Blenio Café
cosa fare per la valle?
alfiero
inserito il: 13.12.2016 10:52
Flims, un albergo fra tanti, 40 milioni ricevuti a sostegno di un adeguamento alle moderne esigenze e richieste, 190 posti di lavoro. Noi ci accontenteremmo di molto meno, ma questo ci dice che a casa nostra un revisione della visione del nostro futuro, va fatta nel bene del distretto.

Noi condividiamo troppe idee, troppe strategie, troppe tendenze centralizzatrici, ci associamo a troppe volontà politiche che vogliono la centralizzazione come l'unica via di convivenza col marasma della globalizzazione, senza tener conto che la centralizzazione non è un moto continuo all'infinito ma ha alti e bassi dati dall'apprezzamento dei valori umani e culturali. Siccome non siamo solo noi a farlo, qui in CH, questo costituisce il terreno fertile per la chiusura delle "La Posta" delle "Raiffeisen" ecc. ecc. ...... pensiamo che i posti di lavoro che ci sono nel nostro distretto sono dati dalla globalizzazione e dalle centralizzazioni? no di certo e allora occorre trovare il valore della nostra nicchia e saper promuovere assumendosi dei rischi.
paolo t
inserito il: 13.12.2016 10:19
TAGLI DELLA POSTA: IL PARLAMENTO CHIEDE UNA MORATORIA E PIU' POTERE AI COMUNI.

Sulla stampa di oggi a seguito della buona decisione di ieri del nostro Parlamento! Ben fatto. Mi auguro che altri Cantoni di montagna seguano questo passo. Entro 3 anni gli sportelli potrebbero passare da 1400 a 800 o 900. Evidente dove e chi andranno a tagliare... :-(

Penso che togliere continuamente servizi alle zone periferiche, specie se in montagna, coprire queste regioni da tutele o leggi dettate dai grandi centri (legge Weber) non sia politicamente la via giusta e lungimirante per rendere davvero attrattive queste regioni e dar loro vitalità.
alfiero
inserito il: 29.11.2016 11:32
... siamo sulla buona strada, sosteniamo i progetti che verranno presentati fra pochi giorni.

sul giornale, oggi, un campanello che fa ben sperare: si ricomincia a parlare di geriatria ad Acquarossa.

Ieri sera a "60 minuti" si parlava di come far diminuire la domanda di mobilità, ravvicinare il posto di lavoro al domicilio del lavoratore, lavoro a domicilio ecc. Cavalchiamo queste opinioni nel senso a noi interessante. Abbiamo la banda larga perché non portare un paio di capannoni con un centinaio di posti lavoro in bassa o media Blenio, non quei capannoni con la ciminiera! un paio di quelli pieni di tecnologia e informatica per le più svariate innovazioni. Non è un gioco da ragazzi ma farebbe diminuire di tanto i km che i bleniesi fanno per andare fuori valle a lavorare.
mara
inserito il: 25.11.2016 16:31
Un messaggio di ottimismo. Mi ci voleva :-)
Bella iniziativa:

PROGETTI IN CORSO IN VALLE DI BLENIO

L'Ente regionale per lo Sviluppo (ERS) del Bellinzonese e Valli e l'Antenna della Valle di Blenio, in collaborazione con i tre Comuni della Valle, organizzano per il 6 dicembre alle 20 al Centro Polisport una serata in cui conoscere i progetti in corso per lo sviluppo della Valle di Blenio, con la presenza dei singoli promotori e la presentazione delle misure di politica economica regionale a loro sostegno. Tutta la popolazione è invitata.

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Chiedo venia per ev dimenticanze... ma i progetti sono: nuovo Centro Nordico di Campra; rilancio Centro Polisport Olivone; Campo Blenio Estate; Progetto MTB Nara e Valle; Castello Serravalle; Cima Norma (Fondazione "Fabbrica del cioccolato); Montegreco e Germanionico Valle Malvaglia (Paesaggio Valle Malvaglia); Rivalorizzazione mulino di Corzoneso; e altri...

