Blenio Café
cosa fare per la valle?
Alfiero Devittori
inserito il: 4.2.2019 17:00
Siamo certamente un piccolo numero di fronte ai votanti delle città, ma non importa difendiamoci lo stesso, occorre unità per avere la forza di dimostrare che non gradiamo queste cose e coerenza nel votare sempre a favore della difesa degli interessi della montagna e sempre a favore di un rafforzamento del gruppo che difende la montagna. I sondaggi dicono che l'opposizione a questa legge aumenta, allora dimostriamo una volta di saper essere uniti e votiamo tutti contro questa legge, sarebbero punti guadagnati per il nostro "saperci difendere". Questo Ticino ha bisogno della sua periferia, periferia che non va paralizzata per meri calcoli di redditività delle strutture urbane. Facciamo attenzione a non consciare le costituzioni federali e cantonali come il regolamento del gioco a nascondino, farcendole con norme che sarebbero più propriamente di competenza di altri codici del nostro diritto. Facciamo attenzione a banalizzare le abitazioni secondarie perché sono un valore anche sociale perché sono un elemento del calcolo per la retta della casa anziani, una sostanza imponibile, un incentivo alla motivazione delle persone.
il gracchio alpino
inserito il: 30.1.2019 21:22
dunque,
l'iniziativa puzza alquanto ed è unicamente una ulteriore cavolata simile all'iniziativa Weber.

Fatta e promossa dagli scalda sedie, non anzi da chi ci ha sotto la poltrona bella calda!

come l'iniziativa Weber, una ulteriore fregatura per le zone periferiche ed in special modo di montagna!

art 75 cpv 6; uguale togliere terreni e superfici edificabili nelle valli per portarne gli indici nei centri dove non c'è più spazio edificabili.
quindi ciò vuol dire, oltre ad impedire di costruire la propria casa sul terreno di famiglia che era stato previsto a tale scopo, perdere il valore intrinseco commerciale senza compenso su proprietà che è sempre stata tassata come sostanza!

Tripla fregatura, anzi quadrupla perché di colpo aumenta il valore del terreno che ha ricevuto gli indici! E quindi qualcuno ci sguazza dentro!!!

Ma và be.. il popolo bestia decide (??!!) almeno ci vogliono far credere che l'impressione è questa!

Un'ennesima dimostrazione che per le zone di montagna urgono provvedimenti particolari del tipo alleggerimento di determinate leggi o meglio ancora leggi particolari che sanciscono particolari autonomie e particolari aiuti, evidentemente mirati e controllati (e non come certi aiuti e sussidi elargiti senza alcun controllo e senza competenze)
mara
inserito il: 19.1.2019 19:18
Le cose radicali solitamente tornano a favore di una sola parte.

Personalmente penso che se i centri urbani nella gestione dei loro territori hanno agito negli anni passati con poca oculatezza, poca responsabilità politica (e lungimiranza), tanto cemento e voglia di industrie e affini, non per questo ora tutto ciò deve ricadere sulle regioni periferiche di montagna, che verrebbero ulteriormente penalizzate (perché prima o poi succederà, dato che il terreno infinito non è) nella loro già poca autonomia.

Vero che noi dalle Città e da chi finanziariamente sta meglio di noi (grazie a industrie e affini) prendiamo tanti soldini. Grazie alla perequazione. Ma se poi da una parte i centri ci danno soldi e dall'altra la Politica federale e le Leggi si spalmano una sopra l'altra anche sui territori delle vallate alpine ci troviamo strozzati (o strangolati) nella nostra ridotta autonomia. Dare con una mano e togliere con l'altra insomma. Boh...

Grinta? Mah... mi sa che ha fatto la fine del buon senso... :-(
Alfiero Devittori
inserito il: 19.1.2019 9:37
Ormai dobbiamo capire che la votazione sulle case secondarie ha fatto imparare che le iniziative a danno delle periferie hanno una probabilità di essere accettate appunto perché la città conosce quel disagio della densità di insediamento a casa sua e pensa così che ogni iniziativa che va a limitare l'utilizzo del territorio anche dove diventa dannosa, (senza capire che il territorio va rispettato e curato e non abbandonato) sia da accettare e sostenere. .... un poco di populismo sta quindi alla base del lancio di questo tipo di iniziative. ..... (un po' come il lupo, era da superproteggere perché sembrava fuggire dall'uomo ed ora non siamo lungi dal doverlo cacciare perché, invece, è l'uomo che deve scappare dal lupo) ..... Ma facciamoci, nel nostro piccolo, una domanda: Dal voto sulle case secondarie, abbiamo imparato che dobbiamo difenderci con maggior grinta contro questo tipo di interventi atti a difficoltare l'utilizzo del territori anche dove è edificato in ragione di un 1% o giù di lì?
mara
inserito il: 16.1.2019 17:02
Sto leggendo ora il libretto arrivato agli elettori.
E cito due passaggi che sono per me motivo di riflessione, poi magari qualcuno mi spiega (anche il temine dell'impermeabile :-) ) e ben volentieri io ascolto.

