Blenio Café
cosa fare per la valle?
marcello
inserito il: 28.4.2013 16:13
Cosa non si dovrebbe fare per la valle…

A pochi anni dalla fusione vallerana, la banca Raiffeisen s’appresta ad un ennesimo passo verso quella strada oramai tristemente nota come globalizzazione.
La circolare recapitata a tutti i soci fa parte di una prassi oramai nota e consolidata, di tutte quelle aziende che nel nome dell’efficienza e dello sviluppo, perseguitano obbiettivi ben diversi.

Rimpiango i tempi delle assemblee locali, lo spuntino, dove il Gerente con i suoi collaboratori passavano fra i soci a vendere biglietti della lotteria, un’autentica festa di paese facente parte delle tradizioni locali.

Vicini alla gente senza tanti proclami.

E quale ciliegina sulla torta, l’annuale assemblea nel tendone sul campo sportivo di Malvaglia, mentre a Olivone, il centro Polisport langue in attesa di tempi migliori… in attesa che qualcuno migliori…in attesa di idee migliori.
Gina
inserito il: 27.4.2013 22:47
Bell'articolo oggi su La Regione di una donna giovane che in febbraio a Campo Blenio ha subito un attacco cardiaco ma è stata salvata grazie alla presenza del defibrillatore e alla prontezza di Denis Vanbianchi e altre persone in loco, che sono subito intervenuti.
Dire "complimenti" sembra un po' poco, aggiungo anche un GRAZIE: la solidarietà ha molte sfaccettature e può anche salvare vite!
Gina
inserito il: 22.4.2013 16:01
Ammetto di aver letto un po' di traverso (su i-phone, con lo schermo piccolino...) il tuo scritto, Mara, nel contributo di Erika è stata usata la parola "chiosco" ma forse intesa come, appunto, una piazzetta con tavoli ecc.
Questo sì, si potrebbe anche fare, o perlomeno proporre al Municipio.
Hai ragione a dire che i tempi in politica sono lunghi, ma per finire, c'è anche una certa giustificazione per questi tempi. Bisogna trovare i consensi, e, dato che si spendono soldi pubblici, bisogna sincerarsi che il progetto sia ragionevole, e comunque rispettoso di certi criteri.
Prossimamente, quest'anno, verrà inaugurato il "sentiero storico-culturale" di Olivone: l'idea è partita da alcuni abitanti di Olivone, il nostro gruppo l'ha portata in Consiglio comunale come mozione, ed è vero che l'iter (non burocratico - amministrativo, ma politico!) è stato molto lungo, di diversi anni. Ma, per finire, avremo la certezza che il progetto è largamente condiviso, e, in più, da semplice sentiero invernale, si è sviluppato e ha fatto un salto di qualità, con il contributo attivo di diverse persone. Ci saranno cartelli informativi sulla storia, e un quaderno tradotto anche in francese e tedesco. Non era necessario nessun permesso, studio o quant'altro: tempi burocratici - amministrativi = zero!
Buona settimana a tutti!
mara
inserito il: 22.4.2013 5:03
Ciao...
... di nuovo devo sorridere (ma sempre con simpatia neh), però constato purtroppo - dico purtroppo perché ci lavoro, nell'informazione - come a volte per un "nulla" l'informazione viene "distorta". E poi resto delusa. Essì che lettere e parole sono scritte nero su bianco in tutta chiarezza... :-)

Ossia: NON ho assolutamente parlato di un CHIOSCO!!!! :-) A parte il chiosco di Olivone e la sua triste e illogica storia, ma vediam beh che si fa fatica a trovare un gerente per il bar del Polisport...
Io qua sotto intendevo che bastano 3 bei tavoli (belli solidi in legno indigeno) e un pannello illustrativo (mo' ora però non lo scriverò più n'altra volta :-)))) Nessun chiosco stabile. Va bene il "furgonett" del gelataio (se sarà di un intraprendente bleniese tanto meglio!) ammesso che ne passi uno di là e che abbia voglia di fermarsi.

