Blenio Café
cosa fare per la valle?
alfiero
inserito il: 29.3.2017 18:05
oggi è nell'aria ...... ieri non c'era .... la disponibilità a riflettere sul reale grado di vocazione turistica di questa nostra valle rimasta per parecchi anni inciampata nella prospettiva di quel groviglio paralizzante di norme eccessive. Campra, spero che abbia oggi via libera, date però 2 cose: l'edificazione di cui si parla e il miglioramento della sicurezza del Lucomagno così da poter diventare un'appendice del progetto Saviris.

a prescindere dall'agricoltura, che è stata anche dovere di sostentamento, che di vocazione ne ha da vendere visti gli adeguamenti alla modernità, direi che la vocazione della nostra valle, più che quella turistica sia quella della sanità e del benessere: ospedale, casa anziani, farmacie, casa dei bambini gracili a Sommascona, si nasceva in valle, ho conosciuto 2 levatrici una ad Aquila e una a Ponto Valentino, vacanze per gli anziani a Olivone, Terme, e questo da molti anni or sono. Basta renderci conto con quale entusiasmo e impegno difendiamo il Bleniese.

Senza prestare attenzione a cosa sta succedendo a Biasca, bassa Leventina e Riviera non si intravvede che questa crescita interesserà anche la valle di Blenio. Prevederei una pianificazione del territorio edificabile che tenga conto di una crescita del fabbisogno, che dia spazio maggiore alla edificazione (abbiamo una percentuale di territorio edificabile irrisorio) e che detti quelle regole che permettano di fare della edificazione del territorio un tassello importante del paesaggio.

Ricordiamo che le strutture sociali che abbiamo oggi sono migliorabili, e quelle che non abbiamo sono fattibili, solo se è data una popolazione abbastanza numerosa, per cui serve un attivo invito a venire in valle ad abitare corredato da tutte quelle cose che servono per offrire e far prediligere il nostro territorio.

Credo che sia bene fiutare oggi un pericolo: le riorganizzazioni comunali nel bellinzonese e nella bassa Riviera polarizzano l'attenzione di tutti, istituzioni, politica e politici, tanti mezzi pubblici vengono assorbiti da queste operazioni, e la valle di Blenio rischia di venire dimenticata, tocca, credo, a noi progettare e realizzare lo sfruttamento di quelle risorse che danno vivacità economica.

Di turismo non viviamo, di solo turismo non cresciamo, la stagnazione economica che riduce i salari disponibili, dura da troppo tempo, più dura e più il turismo di massa assume l'aspetto del lusso per cui salvaguardiamo quello che abbiamo e quello che vale la pena realizzare, ma sappiamo dare al turismo e alla popolazione quel sostegno che solo l'economia può dare.

Certo è un cambiamento di rotta, ma è opportuno, credo.
marcello
inserito il: 29.3.2017 16:04
condivido quanto dice il Gracchio!

...e come se non bastasse sta nascendo "Blenio Viva" :-(((((((

L'associazione si prefigge lo scopo di promuovere la socializzazione e la collaborazione fra gli abitanti e i frequentatori della Valle di Blenio per valorizzare e sviluppare il patrimonio naturale, culturale e turistico della Valle, in maniera sostenibile nel massimo rispetto della natura e della qualità di vita degli abitanti e dei villeggianti.

Una piattaforma di dialogo - Negli intenti dei promotori, BLENIO VIVA vorrebbe poter contribuire alla creazione e al mantenimento di strutture di interesse comune, alla valorizzare del patrimonio paesaggistico ed artistico favorendo opere di abbellimento e di pubblica utilità, alla collaborazione nell’organizzazione di manifestazioni e eventi oltre che collaborare alla promozione della Valle.


Mah? Questo compito non spetta forse a OTR? Qui da un problema se ne crea un altro :-((((((
il gracchio alpino
inserito il: 29.3.2017 14:48
Organizzazione turistica.

Cra cra cra…
Ed un altro che se n’va!

