Blenio Café
cosa fare per la valle?
Gina
inserito il: 1.8.2011 20:05
Volevo solo rispondere velocemente a Marcello, ancora per la questione dei ricorsi delle associazioni ambientaliste: non fanno ricorsi a strade forestali, se effettivamente forestali sono. Ma lo fanno se vengono denominate "forestali", ma non c'è dietro un progetto valido di sfruttamento del legno del bosco, quindi la strada per finire servirà ad altri scopi.
lo scriba montano
inserito il: 29.7.2011 0:04
Volevo aggiungere,

in valle ci sono più di 500 oggetti in vendita (case, rustici, stabili agricoli) di ogni genere. Vuol dire quasi 1,5 oggetti per 10 abitanti!! La percentuale (qualcuno mi corregga se sbaglio) è da 10 a 40 volte superiore alla percentuale dei centri.

Ed a detta di alcuni addetti ai lavori la percentuale di conclusione (cioè stabile venduto) è una delle più basse del cantone
Cosa vuole dire?
lo scriba montano
inserito il: 28.7.2011 23:40
Mi sembra che più che citare cosa si potrebbe o sarebbe auspicabile fare per la valle, il discorso stà scivolando su cosa non si deve fare per la valle o cosa si deve fare contro la valle.

Associazioni di "protezione e protezionismo":
indipendentemente dai vari punti di vista (ognuno è libero di pensare quello che vuole) ma mi sembra di capire - o almeno in passato alcuni casi li abbiamo avuti - diversi ricorsi sono stati inoltrati (ed era anche stato confermato) unicamente per questione di principio, senza magari valutare o interpellare gli interessati e trovare assieme possibili soluzioni. Magari ora non è più così.
D'altronde le leggi e le ordinanze (legge e ordinanza sui parchi insegna) sono preparate e "direzionate" con l'aiuto delle dette organizzazioni.

Autorità federali e dintorni.
L'estremismo ed il troppo rigore si giustifica unicamente dove è veramente giustificato.
Per il resto (mia opinione) si dovrebbe dare una certa autonomia alla popolazione e alle istituzioni locali che conoscono esattamente il territorio, le peculiarità e le esigenze.
Poi vediamo i controsensi ed i ricatti: rustici, riassetto strade, eccetera.
E poi; in certe istituzioni (e non solo CH) si dovrebbe poter "rimuovere" certi pachidermi. Il Cambriano è finito da un bel pezzo.

Ex LIM e NPR - aiuti.
con la ex LIM qualcosa si arrivava ad ottenere anche alle nostre latitudini. Ora (ma probabilmente questa è l'intenzione) nelle nostra periferie sarà sempre più difficile creare dei progetti degni dell'attenzione da aprte dei detti enti.
Si arrischia di favorire unicamente progetti di una certa importanza fuori dai nostri parametri e realtà e che poi diventano a medio termine ingestibili finanziariamente proprio perchè sproporzionati alle noste misure.
Purtroppo ho visto pochissimi (per non dire quasi nessuno) progetti sostenuti da un reale e credibile busines plan. Il più delle volte sono stati presentati e vengono esposti business plan "gonfiati" e teorici.
Uno più uno ha sempre fatto due anche con la matematica moderna e le teorie strampalate di gestione e marketing che alcuni vogliono far credere.
Era già difficile prima avere dei progetti sensati che erano degni di essere aiutati, figuriamoci ora.
È stato più volte dimostrato che la teoria del piccoli passi e progetti a misura di territorio e situazione sono a lungo termine gli unici adeguati alla realtà locale e fattibili e sostenibili.
Anche Zermatt ed altri siti ora illustri chi hanno messo più di un secolo per essere quello che sono. (se poi non sono modelli auspicabili da seguire, è un altro discorso e magari sensato)
Poi bisogna regalare il territorio a chi deve venire da noi a "distressarsi". (Altro tema discusso e da discutere in un altro titolo).

