Blenio Café
cosa fare per la valle?
alfiero
inserito il: 29.5.2016 21:13
Il coraggio di osare, il coraggio di rischiare.

Una grande festa a Malvaglia nel fine settimana.

Un impegno agrituristico riuscito negli scorsi fine settimana (caseifici aperti)

Si sente dire di un agriturismo bleniese che fornirà i gelati alla festa Alptransit.

Non è poco. eventi che indicano la strada della crescita.

Complimenti.
maru
inserito il: 12.3.2016 8:56
Ciao a tutti
in Valle di Blenio ci sono tante piccole iniziative che vale la pena di essere vissute!!!

per esempio una visita alla Roulotte del Libro in piazza a Ludiano

www.vallediblenio.ch/vdbi_sondaggio.php

lasciate che i vostri libri impolverati prendano il volo.....

e buona lettura a tutti!
alfiero
inserito il: 6.12.2015 12:11
Mi permetto di copiare uno stralcio del discorso del 1° di agosto 2008, del Signor Martinoli. Capisco che è il tratto locale di un discorso di ampiezza nazionale ( l'intero discorso è a disposizione su questo sito) ma mi è sembrato un inno a quell'imprenditorialità di cui la valle abbisogna e che oggi non viene più abbastanza coltivata da chi preferisce la scelta di una gestione della valle diversa.

"La scorsa settimana, ero appollaiato sulla cima del Simano: vista da lassù la Valle, intensamente verde, sfavillava di sole e trasmetteva un apparente senso di benessere. Ma quali le prospettive per chi ci vive e lavora? Mi sorpresi a contemplare l’ampia conca del Nara, l’estesa superficie del nuovo comune di Acquarossa. Nara-Acquarossa, un binomio più volte evocato in relazione a due progetti: le terme e gli impianti di risalita. I due progetti andrebbero fusi in uno solo, ma non sarebbe sufficiente. Bisognerebbe aggiungerci il sale dell’innovazione, integrando nel progetto le fonti di energia rinnovabili di cui la Valle è ricca: abbiamo un’eccellente insolazione, una vegetazione rigogliosa (ricordo che il contenuto energetico della massa vegetale prodotta annualmente per fotosintesi sul pianeta è 6 volte superiore a quello dell’attuale produzione annua di greggio), l’acqua, il vento. Potremmo fare della Valle un modello d’avanguardia che miri non solo ad attirare utenti e turisti amanti di un ambiente a misura d’uomo, ma anche a suscitare il loro interesse, la loro ammirazione, la loro curiosità: potremmo essere considerati dei pionieri. Non è un problema tecnico, ma una scelta di società. Una visione, certo, ma ispirata dal desiderio di scoprire una nuova forma di autonomia: appunto, come quella del 1291. L’affido alla vostra riflessione."
mara
inserito il: 26.11.2015 21:01
Complimenti a Nene e al suo staff per la realizzazione e l'organizzazione di Espo In Blenio !

Ben fatta, ben allestita. Con cura! Merita una visita. Merita un sincero plauso!
alfiero
inserito il: 14.8.2015 12:04
La catasta di borre (tronchi) che si vedono in questi giorni al ponte di Dongio suscitano la speranza che la valenza economica del bosco venga fatta risuscitare ma anche il ricordo di quando il bosco valeva per le famiglie e l'ente pubblico. Un plauso a chi nei giorni corsi, a proposito, ha scritto sul giornale che serve razionalità.

Un plauso anche a chi sul giornale ha parlato dell'importanza dell'agricoltura, (40 aziende nel comune di Blenio).
Gestiamo il territorio bleniese a misura di agricoltura perché l'agricoltura é gestita a misura di territorio e, credo, non ci sbaglieremo .....
alfiero
inserito il: 28.6.2015 10:17
Notizie buone e meno buone sui giornali degli scorsi giorni, però importanti per noi.

La Cima Norma, in presente abitata e utilizzata in parte grazie a privati, aspira ad un futuro dignitoso, con la partecipazione pubblica potrebbe diventare una sorta di “campo base” a sostegno della cultura e della creazione coordinata di strutture socio-culturali. Certo la fabbrica in compagnia delle stalle (oggi chiamate rustici, che non abbiamo difeso con sufficiente ardore) vanta un passato fatto di essenzialità che val la pena ricordare A parere mio, un Master Plan che si esprimesse sullo specifico del futuro della fabbrica sarebbe già un passo nella giusta direzione. Della fabbrica e del suo valore ne parlerà la carta del parco? spero che non faccia stato solo l’ordinanza federale sui parchi nazionali che, generalizzando, si prefigge la correzione degli errori, (veri o presunti dalla moda contemporanea), ambientali del passato …………..

