Blenio Café
PARC ADULA
alfiero
inserito il: 29.5.2009 19:27
Salve,
serata di domande e spiegazioni quella prossima ad Olivone, e speriamo anche di reciproco coinvolgimento nei problemi e nella realtà nostri.

Vorrei fare due domande da questo sito:

- esiste conflitto fra il progetto Parco Adula, che tende a limitare l'attività dell'uomo, e il progetto del Gottardo che presuppone invece l'incentivazione dell'attività dell'uomo per preparare strutture, infrastrutture e quant'altro occorre per accogliere le ricadute, anche queste, si dice molto positive, per la crescita della nostra regione? Oppure i benefici per noi dei due progetti si sommano?

- Verrà preparata una guida, a cura comune delle sovraintenze dei due progetti, con l'avallo impegnativo del Cantone e della Confederazione, che possa orientare economia e gente del luogo su come e quando muoversi per avere i massimi benefici dalle ricadute promesse?

Buon pomeriggio.
FIORDALISO
inserito il: 29.5.2009 22:45
Non posso dire di aver le informazioni sottomano per poter dire oggi se un Parco nazionale, pittosto che regionale, sia la scelta giusta o sbagliata... Ammetto di avere una certa simpatia per l'idea di una riserva naturale protetta, e una risorsa che sia anche in grado di giovare alle nostre economie locali. Attendo quindi con interesse gli sviluppi di questo progetto e, sicuramente, eserciterò il mio diritto/dovere di prendere posizione... di qua o di là dello steccato. Vorrei però ricordare a Marcello (che scrive diversi post sotto) che affrontare i temi uno per uno non è una "tattica" per confondere le idee ed indebolire l'opposizione, bensì un collaudato metodo per permettere a tutti di capire le varie diramazioni del tema sotto esame. Il contrario è generalmente la ricetta di chi, perseguendo la confusione, non vuol altro che le idee non vengano espresse.
marcello
inserito il: 30.5.2009 23:12
Caro Fiordaliso,
le informazioni sono sottomano eccome! Basta scaricare l'Ordinanza federale sui parchi e leggere i vari articoli in particolare i divieti per la zona centrale e periferica.
Tutto il resto conta ben poco.
Per quanto concerne i modi di affrontare i settori interessati abbiamo idee diverse, ma questo ha poca importanza.
Ci vediamo martedi prossimo.
FIORDALISO
inserito il: 31.5.2009 0:12
Caro Marcello,

ti ringrazio per aver indicato l'esistenza dell'Ordinanza federale (di cui non ero a conoscenza), il documento certamente comincia ad aiutarmi nella formulazione di una prima idea. Per chi è interessato lo si può scaricare dal sito del progetto che le Moderatrici di questo forum segnalano in un contributo precedente.

Come spesso è il caso in questo tipo di documenti, quello che veramente manca è il dettaglio – è un Ordinanza dopottutto – ma non riesco a trovare però questi “divieti” così discutibili di cui parli.

All'articolo 17 si descrivono i criteri che si devono raggiungere per qualificarsi come zona centrale di un Parco nazionale (e che è l'unica cosa che assomiglia ad una lista di divieti) si leggono i seguenti punti:

Al fine di consentire alla natura di svilupparsi liberamente, nella zona centrale non è ammesso:
a. uscire dai sentieri e dagli itinerari indicati e introdurre animali;
b. accedere con veicoli di qualsiasi tipo;
c. decollare e atterrare con aeromobili di tutti i tipi, inclusi gli alianti da pendio quali deltaplani e parapendii;
d. realizzare costruzioni e impianti e procedere a modifiche della configurazione del terreno;
e. utilizzare il terreno a scopi agricoli e forestali, ad eccezione dei pascoli tradizionali su superfici chiaramente delimitate;
f. praticare la pesca e la caccia, ad eccezione della regolazione di popolazioni di specie cacciabili per prevenire gravi danni da selvaggina;
g. raccogliere pietre, minerali, fossili, piante e funghi e catturare animali.