Quindi: gli ultimi due non hanno nemmeno avuto il tempo di imparare dov'era la sedia.
Perciò, risultati per la valle zero.

Dunque: da alcuni anni la valle è praticamente rimasta senza un operatore responsabile!

C'è un proverbio che dice: non c'è due senza il tre, il quarto se n'va da se, il quinto va cantando, il sesto va fischiando e via di seguito.

Per fermare il proverbio c'è una sola soluzione: staccarsi dalla OTR e creare una nuova entità vallerana.

Intanto i vertici di OTR tentennano e temporeggiano; stanno pensando se ridurre l'attuale percentuale d'impiego a favore della valle oppure se ripartire il compito tra gli attuali impiegati, creando un'alternativa di compito unico tra Biasca-Riviera e valle di Blenio; dunque ancor minor autonomia e minori risultati. Per questa seconda ipotesi, ci sono alcune spinte dall'alto.

OTR assomiglia molto alla CEE, tanta burocrazia, macchina mangiasoldi, lontana dalla periferia, e risultati per la valle pochi; per questo vale la pena di abbandonare la zattera che fa acqua da tutte le parti!

Nella maggior parte dei casi , con le centralizzazioni e le fusioni, i piccoli ed i poveri diventano ancor più piccoli e ancor più poveri di prima, se non che vengono completamente mangiati da grossi pescecani/squali.

Tra i vari compiti del nuovo responsabile, dovrebbero essere preponderanti i seguenti:

- mantenere e rafforzare i contatti istituzionali ai vari livelli e crearne di nuovi.

- dialogare e coordinare, con gli operatori turistici locali ed aiutare gli stessi, fungendo da tramite con le istituzioni, ad elaborare e creare i progetti ed i prodotti necessari al turismo.

- tramite le conoscenze acquisite, cercare e trovare gli aiuti necessari ad elaborare e creare i progetti ed i prodotti.

- cercare e creare le sinergie ed interessenze con gli operatori di settore situati fuori valle.

- cercare e trovare aiuti e sponsor necessari a supportare i progetti da attuare.

- aiutare ad elaborare e coordinare con gli operatori i concetti e le operazioni di pubblicità e marketing dei progetti e prodotti.

- promuovere e vendere il prodotto turismo, in supporto agli operatori, sia in loco sia altrove (esposizioni, fiere, workshop, incontri, presentazioni dirette ai potenziali clienti, contatti, mailing, eccetera).

- supportare l'incoming e l'outgoing in sinergia con il fornitore del servizio/prodotto.

Per prodotto si intendono tutti i servizi in generale, i mezzi, i beni e i supporti che vengono proposti e venduti al turista ( compresi la cordialità, professionalità, capacità comunicativa, autenticità, eccetera). Anzi questi prodotti citati tra parentesi sono gli unici che non costano e che non necessitano di manutenzione, stoccaggio e conservazione, non vanno in scadenza, quindi non devono venir eliminati, ne necessitano di promozioni, pubblicità, concetti di marketing, business e master plan...

Modo di finanziare la struttura:
tasse legali,
tasse di soggiorno,
tasse di adesioni sociali,
tasse residenze secondarie,
aiuti pubblici ed istituzionali,
finanziamento da parte degli enti pubblici della valle, sponsor privati,
altri mezzi....

Evidentemente, tutto quanto va ora ad OTR deve venire deviato alla nuova struttura, compresi tutti gli aiuti che tale organizzazione attualmente riceve e pertinenti e di spettanza alla valle.

Una parte dello stipendio del responsabile deve essere composto da provvigioni, bonus, utili, predefiniti ed in rapporto agli obbiettivi fissati ed i risultati raggiunti, sovvenzionati dagli operatori che mettono sul mercato il prodotto turistico.
Solo in questo modo si stimola la creatività e la produttività.

Perché staccarsi dall'attuale istituzione?
Solo l' indipendenza aiuta a creare la dinamicità, la volontà e la possibilità di agire.

Più il bastimento è grande, più si fa fatica e più ci si mette a girarlo, viceversa la barchetta piccola si gira velocemente su se stessa con un solo colpo di remo.

