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VOLTAGGIO TROPPO ELEVATO
IN VALLE?
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Giancarlo
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inserito il: 27.1.2010 12:31 |
Rispondo a Erica per tutti. Non se la prenda con la SES che in questo caso non c’entra. Sostituendo le lampadine a incandescenza con quelle a risparmio energetico, a parità di lumen emessi in tutte le direzioni ma non uniformemente a dipendenza del tipo di lampadina scelto, la potenza e quindi il consumo si riduce sicuramente a 1/4-1/5. Il problema è che non tutti i lumen emessi arrivano sul giornale che si vuol leggere, pertanto, oltre a scegliere correttamente la lampadina, bisognerà valutare se cambiarne l’orientamento, montare un riflettore, sostituire il lampadario, ecc., questo per far si che buona parte dei lumen emessi arrivi sul giornale. In effetti per poter leggere correttamente il giornale è indispensabile che i lumen/m2, che si chiamano lux, siano almeno 150. Fine della rottura! Saluti, Giancarlo
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erika
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inserito il: 26.1.2010 22:45 |
Anche a me piacerebbe tanto sapere che tipo di lampadine acquistare per vedere bene, senza consumare energia inutile ("carissima"SES!!!), rispettando l'ambiente, ecc. ecc., quindi ha fatto bene il signor Giancarlo a rivolgersi a chi di competenza anche tramite la stampa. Sapere esattamente cosa si deve acquistare, specialmente per i profani in materia (come la sottoscritta), è importante. Quanto alla lettera anonima che ha ricevuto il signor Giancarlo: no comment, nel senso che non merita commento. Chissà se l'"anonimo" saprebbe dare qualche consiglio un po' meno... complicato? Saluti il signor Giancarlo e tutti i lettori Erika
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Giancarlo
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inserito il: 26.1.2010 17:59 |
A proposito di risparmio illuminazione abitazioni esistenti Lunedì 25.1.10, in risposta al mio articolo "Risparmio illumimazione abitazioni esistenti", apparso sul GdP del 19.1.10 e anche sul Mattino di ieri domenica 24.1.10, ho ricevuto una lettera anonima, spedita il 20.1.10 da Lugano, che dice: "ficcatela nel c... (non ho dubbi, la lampadina, ma quale mi chiedo, quella a incandescenza o l'altra?); forse vedrai meglio, oppure cambia gli occhiali!" Il primo consiglio l'avrei anche seguito se avessi avuto la certezza di veder meglio, il secondo l'ho subito scartato perchè assolutamente inutile: in effetti non è cambiando gli occhiali che si aumentano i lux. Il mio articolo terminava così: "Convinto che il problema non è solo mio, per tutti chiedo agli specialisti, e ce ne sono tanti (Confedezazione, Cantoni, Comuni, Aziende elettriche, Scuole di tutti i livelli, Grandi magazzini, ambientalisti, ecologisti, ecc.), cosa devo fare". Chiudo rinnovando la stessa domanda, sperando in una risposta, che ritengo doverosa, alla Confederazione, Cantoni, Comuni, Aziende elettriche, Scuole di tutti i livelli, Grandi magazzini e anche agli ambientalisti e ecologisti, tuttavia quelli veri. Cosa dicono i Bleniesi? Giancarlo Beltrami, Biasca
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Giancarlo
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inserito il: 14.1.2010 13:06 |
Trasmesso ai quotidiani: Annaffiatoi e sostituzione delle lampadine a incandescenza con quelle a risparmio energetico. Premetto che non sono uno specialista e non ho frequentato l'ASP, tuttavia ho concluso un mio precedente articolo con il consiglio di sostituire, nell'uso domestico, le lampadine a incandescenza con quelle a risparmio energetico, ma di prendere tutti i provvedimenti atti ad ottenere almeno l’illuminamento precedente, consiglio che tanti miei amici non hanno capito. Per questo insisto: Sulla confezione delle lampadine, oltre ai soliti dati, V, W, è indicato il flusso luminoso in lumen (lm) che è la potenza luminosa complessiva (quantità di energia luminosa emessa dalla lampadina nell’unità di tempo), irradiata in tutte le direzioni, ma che non è uniforme e dipende dal tipo di lampadina. È chiaro che, senza nessun accorgimento, diverso orientamento della lampadina, riflettore o altro, solo una parte del flusso luminoso colpisce la superficie che si vuol illuminare. L’illuminamento è il rapporto tra il flusso luminoso (lm) che colpisce questa superficie e l’area (m2) di questa. Si esprime in lux (lx). 