Blenio Café
sedime lazzaretto
mara
am: 15.5.2008 20:19
Ciao Letizia,
grazie mille per le tue informazioni molto interessanti e precise, che sicuramente faranno contento/a anche Richi...

Quando parlavo di "un qualcosa di ETB" (opsss... Blenio Turismo) ad Acquarossa, non intendevo una vera e propria sottosede, quanto piuttosto una "bachec...ona", come hai detto tu, ben rifornita e soprattutto aggiornata e magari un terminale con info sulla Valle (Internet Point o qualcosa del genere). Il tutto, visto che Richi sembra intenzionato/a già a far calcoli (senza l'oste...) potrebbe starci in 2m quadrati... A meno che, per davvero, viene giù l'Ufficio dei rustici... allora la cosa sarebbe più completa...

Ci vediamo, ciao, mara
daniele
am: 16.5.2008 17:27
Salve a tutti.

A proposito di bacheche nei ristoranti...

Mi ricordo benissimo quando era iniziato il progetto; abbastanza regolarmente passava qualcuno a rimpinzare gli armadietti di prospetti; poi mi sembra che l'informazione data ai ristoratori era di informare quando necessitava di documentazione.

È comprensibile che poteva essere anche impegnativo girare tutti i ristoranti regolarmente (se poi il povero barbuto ad ogni cappella doveva bere qualcosa... vi lascio immaginare).

Comunque al di là di ciò, (per fortuna non tutti) in molti di questi armadietti trovavi e trovi di tutto (cartoline, schedine del lotto, prospettini di prodotti serivzi e manifestazioni e quant'altro che non c'entrano assolutamente niente con il nostro servizio e prodotti correlati al turismo locale. In più, si conoscono le lamentele (magari a volte infondate) da parte di alcuni che possiedono tali bacheche.

È solo una costatazione di carattere personale.

Per quanto riguarda il come si potrebbe informare o servire meglio il cliente: struttura, ubicazione, organizzazione eccetera; sicuramente si potrebbe migliorare, sicuramente ci potrebbero essere soluzioni all'apparenza buone, sicuramente si potrebbe conivolgere altri ed ulteriori attori.
C'è solo da vedere cosa succede dalle altri parti del mondo, tanti fanno turismo, tanti fanno meglio e tanti fanno peggio di noi - che poi vuol dire solo che lo fanno diversamente.

In conclusione; sembra facile... cosa possimo veramente offrire, come possiamo e come lo offriamo, di riflesso cosa e chi possiamo aspettarci che arrivi da noi??
Per ritornare al tema del titolo della conversazione: creare un vero e "concentrato" polo di servizi in generale risolverebbe almeno una parte dei problemi? L'attuale dispersione di servizi, sempre restando sui turisti, è sempre attrattiva e adeguata alle aspettative di chi viene da noi?
Non da ultimo, sempre restando sul servizio al turista; spetta "fare" a BT (vedi anche competenze, imposizioni e limiti fissati dalla Ltur) o spetta anche a qualcun'altro?

Turistici saluti
mara
am: 17.5.2008 6:22
:-))) mi ha riferito or ora la Leti e ho visto circa più o meno anch'io dal vivo che al Posta di Rivöi vendono una cioccolata... che sia come quelle vere D.O.C e magari anche un po' particolare e raffinata, questo non lo so... :-)
... magari la Erika può andare in incognito a... "testarla"... :-)) e poi ci dice com'è... :-)

Comunque la Gabi è stata gentile e non mi ha portato una tisana "scrancia" (ma forse non legge BC... ;-) bensì un ottimo punch! :-) grazie!
E se domani piove e "fa frecc", sarebbe la giornata giusta per provar cioccolate....
Buona notte... Grazie Leti ;-))
Fabio
am: 19.5.2008 2:19
Carissimi lettori,
ma vi sembra proprio leale e onesto paragonare dei dati del 1995 con il 2006, ossia con 11 anni di differenza...
Frequenze ad Acquarossa:
mese di giugno 1995: 92
mese di luglio 1995: 295
mese di agosto 1995: 346

