Blenio Café
cosa fare per la valle?
Rolando
inserito il: 13.4.2014 21:20
Buonasera,
Alfiero propone di introdurre la figura del " coordinatore per incentivare gli eventi in vallle", debitamente retribuita .

Ma non abbiamo già un direttore dell'ETB che dovrebbe , oltre ad altre mansioni, svolgere questo compito ?
alfiero
inserito il: 14.4.2014 9:04
buongiorno,

Giusto, Rolando, ma si parla di centralizzazione anche degli enti turistici e sarà un'altra istituzione che sparirà, Nulla di contrario alla razionalizzazione dei vari compiti, ma la valle dovrebbe preparare qualcuno che faccia da "comitato di quartiere" rispetto all'ente centrale, e che si faccia carico degli effetti della mancaza del Blenio turismo attuale, approfittando dell'occasione per incentivare, nel modo più moderrno possibile, attività di richiamo turistico e vediamo che la gente corre dove c'é la minifestazione gradita e ben organizzata.

buona settimana
Rolando
inserito il: 14.4.2014 21:02
Buonasera

in generale concordo con la proposta di Alfiero, ma il mio intervento voleva essere un poco ironico , nel senso che si vorrebbe creare un'entità nuova quando quella che attualmente ( e chissà per quanto tempo ancora) é deputata a svolgere tale funzione é un poco latitante.
Rasputin
inserito il: 15.4.2014 15:38
Mi sembra che a diverse riprese (anche tanti anni fa) in diverse occasioni, e con diverse persone, esistevano delle attività tra cui alcune rivolte a far conoscere le peculiarità dei luoghi.
Se non sbaglio, almeno alcune di queste attività avevano un forte riscontro.
Perché tutto, (a quanto sembra) è stato abbandonato?
Perché non si sentono più le persone, non si leggono più i programmi.
Di chi era il compito e chi organizzava queste attività?
Fa pensare che la latitanza è molto marcata, forse non sono chiari i ruoli.
Ma se un ruolo è stipendiato, deve essere chiaro, e deve dare i risultati attesi.
Altrimenti è un ruolo controproducente, ingiustificato ed in più inutile.
Altra domanda: da informazioni avute, le scuole ed i corsi di settore in Ticino, continuano a formare addetti al turismo ed atti a svolgere le attività correlate; in valle di Blenio queste persone dove sono e/o cosa fanno?
Qualcuno sa rispondere a quanto detto sopra?
alfiero
inserito il: 26.4.2014 15:47
La valle di Blenio, credo, sia diversa dalla altre valli ticinesi per la concomitanza di almeno 3 motivi: non è stata fin qui favorita dalla ferrovia con treni omnibus che si fermano in tutte le stazioni, non ha una città turistica al suo imbocco e ha un territorio abitabile/edificabile, che prestandosi per essere valorizzato quale risorsa in modo non nocivo alla sua qualità paesaggistica cambierebbe le sorti della regione se gli venisse data l’importanza che merita.

I nostri impianti di risalita funzioneranno, autofinanziandosi, quando la popolazione locale sarà raddoppiata, non quando funzioneranno anche le altre stazioni del Ticino e della Mesolcina.

Non servono, per noi, le commissioni cantonali di lavoro perché tendono a generalizzare i problemi a livello cantonale e noi dalle generalizzazioni ne usciamo perdenti. Continuerebbe il solito discorso secondo cui i nostri impianti di risalita costano troppo (in confronto ad altri che costano di più! …… ), il nostro ospedale serve poco, la posta che ti costringe a recarti in 3 uffici diversi per essere servito è il meglio che si possa pretendere, i nostri piani regolatori sono da restringere, la nostra cultura è povera di mente e di spirito e non sa realizzarsi. Il responso della commissione di lavoro cantonale richiesta è prevedibile: Airolo deve vivere ed essere sussidiato perché serve, gli impianti bleniesi, con la benedizione dei Grigioni (come qualche anno fa) sono da chiudere, quindi Carì con meno concorrenza funzionerebbe meglio e il problema sarebbe in questo modo quasi inesistente..

Un poco di coerenza in più ci aiuterebbe: poc’anzi si lottava contro le abitazioni secondarie per avere meno ospiti, in futuro ci si presta a lottare contro la concorrenza fra parchi per averne di più.

Difendiamo ora il nostro ospedale, dimostrando, come si sta dimostrando, che la nostra disponibilità a camminare nella direzione dei venti generati da altri diminuisce e stiamo trovando il calibro di chi intende esigere il giusto. Poniamo l’esistenza futura del nostro ospedale anche quale contrappeso alla bastonate (giuste o sbagliate che siano ma sono sempre bastonate) che ci potrebbero giungere da lontano come Il salario minimo che toglierebbe entusiasmo alla gestione delle Terme in concorrenza con chi con quei soldi fa 3 paghe mensili. Poi la cassa malati unica che potrebbe centralizzare l’eccellenza medica svizzera al nord delle alpi.