Ritengo che il miglior conoscitore e il miglior protettore del territorio è chi veramente ci vive e di territorio deve vivere e non chi stà a distanza a blaterare teorie farfugliose e insensate e dettar leggi poco convincenti ed a volte assurde.

Capisco che necessita controllare e non permettere abusi e "disusi", ma il diritto delle cavallette e dei rospi non deve sopraffare il diritto costituzionale di sopravvivenza dell'autoctono.

Mi piacerebbe riportare la conversazione su cosa si può fare, oltre ai mega(lomani) progetti poco credibili, per risollevare almeno un pò l'economia generale della nostra povera valle (non che le altre vadano meglio!).

Quello del legno è uno dei progetti sensati ed a misura di territorio; altri lo stanno già facendo.
È chiaro che poi necessita la forza ed il coraggio di sostenere, anche magari andando contro a volte alle idee di chi il potere pensa di averlo.
marcello
inserito il: 28.7.2011 23:32
La situazione di abuso nei ricorsi è denunciata dal Consiglio di Stato del Cantone Ticino, vedi sotto.
Giusto! Sono le istanze superiori che decidono se accettare o meno un ricorso.
Parlare di illegalità mi sembra eccessivo, comunque sia i progetti per le strade forestali sono fermi a causa delle associazioni ecologiste. Inutile poi meravigliarsi se i progetti non vengono realizzati.
Le stesse associazioni si accaniscono contro qualsiasi iniziativa che tocca il territorio, e paradossalmente promuovono anche la filiera corta, quindi un po' di coerenza non guasterebbe.
Gina
inserito il: 28.7.2011 18:21
Concordo con Alfiero.
A Marcello, che parla di "abuso del diritto di ricorso" - ma se su 19 ricorsi e opposizioni che Pro Natura ha fatto, 15 sono stati vinti, e 4 sono ancora pendenti, si può parlare di abuso? Vuol dire che effettivamente c'erano situazioni di illegalità. È il tribunale a decidere, mica Pro Natura (o altre associazioni ambientaliste).
alfiero
inserito il: 28.7.2011 14:42
Concordo che la montagna vada governata ecologicamente, anzi è anche conveniente. Volevo solo dire, visto che si parlava di soldi pubblici, che questo non deve servire per giustificare la scarsa assegnazione di mezzi pubblici alla montagna per gli interventi di importanza economica compatibili con il governo ecologico, e per chiamare oggettiva la ripartizione, visibilmente a favore dei centri, delle risorse pubbliche.
marcello
inserito il: 28.7.2011 5:26
Il diritto al ricorso non significa l'abuso dello stesso.

Copio e incollo parte della risposta da parte del CdS in merito alla mozione inoltrata da F.Celio, primo firmatario, con la quale si chiede allo Stato l'ampliamento della rete stradale forestale ticinese, la quale figura nettamente inferiore alla media nazionale, per consentire un maggior sfruttamento del bosco.

"Secondariamente va detto che la costruzione di strade forestali è soggetta a contestazioni sempre più forti da parte delle associazioni ambientaliste. In effetti, in due casi, le procedure di approvazione e di sussidiamento sono state fermate da ricorsi il cui esito è molto incerto."

e ancora.....