Frequenze ad Olivone:
mese di giugno 2006: 386
mese di luglio 2006: 1242
mese di agosto 2006: 1368

É ora che si creda e si accetti che la Valle di Blenio comincia alla Leggiuna e non a Olivone, per terminare sul Passo del Lucomagno, o mi sbaglio? Scusatemi se ho il coraggio di scriverlo con tutte le conseguenze che può avere...
Ma lasciamo perdere, l'importante è che la Valle di Blenio abbia un futuro sia dal profilo del turismo come per quanto riguarda l'immagine e che sia unita come la Leventina e la Valle Maggia ecc. Purtroppo constato che troppe volte la Valle di Blenio viene tralascita, forse per mancanza di politici o di personalità.
Fate tutti voi un esame di coscienza, e vedrete che la Valle di Blenio è forte, fantastica, con una natura intatta ma troppe volte ci si perde in piccoli dettagli come la scelta di un nome per un comune o altri aneddoti...
Dunque se Olivone vuole mantenere la sede faccia pure, ma una postazione a Malvaglia o ad Acquarossa non farebbe male, l'imporatnte è che sia aperta quando i turisti arrivano...

Fabio


erika
am: 19.5.2008 4:04
Salve a tutti.
Mi riallaccio a quanto scritto da Fabio. La Valle Maggia (come le altre valli del Locarnese) è molto "reclamizzata" a Locarno, e il discorso vale anche per le valli del Luganese, "reclamizzate" a Lugano. Lugano e Locarno sono i due punti strategici per il turismo di massa nel Ticino.
Io mi sto chiedendo in quale punto strategico e importante del Cantone (Bellinzona? E' troppo poco "turistica"? o addirittura anche a Lugano e Locarno?) si potrebbe convenientemente "reclamizzare" la Valle di Blenio. Che la sede dell'ET Blenio sia poi a Acquarossa con un piccolo ufficio informazoni anche a Olivone (o viceversa, vedete voi!), l'essenziale è che chi arriva per le vacanze nel Ticino, sappia che esiste la nostra Valle e che è bellissima, oltre che interessantissima da visitare anche dal lato culturale e artistico.
Io spero che il discorso per incrementare il turismo venga portato avanti con impegno e unità di intenti, senza creare beghe che riuscirebbero solo a far marciare sul posto.
Auguri a tutti coloro che in vari modi si impegnano in questo ramo. Erika
marusca
am: 19.5.2008 16:26
Salve a tutti,
certo che è ridicolo che si sta qui a "bisticciare" per la sede di Blenio turismo, quando invece al turista interessa venire in Ticino e visitare le sue caratteristiche.

Quindi benvenga un'unità per quel che riguarda il prodotto TICINO, compresa logicamente la Valle di Blenio (che comincia alla leggiuna per finire al Lucomagno!!!)

Il problema è crearsi uno spazio in Ticino. Quindi il fatto di essere uniti (come il caso della Leventina) aiuta sicuramente.

Trovo interessante che ora gli enti delle Tre Valli e del Bellinzonese collaborino. E' questa la strada che si deve seguire e non guardare solo al proprio orticello!!!!

Ma il discorso è ampio e anche spinoso...
marcello
am: 19.5.2008 18:04
Buongiorno Fabio, buongiorno a tutti,

peccato mettere in dubbio la lealtà e l’onestà di chi ha pubblicato le cifre, probabilmente sono gli unici dati che BT ha a questo proposito.
Non vorrei sbagliarmi, ma penso che come tutto il resto del Ticino, dal 1985 al 2003 anche la Valle di Blenio ha subìto un regresso dal punto di vista del turismo, quindi il rapporto ai giorni nostri potrebbe essere ancora peggiore. Aspetto con piacere una smentita…

La mia opinione riguardo la sede di BT è dettata dalla semplice realtà delle cose, la Bassa e la Media Valle hanno dei posti altrettanto interessanti, e l’assistenza al turista è garantita dagli uffici di Olivone e di Biasca (22km!)
Ripeto, si tratta di una opinione personale maturata nel tempo, attraverso diversi anni di militanza nei vari consessi pubblici, e vale quello che vale…, opinione espressa su questo simpatico e interessante forum, purtroppo disertato dalla quasi totalità dei politici nostrani, che con un po’ d’impegno potrebbero aiutare meglio i lettori di BC a capire certe tematiche e perché no anche a dibatterle.