Poi magari in futuro si staccherà qualcun altro.

Come già detto in questo blog, forse la soluzione migliore per le periferie è di poter usufruire di una certa autonomia e poter godere di aiuti straordinari o particolari, pienamente giustificati dalla comprovata debolezza di mezzi e di massa, ma ricca di tanti altri valori che i centri non possiedono e ci invidiano e di cui ne hanno grande necessità e ne usufruiscono.

Di spunti su come si potrebbe fare se ne possono vedere a bizzeffe in altri luoghi ed altri paesi; basta solo copiare ed attingere a quanto c'è di meglio ed applicabile.

Solo qualche esempio; regioni autonome del Trentino Alto Adige, regione autonoma Valle Aosta, ex regione Rhone Alpes/Savoia Delfinato con Compagnie des Alpes, regione dell'alta Baviera/Karwendel, e tanti altri, e solo per restare non troppo lontani da noi.

Se necessita cambiare qualche regola, compito del politico di occuparsene visto che va a cercare ed ottiene i consensi del popolo per essere eletto.

Se si vuole, i mezzi ed i baiocchi ci sono! Parc Adula insegna!

Poi, non bisogna dimenticarsi che esistono diversi fondi di investimento specifici per il settore che dispongono di grandi capitali; necessita solo provare ad interessarsi ed a chiedere se ci sono disponibilità.

Fantasia?
Fantascienza?
Assolutamente no!
Comunque spunti su cui ragionarci su e tirarne qualche conclusione.
marcello
inserito il: 27.3.2017 18:58
www.attivotv.it/il-video-piu-censurato-del-momento...

a proposito di FakNews...
mara
inserito il: 25.3.2017 10:55
Mi chiedo quanto sia costata la "mega pensata" :-( degli "esperti di marketing" (!!!) de LaPosta svizzera con lo scopo di "far sentire la vicinanza alla clientela"!
Oso sperare sia un pesce d'aprile con largo anticipo sul calendario o una delle migliaia di bufale che popolano il web. Diversamente e pensando alle chiusure degli uffici postali e al servizio pubblico che va a ramengo, parlerei di una presa in giro in grande stile... e di pessimo gusto!!!! :-(

www.tio.ch/News/Svizzera/Attualita/1137392/Il-nuov... Blum
alfiero
inserito il: 17.2.2017 18:49
Vediamo come Alptransit stia portando una crescita della zona industriale di Biasca, con il sostegno di diversi Cantoni della CH, e, probabilmente, non sarà l'ultima iniziativa occasionata dalla contiguità alla ferrovia della zona industriale di Biasca.

Abbiamo perso tanto tempo di fronte alle cose "grandi" e ora dai che anche in valle di Blenio si deve copiare da Pollegio dove sono modinati decine di appartamenti nuovi.

Reclamare quando la posta chiude non serve, è troppo tardi, prendiamo nota che anche la permanenza della Raiffeisen di Olivone non soddisfa le esigenze della globalizzazione e nessuno può escludere la sorpresa, per studiare già ora una strategia che renda difficile la soppressione.

Non serve nemmeno fare distinzioni fra pubblico e privato. Si direbbe per i servizi pubblici un ente pubblico, parapubblico, ecc. ma non è più così ............. Vien da dire viva la Denner e la Coop con due negozi ciascuno in valle, viva la Crai che fornisce i negozietti ..................

E' troppo poco il servizio postale da Bellinzona verso le tre valli, e sostenerlo rischiamo di distogliere chi conta dall'idea della fermata a Biasca del treno .......
Gaetan
inserito il: 20.1.2017 22:54
Stanno smantellando uffici e servizi statali in valle di Blenio e nessuno dice niente (o quasi). I nostri granconsiglieri non sono stati capaci di difendere questi posti di lavoro statali che il governo vuole sopprimere per risparmiare...
Effetto contrario: è un incentivo in più per spopolare la valle, la gente andrà in città? Ad aumenta la disoccupazione. Questo sarebbe la politica di risparmio dei cervelloni di Bellinzona? Eh no signori. Che tristezza Consiglio di Stato... Deputati bleniesi e non, svegliatevi, fate qualche cosa per la vostra valle. Ma già, ora è troppo tardi. Non si può. Grazie...
davide
inserito il: 13.1.2017 14:09
Egregi Consiglieri di Stato,
Egregi Gran Consiglieri,
Egregi Consiglieri agli Stati,
Egregi Consiglieri Nazionali,