Cito per primo il testo in votazione, Art.75, cpv 6:
"La delimitazione di nuove zone edificabili è ammessa soltanto se è tolta dalla zona edificabile un'altra superficie non impermeabilizzata di dimensioni almeno equivalenti e con un potenziale valore di reddito agricolo comparabile".

Poi cito un passaggio che mi dà sinceramente da pensare, come abitante delle valli (e non mi sposterei più nei centri). Eccolo:
"Concretamente l'iniziativa chiede che la delimitazione di nuove zone edificabili sia ammessa soltanto se, altrove, è tolta dalla zona edificabile una superficie di dimensioni almeno equivalenti con un potenziale valore di reddito agricolo comprabile".

Che significa ALTROVE?? Fatta la legge, da che mondo è mondo, fatto l'inganno. I casi recenti ci sono anche qui in valle... Sinceramente a me spiace e ritengo personalmente che ognuno debba assumersi le proprie responsabilità: se centri grossi come Zurigo, Ginevra e Lugano cementificano (perché i loro politici acconsentono o decidono in tal modo, o aggirano disposizioni e norme - ormai si sa... che si fa... - ecc per edificare perché rende...), ecco ma perché allora - mi chiedo - ancora una volta le regioni periferiche di montagna devono pagare?????

A me, come abitante delle valli, in tutta sincerità, metter giù nell'urna un SI all'iniziativa... lo sentirei un po' come farci del male con le nostre mani... Occhio che scriviamo certi principi sulla Costituzione, che non è proprio come il fogliettino Post-it per ricordarsi di comperare il pane...

È che, in sostanza, la vedo già un po' male, nel senso che nei grandi centri tutti voteranno per avere più verde (mica vanno a leggere i dettagli dell'iniziativa) e così le sparute e disperse valli dei Cantoni alpini con i loro sparuti e dispersi ("i solit triii gatt" per i cittadini) abitanti ne pagheranno le conseguenze....

MA L'IRRESPONSABILITA' DI CHI GESTISCE IL TERRITORIO E I CENTRI URBANI AL PIANO, SUI FONDOVALLE, NELLE CITTA' E PERIFERIE, VA RIGETTATA NELLE VALLI? io trovo ciò profondamente scorretto, ingiusto e politicamente insostenibile...

mara
inserito il: 14.1.2019 17:13
occhio…

Comunicato stampa del Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB)

L’INIZIATIVA CONTRO LA DISPERSIONE DEGLI INSEDIAMENTI È SUPERFLUA E NOCIVA

Il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) respinge la cosiddetta iniziativa contro la dispersione degli insediamenti. La richiesta di un congelamento della superficie complessiva delle zone edificabili non tiene conto delle differenze cantonali e regionali, priva i Comuni e i Cantoni di una parte delle loro prerogative in materia di pianificazione territoriale e limita le possibilità di sviluppo dell'agricoltura e del turismo. Infine, le preoccupazioni centrali di questa iniziativa sono già coperte dalla legge sulla pianificazione del territorio riveduta.
Il Gruppo svizzero per le regioni di montagna SAB respinge quindi la cosiddetta iniziativa contro la dispersione degli insediamenti. Proibendo indefinitamente la creazione di nuove zone edificabili, l'iniziativa persegue un approccio troppo radicale alla pianificazione territoriale, che provocherebbe inoltre danni collaterali indesiderati, in particolare nelle regioni di montagna e nelle zone rurali.

Norme severe sono già in vigore
L’iniziativa sulle residenze secondarie e la prima fase della revisione della legge sulla pianificazione del territorio, entrata in vigore nel 2014, hanno portato molti inasprimenti rispetto all’utilizzo delle zone edificabili, specialmente nelle regioni di montagna. Al momento, i Cantoni e i Comuni stanno lavorando sull’attuazione delle disposizioni della nuova legge sulla pianificazione del territorio. In molti Cantoni di montagna, la legge sulla pianificazione del territorio riveduta impone il dezonamento di numerose superfici. Così facendo, la legge sulla pianificazione territoriale si batte efficacemente contro l'espansione urbana e favorisce lo sviluppo degli insediamenti verso l'interno. Al contrario, l’iniziativa contro la dispersione degli insediamenti, congelerebbe per sempre le zone edificabili. Con la sua moratoria assoluta sulle zone edificabili, l’iniziativa contro la dispersione degli insediamenti è troppo radicale e non consente più alcuno sviluppo. Allo stesso tempo, l'iniziativa contro la dispersione degli insediamenti vuole inasprire le regolamentazioni per le costruzioni al di fuori delle zone edificabili. Tuttavia, anche in questo caso, l’iniziativa è superflua, poiché nel quadro della seconda fase della revisione della pianificazione del territorio, la Confederazione e i Cantoni hanno elaborato congiuntamente un progetto che prevede nuove regole per la costruzione al di fuori delle zone edificabili.