“Valle di Blenio tralasciata“ un luogo comune senza fondamenta, la Valle ha sempre goduto della massima attenzione da parte delle autorità cantonali e federali; l’anello debole della catena siamo noi, le grosse difficoltà nel far passare iniziative o progetti intesi a promuovere l’economia locale io le ho vissute in valle.

Buon appetito a tutti
Fabio
am: 20.5.2008 3:26
Marcello,
condivido pienamente le tue belle e sagge parole, come già più volte accennato, peccato che troppa gente trascura e ignora la grande possibiltà offerta dal BC, alla fine direi pochi ma buoni che credono in questa grande Valle con immense possibilità di sviluppo; un piccolo esempio: durante la passata estate ho visitato la Chiesa di Negrentino, molta gente era presente e osservava tutto l'ambiente circostante, ma noi non siamo capaci di creare un commercio a lato, con altre attività collaterali, se fosse stato in un altro paese o luogo ci sarebbero già le bancarelle, cartoline, statuette, ricordi, ecc. tutto quello che noi sappiamo offrire è l'indirizzo dove ritirare la chiave, questo vale per tutto: dal museo al ghiacciaio dell'Adula, ecc.
Allora pensiamoci un po' che grande valore abbiamo e non sappiamo dare un valore aggiunto, ma alla fine discutiamo dove fare il centro d'informazione ):
Gina
am: 20.5.2008 16:00
Uh, ma se penso a bancarelle con souvenir e tutto il fracasso che ne consegue, non so se a Negrentino non si distruggerebbe proprio quel che ne fa la magia. Valore aggiunto sì, ma con cautela e rispetto dei luoghi e dell’ambiente.
Ma è vero che le nostre chiese, anche quelle piccole e sconosciute, le cappelle di preghiera lungo i sentieri in montagna, i cimiteri, gli antichi luoghi sacri sono un patrimonio sconosciuto al grande pubblico, di un immenso valore culturale. Sarebbe bello non dover più chiuderli a chiave e renderli più visibili a tutti, ma purtroppo girano dei collezionisti con pochi scrupoli.
In alternativa proporrei l’organizzazione di gite guidate con storici (o persone ben informate) che conoscono i luoghi, la loro storia, le simbologie, il contesto nel quale sono stati creati. Tipo: Segni del sacro nella Valle di Blenio (titolo della bellissima mostra al museo di Lottigna di due o tre anni fa) – questa volta non al museo, ma nel contesto naturale.
daniele
am: 20.5.2008 23:29
Ri... saluti a tutti,
tema della discussione: sedime lazzaretti, cosa sarebbe bello fare. Tutte le idee, anche se potrebbero sembrare strampalate, devon andar bene, chissà che...
Anche se si diverge un pò, è questo il bello del forum: parlare ed esprimersi a ruota libera.

