Blenio Café
PARC ADULA
Fiordaliso
inserito il: 28.9.2013 21:22
Apprezzo - anche se condivido nel merito - le parole di Marcello. Ci spiega il reale motivo delle sua opposizione al progetto Parc Adula. Ce lo spiega articolando concetti che non si riconducono a delle banali proteste a riguardo di questa o quella piccola targa mono- bi- o tri-lingue che sia. Apprezzo il suo intervento perchè finalmente cerca di rispondere alla domanda fondamentale che il progetto Parc Adula pone a tutti gli abitanti delle 5 regioni interessate:
Parc Adula può rappresentare un'opportunità di sviluppo socio-economico sostenibile basato sulla valorizzazione di un bene incontestabile - il patrimonio naturale e paesaggistico?"
La risposta di Marcello è evidentemente "no". Lui non crede che Parc Adula possa rappresentare un'opportunità utile per la collettività. Secondo quanto ci spiega il quadro legislativo non permette alla popolazione locale di determinare e gestire questo progetto. Sempre secondo quanto ci spiega il proposto parco sarà il veicolo per l'instaurazione di un nuovo "potere" trasversale al quale partecipano tutti (da ignoti funzionari federali a lontane agenzie dell'Unione Europea) ... tutti ... tranne la popolazione locale.
Personalmente non posso che dissentire per questa interpretazione, non per piglio di bastian contrario, ma perchè l'evidenza delle cose ci racconta una cosa molto diversa (non fosse per altro che di funzionari EU in giro per le nostre valli non ne ho visto nessuno).
L'Associazione Parc Adula non è composta da funzionari federali o comunitari (intesi come EU), ma dai sindaci e dai rappresentanti dei 20 comuni e altre organizzazioni regionali.
I gruppi di lavoro con i quali il Parc Adula sta allestendo la Charta sono composti dai rappresentanti delle associazioni alpinistiche che operano sul territorio, dai cacciatori che cacciano sul territorio, dagli agricoltori che lavorano nel territorio, etc ... non dai funzionari di Berna o di Brussels.
La Charta (il documento che regolerà il parco) non è scritta da ignoti ma da persone con un nome e un cognome e soprattutto da persone con una competenza e/o pertinenza con il territorio - non dalle OMG internazionali di stampo ambientalista.
Ed infine ... Il voto per decidere se vi sarà o non vi sarà un parco nazionale non avverrà nel canton Zurigo o nel principato del Lussemburgo, ma nei 20 - e solo nei 20 - comuni che costituiscono il proposto parco.
Posso quindi solo notare che l'opposizione di Marcello al progetto è basata su un argomento tanto improbababile quanto fattualmente inconsistente: non esiste, e neppure ve ne è evidenza, un disegno eversersivo per instaurare un nuovo "potere". La legge federale per l'ambiente esiste in quanto è una legge svizzera, votata dal parlamento svizzero, ed è in vigore già dal 2007. L'ordinanza (incluso l'articolo citato, e il diritto a deroga) è un documento di due paginette che informa in forma generica la costituzione dei parchi svizzeri, non è il documento che definirà le regole di Parc Adula. La Charta (la base legale del proposto parco) dovrà passare per il voto popolare per diventare effettiva. Se una cittadina o un cittadino - una volta letta la Charta - dissentirà con quanto scritto dovrà solo votare "no" ... se quello che leggeràq troverà il suo consenso voterà "si" ... non c'è nessun quarto, quinto o sesto "potere".
Se vi sarà un parco nazionale sarà perche la popolazione dei 20 comuni vorranno un parco nazionale PUNTO
Caro Marcello, la tua motivazione è per certo qualitativamente migliore di quanto sentito o letto sinora su questo blog, ma non fa un graffio alla mia convinzione che Parc Adula può rappresentare un'opportunità per tutte le regioni interessate.