1 lx = 1 lm/m2. L’illuminamento è la grandezza più usata nell’illuminotecnica e si misura con il luxometro. Con essa si definiscono i valori necessari per i diversi ambienti o attività. Per esempio, per leggere, l'illuminamento minimo indispensabile è di ca. 150 lx. Ammettiamo ora di sostituire la lampadina a incandescenza 100 W, che ha un flusso luminoso abbastanza uniforme di 1380 lm, del lampadario sopra il tavolo della sala da pranzo, con una lampadina a risparmio energetico. È chiaro che per avere il medesimo illuminamento, in linea di massima, scegliamo una lampadina a risparmio energetico con almeno un flusso luminoso di 1380 lm, per esempio una di 23 W che ha 1500 lm. La sorpresa è che, sostituita la lampadina, non riusciamo più a leggere il giornale, vale a dire che l'illuminamento è inferiore a quello di prima. Questo si spiega meglio immaginando un annaffiatoio al posto della lampadina e un recipiente al posto del tavolo. È chiaro che cambiando l'orientamento dell'annaffiatoio e/o della forma della bocchetta traforata, si influenza in modo determinante la quantità di acqua che cade nel recipiente. Questo ragionamento vale anche per la lampadina. Io, senza altri accorgimenti, ho solo sostituito una lampadina a incandescenza di 100 W, 1360 lm, con una fuorescente compatta a tre tubi di 26 W, 1800 lm, l'illuminamento si è ridotto a ca.1/3, da 144 lx a 46 lux, quindi impossibile leggere il giornale. Svitare, avvitare, svitare e riavvitare! Ciao, Giancarlo
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Giancarlo
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inserito il: 2.11.2008 9:14 |
Energyday, svitare avvitare è tutto lavorare. Mi riferisco a SPECIALE ENERGIA, supplemento all'ENERGYDAY di sabato 25 ottobre 2008 in collaborazione con SVIZZERA ENERGIA, distribuito con il Caffè di domenica 19 ottobre 2008. A parte diverse informazioni inveritiere ed esempi sbagliati, che creano unicamente grande confusione, sui quali per non dilungarmi troppo preferisco sorvolare, mi infastidisce, mi è incomprensibile e mi delude il fatto, grave, che anche a questi livelli (l'esempio vien dall'alto), si continui a confondere la potenza con l'energia, i kilowatt (kW) con i kilowattora (kWh) e non si conoscano neanche le relative unità. Ecco cosa bisogna sapere per risparmiare energia sostituendo le comuni lampade a incandescenza con quelle a risparmio energetico. Sulla confezione delle lampade è sempre indicata la tensione in volt (V) la potenza in watt (W) e il flusso luminoso in lumen (lm). Presumo che i più sappiano cosa sia la tensione e la potenza, mentre pochi sapranno cos'è il flusso luminoso che è la potenza luminosa complessiva (quantità di energia luminosa emessa nell’unità di tempo), irradiata in tutte le direzioni da una lampada che, come già detto, si esprime in lumen (lm). È chiaro che, senza nessun accorgimento, riflettore o altro, solo una parte del flusso luminoso colpisce la superficie che deve essere illuminata. L’illuminamento è il rapporto tra il flusso luminoso (lm) che colpisce questa superficie e l’area (m2) di questa. Si esprime in lux (lx). 1 lx = 1 lm/m2. L’illuminamento è la grandezza più usata nell’illuminotecnica e si misura con il luxometro. Con essa si definiscono i valori necessari per i diversi ambienti o attività. Ammettiamo ora, per esempio, che vogliate sostituire la lampada a incandescenza normale 100 W, 230 V , 1380 lm, che ha un flusso luminoso abbastanza uniforme, del lampadario sopra il tavolo della sala da pranzo a un'altezza di 110 cm, o di un posto di lavoro, con una lampada fluorescente compatta a tre tubi 26 W, 220-240V, 1800 lm. La lampada a incandescenza considerata ha un coefficiente di efficienza luminosa di 1380 lm / 100 W = 13.8 lm/W mentre la lampada fluorescente compatta a tre tubi un coefficiente di efficienza luminosa di 1800 lm / 26 W = 69,2 lm/W, quindi 5 volte superiore. La lampada fluorescente compatta 1800 lm dovrebbe pertanto generare un illuminamento superiore a quello della lampada a incandescenza normale 1380 lm. Se misurate con il luxometro (luxometro sul tavolo sulla verticale calata dal centro della lampada, a 110 cm dello stesso, avrete invece il seguente illuminamento: -Lampada a incandescenza normale 144 lx -Lampada fluorescente compatta a tre tubi 46 lx, quindi ca. 3 volte meno per il fatto che la lampada a incandescenza ha un flusso luminoso abbastanza uniforme mentre non è il caso per quella compatta a tre tubi. In altre parole, quello che leggevate prima vi sarà illeggibile. Con questo non dico di non sostituire le lampade a incandescenza con quelle a risparmio energetico ma di prendere tutti i provvedimenti atti ad ottenere almeno l’illuminamento precedente, altrimenti svitare, avvitare, svitare e riavvitare.