A proposito di sede BT; mi spiace dirlo così e non voglio prendere le difese di nessuno e nemmeno offendere nessuno.
Penso che possiamo anche mettere un uffico di BT in ogni villaggio e magari con graziose fanciullette di espressione autoctona, ma in sostanza non cambierebbe molto.
Che conta è il "prodotto" che si offre; poichè, tutto malgrado, di prodotto si tratta, che deve essere venduto se no nessuno viene a comperarlo.
Chi opera dentro, e sono le prime nozioni elementari che ci insegnano nelle scuole di settore, il prodotto e servizio turistico deve far parte di un preciso concetto, ben analizzato, ben studiato, ben promosso, ben venduto e ben servito.
Per dirla all'anglosassone, deve essere oggetto di un preciso credibile e reale Business Plan, che semplicemente vuol dire: cosa vendo, come lo vendo, quando lo vendo, a quale prezzo devo e posso venderlo, quanto ne vendo, dove vado a venderlo e, di riflesso chi è il mio cliente, da dove viene, quali possibilità finaziarie ha, in quale fase congiunturale si trova, quali sono le sue necessità, cosa si aspetta da noi, quanti clienti, al minimo, devo avere sicuri e frequenti... per far fronte agli impegni finanziari che il "prodotto" genera.
Di conseguenza: dalla massa (più o meno grande che arriva, in rapporto a quanto posso offrire) possiamo estrapolare una piccolissima percentuale che sarà interessata alle nostre cose di cultura locale, storia, eccetera. E di piccole ma interessanti cose ne abbiamo, eccome!
Mi ricordo le belle esperienze fatte con BT e GAEB con gite culturali con 100 e più partecipanti per giornata. Unica e piccola nota dolente: buona parte di facce si rivedevano di frequente e pochi per definizione tecnica erano da considerare turisti.
Concettualmente la definizione di turista è: colui che si sposta in un luogo per lui non abituale e non per motivi professionali o familiari, ma per motivi di svago e piacere e pernotta almeno una notte in loco. Chi arriva da noi e risiede nelle loro case di vacanza, per definizione non è considerato turista.
In più: il "prodotto turismo" è abbastanza effimero ed aleatorio.
Non è immagazzinabile, soffre di molti fattori esterni ed imprevisti quali meteo, capacità finaziaria del cliente, disponibilità temporanea e temporale del cliente, eccetera ed è molto suscettibile ai cicli e alle tendenze (inglesizzato in Trend). Attenzione ai cambi generazionali e relative mode e modi!
Alcuni esempi:
- strada alta della Leventina; chi si ricorda 30 e più anni fà? ed ora?
- capanne alpine; trend in aumento da circa 15 anni (e non su tutte le capanne), prossimi 10 anni probabile piccolo aumento poi stasi, e fra 20 anni?
- stazioni sciistiche; anni settanta boom e trend, si lavorava con 2000 fino a 3000 persone per giorno nei fine settimana e ripetutamente. Ora quando si parla di super affluenza, massimo 1000, 1500 persone (ed in settimana?). Si lavorava anche quando era brutto tempo e c'era il "pieno" da mattina presto a sera tardi; ed ora?.
Poi ci mette il becco anche il clima, seppure anche lui a ritmo ciclico, ma al momento irreversibile.
Fenomeno, cause ed effetti straconosciuti negli ambienti, si salvano solo i grandi centri perché operano ed incassano in un contesto di concetto allargato. Cioé: si perde sulla gestione della giostra e si guadagna (e non sempre a pareggio) sui valori aggiunti.
Ciò insegna, dimostra ed è approvato che ogni investimento, e non solo di carattere finanziario, deve essere completamente ammortizzato nel massimo di venti anni, altrimenti l'attività è ad altissimo rischio!

A proposito delle altre valli; non stanno meglio di noi. Solo un piccolo esempio; il chiosco a bordo diga della Verzasca, gode di una situazione e frequenza di visite privilegiate (base di Locarno), sembrerebbe... andate a chiedere come si barcamena.
I miracoli li ha fatti solo Gesù Cristo (sempre che sia vero..) e più di duemila anni fà.

In sostanza: siamo così sicuri che offriamo il prodotto giusto e lo offriamo bene ed in modo giusto, corretto ed adeguato, rispecchiando le aspettative ed i bisogni di chi"consuma"?

A riguardo di Negrentino: chi si sente di immaginare, oltre al chiosco che vende santini, icone e cianfrusaglie varie prodotte a Taiwan compreso l'orologio a cucù made in Cina (da quelle parti canta bene e l'ho sentito!), un bel complesso alberghiero con tanti serivizi collaterali e valori aggiunti tipo Club Med? con magari qualche piccolo divertimento notturno? (il Turista vuole anche questo); quanto sarebbe logico e quanto durerebbe?

Mi sento di dare in buona parte di ragione a Gina: considerando che ciò che propone è una piccola parte di valore aggiunto ad un servizio più esteso e di massa maggiore.
RI...SALUTI
sedime lazzaretto
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