Sento frequentemente dire che Parc Adula non ha ancora motivato completamente le ragioni per un si (personalmente trovo che le risposte cominciano a sommarsi), ma devo dire che ad oggi non ho sentito una sola ragione valida che mi fa pensare che alla domanda "fondamentale" esposta sopra si debba rispondere "no".
marcello
inserito il: 28.9.2013 17:39
Alcune osservazioni scritte sul blog mi stimolano a rendere pubbliche un paio di riflessioni, del resto penso già in parte rese note.
Non credo occorra ripetere che queste discussioni abbiano lo scopo di migliorare o perlomeno mantenere lo stato delle cose, nell’interesse collettivo, mi sembra ovvio e scontato.
Tornando sul tema PA, se ne parla oramai da troppo tempo, alcuni si ricorderanno, eravamo nel 2000 quando fece capolino l’idea, e in qualità di Sindaco di Olivone fui subito d’accordo d’intavolare il discorso, presupponendo una condizione fondamentale: i paletti li metteremo noi! Ossia i Comuni! Intesi come terzo elemento costituzionale del nostro Stato di Diritto.
Le cose si sono evolute in maniera molto diversa, mi riferisco al varo della legge sulla protezione della natura, in particolare la relativa Ordinanza sui parchi ha sconvolto le premesse. Il tutto voluto e dettato dell’UE, affermazione che gli attuali dirigenti del progetto non vogliono sentire nel modo più assoluto, negandone l’evidenza.
Riguardo all’attuale struttura manageriale, e in particolare su quella futura, intravvedo una sorta di quarto potere trasversale, composto di gente con scarsissimi legami con il territorio, imbottiti con ideali e teorie raccolte negli atenei di mezza europa, spesso troppo lontani dalle realtà locali, forze in grado di interporsi fra i nostri capisaldi democratici, che han fatto del nostro Paese una forza vincente.
Il modo di procedere, Flyers, Magazine, Pubblicità, Promozioni, Fiere, Giochi, Progetti… (dei quali dirò in seguito): prima di tutto ciò, ritengo sarebbe stato molto più corretto intavolare da subito un discorso serio e dettagliato con le Autorità federali e le associazioni ambientaliste, sui nuovi criteri di gestione del territorio, insomma sapere quello che potremo ancora fare e non fare dalle nostri parti, evitando di lasciare in sospeso per anni una questione fondamentale.
I responsabili del progetto si sono semplicemente basati su di una grossolana risposta ad una affrettata domanda, per rispondere in modo poco convincente alle diverse questioni aperte, ingenuità? Eccessivo ottimismo? Mancanza di esperienza? Su questo tema mi limito ad una sola osservazione: i responsabili del progetto affermano senza "se" né "ma": nella Zona Periferica NON CAMBIERÀ NULLA!
Allora si pongono due domande: per quale ragione l’Ordinanza federale ha redatto l’Art. 18? Per quale ragione i cittadini di Zernez all’inizio degl’anni 2000 hanno respinto in votazione popolare l’estensione del Parco Nazionale tramite un aggiunta di una zona periferica? In fin dei conti un tale articolo, se applicato, potrebbe rimediare a certe situazioni poco decorose presenti in valle.
La gente locale sta subendo un periodo di incertezza che non merita, era ed è un loro sacrosanto diritto sapere. Sarebbe stato tutto più facile - senza dover aspettare per anni, ne mancano ancora 2 - per leggere e speriamo capire, questo tanto atteso regolamento.
In merito ai 15 progetti, non entro nei contenuti, uno in particolare è già stato preso sufficientemente a sassate, nuovamente ci si pone la domanda, un quarto potere? Strategia d’imbonimento? Biscottini a destra e a manca? Tutti questi progetti avrebbero potuto far capo alle attuali istituzioni del nostro sistema. Il discorso vale anche per gli aiuti finanziari, in fondo sono soldi pubblici anche quelli del PA.
È oramai risaputo, e fa parte della logica delle cose anche in un Paese democratico, un nuovo potere non si afferma per caso, ma per delle ragioni ben precise, lascio a chi legge la risposta...
Fiordaliso
inserito il: 26.9.2013 22:47
Caro Scriba Montano,