Devo dire che per quel che mi riguarda non leggo niente di contenzioso nella lista sopra e se avessi mancato delle voci che lo fossero – o se tu personalmente intravvedi dei limiti inammissibili alla nostra vita personale – ti prego di segnalarlo nella tua prossima visita a questo forum... nell’interesse di tutti e soprattutto della chiarezza.

Vorrei segnalare un altro punto, questa volta alle Moderatrici. Come scritto nel mio precedente contributo io sono tra coloro che desiderano più informazioni (per intenderci quel dettaglio che manca all’Ordinanza federale) prima di assegnare il mio voto – per cui mi sento ben rappresentato nel sondaggio che presentate sulla homepage “Cosa ne pensi - Parc Adula, desideri conoscere meglio il progetto per farti un’idea?”.

Qualsiasi delle due prime risposte mi veste perfettamente (sono tra quelli che vorrebbero saperne di più, circa il 75%). Presumo l’amico Marcello faccia parte di quel gruppo di persone (circa il 15%) che si è espresso contrario al progetto... i non interessati sono poco più del 8%)... mia moglie però (un’amante della natura a tutto campo) ha già deciso per un forte e deciso SI, ma per lei non è possibile esprimere un giudizio... e per noi non è possibile sapere quanti sono i favorevoli. Di sicuro una svista (il modo con i quale moderate il forum è altrimenti esemplare) che forse varrebbe la pena ammendare.
Moderatrici
inserito il: 2.6.2009 17:45
A tutti gli utenti e visitatori del sito,
ricordiamo l'importante serata di oggi, martedì 2 giugno:

PARC ADULA, SERATA INFORMATIVA

L'Associazione Parc Adula organizza per martedì 2 giugno alle 20 nella Sala patriziale di Olivone una serata informativa pubblica sul progetto Parc Adula, aperta a tutti gli interessati. Saranno in particolare trattati i seguenti temi: contenuti del progetto, possibili ricadute economiche per le regioni coinvolte, stato attuale della fase di progettazione e prossime attività previste.
Info: www.parcadula.ch


Per quanto riguarda l'annotazione di Fiordaliso (qua sotto), Fiordaliso che salutiamo in questo forum, ci è gradita l'occasione per precisare che il nostro sondaggio prevede e permette (per garantirne una certa attendibilità, comunque...) la partecipazione di UN solo voto per computer.

www.vallediblenio.ch/vdbi_sondaggio.php

I motivi sono ovvi. La possibilità che resta ad altri membri della famiglia per esprimere - giustamente - le loro opinioni, è quella di votare da altri computer...

Buona giornata,
Le Moderatrici
Li
inserito il: 3.6.2009 17:44
Vorrei segnalare una frase, tratta dal link qua sotto, in cui troviamo la parola “obiettivi”, perché sono gli obiettivi la parte più interessante del discorso, non i divieti; anche se sembra meno impegnativo parlare di divieti:

www.bafu.admin.ch/paerke/03294/03379/index.html?la...

“la zona periferica viene impostata in conformità agli obiettivi stabiliti dalla Carta, come per i parchi naturali regionali; non sono quindi necessarie ulteriori norme o prescrizioni”.
Quando però si vuole parlare di “divieti” nelle zone periferiche di un Parco Nazionale bisognerebbe specificare quali sono questi divieti e dove sono menzionati. Naturalmente va anche ricordato di menzionare che “I requisiti della zona periferica (del Parco Nazionale) coincidono con quelli del parco naturale regionale”. Questo per evitare che vengano attribuiti, con disinvoltura, divieti maggiori alle zone periferiche dei Parchi Nazionali in confronto ai Parchi regionali.
Più in dettaglio e tratto dal (utilissimo) Rapporto esplicativo sui Parchi:

www.admin.ch/ch/i/gg/pc/documents/1353/Bericht.pdf

“Un parco nazionale è un territorio prevalentemente a carattere naturale. È costituito da una zona centrale e da una zona periferica. Nella zona centrale, la natura è lasciata libera di svilupparsi secondo la propria dinamica e alla popolazione è data la possibilità di vivere esperienze a contatto con la natura. I requisiti della zona periferica coincidono con quelli del parco naturale regionale.”
E poi segue indicando le caratteristiche di un Parco regionale, che coincidono con le zone periferiche del Parco Nazionale! Non dice che quanto segue sotto è da riferirsi solo ad un Parco regionale!:
“Un parco naturale regionale si estende in prevalenza su territori rurali in parte urbanizzati, che si distinguono per i loro particolari valori naturali, paesaggistici e culturali. Come mostrano le esperienze di altri Paesi, questa categoria di parchi crea le condizioni giuste per favorire lo sviluppo sostenibile, l’educazione ambientale, la condivisione del patrimonio naturalistico e culturale nonché la promozione di tecnologie innovative ed ecocompatibili. Il parco naturale regionale non è suddiviso in zone.”

