Blenio Café
CAMPO BLENIO E NARA, QUAL FUTURO?
Fabio Mandioni
am: 9.10.2007 3:10
Mi fa molto piacere leggere l'interesse dimostrato alla domanda posta dalle moderatrici Mara e Gabriella, ma vi devo tranquillamente dire a titolo personale e non come responsabile degli impianti del Nara, che dobbiamo rendere grazie a persone quali Pedemina, Cattaneo, Martinelli e Frapolli e molti altri che hanno avuto il coraggio di provocare la discussione, ma a loro volta di costruire qualcosa che senza di loro non sarebbe mai stato realizzato, vedi Cari, Bosco Gurin, ecc..
Oggi come oggi con una frequenza di 30'000 persone per stagione, una stazione al Sud delle Alpi può solo esistere con l'aiuto del Comune, Cantone o altro; per questa ragione la visione e direzione che il Cantone sta per adottare è l'unica strada da percorrere nel futuro. E noi dobbiamo solo seguire la strada e non sprecare benzina nel percorrere oltre 100km o andare oltre Gottardo a fare i nostri corsi di sci o vacanze natalizie, ma sfruttare la nostra offerta che il nostro Cantone e la nostra natura ci mettono a disposizione.
É chiaro che il nostro Cantone dovrà aiutarci finanziariamente a fare in modo che le manutenzioni straordinarie e ordinarie vengano eseguite, in modo di mantenere la sicurezza rischiesta. Noi avremo il compito di fare in modo che le cifre di gestione risultino positive.
Sperando che la neve scenda copiosa, vi attendiamo numerosi sulle piste nella nostra meravigliosa Valle di Blenio.
alfiero
am: 8.10.2007 19:24
Buongiorno, moderatrici e a tutti,

Futuro per le stazioni ?........ continuare a funzionare.

Credo che non esista una risposta netta, disponibile in 4 e 4’8 alla vostra domanda da mezzo milione, se non quella tragica ed irresponsabile di gettare tutte le spugne.
Credo, però, che in Blenio si possa contare sull’esistenza di una serie di strumenti che danno buone probabilità di soluzioni durevoli. Preferisco dire dove comincerebbe il mio ragionamento, se fossi nei panni (come dice la vostra domanda) del Cantone ad analizzare la situazione bleniese.
- Sono le sinergie fra i vari progetti fattibili a dare le migliori speranze, (vanno trattati contemporaneamente),
- I progetti di cui più si parla non sono gli unici fattibili, massicci interventi forestali intesi ad avere un reddito futuro, oppure la creazione di un Parco turistico a tema, orientato verso la formazione professionale nell’ambito sanitario-salute-benessere, oppure offerte turistiche senza neve, sono esempi, il tutto da inserire nel processo di sinergie, da progettare,
- È l'unione costituita, di tutte le forze bleniesi ad avere sufficiente calibro per trattare le cose,
- Soddisfano soprattutto esigenze sociali, non solo locali, gli impianti turistici e le strutture del settore salute e sanitario bleniesi,
- Sono anche le leggi dello Stato (ed è forse giusto che sia così) che permettono ai centri di organizzarsi per accogliere grossi produttori di profitti, buoni contribuenti, ospiti dalla borsa spesa lussuosa, ecc. ecc. mentre obbligano le valli a far loro da contorno ed equilibrio estetico ambientale ad accentuare le differenze della condizione economica fra regioni diverse del Cantone,
- È quindi legittimo il livellamento dello squilibrio dei redditi delle regioni, e dovrebbe avvenire non più nel complicato ambito pubblico (vedi vari modi di compensazione intercomunale, che spero vengano superati dalle riforme comunali) ma direttamente nell’ambito privato (chi è, sul piano economico, favorito da leggi dello Stato o da sistemi di gestione del territorio circostante deve sostenere finanziariamente il ruolo di chi ne è sfavorito), (una nota catena di supermercati sostiene la cultura con un “% culturale”, perché un simile meccanismo non potrebbe essere alla base di un sostegno finanziario agile e diretto alle strutture a ruolo sociale delle valli?),
- Sono anche le nostre (di noi bleniesi) rivendicazioni, fatte tramite i massmedia, per dimostrare o meno la nostra tenace volontà di portare a buon esito i nostri progetti, che danno fiducia agli investitori privati e pubblici (qui si fa troppo poco),
- È una pianificazione a medio e lungo termine impegnativa per tutti, e non l’improvvisazione e le pianificazioni indicative a garantire il percorso di realizzazione dei progetti,
- È la formazione nella professione specifica di cui necessitano le persone che faranno funzionare i progetti realizzati, il nostro asso nella manica!
- Il Ticino, per le sue peculiarità, sarà destinatario, sempre più, di attenzioni provenienti da fuori, ed avrà bisogno di sempre maggiori occasioni per il tempo libero, per cui il Cantone ha secondo me solo due scelte: spendere oggi per non lasciar deperire o spendere domani per riordinare il disastro,
- Certo al Cantone spetta il compito, e per certi aspetti il diritto, di verificare il buon uso dei mezzi investiti e delle risorse naturali utilizzate.
- Decisioni da prendere? Non interrompere l’esercizio delle strutture esistenti (errore madornale capitato ad altre strutture). E poi….. pianificare il cammino verso l’autofinanziamento delle imprese turistiche.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ne sono consapevole, ogni proposto va analizzato e infine adottato o scartato, ma penso che qualche concetto (magari valido finora) troppo condiviso anche da noi non sia più di stimolo e vada ora modificato.

