Blenio Café
Che genere di informazione?
Ursula
inserito il: 2.5.2008 21:44
Ciao Mara

Ma allora che venga allo scoperto, bisogna stanarlo!
Così ci facilita un po' il compito a noi utenti e la cosa diventa più interessante perchè si può dibattere su qualcosa di concreto...e tu moderatrice con gli esercizi cerca di non caricarci di legna verde...!!!
Ursula
inserito il: 4.5.2008 22:42
Ciao Mara, ciao a tutti

come promesso ti rispondo. La questione della pubblicità invadente…il tema è vasto. La mia personale sensazione è quella di sentirmi infastidita nel prendere in mano un quotidiano - nel tentativo di ricevere informazione - e trovare una striscia pubblicitaria in prima pagina.
La pubblicità serve a far conoscere il prodotto, è utile a mio parere, ma ovviamente c’è messaggio pubblicitario e messaggio pubblicitario e modalità e modalità: in prima pagina di un quotidiano d’informazione andrebbero le informazioni e basta.

Siamo talmente sommersi dalle immagini e dai messaggi pubblicitari che l’individuo è obbligato ad armarsi di senso critico, poiché in un modo o nell’altro vi è confrontato. In un certo qual modo si tratta di violenza, dal momento che si è obbligati a prenderne le distanze. Certo, paradossalmente, nella marea di eventi e informazioni non sempre è facile essere adeguatamente informati. Per esempio uno beve una bibita credendo si tratti di una marca conforme dal punto di vista etico e sociale e poi scopre che questa marca è stata acquistata dalla coca-cola (da boicottare!). Oppure compera i pannolini perché accanto vi è il logo dell’Unicef e viene a sapere che questa marca usa la vivisezione per testare i suoi prodotti. Ma lo sforzo da parte di ognuno deve esserci, è un obbligo morale a mio avviso. Consumare richiede un minimo di informazione e responsabilità sociale.

Ma questo discorso non deve far scordare la responsabilità dei media in generale per quanto offrono. Per me ogni media dovrebbe assumersi la responsabilità di quello che afferma e/o mostra. Troppo facile è dire che uno è libero o meno di scegliere cosa guardare e leggere: ciò non scusa la circolazione di certi programmi o affermazioni in voga né l’esasperazione pubblicitaria.

La pubblicità non è solo un qualcosa che ha valore economico, ma ha un valore sociale, per cui i media devono promuovere questa consapevolezza (che sta facendo i primi passi, ma è lungi dall’essere sistematica). I messaggi stereotipati che una pubblicità può veicolare o l’invadenza con cui si propone, può avere influenze negative a livello culturale e sociale. Gli esempi sono tantissimi. Pensiamo solo ai mondiali 2008: se non fai più che attenzione ti ritrovi a comperare le mele con dentro un gadget dei mondiali, oppure se ti capita di voler comperare il gelato a tuo figlio devi andare a frugare in fondo al congelatore perché i primi gelati che ti vengono offerti sono a forma di pallone! Pochi però sanno che una campagna di enorme portata è stata promossa a partire da questo evento, vale a dire la campagna contro la tratta delle donne e la prostituzione!