Serve invece un progetto turistico locale per la valle, che dobbiamo fare noi, non le commissioni cantonali o in compromesso con interessi che non sono i nostri.
Fabio
inserito il: 4.5.2014 20:39
Complimenti a Severino ed alla sua truppa per quanto il Caseificio del Sole ha saputo offrire in queste due giornate. La promozione turistico-economica di Blenio è l'insieme di singole simili iniziative concrete e non la concentrazione su uno-due progetti troppo grandi per l'intera valle: ieri ed oggi ne abbiamo avuto la prova. Da un mio vicino di tavolo, questo mezzogiorno ho sentito una frase "tutto dire" e che merita di essere riportata. "attira più una stalla che un cinque stelle!"
Tutto ciò mi permette di proporre a Severino il prossimo passo, ossia l'organizzazione di un circuito di fiera-mercato, con bancarelle a distanza più o meno regolare, partendo dalla fabbrica "ex-Buzzi verso la campagna, girando a destra al sottopassaggio della cantonale in direzione del Caseificio del Sole, organizzando a metà strada (al Caseificio del Sole) una degustazione di prodotti nostrani oppure un pranzo come quello appena gustato e rientrando all'inizio del circuito (fabbrica "ex Buzzi"). Infatti, se le due giornate appena trascorse hanno dimostrato le potenzialità della campagna di Aquila e del Caseificio del Sole, perché lasciare che l'annuale fiera di Aquila continui ad esistere sulla piazza centrale del pase con intralcio di traffico e posteggi?.
Buona settimana entrante.
Fabio
Moderatrici
inserito il: 10.6.2014 22:19
Con piacere, riportiamo per gli utenti del forum questa opinione espressa da Franco Celio nella rubrica "Fatti e Commenti" del mensile "Tre Valli".

Cosa ne pensate?


PER UNA PEREQUAZIONE PIÙ EQUA
Il Consiglio di Stato ha nominato di recente un gruppo di lavoro incaricato di studiare le modifiche che saranno ritenute necessarie alla legge sulla perequazione finanziaria intercomunale. L’Ing. Elio Genazzi, capo della Sezione enti locali, è stato nominato presidente, mentre a completare il gruppo sono stati chiamati i sindaci di Biasca e di Giubiasco - Jean-François Dominé e Andrea Bersani - e i municipali di Lugano e di Bioggio Michele Foletti e Michele Passardi. Prima ancora che il gruppo potesse riunirsi per la prima seduta, il municipio di Lugano ha però già voluto mettere le mani avanti, proclamando ai quattro venti che compito principale della prevista revisione della legge dovrà essere quello di frenare la progressione dei contributi che i Comuni “paganti” versano a quelli “riceventi”.

Definizioni fuorvianti

Diciamo subito che non si tratta di un buon inizio. Già la distinzione tra “paganti” e “riceventi”, benché utilizzata con una buona dose di superficialità anche dai mezzi cosiddetti d’informazione, è perlomeno discutibile, per non dire fuorviante. Dà infatti l’impressione che chi è domiciliato in un Comune ricco – pur beneficiando in genere di moltiplicatori d’imposta molto bassi – paghi anche per gli altri. I quali, pur essendo gravati da moltiplicatori in genere molto più alti, sarebbero invece (secondo tale versione) null’altro che degli approfittatori, per non dire dei mantenuti.

Il difetto sta nel manico

Che dire di tale interpretazione? Che nulla è più falso! Il difetto, come si suol dire, sta nel manico. Ovvero nel considerare le entrate comunali in blocco. Alle imposte pagate dalle persone fisiche, vengono infatti assurdamente sommate quelle versate da banche, ditte, industrie, società anonime ecc, vale a dire le cosiddette “persone giuridiche”. Far credere ai cittadini dei Comuni benestanti che essi “mantengono” a loro spese il resto del Cantone è dunque una falsità bella e buona, che potrà forse servire a qualcuno per scopi elettorali, ma che di sicuro non serve a spiegare la realtà delle cose.