Ciao.

Gina
am: 7.10.2007 17:12
Domanda da mezzo millione, veramente.
Vedo le stazioni sciistiche di Campo Blenio e del Nara come dei luoghi per la popolazione della valle soprattutto, per le famiglie, per i ragazzi dove possono divertirsi, stare insieme nella natura e fare dello sport. Gli Sci Club svolgono un ruolo importante ed educativo.
Ma: la cruda realtà è che la neve scarseggia, e in Svizzera saranno poche le stazioni che riusciranno a sopravvivere, solo quelle in altissima quota. Come ambientalista sono scettica di fronte ai canoni da neve che, visto il surriscaldamento globale, non faranno miracoli.
E mi chiedo quanto senso abbia di sussidiare gli impianti di risalita e lo sport invernale. Forse sarebbe meglio cercare di creare un'offerta (come già si fa, in parte) anche in assenza di neve, sull'arco di tutto l'anno: sia il Nara che Campo Blenio sono dei posti bellissimi per fare escursioni, gite in cavallo, p.e., forse mountain biking, che ne so. Se la neve c'è, tanto meglio. Se non c'è, offrire delle alternative. E allora sì, direi che si dovrebbe sussidiare, e soprattutto anche allacciare le stazioni alla rete del trasporto pubblico!
Moderatrici
am: 6.10.2007 20:29
Cari utenti del BC,
di fronte ad eventi forti ed importanti come l'annunciato deposito dei bilanci in Pretura della Società Cooperativa che gestisce gli impianti di risalita di Campo Blenio e di fronte agli eventi simili avvenuti recentemente in altre regioni montane del Cantone, ci pare opportuno aprire la discussione in questo senso nel nostro Forum.

Quale futuro hanno queste stazioni?

Se foste nei panni del Cantone, quali soluzioni-decisioni prendereste?
(domanda da... mezzo milione!!! ne siamo ben coscienti... :-))

Il titolo di questa discussione non comprende il Centro Nordico di Campra, essendo la sua clientela, le sue effettive potenzialità nonché peculiarità, relativamente diverse da una stazione con impianti di risalita. Naturalmente, anche tenuto conto del progetto di Nuovo centro in corso (che ovviamente ci auspichiamo vada in porto), chi vuole può esprimersi anche su questa stazione invernale.

Sperando in un inverno con molta neve,
Le Moderatrici
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