Dopo l'estenuante campagna che ci sta dividendo... :-( la mia speranza è che per questi progetti importanti si torni a collaborare per obiettivi condivisi.
alfiero
inserito il: 22.9.2016 17:55
Nuove stime, un problema che, a parere mio, merita l'interessamento dei politici bleniesi.

La costituzione federale dice che il massimo accettabile di abitazioni secondarie è il 20%. Nei comuni dove ce ne sono di meno il prezzo degli immobili, di quelli adatti per farne un'abitazione secondaria, aumenta, dove ce ne sono di più diminuisce o addirittura sparisce per quegli immobili che non ricevono più nessuna licenza di costruzione.

L'ordinanza sui parchi dice che nella zona periferica si devono correggere gli errori del passato non appena si presenti l'occasione.

Avere il 30% o il 40% di abitazioni secondarie, secondo la nostra costituzione è un errore del passato, quindi da correggere, almeno nei parchi nazionali ?

Ecco perché l'aumento delle stime in valle di Blenio è arbitrario.

Buona serata a tutti
alfiero
inserito il: 19.9.2016 17:58
Brissago, villaggio che ha conosciuto negli anni del boom l'abbandono dell'agricoltura e la natura ha fatto il suo vivere selvatico e la vegetazione è cresciuta a suo piacimento, oggi sente la necessità di rimettere il contadino con le pecore, previo la rimessa in stato antecedente l'abbandono delle coltivazioni che, lì, viene fatto grazie ai volontari, come dire che il territorio del parco Adula, esteso com'è, fra 10 anni non sarà più recuperabile per reintrodurre la cura ad opera dei contadini.

Vi è del razionale nelle esigenze della gente del luogo citate da Ferrari
Richi
inserito il: 19.9.2016 15:14
Ecco, era un po' questo, anzi esattamente questo il concetto che volevo esprimere nel mio post dell'11 settembre scorso, su questo forum.

L'ho ritrovato nell'opinione di Cleto Ferrari, granconsigliere, apparso oggi a p.30 del CdT, e cito il passaggio:

"È il difetto di questi uffici (si intende quelli di Berna e cantonali), che diffidano delle capacità artigianali e di convivenza tra uomo e natura presenti sul territorio e quindi non si interessano delle esigenze di tutti i giorni delle persone che vi vivono e lavorano."

Da questa realtà, innegabile in ogni parte del Mondo, deduco e penso che più si allontana, come scrivevo più sotto, il centro decisionale dal territorio, più aumentano incongruenze e incomprensioni. Più si perde in autonomia. L'esempio dei rustici, di cui scrive anche Ferrari, è emblematico.

Le leggi e disposizioni fatte e decise lontano dalla realtà locale non sono in grado di capire le fondamentali esigenze e peculiarità del territorio. Non esigenze di sfruttamento smoderato e scriteriato, intendiamoci, ma di uso e utilizzo delle proprie risorse con buon senso. Come fatto da anni e fino ad oggi da chi ci ha preceduti. Forse sta qui l'inghippo... volenti o nolenti, sopra ai 17 Comuni che firmeranno il contratto di gestione, ci sarà comunque e sempre la Confederazione che rilascerà i "famosi" milioni. E questo, penso, è pure innegabile e realtà.
Posso quindi capire, malgrado ne veda anche parecchi punti positivi a livello di promozione e visibilità della valle, ma posso capire questo viscerale (perché chi più delle popolazioni alpine è attaccato alla terra? chi???), posso capire questi dubbi e dilemmi viscerali. Per nulla superficiali. Del resto li risentono a livello viscerale specialmente le persone che per anni e decenni, ancora e sempre, hanno chinato la schiena sui terreni e sui prati e boschi bleniesi... come non capirli?
alfiero
inserito il: 18.9.2016 15:37
Caro Wilmos, stavolta ti devo dare atto che, secondo me, hai detto la cosa più giusta del mondo: DOBBIAMO CAPIRE CHE VALLE VOGLIAMO, ma questo, prima di farne un parco! perché poi non sarà più possibile, perché un parco, nel caso delle tre valli, non è un elemento di un piano di crescita al quale se ne possono aggiungere altri nel rispetto delle leggi vigenti ora e non di quelle del parco, ma è un'alternativa al resto del fattibile (insomma vogliamo il lupo o le pecore, vogliamo le Terme, grandi o piccole e lo sfruttamento delle altre risorse disponibili o lo stato vegetativo dell'imprenditorialità in un campo di rododendri) ... ma lo tsunami parc Adula procede con indifferenza di fronte a queste scelte ...... Il Masterplan che dice? ....