Quindi va tenuto ben saldo questo concetto: zone centrali a parte, le zone periferiche sono da considerare simili, “coincidono”: dico questo perché troppo spesso lo si “dimentica”quando si propone un parco regionale come alternativa; i divieti nel Parco Nazionale ci sono, eccome, ma sono la caratteristica messa a protezione e valorizzazione delle zone centrali (zone di richiamo), fuori si “coincide” con un Parco regionale.
Penso sia superfluo ricordare che, parlando di zone centrali, bisognerebbe quantomeno avere sotto il naso una bella cartina su cui basarsi. Qui a pagina 8: www.parcadula.ch/documents/Parc_Adula_consultazion...
Buon lavoro
marcello
inserito il: 4.6.2009 13:37
Per la zona centrale del prospettato Parco il discorso potrebbe esser fatto all’inverso: non credo che oggi come oggi questa zona abbia subito interventi tali da mettere in pericolo gli equilibri esistenti, fatta forse eccezione dell’eccessivo numero di ovini che pascolano queste regioni.
Allora ci può chiedere per quale ragione imporre divieti? All’interno del nucleo ci sono Edifici Privati, Alpi e Capanne, per quest'ultime non abbiamo ancora sentito come potranno garantirsi i rifornimenti e come potranno garantire quel confort che oggi tutti noi chiediamo e come potranno un giorno ampliarsi? Non stiamo forse parlando di incrementare l’economia locale?
Qualcuno dei promotori durante la serata ha affermato “Per quei pochi alpinisti o escursionisti che abbandonano i sentieri per inerpicarsi sulle montagne o praticare altri sport non occorre legiferare!” Tradotto in parole povere significa lasciarli perdere?

Urgono delle risposte!

Eccoli qua i requisiti per la zona periferica!

1 Al fine di conservare la gestione naturalistica del paesaggio rurale e per preservarlo da interventi pregiudizievoli, nella zona periferica è necessario:
a. conservare e promuovere le funzioni ecologiche delle superfici agricole, del bosco e delle acque;
b. organizzare le attività turistiche e ricreative in modo ecologico;
c. conservare le caratteristiche del paesaggio e l’aspetto degli abitati, valorizzandoli nella misura del possibile;
d. valorizzare e collegare tra loro gli spazi vitali degni di protezione di specie animali e vegetali indigene;
e. in caso di costruzioni, impianti e utilizzazioni nuovi, conservare e rafforzare le caratteristiche del paesaggio e l’aspetto degli abitati;
f. ridurre o riparare, quando se ne presenti l’occasione, i danni esistenti causati al paesaggio e agli abitati da costruzioni, impianti e utilizzazioni.

E qui si possono leggere le spiegazioni da parte della direzione dell’UFAM www.parcadula.ch/documents/Parc_Adula_disposizione...

A mio avviso ce n’è abbastanza per reimpostare la politica della pianificazione del territorio attraverso un'ulteriore serie di misure restrittive, e soprattutto dovranno essere applicate, non male dico io... alcune situazioni attuali non sono di certo “un biglietto di visita” né per oggi né per domani in un prospettato Parco.
Li
inserito il: 4.6.2009 16:04
www.parcadula.ch/documents/Parc_Adula_disposizione...

Mi sono accorto ora che la “disposizione” segnalata qui è quella aggiornata all’ultima versione dell’Ordinanza, infatti è quella che spiega meglio alcuni aspetti dell'ultima Ordinanza.

