blenio Café
sedime lazzaretto
mara
am: 11.6.2008 3:02
??????
... ciao Daniele, questa non l'ho mica capita... :-))
o che sono fusa (in effetti quassù lo siamo...)...

Ma tanto qui adesso non c'è più nessuno: stanno tutti guardando la partita... che se poi domani vince la Svizzera (ma vince, la Svizzera???) vuoi vedere che giù ai lazzaretti sull'onda dell'entusiasmo collettivo fanno su un campo di calcio nuovo, con tribune ecc ecc (visto che in Valle c'è penuria :-)), dove potrà giocarci il RAC Blenio. Poi però il terreno non lo dovranno rialzare, altrimenti bisogna rincorrere i palloni sulla strada...
:-)))

Buona serata a tutti e auguri alla nostra Nazionale!
daniele
am: 11.6.2008 1:30
Giusto l'intervento di Marcello a riguardo degli alpeggi.
Bisognava pensarci prima (oppure fra qualche anno quando degli attuali investimenti più nessuno si ricorda). C'era solo da copiare dagli altri.

Vvàà béé
mara
am: 10.6.2008 23:58
Ciao Marcello, Daniele e tutti,
a parte il fatto che stiamo sempre facendo i conti senza l'oste (il comune di Acquarossa, proprietario del sedime....), ma così ha voluto quasi un anno fa l'ormai disperso Curite... :-)

Personalmente trovo l'idea del caseificio (dimostrativo) interessante. Tuttavia penso però anche che l'iniziativa avrebbe poco di originale e di veramente caratterizzante per la nostra Valle. Qualcosa, insomma, che spinga davvero gente da fuori a venire nella nostra Valle, perché quel "qualcosa" c'è qui e non ad Airolo o in altre parti del Cantone.
La cioccolata (e daglie!...) l'avevo buttata là così un po' per ridere. Ma ogni tanto se ci penso mi sembra essere sempre meno strampalata, questa cosa della "Cioccolatteria bleniese". In Verzasca hanno la lana e i ponti, e non la cioccolata. In Maggia non mi risulta ci siano cioccolatieri (loro hanno le cave, no?) né tanto meno in Leventina, però potrei sbagliarmi...
Il caseificio sarebbe mica male, ma secondo me va aggiunto qualcosa di "speciale", innovativo, caratterizzante...

Concordo inoltre con Marcello quando scrive che "noi vallerani, e non solo, e per nostra fortuna, non abbiamo ancora raggiunto quella soglia dove per sopravvivere occorre aguzzare l’ingegno". E più sotto: "Una debolezza cronica data dalla scarsa coesione locale".
E' una cosa che mi ha sempre fatto riflettere, questa. Spesse volte ho seguito assemblee, riunioni, serate, assemblee dei comuni nella "cugina" Valle Leventina. Ricordo sale sempre piene o strapiene, gente che partecipava, anche animatamente. Se c'era un problema di Valle, veniva difeso da All'Acqua fino a Pollegio e il giorno dopo partivano le prese di posizione congiunte sulla stampa. Erano riunioni e assemblee "battagliere".

Tornandomene poi a casa in... ora Blenio... :-) pensavo sempre che è vero, noi qui non abbiamo le autostrade, la galleria con problemi annessi e connessi, l'aeroporto, i camion, ecc... In fondo in fondo stiamo bene, in Valle di Blenio...

...fin che dura... ;-)


marcello
am: 10.6.2008 22:21
Il connubbio agricoltura e turismo risulta spesso vincente, gli esempi in particolare in Alta Savoia lo dimostrano. In valle dove l’attività agricola ha un ruolo importante potrebbe essere un abbinamento senz’altro giustificato.
Pensando come propone Daniele ad un caseificio integrato con un agriturismo e altre attività legate al mondo agricolo, con un occhio di riguardo al turista-consumatore sempre più interessato ai prodotti biologici.

E allora ci si può chiedere se, al di la dei nostalgici valori, tutti quei milioni investiti sui nostri alpi per un’attività ridotta a 90 giorni all’anno, non fosse stato meglio impiegarli in strutture poste al piano in grado di funzionare tutto l’anno garantendo nel contempo posti di lavoro e prodotti di qualità. Limitando le migliorie alpestri alle infrastrutture per i pastori, i pascoli e i luoghi di mungitura?

