Blenio Café
Che genere di informazione?
marcello
inserito il: 5.5.2008 13:26
La pubblicità paga, se così non fosse non saremmo costretti a subirne quotidianamente l’invadenza… sempre tutto nel segno del dio denaro!
Guardate il nostro ex-portiere della nazionale, fino a dove è disposto ad arrivare…o ancora quella specie di dracula che si fa fare delle promesse demenziali e dopo aver scoperto che il suo interlocutore è gay, termina con un grido di disperazione…

L’invadenza materiale la trovi nelle riviste, quando stai leggendo un articolo e nel bel mezzo ti trovi un inserto formato tascabile incollato con una specie di silicone, quando tenti di toglierlo ti si strappa la pagina… o peggio ancora è passato prima il tuo bambino e ha pure mangiato la colla…

Ha ragione Ursula occorre armarsi di senso critico, a volte, aggiungo io anche di bastone…

Buon lunedì a tutti
erika
inserito il: 5.5.2008 4:51
Ciao a tutti, ciao Ursula e Mara.
Ho visto che dall'argomento "informazione" siete passate a quello della pubblicità e qui sono note dolenti, anzi dolentissime. Il valore sociale e etico di cui parla Ursula è a quota zero o quasi. Ci sarebbe materiale per scrivere commenti lunghi kilometri (esempio di pubblicità televisiva: sono tutti "scemi" coloro che non vanno ad acquistare apparecchi vari, PC, telefonini, ecc. in un certo Market? Allora io sono la prima "scema" del Canton Ticino! Lasciamo perdere...). Mi rifarò sentire appena avrò un po' di tempo per approfondire l'argomento.
Ma ho visto di peggio per quanto riguarda un'inserzione su un quotidiano negli scorsi giorni (mi sembra sulla "Regione", ma non ne sono certa). Il quadratino parlava di un "bambino caldo... ecc.": dico BAMBINO! Ho letto bene e non sono la sola in famiglia ad averlo letto. Il bambino in questione era un adulto, è stato appurato, comunque è la dimostrazione che non si presta attenzione sufficiente a ciò che arriva nel settore pubblicitario del giornale per essere pubblicato. Tutto fa brodo per incassare qualche franchetto. Sono troppo pudica io, o abbiamo toccato il fondo? Forse per troppo pudore mi fermo qui.
Saluti a tutti. Erika
Gina
inserito il: 5.5.2008 4:48
Sono sempre più contenta di avere una come te, Ursula, come Municipale… Hai ragione con quello che dici. La pubblicità è troppo invadente, soprattutto quella che mira ad un pubblico “disarmato”: penso ai bambini, ai giovani, alle persone con poco senso critico. Loro sono più esposte al pericolo di cadere nelle trappole della pubblicità e di credere nei messaggi anche pericolosi che essa trasmette. Ma che fare? Cercare di remare contro la corrente è l’unico che ci rimane, come dici tu, essere critici e consapevoli negli acquisti (dove possiamo) ed educare i nostri figli in modo tale da non lasciarsi abbindolare completamente.
Il fatto è che “equità” “giustizia sociale” “etica” “morale” “ecologia” “rispetto dei diritti umani” purtroppo NON sono degli slogan che tirano, e che le aziende che producono con questi criteri fanno molto fatica a far passare il messaggio al pubblico largo. La campagna contro la tratta delle donne svanisce contro la campagna Euro 08: si vede che ai responsabili di questo super-evento, da cui tutti si aspettano profitti – ma anche alla stragrande maggioranza in generale - delle donne tenute come schiave non gliene frega un bel niente. O forse bisogna dire: soldi spesi per una campagna Euro 08 sono redditizi (si spera!), mentre la morale non paga.
Per chiudere con una nota positiva: al Cinema Teatro Blenio abbiamo deciso di fare a meno della pubblicità cinematografica usuale (che normalmente era per alcool e sigarette), ma di proiettare delle “diapositive” pubblicitarie di ditte della valle (o di altrove): un successone. Molto più simpatico, e… anche più redditizio!!!
Ursula
inserito il: 4.5.2008 22:42
Ciao Mara, ciao a tutti