all’inizio di questo 2017, secondo anno della nuova legislatura cantonale, ho pensato di inviare a tutti voi una lettera con in omaggio una copia del mio CD “Perdo i Pezzi”, uscito la prima volta nel 2006 e ristampato con l’aggiunta di un nuovo brano e qualche piccola variante a dicembre 2016.

Con questa mia lettera, auspico e motivo un necessario cambiamento delle condizioni quadro nel contesto della politica locale allo scopo di ridare maggior capacità d’azione e di autodeterminazione alle regioni periferiche di montagna.

CAMBIARE LE CONDIZIONI QUADRO NEL CONTESTO DELLA POLITICA LOCALE
Per fare in modo che la gente possa investire nelle nostre valli e nei comuni situati nelle zone discoste, l’approccio politico dev’essere cambiato in modo radicale, mettendo le regioni periferiche in una situazione di partenza perlomeno pari a quella di cui godono i centri urbani.
Bisogna restituire le risorse che spettano loro per diritto e con le quali potrebbero costruire maggior benessere a beneficio di tutti, Cantone compreso.
Bisogna in particolare allentare il moltiplicatore fiscale cantonale, creare i presupposti per delle agevolazioni fiscali a favore della creazione di nuove piccole e medie industrie locali, come anche per la ristorazione e l’albergheria.
È necessario incentivare i giovani a scegliere un apprendistato nelle aziende artigianali, con premi finanziari (tipo borse di studio) e, una volta terminata la formazione, fornire loro i mezzi necessari per mettersi in proprio.
Bisogna ristrutturare i servizi di trasporto pubblico, diminuendo drasticamente il costo dei biglietti e aumentando la frequenza dei bus che percorrono le strade di valle, fare in modo che questi diventino veramente un mezzo di trasporto preferibile all’automobile.
Eccetera…

Diverse sono le motivazioni che mi hanno portato a questa lettera, tra le quali anche uno scambio di opinioni fin troppo “vivace” in facebook - direi irrispettoso nei miei confronti - con un deputato in GC a causa di un mio articolo su Voce di Blenio, come pure il recente sfogo di un municipale della Città di Lugano e GC, che si è espresso duramente nei confronti dei bleniesi in merito alla votazione sul Parc Adula.
Ma più di tutto, la mia motivazione viene dal cuore e dal fatto di vivere e lavorare in una valle periferica.

Se da un lato può essere intelligibile che dall'esterno risulti difficile comprendere la rinuncia popolare a Parc Adula, soprattutto sostenuta dal ceto agricolo che beneficia di cospicui sussidi provenienti dalla confederazione - quando invece si pretende di avere le risorse necessarie per mettere in atto la progettualità nella nostra valle - d'altro canto ci sono situazioni oggettive che impediscono di fatto di progettare, vivere e lavorare nelle valli periferiche.

Oggi si fa presto a dire degli abitanti delle valli che sono “vittimisti” destinati alla “cronica sussidiarietà”.
Si fa anche in fretta a denigrare un cittadino che scrive le sue perplessità e pone le sue preoccupazioni ai politici attraverso un mensile locale, piuttosto che trovare risposte e impegnarsi a voler cambiare le cose.

