Blenio Café
PARC ADULA
Marisa
inserito il: 13.7.2014 17:41
Parlare e riparlare del PA ,
Vien da dire cosa c'è che non va in questa nostra Valle ,
Un marchio inutile per quel che mi riguarda,
Lo sviluppo di questa nostra regione non può affidarsi ad una
Ideologia milionaria in quanto sono solo propositi e teorie ,
Alle quale non ci si può attenere ,rischio la perdita di potere gestionale
delle nostre risorse naturali e territoriali ,il che non mi sembra poca cosa ,
di esempi c'è ne sono in tutti i campi .
Siamo stati fino ai nostri giorni capaci di prendere le giuste
decisioni ,e la valle offre già molto al turista a livello di sentieri /capanne /
e durante la stagione invernale / neve permettendo la stagione funziona.
Ritengo che ci si può sempre migliorare ,ma non al punto di affidare il tutto
ad un gruppo di persone sicuramente studiosi che rispetto ,ma delle quali non condivido le teorie ,non vedo un progresso ,ma un potere assoluto sul territorio e non a beneficio della Valle .
Fiordaliso
inserito il: 5.7.2014 14:03
Grazie a Rasputin per aver provveduto (gratuitamente) alla traduzione dell'articolo della NZZ.

Permettemi però di dissentire dalla interpretazione di Rasputin riguardo l'articolo: in esso non si dice (o conferma) che un Parco nazionale nelle nostre regioni non portebbe un beneficio economico - si dice l'esatto opposto.

Se Entlebuch riesce a svilupparsi turisticamente e beneficiare dal Parco (e l'Entlebuch non è di sicuro una regione turistica al pari dell'Engadina) lo possono fare anche le nostre regioni.

Non dimentichiamo che di cose ne abbiamo anche noi (e alcune di queste tutti ci invidiano): la Greina, la zona del Passo del Lucomagno, del Passo del San Bernardino, ... le più belle capanne, le gite mozzafiato, bellissimi paesi ricchi di storia e cultura ... 7 stazioni invernali (Nara, CampoBlenio, Campra, Disentis, SanBernardino, Splügen e Vals) ... abbiamo anche gli alberghi (il problema è che son chiusi e non trovano investimenti), ... B&B e agriturismo in crescita,... i rustici, ... la ristorazione (e si può mangiar meglio qui che in Entlebuch), l'agro-alimentare (formaggi e salumi strepitosi) ... per non parlare del clima decisamente meno umido che nell'Entlebuch ... la lista potrebbe andare avanti a lungo.

Personalmente non ho dubbi che i vantaggi di un Parco nazionale ci sono e sono importanti, caso mai la questione è appurare i vincoli ad esso legati (e qui bisogna attendere la Carta), ... ma che i vantaggi ci sono è evidente come la luce che splende il mattino - e la luce solo i ciechi non la vedono.
Rasputin
inserito il: 4.7.2014 18:53
Bene.
Visto che non ci pensa TEAM PA(pagati) Rasputin ci pensa (gratis).
Nell’articolo risalta comunque; il valore del turismo dipende:
- età il parco dell’Engadina esiste da 100 anni
- attrazzioni turistiche; al momento semi inesistenti. Quindi tutto da creare, e chi investe? Aiuti, sussidi, ecc
perciò:
- Nel caso di parchi emergenti è importante che le offerte turistiche sono già disponibili. Poiché parchi di solito hanno solo un modesto budget di marketing, hanno difficoltà a prendere un residuo turistico.
Quindi:
- ???
In sostanza l’articolo da ragione agli scettici: un parco di sole limitazioni e senza progetti ed investimenti validi è un coperchio senza la pentola. Ed in più sono gli accademici a dirlo!!
Carissimi non scettici e carissimi del Team PA; con gli esempi dei parchi citati e PA si sta mischiando il burro con la ferrovia!!
Parco Nazionale Engadina ha 100 anni e vicino ha importanti centri turistici.
Altri parchi citati; sono parchi regionali. Parc Ela gira tanta gente (vi poteri dire tutti i dettagli!), anche questo vicino ai centri turistici più importanti d’Europa. Entlebuch ed altri; la situazione e le premesse non son tanto diverse dai precedenti.
PA non ha minimamente queste premesse, e non c’è finora la minima traccia di un progetto e nemmeno l’ombra sulle possibilità di eventualmente sovvenzionare la creazione di un minimo di infrastrutture.
Ecco l’articolo (con i dovuti errori)
La creazione di parchi naturali può rafforzare l'economia locale. Così, il più valore supera il parco nazionale di sostegno pubblico molte volte.

