Blenio Café
PARC ADULA
maru
inserito il: 10.5.2015 9:13
Ciao Alfiero, ciao a tutti!

non è tanto il tempo che manca per discutere, ma è il materiale
concreto sul quale potersi chinare, studiare, analizzare che manca (la famosa Charta). Diventa quindi difficile per noi bleniesi potersi esprime con cognizione di causa.

Inoltre non esiste un gruppo di riferimento organizzato critico al Parco (se esiste, io non ne sono a conoscenza!), quindi sono sempre interventi isolati, che si perdono in mezzo ai prospetti patinati e pieni di bellissime fotografie distribuite dal team del Parco.

E' come una lotta impari...

Spero proprio che al momento della pubblicazione della Charta avremo tutto il tempo necessario per studiarla, per fare domande ed ottenere risposte concrete... e che tutti noi bleniesi (e i nostri amici grigionesi) prenderemo un po' del nostro tempo per analizzare a fondo quanto proposto....

Spero anche che quando poi esprimeremo pubblicamente la nostra opinione (organizzata in un gruppo, oppure da semplice cittadino) non verremo additati come disfattisti e i soliti vallerani chiusi su se stessi!

Queste sono le mie speranze....
alfiero
inserito il: 3.5.2015 22:38
Secondo me il tempo per i commenti che hanno come scopo di neutralizzare le opinioni dei “non d’accordo con noi” è ormai terminato se intendiamo definire ciò che da un parco vogliamo e confrontarlo con ciò che un parco effettivamente può dare al netto degli inconvenienti che porta.

Chiaro che non per tutti è la stessa cosa: per Berna realizzare un parco rappresenta un atto dovuto relativo alla sua immagine verde (interesse nazionale dei parchi) di fronte al mondo. Così dicasi per Zurigo, che cerca di equilibrare la sua immagine di città industriale, per forza di cose inquinante, utilizzando la montagna per generare la dimostrazione di una certa sensibilità ecologica, di fronte alla Svizzera intera. L’abbiamo constatato anche in occasione della votazione sulle abitazioni secondarie. Per Lugano potrebbe essere il giardino, indipendentemente dalla qualità dell’impatto con la realtà locale. Per la popolazione del parco, invece, un parco deve essere la possibilità di convivenza fra questo e la ragioni di essere di una regione di montagna abitata, (per la quale la scelta odierna è: gestione del territorio ancora più verde oppure più popolazione) che si accinge ad aprire le proprie porte ad un ripopolamento, perché questo è il vero problema, ci chiediamo se il Cantone Ticino intende veramente dare alle valli il suo consenso per una promozione demografica e capire la compatibilità o meno fra la logica di un parco e la logica di un utilizzo del territorio più conforme al ripopolamento e alla creazioni di spazi lavorativi nonché di infrastrutture che la popolazione aumentata richiede. Se penso al successo delle porte aperte al caseificio e azienda agricola ad Aquila ieri e oggi percepisco l’importanza delle cose che abbiamo e penso che ci si possa chiedere come mai si accetta di inserire nella zona nucleo il prealpe di Garzotto “solo” perché l’ordinanza prevede che una percentuale della superficie del nucleo debba essere sotto il limite superiore del bosco, limite, tra l’altro, non fissato, ma dinamico e dipendente da fattori diversi. Altro potremmo aggiungere che mentre la Mesolcina ha fatto del fondovalle, escluso dal parco, un fattore di produzione industriale sostenibile, per il fondovalle bleniese si delinea ben altra previsione di utilizzo. E sono solo esempi che devono spronarci a compiere un salto di qualità nel dibattito.

Dobbiamo dibattere i dettagli, i cambiamenti e le implicazioni pratiche che un si o un no al parco comportano. Dobbiamo evitare che un discorso ideologizzato e vago porti ad un accettazione non sufficientemente ragionata del parco poiché a far funzionare il parco non bastano i sussidi iniziali erogati, da ripartire su un territorio vasto e numerosi comuni, ma ci vuole una realtà locale dinamica. Non tutte le nostre energie possono essere investite nel parco, v’è tant’altro all’orizzonte in questo momento ad offrirci opportunità. Il parco, anche se detto di nuova generazione, si avvale soprattutto di criteri inibitivi che non sempre coincidono con il progresso sostenibile, perché solo l’assunzione di impegni da parte della popolazione locale motivata sarà garante del futuro auspicato per il parco.