Urgono delle risposte. È vero; ma attenzione, che a rispondere forzatamente a cose che sono ancora in fase di “contrattazione” e chiarimento comporta il rischio di trovarsi in seguito situazioni poco edificanti.
Potrà anche sembrare sospetto, ma certe risposte possono essere date solo quando è possibile, gran parte delle quali necessitano anche un preventivo incontro con le singole parti interessate, ma con tempi purtroppo diversi da quello che si vorrebbe. Sarebbe da invitare tutti a non vedere in questa discrepanza di tempi, tra domanda e offerta di risposte, una incapacità o peggio una non volontà a rispondere.
Risposte comunque ce ne sono parecchie e l’invito potrebbe essere di iniziare da queste ed approfondirle nel modo più aperto e sereno possibile; le chiusure in questa fase dei lavori non giovano di certo a nessuno.

I limiti per la zona centrale vanno visti nell’ottica della salvaguardia del paesaggio, questo al chiaro scopo di preservare l’ambiente, di valorizzarlo nel suo aspetto naturale e selvaggio, nonché garantire gli insediamenti e attività tradizionali nella loro forma caratteristica e compatibile con la specificità della zona.
Non uscire dai sentieri, ad esempio, è una regola volta ad evitare che i turisti vadano a disturbare la fauna, la flora e quant’altro riuscirebbero a combinare, questo per preservare, appunto gli equilibri esistenti. Equilibri che saranno il richiamo ed il vero valore delle zone centrali e di tutto il Parco, sopratutto per un turismo, che si spera il più possibile sensibile alla natura ed al suo rispetto. Non saranno due o tre alpinisti del luogo fuori sentiero a fare dei danni, il problema potrebbe sorgere se tutti si sentono autorizzati ad essere l’eccezione.
Lo "status quo" significa non guardare ad un “valore aggiunto” alla regione, quel valore che il Parco può far ricadere sulla “zona periferica”, valore che gli abitanti potrebbero anche, un giorno, trovarsi a voler difendere.
Comunque per turisti e fruitori occasionali un po’ di regole non guastano e per i proprietari ci sono quelle che si chiamano deroghe, ma qui il discorso si amplia troppo, e che sarà uno dei temi più interessanti.

Come si vede, i requisiti della zona periferica sotto riportati, si possono interpretare più come orientamenti che come divieti. La pianificazione richiede degli interventi, ma andrebbero visti piuttosto come il coordinarsi e muoversi in direzione e nell’ottica del “vivere in e di un Parco”, che come restrizioni.

Buon lavoro
marcello
inserito il: 5.6.2009 1:57
Parliamo un attimo di esperienze vissute e di quelle che i cittadini e autorità locali stanno vivendo nella zona zona palustre d’importanza nazionale del Lucomagno,
certe questioni non si dovrebbero dimenticare, ma servire ad affrontare analoghe tematiche con estrema prudenza:

- Infocentro per il turista di recentissima realizzazione a Casaccia -> Permesso per la vendita di bibite e panini negato.

- Strada agricola patriziale che porta all’alpe Pian Segno, molto trafficata in particolare da chi si reca presso lo spaccio dei prodotti dell’alpe -> Permesso di asfaltatura negato.

- Ripristino di un ponte esistente per raggiungere 20 cascine poste sul lato destro orografico sempre nella zona Casaccia -> Ripristino negato.

- Ristrutturazione Centro Sci Nordico di Campra -> da anni promotori e enti locali stanno investendo energie e risorse per un progetto che forse non vedrà mai la luce del sole.

... si potrebbe continuare...
Richi
inserito il: 5.6.2009 16:24
Salve a tutti,
forse bisognerebbe chiedersi, cosa che non è stata fatta l'altra sera, COSA bisognerebbe concretamente cambiare nell'Ordinanza e cosa si potrebbe o si potrà poi EFFETTIVAMENTE cambiare, nell'Ordinanza...

Il resto penso siano tanti bla bla...

Resta acquisito il fatto che il Parco porterebbe - ed è pur vero - delle ricadute economiche (vedi esempi austriaci illustrati nella serata), ma bisogna pur anche lasciare un concreto ed effettivo margine d'azione a chi nel territorio ci vive e ci ha sempre vissuto in armonia e rispetto con la natura ed evitare certi ridicoli paradossi...
PARC ADULA
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