Blenio Café
cosa fare per la valle?
mara
inserito il: 22.2.2012 0:53
Ciao Alfiero...

... lasciamelo dire, solleverò un putiferio in parecchi concittadini di Aquila, lo so... :-(
Ma io credo che fintanto che ci saranno (solo per citare un esempio concreto) i circondari elettorali, la fusione dei tre comuni vallerani rimane solo ed unicamente un lontano miraggio... tipo oasi nel deserto...che non sai se sono vere o no... :-)

Scherzi a parte, ok per i circondari nelle elezioni del primo comune aggregato, ma poi basta. O passa il concetto che siamo veramente e concretamente assieme ad operare per un'unica entità comunale (unita ed aggregata), oppure c'è qualcosa che ancora non va...

Per la questione posta da Gina, un po' di incertezze le ho... nel senso che non vorrei veder "schiacciati" i comuni vallerani. Un'idea potrebbe essere allora, visto che le due Associazioni dei comuni di Leventina e Riviera si sono giustamente sciolte, potrebbe essere una conferenza dei sindaci delle Tre Valli. Con la fusione comunale, non sarebbero nemmeno troppi, i sindaci, e questo permetterebbe al nuovo organismo di essere più decisionale ed esecutivo. Naturalmente sarebbe carino se anche i 3 sindaci bleniesi sarebbero della parte, anche perché mantenere un'Associazione di 3 comuni, pur comprendendo le ragioni avanzate dai resposabili, diventa un po'... "riduttivo". Vero che ci sono in ballo grossi progetti. Ma ad esempio le Terme e Campra, interessano tutto l'Alto Ticino e non solo il piccolo orticello di Blenio o di Acquarossa. Sarebbe così anzi un primo passo per avvicinare ed allacciare concreti contatti con altri sindaci dei comuni a noi vicini e simili per tante cose. E da cosa nasce cosa.... sinergie, collaborazioni...


Buona serata, ciao,
mara
marcello
inserito il: 22.2.2012 3:51
Condivido le preoccupazioni di Gina, anche se in fatto di potere decisionale, queste associazioni in passato hanno spesso lasciato a desiderare, e vi è da credere che anche in futuro lo stesso rimarrà alquanto ridotto, per non dire inesistente. Questa realtà può essere estesa anche alle associazioni dei comuni, lo scioglimento delle associazioni dei comuni di Leventina e di Riviera non è altro che una conferma dello scarsissimo peso che queste associazioni hanno rappresentato. Spicca in particolare lo scioglimento dell’associazione della Riviera, dove il numero dei comuni è rimasto uguale.
Pure la Regione Tre Valli, ha sempre fatto fatica nel dimostrare e a far valere il suo peso politico, in particolare nei confronti del Cantone, e dei suoi funzionari.

L’inserimento di queste associazioni nei tre pilastri (comune-Cantone-Confederazione) è sempre stato problematico, per non citare i tentativi miseramente falliti della conferenza dei sindaci.

Ora aspettiamo, non senza parecchia preoccupazione, il nuovo Ente Regionale per lo Sviluppo.
Erika
inserito il: 13.4.2012 22:28
Ho letto con dispiacere che - a causa della chiusura definitiva della filovia - vi potrà essere sicuramente una diminuzione del turismo in Val Malvaglia, e più che altro verso le capanne (Quarnei.....).
Forse qualcuno l'ha già pensato o fatto: e se si chiedesse alle Autolinee Bleniesi di fare un servizio tipo quello Ghirone-Pian Geirett, anche con i bus piccoli?
In attesa che qualcuno pensi ad una nuova filovia (o è utopia?), non sarebbe una buona idea?

Da ultimo osservo: cosa c'è ancora da "chiudere" in Valle? Dove andremo a finire di questo passo?