QUALI RISORSE HANNO LE VALLI?
Negli ultimi 100 anni, ma specie negli ultimi 20, il mondo è cambiato a velocità vertiginosa. Nessuno è immune a questi cambiamenti, neppure il nostro Cantone e le sue valli. Un conto è però cercare di lavorare tutti insieme per superare al meglio questi cambiamenti, un altro è farlo sulle spalle dei più deboli, soprattutto quando questi “deboli” sono stati debilitati da anni di politica cantonale (e nazionale) irrispettosa dei loro diritti e delle loro peculiarità.
Il saccheggio delle nostre valli è iniziato ancora prima degli Anni 60, quando qualcuno si è reso conto della ricchezza “nascosta” nelle acque che scendevano dalle nostre montagne. Sui nostri territori sono state costruite dighe e le acque ci sono state tolte per essere spedite a valle in canali chiusi, al termine dei quali vi sono delle turbine che producono energia. E quando infine queste acque tornano nel loro ambiente naturale, noi vallerani non ne abbiamo potuto godere.
In cambio abbiamo ottenuto poco; un po’ di prosperità generata nel primo periodo dell’edificazione delle dighe, strade più comode, qualche posto di lavoro pregiato e un po’ di ristorni sui canoni...
Ma in compenso ai nostri Patriziati e ai Comuni sono stati tolti migliaia di ettari di fondi e i canoni d’acqua generati dallo sfruttamento, che le aziende elettriche devono riversare come indennizzo e che per legge vanno al Cantone. La magra consolazione è che qualcosa alla fine ci viene restituito, e naturalmente sotto forma di sussidi o contributi.
In cambio della nostra acqua non ci è nemmeno stata concessa la corrente elettrica a prezzo di favore!

Io credo che in un paese civile come il nostro, la questione dovrebbe funzionare esattamente al contrario: ovvero con i Comuni e i Patriziati proprietari dei fondi allagati a percepire i canoni d’acqua e poi, semmai, in seguito dovrebbero essere loro a pagare al Cantone le imposte sugli utili.
E ora, se possibile, la faccenda si fa ancora più delicata poiché le aziende elettriche non vogliono nemmeno più pagarli questi canoni di sfruttamento. Tira e tira, alla fine all’ultimo anello della catena rimangono sempre le valli, le quali a un certo punto si vedranno pure decurtati i ristorni cantonali, se non magari tolti del tutto.

MOLTIPLICATORI FISCALI
Vivere in valle ha un peso fiscale non indifferente; è risaputo che gli abitanti e le aziende delle regioni discoste da sempre si ritrovano confrontati con dei moltiplicatori d’imposta comunale che si aggirano attorno al 95% / 100%. Cosa più che normale questa, visto che la nostra unica ricchezza di cui sopra ci è stata negata. Se solo confrontiamo alcuni moltiplicatori di comuni del piano, salta subito all’occhio che qualcosa non funziona oggettivamente in modo corretto. Li vi sono comuni che godono di tassi addirittura fra il 58% di Porza e Cadempino fino all’ 80% di Lugano. E certo, ma da quelle parti vi sono industrie, banche e centri commerciali, tutte attività cresciute negli anni grazie soprattutto alla vicinanza con l’Italia.

SERVIZIO PUBBLICO
Negli ultimi anni le regioni discoste sono state toccate in modo massiccio dallo smantellamento di tutti i servizi di base necessari alla popolazione. La Posta ha chiuso quasi tutti gli sportelli nelle valli e, dall’aria che tira, anche i pochi rimasti sono destinati a essere chiusi entro breve tempo; Banche non ne sono praticamente più rimaste, eccetto le Raiffeisen che comunque pure loro stanno sopprimendo sportelli e sedi. Il Cantone stesso ha smantellato o centralizzato i diversi enti cantonali che erano dislocati nelle valli: uffici registri, preture, ecc.; per non dire degli gli ospedali di valle, che vengono indeboliti con l’intento di ridurli in centri di cura senza pronto soccorso, atti unicamente ad accogliere pazienti in convalescenza.