PS: quasi dimenticavo la cioccolata!
daniele
am: 10.6.2008 18:01
Saluti

Marcello ha ragione; indipendentemente dalle decisioni e/o imposizioni dei vari enti interessati, questo progetto avrebbe senz'altro potuto funzionare.
Senza studiare o redigere in dettaglio il famoso e famigerato "business plan", era abbastanza integrare nella costruzione uno spazio adibito alla vendita unificata dei prodotti degli alpeggi circostanti, con qualche altro piccolo "valore aggiunto", spaccio, piccolo bar, eccetera e la cosa era fatta.
Sarebbe stato, in scala ridotta e con qualche piccola differenza, un centro tipo quelli che troviamo nei parchi del Canada. Interessante l'esempio del Centro info che si trova alla sommità del Roger Pass che collega la zona di Banff all'interno delle Rocciose ed aperto tutto l'anno.
Ma senza andare al di là del pozzo, gli esempi li abbiamo anche da noi ed abbastanza vicini.
Dico, vendita dei prodotti degli alpi unificata perchè conosco più o meno le cifre d'incasso. All'inizio della vendita a Pian Segno, che si occupava della vendita (un po' come poteva) era un mio stretto parente e poi la cosa è stata sviluppata, migliorata, e gli incassi aumentati, in più mi ricordo che avevamo discusso dell'idea con l'allora responsabile dell'alpeggio.
Quindi con l'incasso totale ed unificato, ben si può stipendiare chi se ne occupa.
In più: si conoscono le cifre dei passaggi e delle presenze estive in zona.
Se si vuole fare un confronto, e solo a titolo d'esempio, senza niente togliere all'importanza del sito (Lucomagno - Negrentino, ma sono due cose e situazioni completamente diverse), il numero di passaggi annui su Negrentino, corrispondono più o meno ad un buon fine settimana o al massimo due, di bel tempo di piena estate sul Passo.
Tornando sul tema principale sedime lazzaretti; perchè no dettagli a parte; un centro, anche se più ridotto, un po' simile al caseificio Gottardo o qualcosa del genere?

Saluti e...buon appetito

P.S: interessanti gli interventi, ma sul tema principale arrivano poche idee.
Richi
am: 10.6.2008 17:34
Salve a tutti,

è vero che... riportando la discussione al sedime Lazzaretto, se qualcosa di "turistico" o di appoggio ed accoglienza al turista sorgerà (poi magari il Comune sta andando in tutt'altra direzione, sarebbe bello sapere cosa pensa...!!!), allora è vero che non si dovrà... "prendere le misure" da quanto fatto a Casaccia. Non tanto per le "misure architettoniche", quanto piuttosto per la funzionalità e completezza dell'offerta, come ha ben detto Marcello.
marcello
am: 10.6.2008 14:24
Ciao a tutti,
di transenna... torno sull'argomento a proposito di bancarelle, chioschi, servizi o roba del genere, chiamatelo pure “valore aggiunto” (va di moda), personalmente credo che noi vallerani, e non solo, e per nostra fortuna, non abbiamo ancora raggiunto quella soglia dove per sopravvivere occorre aguzzare l’ingegno.
O, scendendo di un paio di scalini la scala del fabbisogno; per semplicemente migliorare lo stato economico.
Spesso manca quella forza contrattuale indispensabile per portare avanti e sostenere progetti d’interesse locale, in grado di affrontare i capricci e le imposizioni spesso discutibili di chi a livello istituzionale sta sopra di noi. Una debolezza cronica data dalla scarsa coesione locale.
Prendiamo l’esempio della zona dei Pini sul passo del Lucomagno, meta di numerosi turisti della domenica, dopo anni di lunghe discussioni è stato realizzato l’Infocentro finanziato dal locale Patriziato il quale ha probabilmente potuto far capo agli aiuti previsti dalla legge. Un‘opera complementare ai parcheggi a pagamento e a tutta una serie di provvedimenti, intesi a mettere un po’ d’ordine a favore di una pacifica convivenza fra i turisti e gli alpigiani.
L’edificio dall’estetica discutibile, alla faccia della tanto decantata architettura rurale, è stato posizionato nel luogo più impensabile non credo per volontà locale, sulla funzionalità dello stesso vorrei sentire il parere di chi ci ha lavorato…
E mi chiedo per quale ragione a fianco di questa costruzione, per il passante intenzionato a fermarsi per una breve pausa o per godersi il paesaggio, e nel contempo bersi una minerale e mangiare un panino doveva far capo fino a due stagioni fa ad una poco estetica roulotte adibita a bar-chiosco-cucina o che dir si voglia..? La roulotte è infatti sparita, poiché contestata dai funzionari cantonali e da operatori locali.

Il tutto non avrebbe forse dovuto trovare spazio in un solo edificio? Integrando nello stesso anche uno spaccio dei pregiati e ricercatissimi prodotti dell’alpe? Beninteso di tutti gli alpi! Presenti nella zona o meglio ancora di tutta la valle di Blenio?