Ci vuole maggiore responsabilità etica e sociale da parte di media e dei pubblicitari!
Gina
inserito il: 5.5.2008 4:48
Sono sempre più contenta di avere una come te, Ursula, come Municipale… Hai ragione con quello che dici. La pubblicità è troppo invadente, soprattutto quella che mira ad un pubblico “disarmato”: penso ai bambini, ai giovani, alle persone con poco senso critico. Loro sono più esposte al pericolo di cadere nelle trappole della pubblicità e di credere nei messaggi anche pericolosi che essa trasmette. Ma che fare? Cercare di remare contro la corrente è l’unico che ci rimane, come dici tu, essere critici e consapevoli negli acquisti (dove possiamo) ed educare i nostri figli in modo tale da non lasciarsi abbindolare completamente.
Il fatto è che “equità” “giustizia sociale” “etica” “morale” “ecologia” “rispetto dei diritti umani” purtroppo NON sono degli slogan che tirano, e che le aziende che producono con questi criteri fanno molto fatica a far passare il messaggio al pubblico largo. La campagna contro la tratta delle donne svanisce contro la campagna Euro 08: si vede che ai responsabili di questo super-evento, da cui tutti si aspettano profitti – ma anche alla stragrande maggioranza in generale - delle donne tenute come schiave non gliene frega un bel niente. O forse bisogna dire: soldi spesi per una campagna Euro 08 sono redditizi (si spera!), mentre la morale non paga.
Per chiudere con una nota positiva: al Cinema Teatro Blenio abbiamo deciso di fare a meno della pubblicità cinematografica usuale (che normalmente era per alcool e sigarette), ma di proiettare delle “diapositive” pubblicitarie di ditte della valle (o di altrove): un successone. Molto più simpatico, e… anche più redditizio!!!
erika
inserito il: 5.5.2008 4:51
Ciao a tutti, ciao Ursula e Mara.
Ho visto che dall'argomento "informazione" siete passate a quello della pubblicità e qui sono note dolenti, anzi dolentissime. Il valore sociale e etico di cui parla Ursula è a quota zero o quasi. Ci sarebbe materiale per scrivere commenti lunghi kilometri (esempio di pubblicità televisiva: sono tutti "scemi" coloro che non vanno ad acquistare apparecchi vari, PC, telefonini, ecc. in un certo Market? Allora io sono la prima "scema" del Canton Ticino! Lasciamo perdere...). Mi rifarò sentire appena avrò un po' di tempo per approfondire l'argomento.
Ma ho visto di peggio per quanto riguarda un'inserzione su un quotidiano negli scorsi giorni (mi sembra sulla "Regione", ma non ne sono certa). Il quadratino parlava di un "bambino caldo... ecc.": dico BAMBINO! Ho letto bene e non sono la sola in famiglia ad averlo letto. Il bambino in questione era un adulto, è stato appurato, comunque è la dimostrazione che non si presta attenzione sufficiente a ciò che arriva nel settore pubblicitario del giornale per essere pubblicato. Tutto fa brodo per incassare qualche franchetto. Sono troppo pudica io, o abbiamo toccato il fondo? Forse per troppo pudore mi fermo qui.
Saluti a tutti. Erika
marcello
inserito il: 5.5.2008 13:26
La pubblicità paga, se così non fosse non saremmo costretti a subirne quotidianamente l’invadenza… sempre tutto nel segno del dio denaro!
Guardate il nostro ex-portiere della nazionale, fino a dove è disposto ad arrivare…o ancora quella specie di dracula che si fa fare delle promesse demenziali e dopo aver scoperto che il suo interlocutore è gay, termina con un grido di disperazione…

L’invadenza materiale la trovi nelle riviste, quando stai leggendo un articolo e nel bel mezzo ti trovi un inserto formato tascabile incollato con una specie di silicone, quando tenti di toglierlo ti si strappa la pagina… o peggio ancora è passato prima il tuo bambino e ha pure mangiato la colla…

Ha ragione Ursula occorre armarsi di senso critico, a volte, aggiungo io anche di bastone…

Buon lunedì a tutti
daniele
inserito il: 5.5.2008 21:25
Anche se molto semplicistico, fondamentalmente è "molto semplice".

In un sistema equilibrato dovrebbe essere il consumatore a dettare, almeno in parte, le regole verso il fornitore (= la richiesta dice quello che vuole, come lo vuole e come deve essere presentato).

Purtroppo non è così; è il fornitore che detta le regola al consumatore. In sostanza; vale a dire che il consumatore deve a tutti i costi prendere quello che c'è e prenderlo così come gli viene imposto. Se no come farebbero i grandi distributori (di qualsiasi servizio e prodotto si tratti) a fare utili da capogiro e ripartire dividendi ai loro azionisti??

Colpa di chi??? dei pochi che vogliono imporsi sui tanti?
oppure colpa dei tanti che vogliono lasciarsi imporre dai pochi?