Un segnale di timidezza, invece, viene dalla Nara, non tanto dall’insufficiente incasso per coprire i costi e gli investimenti ma dalla insufficiente “aggressività” unità e sicurezza con la quale ne parliamo. La filiera sciistica è stata e continua ad essere una componente assolutamente essenziale di qualsiasi progetto di sviluppo che si voglia adottare, va quindi vista come elemento del più grande sistema sportivo, tempo libero e promozionale turistico di portata cantonale che gode degli aiuti dello stato.

Riguardo le Terme, continuo ad essere convinto che il progetto diventa realizzabile se parlassimo di centro sanitario basato su 4 pilastri corrispondenti alle 4 risorse presenti nella media Blenio: Terme (Privato) di dimensioni adeguate e funzione prevalentemente curativa, Ospedale (pubblico) da strutturare secondo le esigenze del caso, quindi disponibilità sostenibile di terreno per la casa anziani (pubblica) da ingrandire, e alcuni palazzetti (privati) con alcune decine di appartamentini per anziani autosufficienti. Operazione che richiede un’interlocuzione a più ampio raggio che coinvolga i tre comuni e il cantone non essendo compatibile con le possibilità del solo comune di Acquarossa.
Con la restituzione del prestito ricevuto da Serravalle e Blenio, per l’acquisto del diritto di compera delle azioni della precedente società, Acquarossa lancia un segnale, a parere mio, molto negativo che fa scoprire come i tre comuni siano “troppo lontani per essere vicini” nonostante si voglia far sapere agli investitori, affinché abbiano maggior fiducia, che a portare avanti lo sfruttamento delle risorse della media valle sia l’unità. Spero che Serravalle e Blenio, di solito propensi a sostenere finanziariamente dei progetti azzerino il loro credito a titolo di sostegno a fondo perso alle terme.

Vogliamo le Terme, l’ospedale, la casa anziani, lo sci, il turismo in generale con la necessaria struttura ricettiva, la Cima Norma, sufficienti posti di lavoro, il parco, una sede di Pro Natura, l’agriturismo, l’indotto di Alptransit con una fermata a Biasca, il potenziamento delle scuole a Biasca, la fine dello spopolamento ecc. ecc. secondo me un pacchetto di cose ambizioso ma che diventa risorsa trascurata finché non ci induce a fare delle scelte.
E’ sufficiente dire democraticamente parco si oppure parco no attraverso una votazione popolare, oppure sarebbe auspicabile un Master Plan più ardito che sappia indicare il cammino del nostro crescere? In sostanza ci vuole la scelta fra 2 futuri: Un ambientalismo che va oltre il sostenibile e il necessario per il nostro ambiente che comprenderebbe la realizzazione del parco, ( la valle di Blenio sarebbe ingabbiata interamente in un pacchetto di regole supplementari con i suoi oltre un terzo della popolazione del parco. Che gli investitori prediligano, per i loro investimenti, regioni con tante norme non sembra credibile) oppure optare per un ripopolamento e la crescita economica, non manca la possibilità di averli in modo sostenibile, ipotesi che favorirebbe l’impegno comune a livello 3valli per la fermata di Alptransit e le scuole a Biasca.
alfiero
inserito il: 10.5.2015 8:22
Ad ognuno un piccolo compito vien da dire, ma allora come non pensare al ritorno ai 17 comuni? (è solo una battuta, un inno alla fusione dei 3 comuni)

Se il Master Plan, che scrivo in maiuscolo perché è lo strumento giusto per fare una pianificazione che si rispetti, non sarà capace di coinvolgere tutte le attività umane della valle farà solo danno.

Ricordiamo che a far stato, in ogni dove democratico, è spesso l'aiuto della popolazione offerto ai vertici, che da parte loro lo devono promuovere.