Arriva a fagiolo, per far riflettere, il caso della torre di Wals, (sono curioso di capire l’atteggiamento dell’autorità del parco e dei vari movimenti verdi) che da una parte mi lascia molto perplesso ma dall’altra parte lo ritengo significativo di una cultura alpina, di gusti e di criteri estetici riguardanti il paesaggio, che cambiano e che il parco ancora non include nei suoi intendimenti che reputa benefici per il futuro, quindi inibisce a suo piacimento, ma che però non sono una singola opinione personale, tutt’altro, sono autorevolmente condivisi, se non erro, in un altra valle del Grigioni qualcosa di simile o comunque estraneo alla tradizionale architettura, era ritenuto proponibile da architetti prestigiosi, oppure il palazzo a forma di fungo delle FFS a Pollegio, di mole ed estetica, per il luogo, inabituale, ha superato gli autorevoli esami paesaggistici del caso, quindi qualcosa cambia. Arreca davvero danno all’ambiente la torre di Wals? Dato che il numero di persone presenti sul territorio svizzero, con o senza torre non cambia? Chi dorme 3 notti in un 5 stelle di Wals inquina davvero di più di chi dorme 3 notti in un 5 stelle di Zurigo? Questa pratica centralizzatrice è ecologicamente sostenibile? Oppure sarebbe meglio distribuire di più le persone sul territorio? Magari in edifici alti per risparmiare terreno?

Uno spunto per il dibattito potrebbe essere il seguente: l’ordinanza sui parchi prevede e promette sviluppo economico, ma nel nostro caso non può essere affidato ad una previsione di consistente aumento della frequenza di escursionisti sulle nostre montagne durante i soli mesi estivi, dovrebbe quindi essere dato da una movimentazione del fondovalle, il che sembra essere abbastanza lasciato al caso, visto che non vengono proposte iniziative realizzabili più facilmente in presenza del parco. Si era parlato addirittura della porta bleniese del parco da fare in alta montagna che rimarrebbe chiusa o semichiusa diversi mesi all’anno.

C’è quindi molto ancora, purtroppo, da discutere, (ancora non si sa chi deve condurre il dibattito) in un lasso di tempo insufficiente per fare le cose per bene.
marisa
inserito il: 3.5.2015 15:08
Difendere e cautelarsi da quel che succede con questo mega progetto idealistico, è un dovere; c'è un investimento milionario che pubblicizza il territorio come "Parc Adula", sembra cosa fatta. Manca solo un firma per il passaggio di proprietà... , si parla di un territorio che viene utilizzato a scopo agricolo, e da un turismo escursionistico, capanne ecc il tutto funzionale.
Quale scopo può portare noi vallerani, a credere che la manna cada dal cielo...
In tempi di pochezza per il popolo, il nostro territorio ci ha dato e ci darà modo di vivere dignitosamente, quale scopo si cela dietro a tutto questo sperpero di danaro, parlare di 6 o 10 milioni come fossero noccioline, qui traspare il potere del soldo.
I Parchi potranno anche dare profitti, ma già da sola la meteo e il nemico dello sviluppo, solo per portare una banalissima riflessione ...
Io mi son chiesta e non posso fare altrimenti quali interessi ci siano a monte di tutto questo; in quanto un piccolo dettaglio leggo su tio e pubblico questo "Visita del Onorevole Vitta ..."

E non è un caso che Vitta abbia fatto visita proprio alla Valle di Blenio in quanto, proprio qui, l’agricoltura, in netta controtendenza con il resto del Ticino, svolge ancora una funzione importante sia a livello di posti di lavoro (circa il 20% della popolazione attiva in Valle di Blenio è occupata nel settore agricolo) che di peso economico e di gestione del territorio.
Rasputin
inserito il: 30.4.2015 19:15
Complimenti alla Società Agricola Bleniese e Unione Contadini Ticinese.

Il contenuto dell’intervento inerente i predatori, espone chiaramente la situazione e le misure che si DEVONO PRENDERE.

Forza!! Fate campagna e preparatevi per la votazione del PA dell’anno prossimo con un chiaro NO.
Altrimenti NON SARETE PIÙ PADRONI DEL VOSTRO TERRITORIO !!
Sarete sottomessi a regolamenti assurdi ed in pochi anni sarete sommersi dai predatori (anche in senso lato).
Sempre che la votazione arrivi e, non ri ri venga ri ri spedita al mittente la proposta di Charta inoltrata alle istanze federali (rechauffeurs des chaises), come finora successo e solo parzialmente detto !!
Quello che succederà in futuro, se arriva il parco, altri ed in altre nazioni l’hanno già sperimentato, anche se qualcuno vuole asserire il contrario.
Anzi alcuni di questi, alfine di confondere le idee a chi eventualmente non le ha ancora del tutto chiare, e far credere lucciole per lanterne, fa confronti ed esempi con altri parchi (tipo parchi regionali) che con le direttive di parco nazionale non hanno niente a che fare.
Sono il classico esempio di burro uguale alla ferrovia !!
Non lasciatevi e non lasciamoci ingannare da proposte e promesse fasulle !!
Marisa
inserito il: 30.4.2015 18:28
Il mio pensiero prende sempre più forma, siamo interessanti non come cittadini di questa stupenda Valle, ma bensi in quanto abitanti di un territorio molto allettante e prestigioso per i suoi requisiti, risorse primarie, estensione territoriale ...
Avere il dominio e l'unica cosa che importi al così detto Parc Adula.
mara
inserito il: 27.4.2015 10:08
SENTITA ORA LA NOTIZIA ALLA RADIO!!!