MOBILITA' E TRASPORTI PUBBLICI
Nelle valli di montagna è praticamente d’obbligo spostarsi in macchina!
È vero che ci sono i trasporti pubblici, ma pure questo servizio sta subendo importanti riduzioni di orario.
I bus per i trasporti scolastici sono stati soppressi e sostituiti con le corse di linea, caricando tutti insieme e sullo stesso mezzo bambini e adulti. Questo fatto comporta che spesso molti di questi bimbi devono fare il tragitto casa scuola ammassati e in piedi. Ma qualcuno si rende conto delle conseguenze che potrebbe avere un incidente di uno di questi autobus?
I nostri ragazzi che devono recarsi nei centri cittadini, per svolgere il loro apprendistato o frequentare liceo e scuola di commercio, sono obbligati ad alzarsi dal letto alle sei del mattino (o anche prima), in modo da poter prendere bus e treni per arrivare a scuola a Bellinzona, Locarno, Lugano o Mendrisio oltre due ore dopo.
Pensiamo solo a coloro che scendono dall’alta Valle Verzasca, Centovalli o Onsernone, per esempio…
Sono dei ragazzi, minorenni, non macchine o pezzi di un ingranaggio!

INDUSTRIE E INVESTIMENTI PRIVATI
A seguito dell’alto moltiplicatore fiscale vigente, le industrie come pure i nuovi potenziali imprenditori vengono scoraggiati ad investire nelle zone discoste. Il fatto stesso di non poter entrare in concorrenza con le aziende del piano, che possono disporre di mano d’opera a basso costo, comporta che le aspettative di riuscita di un’iniziativa commerciale e/o industriale da queste parti sia veramente scarsa, soprattutto in certi settori!
Albergheria e ristorazione sono giunti allo stremo, e sono quasi scomparsi i negozietti di paese.

CONCLUSIONE
Quello che la popolazione di valle chiede, o forse sarebbe meglio dire rivendica, non è l’elemosina, ma semplicemente la possibilità di ritornare a essere padrona del proprio destino e del proprio territorio, senza essere denigrata!

Quello che io chiedo ai nostri politici eletti è di ascoltare la voce della nostra gente e di prendere a cuore le sue rivendicazioni, per contribuire finalmente in modo attivo alla rinascita di queste regioni che sempre più si vedono abbandonate a loro stesse!

Con la speranza che il nuovo anno possa essere per voi ricco di profonda riflessione, vi invio i migliori auguri per un 2017 politicamente diverso e più attento alla voce di coloro che ancora hanno piacere a vivere nelle zone discoste e nelle valli di montagna e che si impegnano a mantenerle vive malgrado tutto.

Davide Buzzi, cittadino bleniese, cantautore

INTERVISTA SU TICINO LIBERO
www.ticinolibero.ch/buzzi-canta-il-disappunto-dei-...

Moderatrici
inserito il: 9.1.2017 21:42
Sul tema "Globalizzazione" e cosa possiamo fare noi, cosa fare per la Valle, ci è giunto un sondaggio da parte di un utente del sito, che volentieri segnaliamo nei sondaggi:

www.vallediblenio.ch/vdbi_sondaggio.php
Fabio
inserito il: 23.12.2016 5:10
È riuscito, è pratico per la popolazione che l'ha già utilizzato ed è un esempio concreto per chi ancora non ci è stato: eppure, su questo forum lo si cita poche volte; mi riferisco al Centro Medico Blenio (CMB) di Aquila.
Questa idea rende onore e merito a chi l'ha avuta ed a chi, penso al proprietario dello stabile, si è adoperato con costanza e tempestività, affinché, la realizzazione di CMB abbia potuto rispettare i tempi di realizzazione.
Sono iniziative di tali dimensione e non oltre che, a mio modo di vedere permetterebbero di fare molto per le "nicchie vallerane ancora aperte".
Buone Feste a tutti e Ottimo 2017.
cosa fare per la valle?
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25
©1999-2017; La Valle di Blenio in rete    http://www.vallediblenio.ch    e-mail: info@vallediblenio.ch
sito creato da: Cresedo Tec
Non ci assumiamo nessuna responsabilità sul contenuto dei siti proposti nei nostri "link".

La ripresa e pubblicazione di informazioni che appaiono su questo sito è possibile solo citando la fonte: www.vallediblenio.ch