come promesso ti rispondo. La questione della pubblicità invadente…il tema è vasto. La mia personale sensazione è quella di sentirmi infastidita nel prendere in mano un quotidiano - nel tentativo di ricevere informazione - e trovare una striscia pubblicitaria in prima pagina.
La pubblicità serve a far conoscere il prodotto, è utile a mio parere, ma ovviamente c’è messaggio pubblicitario e messaggio pubblicitario e modalità e modalità: in prima pagina di un quotidiano d’informazione andrebbero le informazioni e basta.

Siamo talmente sommersi dalle immagini e dai messaggi pubblicitari che l’individuo è obbligato ad armarsi di senso critico, poiché in un modo o nell’altro vi è confrontato. In un certo qual modo si tratta di violenza, dal momento che si è obbligati a prenderne le distanze. Certo, paradossalmente, nella marea di eventi e informazioni non sempre è facile essere adeguatamente informati. Per esempio uno beve una bibita credendo si tratti di una marca conforme dal punto di vista etico e sociale e poi scopre che questa marca è stata acquistata dalla coca-cola (da boicottare!). Oppure compera i pannolini perché accanto vi è il logo dell’Unicef e viene a sapere che questa marca usa la vivisezione per testare i suoi prodotti. Ma lo sforzo da parte di ognuno deve esserci, è un obbligo morale a mio avviso. Consumare richiede un minimo di informazione e responsabilità sociale.

Ma questo discorso non deve far scordare la responsabilità dei media in generale per quanto offrono. Per me ogni media dovrebbe assumersi la responsabilità di quello che afferma e/o mostra. Troppo facile è dire che uno è libero o meno di scegliere cosa guardare e leggere: ciò non scusa la circolazione di certi programmi o affermazioni in voga né l’esasperazione pubblicitaria.

La pubblicità non è solo un qualcosa che ha valore economico, ma ha un valore sociale, per cui i media devono promuovere questa consapevolezza (che sta facendo i primi passi, ma è lungi dall’essere sistematica). I messaggi stereotipati che una pubblicità può veicolare o l’invadenza con cui si propone, può avere influenze negative a livello culturale e sociale. Gli esempi sono tantissimi. Pensiamo solo ai mondiali 2008: se non fai più che attenzione ti ritrovi a comperare le mele con dentro un gadget dei mondiali, oppure se ti capita di voler comperare il gelato a tuo figlio devi andare a frugare in fondo al congelatore perché i primi gelati che ti vengono offerti sono a forma di pallone! Pochi però sanno che una campagna di enorme portata è stata promossa a partire da questo evento, vale a dire la campagna contro la tratta delle donne e la prostituzione!

Ci vuole maggiore responsabilità etica e sociale da parte di media e dei pubblicitari!
Ursula
inserito il: 2.5.2008 21:44
Ciao Mara

Ma allora che venga allo scoperto, bisogna stanarlo!
Così ci facilita un po' il compito a noi utenti e la cosa diventa più interessante perchè si può dibattere su qualcosa di concreto...e tu moderatrice con gli esercizi cerca di non caricarci di legna verde...!!!
mara
inserito il: 2.5.2008 20:55
Ciao Ursula,
piacere che sei ancora sintonizzata...

A dire la verità, qualcuno (o più ! ) che ti possa aiutare con degli stimoli validi c'è: è un utente della sponda destra della Valle che però non vuole "uscire allo scoperto". Ha già fatto metà dell' "esercizio"... Non può completarlo perché ora non può visionare tutti i quotidiani... :-)) Magari adesso è la volta buona che si manifesta!!! :-)) heheheeee

Alla peggio mi manda le maledizioni via mail e mi salta di nuovo il computer... :-((
Ursula
inserito il: 2.5.2008 20:29
Ciao Mara

sono sempre sintonizzata su BC, certamente! Solo che a volte manca il tempo o la pazienza necessaria per mettersi a riflettere.

