Blenio Café
PARC ADULA
Gaetan
inserito il: 8.5.2014 10:25
ParcAdula: non tratterebbe di avere qualcosa in cambio ma piuttosto dei essere padroni del nostro territorio e di mantenerlo come generazioni e generazioni compresa la nostra l'ha mantenuto. A volte sembrerebbe che il territorio è in grave pericolo...
Team Parc Adula
inserito il: 8.5.2014 14:26
Caro Alfiero, in merito alla tua domanda, come spiegato in precedenza: "Sarà quindi il concetto di pascolo del prealpe Garzott (che dovrà essere discusso e approvato da gestore, proprietari, ente Parco, Sezione forestale e Sezione dell'agricoltura) a definire come dovrebbe avvenire il pascolo".

Per quanto riguarda la tua seconda domanda, la risposta è chiaramente no.

Gaetan, purtroppo ci mancano le risorse umane per seguire quotidianamente questo forum; come disse qualcuno, "la pazienza è la virtù dei forti".

Team Parc Adula
marcello
inserito il: 8.5.2014 17:49
… ci risiamo con i “concetti di pascolo” come se la zona in questione fosse stata danneggiata da chi da oltre un millennio pascola il bestiame, come se la zona fosse minacciata da chissà quale pericolo… siamo purtroppo ai soliti pretesti intesi a foraggiare i troppi studiosi, a loro volta imbottiti da troppe teorie… per finire si son pappati 8.5MIO ….. il valore aggiunto può aspettare…
Franco
inserito il: 8.5.2014 18:52
"il concetto di pascolo del prealpe Garzott": come siamo diventati accademici.

Saluti,

Franco
Marco
inserito il: 8.5.2014 23:27
ci risiamo con Marcello che blatera la solita solfa come fa da 8 anni a questa parte, ma tant'è...
Team Parc Adula
inserito il: 9.5.2014 11:54
Gentili utenti, ecco un interessante progetto promosso dal Comune di Blenio, dal Cantone in collaborazione con il progetto Parc Adula.

www.tio.ch/News/Ticino/790014/Interventi-contro-le...
marcello
inserito il: 10.5.2014 18:19
Caro Marco, una cosa mi tranquillizza, non saranno di certo i tuoi costruttivi interventi a far cambiare idea ai parco scettici!
Marisa
inserito il: 10.5.2014 18:21
I pascoli le alpi le sorgenti e quant 'alltro offre la natura ,non c'è niente di accademico in questo ,
Semplicemente un desiderio di difendere il frutto del umile lavoro ,
Di chi ci ha preceduto ,bisogna essere realisti e captare il pericolo ,
Di un eventuale Parco questo avverà a scapito di molte nostre risorse ,i divieti e confini sono l' unica cosa che ci viene da tutto questo .
La filosofia di chi conduce il progettoPabrc.. Sta nel imbonirsi una parte importante di persone ,le quali probabilmente non danno il valore di quanto sia elevato il rischio ,nel lasciare che questo vasto territorio. Venga per così dire privatizzato.
Da gente che vuole solamente avere il potere su tutto quanto .

Eventuali progetti come ben si sa erano in proposta ,ed erano al passo con uno sviluppo ,
Inglobato nel territorio e non a scapito di un sistema di vita rurale .

(Interessante vero il fatto di combattere le neofiti ) ma da quel che ho potuto documentari nella zona che interessa il parco non incombe tale pericolo visto che la zona "parco" situata in alta montagna
Marisa
inserito il: 11.5.2014 7:43
In Svizzera, le zone situate a bassa altitudine e la cui copertura forestale è estesa, presentano in media meno specie neofite rispetto alle aree più povere di copertura forestale (figura 3). La ragione di questa differenza? La maggior parte delle piante neofite si trova al di fuori dell’area forestale. Infatti, ad esempio, nella zona residenziale di Zurigo la percentuale delle specie neofite raggiunge circa il 50% (Landolt 2001), mentre essa raggiunge solo l'8% nelle foreste immediatamente circostanti.
La figura 2 mostra la distribuzione e la varietà delle neofite in funzione della quota, elaborata in base ai dati attuali del sistema di monitoraggio della biodiversità in Svizzera (MBD). Il grafico mostra che le neofite sono specialmente presenti nelle zone situate a bassa altitudine. Le loro specie sono numerose specialmente in Ticino. Le foreste di pianura delle zone calde, in particolare nel Ticino, sono quindi molto più frequentemente esposte all’invasione di piante neofite rispetto alle regioni di montagna.
Fiordaliso
inserito il: 11.5.2014 12:23
"Il Parc Adula si fa promotore di un progetto per contrastare le neofite invasive, ovvero quelle specie di piante estranee al nostro territorio che stanno progressivamente invadendo il sottobosco".

Questo è in riassunto il messaggio del post riportato qui sotto dal Team Parc Adula.

Il problema delle neofite invasive è un problema reale anche per la Valle di Blenio (e se Parc Adula se ne interessa benvenga). Con il cambiamento climatico queste specie si sono man mano insediate in quasi tutto il territorio cantonale e progressivamente, anno dopo anno, si possono rilevare ad un'altitudine superiore. Da quanto riportato su tio.ch alcuni focolai di Reynoutria japonica e Solidago gigantea sono già stati rilevati nei sottoboschi della Valle di Blenio e quindi un azione di contrasto si rende necessaria per preservare il nostro sottobosco prima che sia troppo tardi e soprattutto troppo costoso.

Sottovalutare il problema è semplicemente un errore che pagheremo a caro prezzo più in la nel tempo - sempre che preservare il nostro sottobosco sia un obbiettivo comune a tutti.

Non voglio indagare qui le ragioni di tale miopia, ma se l'intenzione è sminuire l'operato di Parc Adula mi sembra di poter affermare che questo è il tema sbagliato. Nell'interesse collettivo le neofite invasive devono essere contrastate adesso e non dopo che hanno invaso il territorio.

Se l'intenzione è attacare il progetto Parc Adula meglio sarebbe concentrarsi su quei temi che ancora devono essere chiariti, ma se Parc Adula ne fa una giusta (in questo caso contrastare le neofite) se proprio non si vuol darle plauso si potrebbe almeno non sminuire quello che invece rappresenta un problema reale.

Personalmente accolgo con favore l'iniziativa di contrastare i focolai di neofite invasive sul nascere, chicchesiano i promotori ... il fatto che tra questi vi sia il Parc Adula mi può solo rallegrare.
PARC ADULA
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