Blenio Café
CAMPO BLENIO E NARA, QUAL FUTURO?
alfiero
am: 18.4.2008 15:44
Buongiorno,

la realtà ticinese che pone la domanda a sapere fino a quando si possono far crescere i centri, le città, le strade, la ferrovia sul nostro territorio senza passare attraverso "convenzioni" con la montagna, ha prodotto un piccolo ma significativo esempio di risposta: la collaborazione (convenzionale non scritta) fra la città di Lugano e la Valle di Blenio: alludo al trapasso di proprietà della Casa Greina a Campo Blenio, ciò che in sostanza significa: per Lugano qualità di vita e ritagliarsi uno spazio ricreativo a buone condizioni prevedibilmente scarseggiante nel futuro, e per la nostra regione utenti dell'offerta turistica da subito e stimolo imprenditoriale.

Al di là di queste semplici considerazioni si impone il riconoscimento della dinamicità della città di Lugano e della
determinata volontà della gente di montagna a voler con ogni mezzo e sacrificio creare ciò che lo sviluppo delle risorse
permette, e mantenere efficiente ciò che esiste, magari non sempre con il conforto della positività economica, ma di sicuro
col conforto delle considerazioni sociali.

Appaiono quindi sempre meno accettabili i dubbi e le perplessità relativi all'utilità o meno di salvare l'esistente in
montagna, anzi è sempre più urgente chiedersi cosa manchi e progettare le sinergie possibili, pensiamo, con l'aumento della presenza di ragazzi, al bagno pubblico per esempio.

Personalmente mi sento di esprimere gratitudine agli attori che hanno creato la Casa Greina e concretizzato l'intesa
città-montagna.

ciao
Richi
am: 5.2.2008 4:51
Ciao a tutti,
certo l'idea sarebbe mica male... considerate le cifre esposte inerenti l'apertura invernale del Passo.
Altrimenti si potrebbe tentare un'altra via, quella che farebbe capo ad una specie di "sostegno diretto" e solidale da parte di Comuni ricchi (basso moltiplicatore, comuni perlopiù urbani) i cui abitanti spesso e volentieri frequentano magari le stazioni bleniesi. Perché non tentare? Più o meno è quello che si era tentato di fare ad Airolo-Pescium con la città di Lugano tempo fa. Poi il tutto ha preso una piega diversa.

Altrimenti, a livello cantonale, in effetti credo ci sarà ancora da aspettare... sembra si voglia dare avvio ad un ennesimo studio sulla situazione... il tempo passa, le incertezze o restano o crescono...
marcello
am: 24.1.2008 13:22
Caro Denis,
vado di fretta e quindi sarò molto breve.
Né il sottoscritto, né nessun altro penso abbia lasciato intendere una chiusura del passo durante l’inverno.
È però fuori dubbio che le maggiori ricadute economiche durante il periodo invernale vanno a favore della Surselva.
È pur vero che in mancanza di neve i nostri villeggianti hanno una valida alternativa.
Considerata la situazione finanziara delle casse pubbliche cantonali e comunali ben difficilmente si potrà pretendere un contributo ricorrente, perché è questo che ci vuole per assicurare un futuro alle stazioni invernali bleniesi, da qui è nata la mia proposta.
Dirottiamo i contributi che il cantone oggi versa a favore dell’apertura del Lucomagno a favore delle stazioni bleniesi.
Per lo Stato non cambierebbe nulla, il passo rimarrebbe comunque aperto e voi addetti potreste finalmente respirare…

Buona giornata a tutti

marusca
am: 23.1.2008 21:16
Ciao Denis,
scusami per il mio intervento un po' troppo brusco.

E' facile criticare criticare criticare... e lo so anche che "chi fa ogni tanto sbaglia", chi "non fa" non sbaglia mai, ma non fa niente di buono...

Quindi è vero, ora bisogna guardare avanti, senza continuare a guardare il passato e darsi la colpa l'uno con l'altro...

Forza e coraggio e tanti auguri per questo anno che sembra voltato per il meglio!

Ciao marusca
Denis
am: 23.1.2008 20:32
Cara Marusca, cari lettori del Blenio Café,