si probabilmente siamo su due piani diversi ... anche se sotto-sotto non credo che questi piani siano così lontani: non mi è mai mancata la convinzione che tu (marcello e gli altri su questo blog) agiamo nell'interesse collettivo.

Le differenze stanno nell'interpretazione e nell'approccio delle cose (e correggimi pure dove sbaglio):

- tu pensi che Parc Adula non è un opportunità per la regione; io invece penso che lo sia (e non ne vedo tante altre)

- tu pensi che il "vento" del Parc Adula non è "foriero di buone novelle"; io invece vedo che i progetti ci sono, i finanziamenti anche, e le persone per fare le cose pure

Infatti credo che la parola che più mi convince del progetto Parc Adula è proprio questa: "FARE". Si possono muovere tante critiche al progetto (non mi piace tutto quello che fanno, e neppure mi stanno troppo simpatici alcuni di coloro che fanno) ... però una cosa gli devo dare credito: hanno avuto l'idea, han trovato i soldi (non le solite farlocchie) ... e STANNO FACENDO.
lo scriba montano
inserito il: 26.9.2013 21:11
Caro, oppure cara Fiordaliso.

Vedo che siamo su due piani di pensiero diametralmente opposti.
Ma va bene così!

Ognuno ha il suo modo di recepire, di vedere, di pensare e di esprimersi come meglio è abituato ed istruito e come meglio gli aggrada, fintanto che non lede il diritto altrui e resta nel paletti del rispetto dell’individuo.
E così deve essere!

Diritto sancito nella costituzione federale più di un secolo e mezzo fa.

Ciò non toglie che i segnali sinora recepiti sono quelli che sono e, che possono portare a ragionare in un determinato modo piuttosto che in un altro.
A meno che non arrivino segnali di rotta completamente diversa e possa essere un vento migliore e foriero di buone novelle.
Vento atto a "smussare" gli spigoli e dar adito a poter iniziare a pensare diversamente.
E la novella deve essere più o meno buona per tutti indistintamente.
Vento o, anche solo leggera brezza, di cui finora non ho avuto alcun sentore.
E si che alle correnti sono sempre esposto, e di venti, brezze ed anche uragani ne ho recepiti e ricevuti da ogni angolatura.
Ciò per dire che in fatto di correnti ho oramai acquisito una certa esperienza e di riflesso imparato come ripararmi ed capito come espormi alle brezze solo quando sono piacevoli (sia per il corpo che per la mente).

Con simpatia
(anche a tutti i pro e contro il parco!!)
Fiordaliso
inserito il: 26.9.2013 17:24
eh no! ... io a questo gioco non ci sto e non mi ci faccio trascinare. Ho già scritto anche io (su questo blog) che la targa bilingue (romancio-tedesco) è una "scortesia" poco simpatica, ma il mio punto sulle "sassate" è tutt'altra cosa:

si riconduce a quella particolare abitudine "auto-distruttiva" di tirar sassate a tutto quello che si muove.

Quello che noto è che vi è un ente che crea e promuove un itinerario turistico. Uno può dire: "si può fare meglio, bisogna creare più punti lungo il tragitto, fare delle proposte ...". A quanto viene detto pubblicamente si tratta di un progetto di via storica al suo inizio.

Quello che per me conta è che vi è un idea (che potrebbe avere ripercussioni positive per la collettività) e qualcuno ci investe soldi (soldi veri non le solite frottole) e risorse umane nella speranza di creare futuro migliore.

E invece che succede? Succede che ci si concentra su una minuscola targa di poco più di 20x20cm che il Comune di Medel ha legittimamente posato sul suo territorio (non in quello di Blenio) nelle sue lingue per segnare la propria partecipazione al progetto.

Si, continuiamo a lanciar sassate a tutto quello che si muove ... facciamo tabula rasa ... a quelli di Medel (oltre alla targa) resterà probabilmente qualche beneficio ... di qua del Lucomagno rimarranno solo i sassi.
lo scriba montano
inserito il: 26.9.2013 16:07
Bene benissimo, anzi no.. Grave gravissimo.

Anche fosse solo competenza e responsabilità del comune di Medel, il modo di fare non è tanto corretto.
E poi ci mandano giù gli asilanti con il biglietto gratis a rubare scarpe e biciclette (ma questa è tutt'altra storia - vedi interessi...culinari… di chi in alto sta e socio).

Comunque ciò non fa cambiare opinione e nemmeno la sostanza.
Come ri ri detto e ri ri trito, si spera che al momento opportuno venga messo sul piatto della bilancia almeno qualche punto a favore dell’economia locale (in generale) alfine di poter decidere quale santo vale quale candela (finora solo santi e nessuna candela vale la pena di essere utilizzata)