Un passo nella giusta direzione, ma si poteva fare di meglio, e torno alla mia considerazione iniziale.
daniele
am: 27.5.2008 2:52
Salute e saluti,

facciamo un piccolo calcolo unicamente a mò d'esempio e prendiamo pure per comodità la Chiesa di Negrentino.
Premessa: nessuno mette in dubbio l'altissimo valore storico e culturale dell'oggetto; lasciamo agli esperti del settore tale compito.
Ammettiamo di avere 4'000 visitatori all'anno, togliamo 120 giorni all'anno (inverno, brutto tempo, eccetera) abbiamo una frequenza al giorno di 16 persone.

Ammettiamo, arrotondato per eccesso, che almeno la metà consumi una bibita o un gelato ed acquisti una cartolina (anche se ora non sono più di moda, vedi SMS, MMS, ecc.), abbiamo un incasso di Fr. 4 x 2'000 cioé Fr 8'000.- Togliamo il costo del prodotto (35%) resta un utile di Fr. 5'200.-, che corrisponde a Fr. 43.- al giorno (Fr. 7.- all'ora per 6 ore giornaliere).
Ammettiamo che tali visite avvengano sul giro dei tre mesi estivi pieni; non cambierebbe molto, l'utile sarebbe di Fr. 57.- al giorno.
Facciamo il calcolo al contrario: prendendo ancora l'esempio su 90 giorni pieni; diciamo che dobbiamo avere un utile d'esercizio giornaliero di Fr. 200.- per pagare una persona.

Dobbiamo fare perciò un incasso di Fr. 308.- al giorno. Visto che la metà spendono Fr. 4.-, dobbiamo avere 154 persone al giorno, cioè quattro bus pieni. In sostanza 4'620 al mese, 13'860 in tre mesi. Se questi 13'860 visitatori li ripartiamo su un arco di tempo più lungo (240 giorni all'anno) l'utile giornaliero si riduce da Fr. 200.- a Fr. 75.- ed il nostro calcolo non torna più.
Non è assolutamente impossibile, ma dobbiamo avere la certezza matematica di avere questi "clienti", eventualmente appoggiamoci ai precitati esperti per farci indicare dove e come recuparerare i visitatori. Se poi spendono più di Fr. 4.-, tanto meglio, ma dobbiamo esserne sicuri, Fr. 4.- devono essere garantiti e possono essere considerati realistici.

Ora se i visitatori sono di più, tanto meglio. Personalmente non ho nessuna idea di quanti sono. Magari quanto esposto è largamente coperto e garantito, un'altra volta tanto meglio.

In tali esempi prendiamo pure per scontato che tutta la struttura ed i relativi costi di gestione siano completamente assunti da terzi e l'utile sia devoluto interamente in stipendio a chi lavora.

Ribadisco: è unicamente un piccolo esempio di un principio di calcolo atto ad impostare una bozza di Business Plan per una qualsivoglia attività. Elementari basi che ci hanno insegnato nelle scuole e corsi di settore. Non si tratta assolutamente di polarità di pensiero ma di dati di fatto ben precisi e non di parte.
Tanti progetti sono nati, alcuni morti, alcuni puntellati da tutte le parti, proprio perchè non si è considerato (voluto o meno che sia stato) tali principi.

Ri...saluti
Fabio
am: 22.5.2008 3:41
Daniele,
ho letto con molto interesse la tua relazione sul turismo e sul concetto di vendita, ma riguardo ai due argomenti proposti, la cosa essenziale che manca è essere POSITIVI e noi tutti dobbiamo imparare perché se manca la fiducia sia nella vita privata come professionale non si puo continuare, è facile avere successo.
Riguardo alle bancarelle, era solo un incentivo: ossia creare qualcosa che non esiste, da un servizio igienico, a una buvette, a una bancarella con delle cartoline e così via, ma se non volete tutto questo non resta che aspettare e guardare cosa fanno gli altri.
Il mio modo di pensare e di agire è perché durante l'estate sono stato a Negrentino e mi sono meravigliato di quanti Bus e quanta gente arriva da tutta l'Europa a visitare questo grande valore storico senza che noi sappiamo quanto valore abbiamo a casa nostra, e allora provate a pensare cosa succede quando una persona deve andare a fare la... o intende inviare una cartlolina ai suoi amici...
Forza continuamo in questa direzione che andremo tanto, tanto lontano.
Fabio
daniele
am: 20.5.2008 23:29
Ri... saluti a tutti,
tema della discussione: sedime lazzaretti, cosa sarebbe bello fare. Tutte le idee, anche se potrebbero sembrare strampalate, devon andar bene, chissà che...
Anche se si diverge un pò, è questo il bello del forum: parlare ed esprimersi a ruota libera.