risulta sinceramente difficile rispondere a tutti i quesiti posti su questo tema.
Inizio rispondendo a quanto sollevato da Marusca. Posso semplicemente dire che non tocca a noi giudicare quanto è stato fatto prima; sicuramente quello che è stato realizzato lo si è fatto per aumentare l’attrattività di Campo Blenio-Ghirone… producendo effettivamente dei costi insostenibili. Il compito che dobbiamo assumerci noi è quello di “tirare avanti” con tutte le difficoltà che troviamo ogni giorno e vi posso garantire che la volontà della Società è quella di rimanere quello che siamo: una stazione ideale per le famiglie.
Desideriamo prima di tutto portare avanti il risanamento finanziario che si impone, anche se questa stagione le cose stanno andando abbastanza bene. Se ci riusciremo, i prossimi passi saranno quelli di rinnovare l’impianto di innevamento programmato e lo sci-lift (il quale ha ormai 20 anni e ha bisogno di un lifting). Abbiamo inoltre l’intenzione di migliorare l’attrattività per la stagione estiva (magari seguendo una qualche idea come quella di Vito...). Poi, vista la forte richiesta di alloggi, bisognerà valutare ancora la possibilità di aumentare le strutture ricettive.
Passando poi ad un altro contributo del BC sul quale siamo stati toccati, ribadiamo che anche l’apertura invernale del passo del Lucomagno debba essere mantenuta: una via di comunicazione può sempre portare benefici.
Una cosa riteniamo importante: per poter mantenere in vita le nostre stazioni dobbiamo riuscire ad avere una maggiore unità d’intenti a livello di Comune e di Valle. Campra, Nara e Campo Blenio hanno delle peculiarità diverse, non entrano in conflitto tra loro e, oltre che promuovere attività sane, portano dei benefici economici importanti.
Con un po’di positività e una maggiore unità, riusciremo magari a concretizzare qualcosa…
A disposizione per suggerimenti, critiche o consigli, salutiamo tutti cordialmente.
Per la Società Cooperativa Impianti turistici Campo Blenio-Ghirone

Denis

Giuseppe Buzzi
am: 18.1.2008 21:50
Condivido appieno quanto scritto da Vito. Qualche volta bisogna anche avere l'umiltà di dire che si ha sbagliato e di conseguenza correre ai ripari per limitare i danni. Il nuovo tratto di pista creato a suo tempo, che da Fopp Zott porta alla vecchia fermata non ha niente di particolare quale pista di sci, è solo un tratto di trasferimento. Le piste di sci sono ben altre... Inoltre questo tratto di salita dello scilift è molto pericoloso sia per i bambini che per gli adulti inesperti che scelgono di salire fino in cima. Non sono un economista, ma credo che se si tornasse alla vecchia uscita si risparmierebbero delle importanti somme per la preparazione di questa "pista", permetterebbe inoltre alla società di eliminare l'uso dell'argano del battipista. Anche sull'usura dello scilift ci sarebbe tutto da guadagnare. Senza contare ulteriori costi che verrebbero eliminati non dovendo più garantire l'apertura del ristorante Fopp Zott.
Per questo stabile, per poter sapere se ci sarebbero degli interessati all'acquisto, si dovrebbe metterlo ufficialmente in vendita! Chi me lo dice che non possa capitare un colpo di fortuna???
Da queste considerazioni, ritengo che i risultati d'esercizio della Società Cooperativa Impianti Turistici Campo Blenio potrebbero essere meno rossi......

marusca
am: 16.1.2008 15:39
Penso che ora sia troppo tardi per chiudere l'ultimo tratto dello ski lift di Campo... e vendere il ristorante a chi????

Io mi sono sempre chiesta: ma chi è che ha avuto la bellissima idea di gettare i soldi per questi due investimenti inutili?

Campo ha la sua tradizione e il suo target è ben definito (famiglie con bimbi piccoli)... quindi perchè fare altro?

Meglio fare bene quello che si sa fare... o no?

Magari qualcuno di Campo Blenio mi sa dare qualche delucidazione?

Evviva la neve che sta scendendo dal cielo e sulle nostre magnifiche stazioni sciistiche... dove sei sicuro di incontrare sempre gente simpatica!


Vito
am: 15.1.2008 16:10
Per Campo Blenio credo che una decisione da prendere sia quella di tagliare i rami secchi, vendere il ristorante che si trova in quota e, secondo, accorciare gli scilift.
Non vale la pena sopportare dei costi elevati per quei pochi sciatori esperti che lo frequentano.
A mio modo di vedere, si deve concentrsi su un altro tipo di clientela: famiglie con bambini piccoli che desiderano imparare a sciare. Naturalmente le tariffe adeguate all'offerta.
Sono convinto che a fine stagione il risultato è migliore.

Per la bella stagione si potrebbe cercare di sfruttare la strada che porta in Pian Giaret, dando la possibilità ai turisti di noleggiare delle "Trutinet" o Biciclette per una discesa tutta da scoprire.
Un saluto Vito
cugi
am: 13.1.2008 16:58
Ciao cugi,
se non ci fossi, bisognerebbe proprio inventarti!!!

Quell'articolo l'avevo solo guardato di sfuggita, ripromettendomi di leggerlo magari più tardi. Manco avevo visto che ci hanno citati...!!!
Grazie davvero, ci sentiamo!
marusca
am: 13.1.2008 14:46
Salve lettori del BC
avete visto che non passiamo inosservati?
sull'ultimo TICINO 7 c'è un articolo di Antonella Sicurello "Il futuro della montagna ticinese". L'autrice parte proprio dalla nostra discussione per lanciare una serie di quesiti e riflessioni sulla problematica.

Quindi siamo ascoltati e letti... bene bene, speriamo che questo porti a dei frutti!
CAMPO BLENIO E NARA, QUAL FUTURO?
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