Cordiali saluti a tutti e un incitamento a chi si impegna per risolvere queste situazioni non facili.
Erika M.
marcello
inserito il: 14.4.2012 19:25
Ho letto, non senza preoccupazione e rammarico, la notizia della chiusura di questo importante tassello a favore del turismo bleniese e non solo. La notizia in verità non è nuova, nuovi saranno purtroppo gli effetti negativi molto ben spiegati nel recente articolo de La Regione.
Non mi addentro nelle cause che hanno portato la chiusura dell’impianto, ma ritengo che la realtà sia grosso modo la stessa della maggior parte degli impianti di risalita, l’autofinanziamento è semplicemente un’ utopia, e senza sostanziali aiuti dal di fuori, il loro destino è segnato.
I comuni della media e dell’alta valle, durante la fase aggregativa, hanno giustamente incluso fra i problemi principali da mettere sul tavolo delle trattative, il riconoscimento dell’importanza di queste infrastrutture presenti sul loro territorio, e il loro risanamento attraverso un cospicuo aiuto finanziario da parte del cantone.
Al contrario, i comuni della bassa valle, l’attenzione principale l’hanno rivolta alla sterile lotta dei cadreghini .
Gina
inserito il: 15.4.2012 18:51
È sconcertante la chiusura di questa filovia, che sicuramente avrà delle conseguenze negative sul turismo, non c'è dubbio. Condivido il parere di Marcello, che per queste infrastrutture deve subentrare la mano pubblica, non sono redditizie per il privato, ma ricoprono un ruolo importante per poter - accanto ad esse - sviluppare delle piccole imprese private. Al momento mi sembra di vedere una spirale che gira verso il basso. Dobbiamo fare di tutto per fermarla. I nostri comuni devono diventare promotori, soprattutto visto che le casse comunali non sono vuote, c'è la possibiltà di investire, e bisogna farlo. Abbiamo ora i contributi di localizzazione geografica: utilizziamoli per creare e mantenere delle opere di infrastrutture di base, ora, con tre comuni, sarà anche più facile trovare delle intese e - altrettanto importante!!! - elaborare un piano d'intervento lungimirante e condiviso per non fare una semplicistica "politica dei cerotti" che non porta da nessuna parte.
alfiero
inserito il: 16.4.2012 3:03
Scusa Gina.
Ma la chiusura della filovia di Malvaglia e altri smantellamenti simili vanno di pari passo con la riduzione al 20% delle abitazioni secondarie. Vogliamo imitare il Tirolo? Come molti hanno accennato? Allora cominciamo a rendere i nostri piani regolatori ricettivi di edificazioni simili a quelle tirolesi (volumetria degli edifici e quantità di terreno destinato all'edificazione). Non so se il Tirolo abbia un piano regolatore ogni 1700 abitanti.
Gina
inserito il: 16.4.2012 5:18
Ma adess.
Alfiero, vuoi dire che la chiusura della filovia abbia qc a che fare con la votazione dell'11 marzo??? Come forse anche la chiusura del chiosco e dell'albergo San Martino a Olivone, degli uffici postali, del fallimento di Blenio Rustici e di quant'altro?
Libero di pensarlo.
Erika
inserito il: 16.4.2012 15:58
A Marcello e Gina: al di là dei vostri sensatissimi interventi in merito alla chiusura della filovia Val Malvaglia (Marcello 14.4. e Gina 15.4.), da politici in carica che ovviamente pensano anche a lunga distanza, non vi sembra che quanto ho scritto io il 13.4. di portare i turisti in zona con i bus funzionerebbe, almeno provvisoriamente fino a quando non ci sarà una soluzione migliore e definitiva che però richiede tempo? Almeno per questa estate non sarebbe possibile per salvare quel poco che si può a livello di turismo? Che ne dite?
Gina
inserito il: 16.4.2012 16:53
Assolutamente sì.
Sul modello di "Bus Alpin". Ho visto che "Bus Alpin" è un'associazione che si prefigge di rendere accessibile delle zone di escursionismo (quindi non solo la Greina, ma anche altri posti) a persone che si muovono con i mezzi di trasporto pubblico. Si potrebbe mettersi in contatto con loro, e vedere se è possibile una collaborazione. Se no, offrire come comune/comuni un collegamento con pulmino, almeno per i weekend/tempi di vacanza, e/o su chiamata.
Fiordaliso
inserito il: 16.4.2012 23:32
Certo che è una buona idea ( www.busalpin.ch per più informazioni) ... ma anche le buone idee vanno sostenute.

marcello ha ragione: l'esempio che cita ne è l'evidenza. Bisogna avere una visione "ampia", nell'interesse collettivo ... E che vada oltre personalismi e cadreghini.

Anche se non completamente in attivo queste strutture portano beneficio (direttamente o indirettamente) a molti... Se non a tutti. Bisogna che politica ed istituzioni ne prendano atto e si assumano questa responsabilità nell'interesse collettivo.
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