Poi potremmo aprire la scatola dei perché:
- perché alcuni membri di commissioni e/o gruppi di lavoro sono usciti dal grembo? (ho detto bene grembo e non gremio - non è un errore di ortografia)
- perché da tutti i progetti iniziali è rimasto solo PA e parco locarnese completamente monco? (la Svizzera inizia a Chiasso e finisce su verso Basilea e di traverso a circa Ginevra per finire a Samnaun)
- perché vista l’estensione della Svizzera, siamo ritenuti i più bravi, i più accorti ed i meglio degni di essere presi in considerazione per un si importante progetto?
- perché Mamma Elvezia è così largheggiante a finanziarci e sostenerci (foraggiare) nel progetto e poi ci nega il sussidio per rappezzare qualche metro di strada dei monti (strade danneggiate non solo dal povero villico autoctono), prendendo lo spunto che in Ticino (quindi anche ed in maggior parte fuori dalla zona interessata dalle suddette strade) si sia fatto qualche abuso edilizio fuori zona?
- perché la confederazione con il pieno appoggio di Pro Natura, Buval ed altri, spinge a volere un secondo parco nazionale?
- perché i sopracitati enti (Buval e Pro Natura) sono stati gli “editori” (nel senso che hanno dettato le regole) della nuova legge e relativa ordinanza di applicazione sui parchi?
- perché non si parla, almeno superficialmente, di altre eventuali possibilità (parchi naturali, regionali eccetera..) almeno per confrontare causa-effetto in alternativa?
- Perché nel frattempo sono sorti diversi parchi del genere sopra menzionato e qualcuno di questi (non tutti) girano anche abbastanza bene?
- tanti altri perché (e sono ancora tantissimi)
marcello
inserito il: 26.9.2013 13:32
A questo punto credo siano necessarie almeno due precisazioni riguardo alle esternazioni di Fiordaliso (che continua a mantenere l'anonimato :( ...ma tant'è).

Non mi risulta che l'iniziativa della Via Lucmagn sia un progetto indipendente, al contrario! A me risulta faccia parte di quella serie di progetti che il Management di PA sta portando avanti, evidentemente in collaborazione con i vari enti locali.

La sassata ci sta tutta! Anzi due! Una al comune di Medel e la seconda ai dirigenti del PA, che avrebbero perlomeno dovuto notare la mancanza dell'italiano, e porvi rimedio.
Fiordaliso
inserito il: 26.9.2013 4:16
Grazie per il link: un articolo ben informato e completo che consiglio a tutti di leggere.

Riguardo la targa ho girato qualche sasso, fatto un paio di domande e scoperto che è un'iniziativa indipendente del comune di Medel ... forse si potrebbe chiedere ai comuni della Valle di Blenio di fare lo stesso ... così almeno si dimostra che anche da questa parte del Lucomagno le iniziative vengono sostenute ... e non solo prese a sassate.
maru
inserito il: 26.9.2013 3:02
Salve a tutti,
avete letto nel settimanale Azione uscito questa settimana,
l'articolo: "Una Charta per il Parc Adula"?

azione.ch/ee/azion/_main_/2013/09/23/005/

Sono rimasta veramente stupita quando ho letto quanto segue:

"E proprio nel cuore dello stesso, sul Passo del Lucomagno a quota 1926 m. s/m, è stata posata la targa commemorativa della ViaLucmagn , una targa – e questa è purtroppo una nota dolente – realizzata dai promotori solo in lingua tedesca e romancia, «dimenticando» clamorosamente l’italiano."

Ma saremo sempre trattati così???

Certo che se quelli del parco stanno cercando di raccogliere consensi, non è un bel modus operandi...

Voi cosa ne pensate?

Affaire à suivre
Fiordaliso
inserito il: 25.9.2013 6:23
CHE DIRE? CHE SCRIVERE?

A chi legge le esternazioni di Scriba Montano resta la facoltà di almeno porsi qualche domanda:

Quando si dice che vengono date solo informazioni "di parte" … a quale "parte" ci si riferisce? …forse la "parte" dell'omino cattivo?

Con "niente di concreto" cosa si intende? … i finanziamenti federale, cantonale e privato che già oggi si riversano nella regione a sostegno del progetto (oltre Frs 6 mio)? … o a quelli che annualmente verranno assegnati al Parco nazionale se verrà accettato dalla popolazione? o all'indotto che si genererà con lo sviluppo del settore turistico?

Quando si scrive di "deroghe non certificate e confermate" ci si riferisce alla "certificazione" dell'Ufficio federale competente (UFAM) e alle "conferme" scritte del Consiglio federale? .. o si intende che non dobbiamo credere a quanto scrive il Consiglio federale?

E già che ci siamo perché non facciamo un po' di chiarezza su tutte queste "cose sottaciute" che spesso e volentieri vengono tirate fuori dal cappello magico. Di che parliamo? Cos'è che non viene detto? Perché Scriba Montano non illumina anche noi?

---
Credo che sia legittimo fare domande ed esigere risposte. Parc Adula, i nostri sindaci e i rappresentanti delle nostre istituzioni hanno la responsabilità e il dovere di rispondere a queste domande. Però è meno legittimo far finta che le risposte non vengono date … e soprattutto è molto meno legittimo cercar di far credere ad altri che le risposte non vengono date.
PARC ADULA
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