In una confusione a ridere sarà quella parte della politica cantonale che non vuole spendere soldi per la montagna mentre a piangere saremo noi che non individuviamo il timone delle nostre sorti
Aquila Bleniese
inserito il: 6.5.2015 8:32
Io purtroppo non posso rispondere alle domande di Rasputin,
però nel suo elenco aggiungerei anche il responsabile regionale per la Valle di Blenio del Parc Adula.

Tutta questa gente pagata dagli enti pubblici (alla fine da noi semplici cittadini) riesce a dividersi i compiti? chi fa cosa?

anche secondo me ci sono dei doppioni...
e se poi il parco diventasse realtà, ha ancora senso avere un direttore dell'ente turistico? cosa promuove che non sarà già promosso dal Parco?

a questo punto mi chiedo se realmente si creeranno dei posti di lavoro, o semplicemente cambieranno le etichette...
Rasputin
inserito il: 5.5.2015 18:34
Nominato il nuovo responsabile ERS.

Si legge nella stampa della nomina del sig. Caprara.
Seppur non della Valle, non si disquisisce sulle sue capacità, anche perché non è conosciuto dal sottoscritto. Almeno qualche titolo di studio sembra che lo possiede.

Ora:
- esiste un responsabile di area (ex direttore ET Blenio – lautamente pagato).
- esiste un nuovo ufficio, anche se di una ditta privata, che gestisce i rustici e con l’intento di rimpiazzare la defunta Blenio Rustici. (qui, se dopo qualche anno finanziariamente non regge, si chiude baracca!)
- esiste una persona che sta sviluppando il Master Plan Blenio ( tra l’altro imperniato su un progetto che non arriverà mai – Terme; e su un progetto che si spera non arrivi – Parc Adula) e che sicuramente e (giustamente) non lo fa a gratis.
- viene nominato un nuovo responsabile (sicuramente che non lavora per la Chiesa di Wassen)

A chi paga le tasse (e magari si aspetta qualche risultato)vengono spontanee diverse domande (e forse anche agli altri):
- non ci sono dei doppioni?
- se si, quali sono?
- quali sono i compiti di ognuno di questi operatori?
- quali sono gli obiettivi che si dovrebbero richiedere ad ognuno di questi operatori?
- quali sono i costi totali di queste posizioni e da chi vengono coperti?

La riflessione; magari una migliore sinergia tra gli enti ed una miglior razionalizzazione non sarebbe più proficua?

Otre a questo, a quanto sembra la vecchia tassa di socio dell’Ente Turistico è stata più che raddoppiata!

I risultati saranno migliori per la nostra Valle, in rapporto alla percentuale di aumento della tassa? (cioè risultati di due volte e mezza migliori di prima?)

Chi sa dare delle risposte?

Restiamo in tanti ad attendere riposte concrete!
Fabio
inserito il: 4.5.2015 6:13
L'anno scorso scrivevo quanto sotto. È un "pezzo" che ritorna d'attualità dopo tutto quanto di positivo Severino ha potuto mostrare nel fine settimana appena passato. Bravo!

"
Complimenti a Severino ed alla sua truppa per quanto il Caseificio del Sole ha saputo offrire in queste due giornate. La promozione turistico-economica di Blenio è l'insieme di singole simili iniziative concrete e non la concentrazione su uno-due progetti troppo grandi per l'intera valle: ieri ed oggi ne abbiamo avuto la prova. Da un mio vicino di tavolo, questo mezzogiorno ho sentito una frase "tutto dire" e che merita di essere riportata. "attira più una stalla che un cinque stelle!"
Tutto ciò mi permette di proporre a Severino il prossimo passo, ossia l'organizzazione di un circuito di fiera-mercato, con bancarelle a distanza più o meno regolare, partendo dalla fabbrica "ex-Buzzi verso la campagna, girando a destra al sottopassaggio della cantonale in direzione del Caseificio del Sole, organizzando a metà strada (al Caseificio del Sole) una degustazione di prodotti nostrani oppure un pranzo come quello appena gustato e rientrando all'inizio del circuito (fabbrica "ex Buzzi"). Infatti, se le due giornate appena trascorse hanno dimostrato le potenzialità della campagna di Aquila e del Caseificio del Sole, perché lasciare che l'annuale fiera di Aquila continui ad esistere sulla piazza centrale del pase con intralcio di traffico e posteggi?.
Buona settimana entrante.
Fabio
"
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