Quanto a leggi e permessi, è ben vero che siamo messi molto meglio di Paesi a noi vicini (l'esempio della ricotruzione di L'Aquila è deleterio, direi disumano...), nessuno penso sostiene il contrario, ma penso - da un mio modesto punto di vista - che da noi sono anche aumentati nel corso degli anni gli uffici, gli esami, gli impatti, ecc da superare per progetti comunque validi nelle zone periferiche di montagna e per i quali i tempi si "dilazionano" all'inverosimile. Sempre mi sorprende, per fare un esempio, l'inflazione di studi (alcuni poi si sovrappongono nei contenuti ma vengono fatti lo stesso). Studi di qua, studi di là, costosi e lunghi. Anche per giungere a certe conclusioni che sono magari già evidenti perché date dalla logica delle cose o dal buon senso...

Gina
inserito il: 22.4.2013 4:39
Care Erika, Mara e China, rispondo soprattutto al suggerimento di portare l'idea del chiosco e pannello informativo in Consiglio comunale. Un po' credo di già conoscere la risposta: "Non abbiamo trovato nessuno per gestire il chiosco a Olivone - chi gestirebbe quello di Dangio?" E devo dire che anche per me il problema sarebbe quello. Difficile guadagnare il da vivere da una tale attività, al massimo, presumo, si tira fuori un guadagno accessorio. O hai il fuoco sacro, oltre a un buon senso commerciale e molta perseveranza, o lasci perdere. Non credo che il problema sarebbe la "burocrazia" come dice Mara, in Svizzera (e in Ticino) davvero non mi sembra eccessiva. Anzi... all'estero (e in particolare in Italia) ci invidiano per l'efficiente amministrazione! Se qualcosa ci manca, secondo me, è la volontà delle persone di lanciarsi in questo tipo di attività, e lo si può anche capire fino ad un certo punto. I giovani hanno altre ambizioni, e c'è comunque anche sempre un rischio, soprattutto in questo periodo di crisi. Ma, per concludere, io credo che un progetto "Parc Adula" potrebbe innescare uno sviluppo positivo, interrompere la spirale verso basso che stiamo vivendo e invogliare più persone a investire in piccole attività anche di questo tipo.
erika
inserito il: 21.4.2013 23:04
Ciao Mara,
vada per il semplice... Ombrellone e tavolino :-) Purchè - se possibile - si faccia qualcosa. Carpe diem...
Erika
mara
inserito il: 20.4.2013 19:58
Ciao Erika
ho sorriso simpaticamente leggendo il tuo scritto... diciamo che non intendevo un chiosco, perché già per il tempo che ci vorrebbe per avere tutti i permessi per fare un semplice "spiazzo" con tre tavolini di legno indigeno e un pannello illustrativo (bisognerà passare in quanti uffici cantonali di impatti di qua e di là, sezione forestale per le piante, ecc...), figurati per un chiosco, che richiederebbe anche l'autorizzazione alla vendita di bevande e affini...

No no, andremmo alle calende greghe :-) Stiamo sul semplice... :-)

Buona giornata di pioggia a tutti!
Erika
inserito il: 19.4.2013 23:48
L'"esercizio" che descrive Mara (salendo la Valle, guardarla con occhi da turista) io lo faccio spesso, e lo facevo sempre i primi tempi che vi abitavo. Sono qui da 8 anni, e ogni volta che oltrepasso la "Baracca" esclamo: ma come l'è bel Tor :-).
E apprezzo molto anche tutto il resto del "panorama" quando oltrepasso Torre e vado verso il Lucomagno o a Campo Blenio e Ghirone. Una magnificenza! La più bella Valle del Ticino (e la pensavo così anni prima di sapere che per puro caso sarei diventata un'abitante di questa valle).
Mara: geniale l'idea "grigionese" del chiosco in legno e dei pannelli descrittivi!
Gina: ti propongo - da consigliera comunale - di portarla avanti! Si può fare :-)
China
inserito il: 17.4.2013 5:36
Leggere il tuo scritto, Mara, è stato come arrivare in valle e vedere, si perché mentre leggevo rivedevo le immagini da te descritte e che godo ogni volta che arrivo in valle. Aggiungo la Greina innevata, il profilo di Gorda, l'impervio Simano e poi e poi.... sarebbe un elenco infinito. Hai perfettamente ragione le nostre bellezze dovremmo valorizzarle. A chi danneggia i cartelli e non solo, vorrei dire "Andate, conoscete la gente delle grandi città e quando vi chiedono dove abitate provate a descrivere la valle". A me è capitato più volte di descrivere il mio paese, la valle la bellezza della passeggiate in montagna, ho visto come gli occhi della gente si illuminano e mi dicono. "Ma che fortunata che sei". Si sono fortunata, anche se ora non proprio in valle, sono però spesso li a sentire gli odori, i suoni e le sensazioni a me cari. Chissà, ...e se un giorno.....
Buona giornata a tutti.
mara
inserito il: 16.4.2013 21:59
... concordo Gina...
Sono le "piccole grandi cose" che abitando in Valle (o per chi ci è nato) non si vedono più o sono talmente scontate da apparire insignificanti.