A Christian vorrei dire che discuterei più volentieri delle conseguenze delle nuove norme che si vogliono introdurre con il parco che delle leggi vigenti, che ritengo sufficienti.
marcello
inserito il: 18.9.2016 7:08
Ciao Christian,
ti rispondo brevemente, anche se il discorso sarebbe lungo, ma 15 anni di dibattito mi hanno stufato.
Tu dici che la zona centrale del previsto parco sarà come il parco dello Stelvio, vale a dire con le stesse possibilità di utilizzo e sviluppo... ebbene lo hai già visitato questo parco? A me risulta che nel suo interno si praticano le più svariate attività legate alla montagna. In questo senso nel 2009 avevo sottoposto delle idee, in totale 9, da parte dei promotori nemmeno un cip!
Christian
inserito il: 17.9.2016 23:01
Ciao a tutti! Vilmos chiede come vorremmo che fosse la nostra Valle. Io vorrei una Valle più positiva, più ottimista, più entusiasta, più riconoscente nei confronti degli appoggi e dei sostegni che ha ricevuto e che continua a riceve, e più consapevole della libertà di cui gode. E che soprattutto non ceda pian piano al cronico, recidivante e contagioso vittimismo. Vorrei che si apprezzassero maggiormente la nostra indipendenza, la nostra autonomia e le numerose libertà di cui godiamo, piuttosto che indignarsi istintivamente per quelle regole e quegli obblighi che tutti dobbiamo rispettare (nella stragrande maggioranza dei Paesi moderni e civilizzati, un’indipendenza locale e regionale come quella che ci contraddistingue se la sognano). Se richiediamo Fr. 100 di sussidi, finanziamenti o contributi ma ce ne concedono solo Fr. 95, vorrei maggior gratitudine per quei Fr. 95 concessi, prima di lamentarci per i Fr. 5 mancanti o sbuffare perché per la richiesta di sussidio abbiamo dovuto compilare due formulari, e di cui magari uno in tedesco. Viviamo nella Nazione più liberale, libera, responsabile e responsabilizzata del mondo. Apprezziamo le nostre numerose libertà, prima di reclamare per le norme in vigore, tipiche di uno Stato di diritto moderno, democratico e, appunto liberale. Non reagiamo come se vivessimo in un regime dittatoriale. Le nostre Valli non sono dimenticate, incomprese o oppresse dai divieti, io non ho questa impressione. Non vorrei che l’ampia libertà di cui godiamo diventi pian piano troppo scontata per poter essere apprezzata davvero a fondo per quella che è.

Tornando al Parco rispondo a Marcello. Io sono per natura curioso, positivo ed entusiasta. Adoro le sfide e ho una voglia matta di mettermi in gioco per veder sorgere questo Parco. Per almeno 10 anni. Vorrei che pure la Valle si metta in gioco, così come hanno fatto le regioni dell’Arco Alpino di maggior successo: Alto Adige, Veneto, Trentino, Valtellina, Dolomiti in generale, Tirolo austriaco, Piemonte, Alpi francesi,…. In queste incantevoli regioni sono sorti dei Parchi (Stelvio, Gran Paradiso, Dolomiti Bellunesi, Val Grande,…,…) che per concezione e categoria sarebbero come la Zona centrale del Parc Adula (Categoria IUCN 2). Non cito il Parco Nazionale Svizzero dell’Engadina, in quanto si basa su un concetto diverso, essendo una riserva naturale (Categoria IUCN 1). Ho già poi citato alcuni dei 14 Parchi naturali regionali presenti in Svizzera, in zone stupende e dinamiche, dove l’agricoltura, il turismo, il settore forestale sono una vera e propria religione. E continuano ad esserlo, anche grazie ai parchi. Questi parchi appartengono alla categoria IUCN 6, così come sarebbe la zona periferica del Parc Adula. Rammento che nel Parco Nazionale dell’Engadina (100 volte più restrittivo della Zona centrale del ParcAdula), una statistica dice che ogni franco investito nel parco ha un indotto per la regione di tra i 5 e i 6 franchi. Proviamo, almeno un tentativo. Al massimo tra 10, 20, 50, 80 anni torniamo indietro.