Danni collaterali per l’agricoltura e il turismo
A causa della sua regolamentazione restrittiva sulle costruzioni nelle zone agricole, l’iniziativa frena le prospettive di sviluppo dell’agricoltura. Il divieto esplicito per le installazioni destinate allo sviluppo interno, come le serre o le strutture per l’ingresso dei pollami, limita considerevolmente la possibilità di produzione dell’agricoltura, in rapporto alla situazione attuale. Ciò è in contraddizione con l’articolo costituzionale sulla sicurezza alimentare, che è stato adottato con larga maggioranza a settembre 2017. Allo stesso tempo, l'iniziativa mette in pericolo lo sviluppo del turismo, in quanto gli edifici e le strutture non agricole al di fuori delle zone edificabili possono essere approvati solo se è possibile dimostrare un interesse pubblico. Concretamente, se l'iniziativa verrà adottata, non potranno più essere costruiti rifugi CAS, ristoranti di montagna o impianti di risalita.

Ingerenza nelle competenze cantonali e comunali

Il SAB stima che questa iniziativa costituisca un’ingerenza nelle competenze dei Cantoni e dei Comuni. Un approccio centralista che non tiene conto né delle differenze cantonali e regionali, né dei differenti bisogni concernenti gli spazi urbani e rurali. I Cantoni e Comuni che sino ad ora hanno utilizzato i loro terreni con parsimonia dovrebbero cederli alle regioni la cui crescita demografica è superiore alla media e le cui riserve sono ridotte. Il modo in cui tale meccanismo di compensazione potrebbe funzionare a livello nazionale non è del tutto chiaro e comporterebbe enormi problemi di attuazione.
Comunicati stampa SAB, 7 gennaio 2019
alfiero
inserito il: 27.10.2018 18:15
Non so se un asilo nido sia necessario o meno. Purtroppo si ricade sempre ai piedi della scala: mancano i posti di lavoro e usufruire dell'asilo nido se il lavoro lo hai a Biasca e Bellinzona mi sembra complicato, ma sarebbe in ogni modo un accessorio necessario in caso di realizzazione in tempi accettabili di un centro sanitario e benessere. In questa direzione possiamo vedere anche l'incentivazione della residenza, in tutta la valle, non solo ad Acquarossa o in bassa valle dove le abitazioni crescono e si migliorano quelle esistenti (master plan cosa pensi?)
Asilo nido e incentivazione della residenza sono solo 2 elementi di una sola e più complessa progettazione: quella di creare tutto ciò che occorre perché la valle possa vendere cure sanitarie, servizi agli anziani e piacevoli soggiorni di benessere. Ora che l'ospedale bleniese ha oramai la sua soluzione, a Faido ci si batte per avere un ospedale coi fiocchi a disposizione delle 3 Valli, e si capisce non si può avere un ospedale coi fiocchi in ogni valle del cantone, ma mettere sul tavolo della politica la nostra irreversibile volontà e progettualità di sfruttare l'occasione e le nostre risorse per creare, attraverso azioni concertate che vede uniti tutti gli attori privati e pubblici, un luogo da far diventare rinomato lo possiamo ben chiedere e realizzare.
Claudio
inserito il: 8.10.2018 11:35
Bellissima trasmissione sulla RSI Rete 1 con Piero Martinoli e Francesco Fumagalli sull'interessante progetto di osservatorio a Gorda, presso la Capanna!
Ci sono anche bei progetti e belle cose in Valle di Blenio! Crediamoci! :-)
Maru
inserito il: 1.10.2018 8:21
Buongiorno

per capire e conoscere meglio la nostra bellissima valle
vi invito a guardare il documentario SuperAlbum passato sabato sera sulla RSi la due.

Bello vedere come certi progetti faraonici siano (purtroppo o per fortuna?) caduti nel nulla...

Oggi ci troviamo in un territorio stupendo con un'alta qualità di vita. Cosa pretendiamo di più?

buona giornata a tutti
mara
inserito il: 29.9.2018 15:19
Concordo!
Riprenderemo in altra sede quell'articolo, grazie alla gentile disponibilità dell'autore ;-) Dire "nella speranza di aprire una discussione" non serve ormai più a nulla. La frittata è ormai fatta. Ancora una volta e Valli pagano i "bei desideri" dei cittadini... Forse in definitiva bisognerebbe iniziare a vivere qualche anno, compresi gli inverni ecc, nelle valli... prima di formulare certe insensate idee...
Ma tant'è...
Grazie Alfiero ciao
mara
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