hof. Parchi naturali non sono solo la flora e la fauna locali e il paesaggio potranno beneficiare, ma anche rafforzare l'economia regionale. Così, il valore del Parco Nazionale Svizzero in Engadina è 19,7 milioni di franchi all'anno. Il Parco Naturale della Biosfera Val Müstair generato ogni anno 3,8 milioni di franchi, e la biosfera UNESCO di Entlebuch 5,2 milioni di franchi. Si tratta di un foglio delle Accademie delle Scienze Svizzera avanti per il valore del turismo nei parchi svizzeri.

La creazione di parchi può quindi essere considerato come un mezzo contro l'impatto negativo del cambiamento strutturale in regioni remote. Misure intese a promuovere il turismo potrebbe anche "essere attuate senza grandi resistenza sociale o politica e di risorse tecniche e finanziarie relativamente bassi", scrivono gli accademie, che vogliono dare i parchi una guida per la raccolta di valore aggiunto alla mano.

Il valore del turismo dipende secondo le accademie delle dimensioni e la posizione del parco, l'età, la fama, le attrazioni turistiche, le infrastrutture esistenti e il livello dei prezzi dalla regione. Nel caso di parchi emergenti è importante che le offerte turistiche sono già disponibili. Poiché parchi di solito hanno solo un modesto budget di marketing, hanno difficoltà a prendere un residuo turistico.

Il valore può anche essere convertita in lavoro equivalente. Così il turismo estivo crea intorno al Parco Nazionale Svizzero, circa 240 posizioni, la Biosfera Val Müstair 56 e nella biosfera di Entlebuch 63 punti. Parchi ricevono anche i sussidi. Scende al di sotto di questo valore, i parchi portano a rafforzare l'economia regionale. Nel caso dei tre Parchi menzionati è il valore del turismo è 2-6 volte il sostegno pubblico, che è di 600 000 e 700 000 franchi presso il Parco nazionale di 3,2 milioni di franchi e la Biosfera Val Müstair e Entlebuch.
Fiordaliso
inserito il: 4.7.2014 16:57
translate.google.com/
Rasputin
inserito il: 4.7.2014 16:18
Caro Richi
Si deve un po smentirti. Guarda che in valle che sanno il tedesco ed in grado di leggerlo, non sono così in tanti.

Lo si impara a scuola. Dipende da che scuola.
Solo da dopo che ci sono le medie si impara qualcosa, che se poi non si continua o non si perfeziona, saluti!
E la scuola media non è così vecchia.
Al tempo delle scuole maggiori si imparava a malapena qualcosa di francese e qualche volta con dei maestri che lo sapevano /parlavano come la “vaca spagnöla”. Anche qui; se poi non si perfezionava, dopo qualche anno, si arrivava a malapena ad ordinare un caffè quando ci si trovava in Svizzera francese.

Per tanti bleniesi che hanno fatto un apprendistato artigianale, nelle scuole per apprendisti, di tedesco nemmeno l’ombra. Non era materia trattata.

E chi non ha avuto la possibilità di andare poi in qualche scuola superiore, oppure la necessità di andare oltre Gottardo per lavoro, addio.

Quindi una buona parte di bleniesi, (almeno da una certa età in su) il tedesco non lo sa o non è in grado di leggere un articolo di giornale.
Come ben si dice ciò non vuol dire che pur non essendo eruditi, non si è all’altezza di fare certi ragionamenti e di pensare e/o decidere. Anzi tutt’altro.

Si potrebbe anche dire che tanti che hanno studiato e magari troppo teorie, hanno perso il senso pratico delle cose.

Una volta c’era un detto: meglio l’asino vivo che il dottore morto.
Ne aggiungo un altro: chi poco studia porta la brenta, chi troppo studia matto diventa. Riflessione; chi sta meglio dei due?