Chi ha soluzioni al dilemma??
D'altronde la psiche è molto complessa e molto influibile; chi ci studia dentro sa benissimo come fare per orientarci inconsciamente per un verso o per l'altro.
Ci sono più psicologi e psichiatri che sono capaci di far diventar pazzi i matti, che matti che fanno diventar pazzi gli psicologi e gli psichiatri.

Chissa cosa ne pensano i vertici dei "No Global"?

Buona consumazione a tutti e... alla prossima
mara
inserito il: 5.5.2008 23:46
Vedo che il mio spunto del 2.05 ha dato il via a discussioni che hanno allargato mica male il campo della pubblicità.

Riportando l’argomento a quello che era l’esempio concreto del 2.05 e del giorno dopo sulla prima pagina dei 3 quotidiani ticinesi, ho pensato che lo stesso era “carino” poiché – neanche a farlo apposta – i tre quotidiani (quindi i tre editori) hanno risposto in modo diverso alla sollecitazione della pubblicità voluta dalla Denner.
E questo fornisce una lettura interessante di come ogni quotidiano “interpreta” la pubblicità e quale effettivo valore le attribuisce (anche – non da ultimo – per motivi di etica).

Quel giorno, e il seguente, la pubblicità (a mio personale parere assai fastidiosa, soprattutto appena sotto la testata) era presente:

- sul “Giornale del Popolo” NON c’era, né in prima pagina, né altrove nel giornale
- su “Corriere del Ticino” era nella parte bassa della prima pagina
- su “laRegioneTicino” nella parte alta, proprio sotto il nome (testata) del quotidiano

Tre modi diversi di relazionarsi con una pubblicità di tipo “invadente”.
La pubblicità sui quotidiani non la “trattano” né la ricevono (né tanto meno la vedono) le singole redazioni (che si occupano delle pagine di cronaca e basta). Tutti gli inserti pubblicitari, gli annunci come pure gli annunci funebri vanno indirizzati e sono trattati dalla Publicitas.
Le eventuali (rare, per fortuna secondo me…) pubblicità sulla prima pagina e altri eventuali casi particolari sono discussi con l’Editore e avvengono ovviamente con il suo accordo.

Coraggiosa quindi la decisione del GdP, che rispetta una sua scelta editoriale. E che rinuncia a tanti soldini, molti di più se la pub è in alto – oltrettutto a colori! - un po’ meno se è inserita a fondo pagina.

Come già detto, il discorso “pubblicità sui quotidiani” è molto sottile, poiché un giornale (e tutti quelli che ci lavorano) sta in piedi proprio grazie alla pubblicità e agli abbonamenti. Penso però che ogni tanto una spolveratina di etica sulla qualità della pubblicità non farebbe male… (e questo va anche un po’ nel senso degli esempi - poco edificanti per la nostra società - che avete citato tutti voi qua sotto).
Quanto costa la pubblicità su un giornale? Basta guardare l’”Impressum” di ogni quotidiano (oggi su CdT a pagina 38). Il costo delle inserzioni (come pure dei funebri) è calcolato al mm (sì, millimetro…) d’altezza. Si va da fr. 1.08 al mm (larghezza una colonna di giornale) per i semplici annunci fino a fr. 6.84 per le réclames. I calcoli, dai risultati sorprendenti, li lascio fare a voi… :-))
daniele
inserito il: 6.5.2008 0:56
Provo a fare un calcolo.

Esempio della Regione: x millimetri d'altezza (era più o meno 5 cm) per x colonne fà alcune migliaia di franchetti.
Calcolando poi che era in prima pagina, lo vedeva (sugli scaffali dell'edicola) anche chi il giornale nemmeno lo acquistava; chi paga fà anche questi calcoli.
Perciò tale somma la si può moltiplicare per cinque, per dieci o anche di più! (mica scemo... corro subito a dirlo a...), magari a Beppe, quello che di cognome fa crì crì nei prati.