A proposito di sede BT; mi spiace dirlo così e non voglio prendere le difese di nessuno e nemmeno offendere nessuno.
Penso che possiamo anche mettere un uffico di BT in ogni villaggio e magari con graziose fanciullette di espressione autoctona, ma in sostanza non cambierebbe molto.
Che conta è il "prodotto" che si offre; poichè, tutto malgrado, di prodotto si tratta, che deve essere venduto se no nessuno viene a comperarlo.
Chi opera dentro, e sono le prime nozioni elementari che ci insegnano nelle scuole di settore, il prodotto e servizio turistico deve far parte di un preciso concetto, ben analizzato, ben studiato, ben promosso, ben venduto e ben servito.
Per dirla all'anglosassone, deve essere oggetto di un preciso credibile e reale Business Plan, che semplicemente vuol dire: cosa vendo, come lo vendo, quando lo vendo, a quale prezzo devo e posso venderlo, quanto ne vendo, dove vado a venderlo e, di riflesso chi è il mio cliente, da dove viene, quali possibilità finaziarie ha, in quale fase congiunturale si trova, quali sono le sue necessità, cosa si aspetta da noi, quanti clienti, al minimo, devo avere sicuri e frequenti... per far fronte agli impegni finanziari che il "prodotto" genera.
Di conseguenza: dalla massa (più o meno grande che arriva, in rapporto a quanto posso offrire) possiamo estrapolare una piccolissima percentuale che sarà interessata alle nostre cose di cultura locale, storia, eccetera. E di piccole ma interessanti cose ne abbiamo, eccome!
Mi ricordo le belle esperienze fatte con BT e GAEB con gite culturali con 100 e più partecipanti per giornata. Unica e piccola nota dolente: buona parte di facce si rivedevano di frequente e pochi per definizione tecnica erano da considerare turisti.
Concettualmente la definizione di turista è: colui che si sposta in un luogo per lui non abituale e non per motivi professionali o familiari, ma per motivi di svago e piacere e pernotta almeno una notte in loco. Chi arriva da noi e risiede nelle loro case di vacanza, per definizione non è considerato turista.
In più: il "prodotto turismo" è abbastanza effimero ed aleatorio.
Non è immagazzinabile, soffre di molti fattori esterni ed imprevisti quali meteo, capacità finaziaria del cliente, disponibilità temporanea e temporale del cliente, eccetera ed è molto suscettibile ai cicli e alle tendenze (inglesizzato in Trend). Attenzione ai cambi generazionali e relative mode e modi!
Alcuni esempi:
- strada alta della Leventina; chi si ricorda 30 e più anni fà? ed ora?
- capanne alpine; trend in aumento da circa 15 anni (e non su tutte le capanne), prossimi 10 anni probabile piccolo aumento poi stasi, e fra 20 anni?
- stazioni sciistiche; anni settanta boom e trend, si lavorava con 2000 fino a 3000 persone per giorno nei fine settimana e ripetutamente. Ora quando si parla di super affluenza, massimo 1000, 1500 persone (ed in settimana?). Si lavorava anche quando era brutto tempo e c'era il "pieno" da mattina presto a sera tardi; ed ora?.
Poi ci mette il becco anche il clima, seppure anche lui a ritmo ciclico, ma al momento irreversibile.
Fenomeno, cause ed effetti straconosciuti negli ambienti, si salvano solo i grandi centri perché operano ed incassano in un contesto di concetto allargato. Cioé: si perde sulla gestione della giostra e si guadagna (e non sempre a pareggio) sui valori aggiunti.
Ciò insegna, dimostra ed è approvato che ogni investimento, e non solo di carattere finanziario, deve essere completamente ammortizzato nel massimo di venti anni, altrimenti l'attività è ad altissimo rischio!

A proposito delle altre valli; non stanno meglio di noi. Solo un piccolo esempio; il chiosco a bordo diga della Verzasca, gode di una situazione e frequenza di visite privilegiate (base di Locarno), sembrerebbe... andate a chiedere come si barcamena.
I miracoli li ha fatti solo Gesù Cristo (sempre che sia vero..) e più di duemila anni fà.

In sostanza: siamo così sicuri che offriamo il prodotto giusto e lo offriamo bene ed in modo giusto, corretto ed adeguato, rispecchiando le aspettative ed i bisogni di chi"consuma"?

A riguardo di Negrentino: chi si sente di immaginare, oltre al chiosco che vende santini, icone e cianfrusaglie varie prodotte a Taiwan compreso l'orologio a cucù made in Cina (da quelle parti canta bene e l'ho sentito!), un bel complesso alberghiero con tanti serivizi collaterali e valori aggiunti tipo Club Med? con magari qualche piccolo divertimento notturno? (il Turista vuole anche questo); quanto sarebbe logico e quanto durerebbe?

Mi sento di dare in buona parte di ragione a Gina: considerando che ciò che propone è una piccola parte di valore aggiunto ad un servizio più esteso e di massa maggiore.
RI...SALUTI
sedime lazzaretto
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