Tra l'altro volevo giusto rilanciare questo argomento dell'informazione uno di 'sti giorni.
Tengo nota quindi dell'esercizio che ci hai dato visto che è di sicuro interesse... mi prendo però il tempo o più tardi o domani, perchè ora devo scappare.
Nel frattempo spero che qualcuno intervenga a dare qualche spunto in aiuto...
mara
inserito il: 2.5.2008 16:10
Ciao Ursula,
presa dai vari nuovi impegni, non so se sei ancora... sintonizzata su BC... :-)
Ma tanto ho avuto l'ennesima conferma ieri che la "Comunità di BC" è molto molto ampia e siamo molto letti, anche se quelli che scrivono sono i soliti sparuti "trii gatt"... (che però in realtà sono più di 100, il che non è male...).

Ti ricordi quando ti parlavo della "pubblicità invadente" sui quotidiani? La stampa odierna ce ne fornisce un classico esempio. L' "esercizio", per te e per la massa :-)) che ci legge, consiste nel confrontare la prima pagina dei tre quotidiani. La pubblicità è di una nota catena alimentare.

Quando hai finito l'esercizio, fammi sapere... ;-)))
erika
inserito il: 1.4.2008 17:18
Stampa della domenica a parte, in particolare sul modo di esprimersi, per il resto non ci si può lamentare un gran che.
Per certe trasmissioni TV (come "Falò" per fare un esempio), c'è stato un tempo in cui era evidente il tentativo continuo di "pilotaggio" delle risposte da parte dell'intervistatore, cosa confermatami di persona da un noto personaggio ticinese intervistato in più occasioni.
Comunque queste sono le eccezioni che confermano la regola, cioè che in complesso la stampa e i media ticinesi sono generalmente obiettivi e corretti nell'informare.
Buona giornata a tutti. Erika
Ursula
inserito il: 1.4.2008 5:27
Wow, ci ho messo un po’ prima di decidermi a continuare la discussione, ne avete messa di carne al fuoco voi due! E cara Mara accetto l’invito per una tazza di caffè reale, impossibile qui di botto affrontare tutti gli aspetti che hai fatto emergere (però possibile a pezzi, per brevi paragrafi, cosa che fatico a fare, le idee escono a fiumi tutte insieme!)…da brava professionista hai mostrato la complessità del mestiere!

Come bene affermi, credo anche io che è necessaria la pluralità perché permette di dare più versioni di una realtà, e serve a garantire maggiormente la veridicità dei fatti.

E l’oggettività non è affatto scontata, e credo che un buon giornalista o professionista del ramo (che ha a che fare con l’informazione dunque) lo si riconosce dalla sua continua ricerca della maggior obiettività possibile, anche commettendo errori in buona fede (…chi non ne fa?).
E a me, che sono ignorante dell’ambiente giornalistico ticinese, fa piacere sentir dire da una come te del mestiere, che in Ticino (e non è certo il caso ovunque) vige ancora un senso di collegialità e professionalità nell’ambiente, ciò che impedisce la censura o altre forme di cattiva informazione. E mi pare che anche parlando di un altro media, vale a dire la TV, sia in linea generale ancora rispettabile e di qualità in Ticino.

E poi troppo interessante la questione che hai affrontato, di un’informazione che abbia un ruolo educativo e formativo, costruttore di significato di valori e civiltà. E mi hai dato voglia di parlare della responsabilità e del ruolo dei media (che oltre alla stampa, comprende anche della radio, la TV, internet, e altri ancora) nella società . Ma meglio farlo domani…notte a tutti!
Che genere di informazione?
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