Impostare il problema correttamente

Per trovare una soluzione adeguata a qualsiasi problema, la prima cosa è di impostarlo correttamente. E nel caso specifico, per far questo occorrerebbe in primo luogo separare nettamente il gettito d’imposta proveniente dalle persone fisiche da quello delle “persone giuridiche”. Che quanto pagano le prime debba rimanere nei Comuni di loro residenza è pacifico. Resta “solo” (si fa per dire!) il problema dei doppi residenti, ossia delle persone domiciliate ufficialmente in un Comune ma che hanno una residenza secondaria in un altro (nel quale trascorrono periodi più o meno lunghi, causando anche spese tutt’altro che irrilevanti). Ma questo è un altro discorso: non mettiamo troppa carne al fuoco.
Molto più discutibile è invece che i Comuni ricchi riescano a far considerare “loro proprietà” anche il gettito delle persone giuridiche. Se una banca, un’industria o altra impresa si insedia ad es. a Lugano o a Cadempino, anziché (poniamo) a Corippo o a Bosco Gurin, non è sicuramente per la maggiore o minor attrattività turistica delle località prescelte rispetto ad altre. E non è neppure per le maggiori o minori capacità dei rispettivi amministratori. Se lo fa, è innanzitutto perché l’ubicazione scelta fa parte del Ticino (e il Ticino, a sua volta, fa parte della Svizzera: altro che frontiera al Gottardo!). I vantaggi di posizione di Lugano e degli altri Comuni più attrattivi per questo tipo di insediamenti, fanno poi sì che, per finire, “piova sempre sul bagnato”.

Quale soluzione?

Per evitare distorsioni, a mio modo di vedere, le imposte versate da queste imprese andrebbero “cantonalizzate” e poi ripartite fra tutti i Comuni, secondo una chiave di riparto che consideri sì il giusto compenso che i Comuni-sede meritano per aver sostenuto determinati investimenti (per opere di urbanizzazione ecc.), o per altri oneri. Occorre comunque una soluzione che non lasci tutto agli uni e niente agli altri!
Senza una correzione di rotta di questo tipo, ben difficilmente si potranno trovare soluzioni eque.

Franco Celio

Fonte: mensile "Tre Valli", maggio 2014, p.9
maru
inserito il: 18.6.2014 11:33
Salve a tutti!
mi piace l'iniziativa che hanno avuto a Cevio!
www.cevio.ch/ (sito proprio accattivante!)


noi dovremmo attirare nuovi residenti e villeggianti mostrando i pregi della nostra bellissima valle (così com'è, con quello che già offre)...
Sono convinta che sempre di più i ticinesi che abitano lontano (per esempio nel supertrafficato Sottoceneri) si sposteranno verso le regioni periferiche... e quindi ci dobbiamo preparare: servizi (scuole, asili, infrastrutture per lo svago), rete internet superveloce, ospedale, ristoranti, cinema, caseificio, piste ciclabili, impianti di risalita, Campra, .... Insomma quello che abbiamo già e che possiamo solo migliorare!!!!

La porta è aperta !

siete d'accordo con me, cari bleniesi?

ciao e buon estate!
mara
inserito il: 18.6.2014 13:55
Concordo con maru, complimenti al coraggio e all'intraprendenza di CEVIO!

Al punto 6 del loro bel sito, accattivante come dici bene cugi: e cito:

"SERVIZI
L’offerta dei principali servizi (dalla sanità, ai commerci, ai trasporti) è completa. In tempi ragionevoli si raggiungono i principali centri urbani. Ideale anche per il telelavoro grazie alla banda larga disponibile".

-> ok per la prima parte, se riusciamo a mantenere qualcosa all'Ospedale... Ci siamo beh mica male... Anzi ci siamo dai!
Per la seconda parte del punto 6 (telelavoro) - di cui sono dal 1996 una "tele-lavoro-dipendente"... con però - ahimè - le "solite" "regolari" difficoltà di linea (ma persisto!!! cavoli se persisto!) beh è giunta l'ora che anche noi siamo serviti, e pure Largario, come ha ben detto Genny Martinali in CC ieri sera ad Acquarossa!!! Basta con l'essere cittadini di Serie B! Internet deve diventare non un privilegio ma un servizio pubblico, per tutti. Specie, direi, specie per chi abita lontano dai centri (e ancora persiste ad abitarci, perché convinto - magari dopo aver abitato e vissuto altrove - dell'elevata qualità di vita che offre la zona periferica di montagna).
La Comunità dei comuni di montagna (o come si chiama, ora non ricordo esattamente) so per certo che si sta attivando - da tempo - in questo senso. Acquarossa o Blenio da soli non andranno molto lontano "contro" Swisscom... Bisogna unirsi... Intanto un telefono a Cevio.... ;-)

Buona giornata, e persistiamo, anche se la linea va ogni tanto... a stento...

Buona estate a tutti
maru
inserito il: 19.6.2014 10:15
E ritorno anch'io su questo argomento che mi sta a cuore: internet veloce...

e devo ancora una volta (e non per ripetermi) citare gli amici della Vallemaggia: ieri (18 giugno) nelle lettere aperte apparse su La Regione ce ne una che fa il caso nostro:

"Per una valle al passo coi tempi... basta internet lento! Un'esigenza, non un lusso."

Il PLRT della Vallemaggia lancia una petizione che vi invito a sottoscrivere:
www.plrt.ch/petizionevallemaggia

e che potremmo lanciare anche noi... cosa ne pensate?

Anch'io vorrei poter utilizzare Bluewin TV come il resto degli svizzeri!!!!
cosa fare per la valle?
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