"Dall'altra parte, come detto, le strade forestali sono contestate dalle associazioni ambientaliste come Pro Natura, WWF, e Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio, perché - a loro modo di vedere - esse rappresentano un grosso impatto paesaggistico e permettono una penetrazione di veicoli e persone in zone attualmente poco disturbate. Lo scrivente Consiglio non condivide questa opinione, in quanto i 1250 km di strade costruite negli ultimi 100 anni non hanno pregiudicato in nessun modo una delle principali risorse socio-economiche e cioè la qualità del nostro paesaggio montano, importante supporto per il turismo cantonale. Purtroppo i Cantoni alpini stanno pagando il prezzo di una esagerata rete stradale forestale costruita negli ultimi decenni nei boschi planiziali del "Mittelland", duramente combattuta dalle citate associazioni."
Gina
inserito il: 28.7.2011 4:48
Allora, vedo che il tema interessa e suscita una sana polemica…
Alfiero: secondo me è vero che la montagna va governata ecologicamente, non mi sembra il caso di tagliare il ramo sul quale siamo seduti! Governare ecologicamente non significa però non investire, o fare ricorsi tanto per farli.
E qui arrivo a rispondere a Marcello sui ricorsi “rosso-verdi”, cito dal sito Pro Natura: “Le associazioni ambientaliste sono abilitati al diritto di ricorso contro autorizzazioni e concessioni che possono danneggiare biotopi e specie. Questo diritto, circoscritto unicamente alla difesa degli interessi pubblici legati alla conservazione della natura e dell'ambiente, non va confuso con il diritto dei privati a tutela dei propri interessi. Facendo uso del diritto di ricorso, le associazioni chiedono che sia verificata la compatibilità con la legge delle decisioni prese dalle autorità. Le decisioni spettano sempre alle autorità pubbliche e ai tribunali.”
Quindi non è che si alzano la mattina e decidono di fare ricorso, ma lo fanno per accertare che un certo progetto sia compatibile con la legge (legge che non hanno nemmeno inventato loro).
Per me questo è lavoro a favore della causa pubblica, anche se a volte scomodo.
Sulla NPR invece temo che sia veramente troppo lontana dalla realtà soprattutto delle nostre zone periferiche, troppo burocratica, troppo cartacea. Vediamo cosa succede nei prossimi quattro anni.
marcello
inserito il: 28.7.2011 2:02
Il politico ticinese è spesso oggetto di ilarità per non dire di peggio da parte dei confederati d'oltre Gottardo, questi milioni non spesi a causa della cronica litigiosità ne è l'ennesimo esempio.

Ho seguito abbastanza da vicino la vicenda legata alle assurde pretese avanzate dal sindaco di Bellinzona, quando si è trattato di costituire l'ente per lo sviluppo regionale di Bellinzona e valli. Tutto questo ha causato un ritardo di almeno 1 anno.

È sbagliato star qui a piangere perchè Berna ci considera meno del due di picche.
Berna si aspetta dei progetti concreti e fattibilii, con una valenza regionale, in grado di creare posti di lavoro.
Le Autorità preposte si aspettano soprattutto dei progetti con un alto grado di consenso, cosa tutt'altro che scontata a causa dei soliti menatorroni sempre pronti a gettare discredito su tutto quanto non proviene dalla propria area politica.

A progetti validi Berna non ha mai detto no.

Riguardo la filiera legno: Certo occorrono le strade se vogliamo raggiungere i boschi, quanti ricorsi sono pendenti da parte delle associazioni ecologiste rosso/verde?
Richi
inserito il: 27.7.2011 21:04
Sarà uno scritto un po' provocatorio, il mio, nato anche dall'arrabbiatura che sento salirmi, ma mi sa che - detto chiaramente e non politicamente - le regioni periferiche non interessano più a nessuno... facciamo comodo solo per venirci a passare le vacanze. Sennò per quale motivo una Confederazione non capirebbe, tra le altre cose... (tante...), l'importanza delle strade di Dötra, del Nara, di Cregua? E questo è un solo esempio... E i rustici?

Certo, andiamo bene, come regione, per farci un bel parco naturale, una riserva... Altra considerazione un po' provocatoria, lo so... ma se continuiamo di questo passo, sarà arduo ottenere un consenso. Il "no" eventuale al parco potrebbe avere vari motivi...

Di nuovo fuori dal "politichese", penso che la Nuova politica regionale e tutti i complessi strascichi burocratici e filiere varie sono morte ancora prima di nascere (già che sono nate in ritardo, da noi...).

Che fare???
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