Mi è piaciuta la sincera riflessione di Mara e i più che legittimi e condivisi dubbi e incertezze sollevate. Alla frase “I grossi centri urbani e le città si accorgono ora che noi in montagna abbiamo un Paradiso. E improvvisamente vogliono tutelarlo e proteggerlo” aggiungo tuttavia che anche chi abita, lavora e trae sostentamento dalla montagna e dalle valli ha avuto (e ha tuttora) l’interesse a tutelare e proteggere il proprio territorio (e ci mancherebbe). Non è solo chi vive nelle comode città a voler spingere sulla regolamentazione dell’utilizzo del territorio alpino e della sua natura. Alludo alle severe leggi sulla pianificazione del territorio, alla conservazione e tutela dei terreni agricoli, alle leggi forestali e a protezione della natura, del paesaggio e contro i pericoli naturali. Parecchie e restrittive norme certo, ma che in primis aiutano i nostri agricoltori a tutelare prati e pascoli dalla pressione delle aree edificabili, i forestali a conservare e a rendere più sani e vitali i nostri boschi a protezione dei nostri abitati e delle nostre infrastrutture. La morìa dei boschi cha affliggeva le foreste di mezza Europa negli anni ’80 è stata scongiurata grazie all’introduzione di severe norme antiinquinamento. Le nostre bandite di caccia sembravano inizialmente delle opprimenti e assurde imposizioni di stampo integralista e ambientalista. Col tempo si sono invece rivelate utili per riequilibrare le classi d’età, il sesso e lo stato di salute delle popolazioni degli animali selvatici. A beneficio degli animali stessi ma soprattutto dei nostri appassionati cacciatori! Spesso siamo dunque noi i primi ad aver approfittato di queste norme, non solo chi ai nostri occhi vorrebbe ghettizzare in riserve indiane agricoltori e montanari per poter apprezzare al meglio il proprio tempo libero nella natura incontaminata. Concludendo, non tutte le leggi vengono per nuocere. Non tutte le leggi ignorano le esigenze e le realtà locali con soffocanti restrizioni per accontentare i turisti o chi è alla ricerca di spazi naturali intatti. Non ogni norma è imposta egoisticamente dai grossi centri urbani (non votano solo gli abitanti delle Città, anche noi vallerani votiamo le leggi e pure noi abbiamo ottimi politici che fanno, promuovono e approvano le leggi).

Ad Alfiero dico che non c’è nessun KO da parte dei Comuni nei confronti dell’Ordinanza: l’art. 18 Opar dice che “nella zona periferica è necessario conservare, promuovere, valorizzare, …”. Non dice che “occorre vietare, obbligare o imporre”. Come detto, l’Ente responsabile si prefigge degli obiettivi a favore della regione e del suo territorio, ma non attraverso dei divieti o restrizioni aggiuntivi da imporre ai cittadini. È il parco che ambisce a questi obiettivi, ma senza limitazioni a carico dei cittadini o di Enti o Associazioni. Ed è questo l’elemento fondamentale che verrà menzionato nei Piani Regolatori comunali e a Piano Direttore! La Confederazione è pienamente d’accordo con questo aspetto. È rientrata saggiamente sui suoi passi, come già stabilito sin dall’inizio del progetto. La reazione alla consultazione dei funzionari federali è stata semplicemente smentita dopo qualche settimana dal loro capo, la Consigliera federale Leuthard. Una vera e propria tempesta in un bicchier d’acqua, niente KO!
Buona notte!
Christian
cosa fare per la valle?
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