Se tale modo di fare non dovesse rincitrullire i popoli e di conseguenza rendere, la pubblicità la farebbero piccola piccola, magari in quelle pagine di cultura o pseudo tale dove la maggior parte dei lettori nemmeno lasciano scorrere sopra lo sguardo.
Mors tua (di noi), vida mea (di loro), la colpa di chi fu??

Ancora una volta mi viene in mente la frase detta da Re Luigi a Richelieu, che riassunta potrebbe dire così: i poveri (e forse intendeva dire anche i gonzi) sono tanti ma non possono dire (o fare) niente. Purtroppo mi metto anch'io un pò in tale categoria.

Mi piacerebbe immaginare:
tanti sabati ed anche altri giorni, dove tutti, ma proprio tutti ed in tutto il mondo, non entriamo in un supermercato; dove nessuno va a fare benzina da quei distributori di proprietà di quelle grandi compagnie petrolifere di nome molto noto; tutti andiamo ad acquistare quanto ci necessita da chi non fà nessuna pubblicità.

Mi piacerebbe immaginare:
...e vedere dopo un anno i risultati; della pubblicità, dei prezzi e di quant'altro non arrivo a pensare.

ri..saluti
alfiero
inserito il: 6.5.2008 22:47
Salve a tutti,

noi piccoli commercianti, Mara, i conti li abbiamo fatti... Si deve dire che anche i venditori di spazi pubblicitari, (radio, tele, giornali e gli altri vettori) sono molto attivi e convincenti anche presso le piccole ditte. Si vedono delle pubblicità di noi piccole ditte, che non fruttano il costo della candela, ma è un circolo vizioso, ci devi stare al gioco, per non lasciarti mimetizzare. Per i commerci di periferia, non avendo tanta popolazione a disposizione, sono proibitive. E’ bene scegliere vettori locali: se la pubblicità non frutta almeno si ha l’impressione di contribuire a qualcosa.
daniele
inserito il: 7.5.2008 0:47
Condivido appieno l'asserzione di Alfiero.

È evidente che quanto ho detto in precedenza vale per i Grandi.
Per i piccoli commercianti ed artigiani la faccenda è tutt'altra. Si spendono delle cifre in reclame, inserzioni, pubblicità eccetera senza nessun o con pochissimo tornaconto.
Il più delle volte è solo un sistema per dare qualcosa a qualche società o istituzione.
Anzi, a volte diventa controproducente perché se si dice di no a qualcuno la risposta è attesa ed evidente: - "hai fatto le cose a quello là e non la fai a me... e poi sai, ben ti ricordi che l'amico dell'amico del mio parente tanto tempo aveva acquistato qualcosa anche da te"... Perciò come fai a dire di no...

Dovrebbe essere la nostra coscienza ed il buon senso a dirci, sempre nel limite del possibile, di consumare da fornitori vicini e conoscenti; poi vale ancora il motto "una mano lava l'altra".

I fornitori locali di qualsiasi prodotto e servizio si tratta, almeno un piccolo indotto lo lasciano.
Viceversa i grandi distributori danno stipendi da miseria; la maggior parte degli impiegati, quelli che riempiono gli scaffali, i magazzini, che fanno gli inventari, sono avventizi che scendono da nord e come rapaci notturni, terminato il lavoro ripassano il buco del Gottardo ed "auf Wiedersehen... e poi le imposte le pagano ai domicili delle sedi principali che stranamente si trovano tutte al di là del buco!

Nevvero MMM, Obi, quello di Gigi e tanti altri???

Aspettiamo con ansia l'arrivo dei nuovi Alemanni che stanno scendendo ai nostri tiepidi lidi!

À la prochaine
Che genere di informazione?
Pagine: 1 2 3 4
©1999-2018; La Valle di Blenio in rete    http://www.vallediblenio.ch    e-mail: info@vallediblenio.ch
sito creato da: Cresedo Tec
Non ci assumiamo nessuna responsabilità sul contenuto dei siti proposti nei nostri "link".

La ripresa e pubblicazione di informazioni che appaiono su questo sito è possibile solo citando la fonte: www.vallediblenio.ch