Un altro esempio, e la cosa si ripete da anni. Mo' ora la condivido con voi.

Immaginatevi, mentre salite in auto da Lottigna, immaginatevi fortemente di essere un turista lucernese o olandese o tedesco. Poco importa. Ma sforzatevi di mettervi nei suoi panni e osservate la vostra valle e la strada coi suoi occhi. Ora mentre vi concentrate in questo "esercizio" sarete già arrivati alla Baracca, con la vostra auto. Ok? Ci siete?

Oltrepassate, sulla circonvallazione, l'abitato di Torre, fate il leggero dosso prima del grande ponte e ora???? All'imbocco del Ponte, cosa vedete davanti a voi??? Mettetevi nei panni del turista!!! Vedete una cosa eccezionale, bellissima! Ma l'avete visto - ma per davvero e osservato ben bene - quanto è bello, quanto è magnifico il Sosto? Quanto è unico e particolare?

Da casa mia vedo la strada cantonale e il bivio verso Dangio (c'è una preselezione). Non vi posso dire, ma sono tantissime, le auto che si fermano (specie il fine settimana e nella bella stagione) sulla preselezione, scendono i turisti - anche ticinesi neh - scattano una foto al Sosto e al paesaggio magnifico. Alcuni attraversano cauti la strada e scattano la foto da lì. Altri salgono fino al parcheggio sotto casa. E scattano foto. Aquila poi è magnifica, sotto il Sosto.

Mi verrebbe la voglia di scendere e dar loro del thè freddo (Tisana Olivone?) o offrire loro un gelato. Chi non lo comprerebbe, se accompagnato da un sorriso e due parole?

Fossimo nei vicini Grigioni o anche in certe regioni italiane (Trentino-Alto Adige), accanto a quella preselezione ci sarebbe già un piccolo spazio con piccola sosta (il terreno ci sarebbe...), 2-3 tavolini in legno indigeno (IN LEGNOOOO!), recipienti per i rifiuti. Un pannello illustrativo coi nomi di montagne e villaggi.

In fondo basta poco. Ma ho anche la sensazione che, in Ticino, ci siano ormai troppe leggi, norme e regole da rispettare e il tutto si fa lungo, logorante e pesante... non vorrei dire come quel che sta capitando a.... L'Aquila, per la ricostruzione di cittadina e case terremotate, ma a volte ci manca poco...

Bisognerebbe che nelle regioni periferiche di montagna, certi piccoli accorgimenti turistici si possano fare con una specie di... "clausola d'urgenza" o delle "non scartoffie tira tempo..." Il tutto per non finire per mesi nelle pastoie burocratiche magari solo per posare un cartello con una freccia... (basta che poi, per quel cartello, noi bleniesi ne abbiamo pure rispetto, perché impallinarlo (anche quelli nuovi cribbio!!!) certamente è un pessimo biglietto da visita...) :-( che delude.... e fa pensare...

Ma bon, fine ai miei pensieri che ho condiviso con voi, grazie all'input di Gina. Mi sa che salirò a Dongio, con le dovute precauzioni....

Buon pomeriggio e, per chi legge, provate davvero a fare l'esercizio... :-) vi sorprenderà!
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