In conclusione; se il Team PA ritiene che l’articolo sia interessante lo può tradurre e farcelo leggere su BC.
mara
inserito il: 4.7.2014 11:52
;-) volevo dire esattamente quello che ho detto. So che non si capisce. Ma qualcuno magari capirà...

Personalmente, sono sempre stata e sarò sempre per la libertà d'opinione. E il confronto delle idee. Che ascolto... magari mi incavolo. Ma lascio esporre, parlare. Si discute. E magari si hanno elementi nuovi per andare avanti. Non insorgo e non mi scandalizzo. La censura fa parte di un altro mondo. Non il mio. E mi fermo qui.

Grazie Fiordaliso per i consigli.
Fiordaliso
inserito il: 4.7.2014 11:18
L’articolo del NZZ citato sotto è certamente degno di essere letto. Da chiaramente il senso che anche in Svizzera i parchi si possono tradurre in sviluppo economico (e qualità della vita) in regioni turisticamente avanzate come l’Engadina e in quelle dove l’infrastruttura turistica è meno sviluppata, come l’Entlebuch.

Il semplice dato che il ritorno dal turismo è da 2 a 6 volte maggiore dell’investimento è sicuramente incoraggiante. Nel nostro caso è anche utile ricordare che l’investimento è prevalentemente a carico di Cantoni e Confederazione e quindi si realizzerebbe un'iniezione di investimenti nella regione di tutto rispetto.

Trovo splendida l’iniziativa di Mara di andare a toccare con mano cosa significa la creazione di un parco in Val Müstair. Sarebbe molto utile (sicuramente altrettanto interessante in ragione del fatto che in Engadina il parco è solo una Riserva naturale senza apporto reale per l’agricoltura alpina) fare una fermata anche al Parc Ela e al Naturpark Beverin. Credo che questi parchi di recentissima creazione siano più simili al Parc Adula sui temi dello sviluppo regionale.

E chiaramente benvengano le opinioni di tutti: contrari, scettici … e già che ci siamo perchè non includere anche loro? … i favorevoli.

Sulla questione della "classe dirigente" invece mi perdo completamente. Che alle nostre latitudine (una democrazia educata, sviluppata e funzionante) si possa fare il parallelo tra educazione e "classe dirigente" verso il popolo non erudito è un discorso che non riesco a seguire. La "classe dirigente" in Valle di Blenio mi sembra tutt'altra cosa che un'associazione di accademici.

Forse Mara volevi dire un'altra cosa ... ma da qui non si capisce.
mara
inserito il: 3.7.2014 23:54
Direi che l'articolo della NZZ segnalato dall'Associazione Parc Adula è interessante e merita di essere approfondito.
In agosto intendo visitare la Biosfera in Val Müstair, parlare con la gente che ci lavora e con la gente della valle.

Trovo importante infatti - e ne sono fermamente convinta - trovo importante sentire più pareri attorno ad un grande progetto. Pareri favorevoli, pareri contrari e pareri scettici. Malgrado quel che ne pensano, a questo proposito, alcune persone... io sono e resto convinta che solo in questo modo uno si può fare una sua idea con cognizione di causa.
Non perché una persona non ha studiato e/o non la pensa come la "classe dirigente", deve per questo pensare forzatamente in modo "populista" ed esser denigrata o osteggiata o peggio ancora tacciata di "disfattista".
Nutro un profondo rispetto per le persone e per il loro vissuto e mi accorgo spesso che le più sagge non sono sempre per forza di cose le più erudite. Anzi.

Voler nascondere o impedire "l'esternazione" delle opinioni degli altri solo perché non collimano o non sono come le nostre (o come quelle della "classe dirigente"), non è un agire corretto e rispettoso del nostro vivere in modo civile e democratico.
Richi
inserito il: 3.7.2014 16:23
Credo che meriti comunque una lettura.
Rasputin, molti in valle sanno il tedesco, lo si studia a scuola.

Ritengo sia comunque importante informarsi, leggere e accogliere anche i dubbi espressi di recente. Sono utili per portare elementi alla discussione e cercare le risposte che manifestamente mancano ancora.
Rasputin
inserito il: 3.7.2014 13:13
articolo NZZ

potrebbe essere interessante se non fosse in tedesco.
la maggior parte dei lettori di queste pagine non conoscono la lingua.
PARC ADULA
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