CAZZ... MA QUESTO E' UN RICATTO BELLO E BUONO !!!!!!!!!!!!

:-((((

STOFFELl vieni subito in Campra, aumentiamo di qualche milioncino il progetto così il prossimo inverno apre già e finalmente le porte il Nuovo centro nordico!!! E chissefrega della variante di PR...

Che pena, che ridicolo, che personaggi, CHE ARROGANZA!!!

E' proprio vero che dove ci sono i soldi ci si può bellamente infischiare delle norme e delle leggi e le formiche e i calpestii non rientrano più nei dizionari in vigore... vedi villa a Davesco. Di cui tra l'altro più nessuno parla. Infangata. Che schifo!!!
Scusate lo sfogo. Ora non leggo più la cronaca... vomitevole...
mara
inserito il: 27.4.2015 9:40

www.gdp.ch/svizzera/stoffel-se-vals-non-accetta-la...

Sono un po'... assai confusa...

Vals se non erro fa parte dei 20 Comuni del progetto Parc Adula, Regione Surselva, con 11,7 km2 circa in zona nucleo e il resto in ZP.

Cosa pensa il Parc Adula di questo progetto?

Come mai noi in Valle di Blenio dobbiamo contare formiche e rane qui e là e non disturbarle, valutare il calpestio dei fondisti a Campra per fare il progetto nuovo e qui si formula un ricatto bello e buono, progetto da 300 milioni (!!!) ??? E di Parco non si parla? E' compatibile con l'immagine di natura, la torre eventualmente prevista?

100 teste, 100 idee... ma ci vorrebbe anche un po' di coerenza altrimenti è davvero un mega casotto...:-(

Per fortuna il Comune (i suoi abitanti) sembrano manifestare ancora un po' di buon senso...
alfiero
inserito il: 20.4.2015 17:52
l' 84% circa dei votanti ha votato per corrispondenza e solo il 16% si é recato all'ufficio elettorale a mettere la scheda nell'urna, il che conferma che la gente ama usare il mezzo tecnico (la posta ma se fosse possibile credo anche l'internet) per interagire con i terzi (istituzionali o meno che siano)

Penso alle serate informative sul parco, benvengano, ma non illudiamoci di informare le migliaia di aventi diritto di voto parlando con le poche decine di frequentatori delle serate informative.
alfiero
inserito il: 16.4.2015 16:08
Cari tutti,

a parte che le sole prassi disponibili sono quelle della costituzione del parco engadinese di 100 anni fa e quella + recente del parco valle Maggia che ha portato al rifiuto della creazione del parco in zona montana utilizzabile altrimenti, sottolineare il compito dei comuni é un passo nella giusta direzione, non fosse che per cerziorarsi su come mai gli organi comunali votano a favore del parco all'unanimità o quasi mentre nel sondaggio meno di un terzo dei partecipanti era favorevole al parco. Anche la maggior parte dei candidati agli organi cantonali che hanno detto di essere favorevoli hanno dato importanza alla compatibilità delle restrizioni con la continuità delle cose che sono nostre. Tante sono le cose che nella stretta formalità di un esposizione al pubblico sono irrisolvibili.
Team Parc Adula
inserito il: 16.4.2015 10:44
Gentili Alfiero e Desy, secondo prassi sono i municipi a raccogliere le domande, le osservazioni e le opinioni dei cittadini, filtrando quanto ricevuto e inviandolo poi, nel nostro caso, al Parc Adula. A livello di team un lavoro del genere sarebbe di impossibile gestione, considerando il numero di cittadini sulle 5 Regioni in rapporto al numero di membri del team Parc Adula. Aggiungiamo inoltre che il periodo di consultazione abituale è di 30 e non di 60 giorni: abbiamo prolungato lo stesso proprio per consentire ai cittadini un lasso di tempo maggiore per poter intervenire sul dossier Charta.
Per rispondere poi alla domanda di Desy, ti invitiamo a visitare sia la sezione www.parcadula.ch/it/Charta-Parc-Adula/domande-e-ri... sulla nostra pagina web che la pagina Facebook Parc Adula, dove da diversi mesi ormai rispondiamo a tutta una serie di domande sorte nel corso degli anni.

Un caro saluto

Team Parc Adula
PARC ADULA
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