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Giancarlo
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inserito il: 17.10.2008 18:47 |
Penso verrà pubblicato prossimamente almeno su un quotidiano: Perchè lampade 240 V e 250 V Mi riferisco al mio articolo dell'8 ottobre 2008 "Risparmiare energia con le lampadine" apparso sul Corriere del Ticino. A scanso di malintesi vorrei precisare che la tensione della rete SES in certe zone, a Biasca e in Valle di Blenio, a dipendenza del carico presente sulla rete e dalla distanza dell'allacciamento rispetto alla cabina di trasformazione, pur essendo elevata (da ca. 240 V a ca. 246 V e saltuariamente anche 250 V) rientra nei limiti fissati dalla norma EN50160, valore nominale: 230 V +/- 10% (ovvero da 207 V a 253 V). Da informazioni assunte il problema non è specifico a Biasca e alla Valle di Blenio ma generale, pertanto interessa tutti i distributori di energia elettrica. La norma sopraccitata dev'essere considerata anche dai fabbricanti di apparecchi elettrici sui quali però è indicata unicamente la tensione nominale e non i limiti massimi e minimi della stessa compatibili con un funzionamento corretto. È risaputo che una delle cause principali che influenzano la durata delle lampade è lo scostamento del valore nominale della tensione. Anche spegnimenti e accensioni frequenti ne riducono sensibilmente la durata. Per esempio, se la tensione della rete è costante 230 V, ciò che non è mai il caso, una lampada a incandescenza 230 V 100 W avrà una durata media di ca. 1000 ore, mentre se la tensione della rete è 245 V la medesima lampada assorbirà 110 W, ossia il 10% in più e, se non si guasterà dopo sole tre o quattro accensioni, durerà al massimo alcune ore. Detto questo mi sembra evidente che i distributori di energia elettrica dovrebbero consigliare, rispettivamente intervenire per facilitare l’acquisto ai loro utenti di lampade con tensione nominale di 240 V, e se del caso anche 250 V, attualmente difficilmente reperibili sul mercato. Rinnovo pertanto il mio consiglio alla Migros, alla Coop e ai Grandi magazzini: A Biasca e in Valle di Blenio, e in generale dove la tensione è elevata, nei vostri negozi tenete anche lampade 240 V e 250 V. Venderete meno lampade ma in compenso, oltre a far risparmiare denaro ai vostri clienti che siamo noi tutti, contribuirete sicuramente a ridurre gli sprechi per la gioia degli ecologisti che siamo sempre noi tutti. Giancarlo Beltrami, Biasca
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Giancarlo
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inserito il: 13.10.2008 22:10 |
Signor Fabio, in Valle ci sarà sicuramente qualche elettricista che dispone di un luxometro, strumento che si potrebbe anche acquistare già a partire da 100.-fr. Penso che il controllo dell'illuminamento di un solo punto di lavoro sia di ca. 1/4 d'ora. Saluti, Giancarlo
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Fabio
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inserito il: 8.10.2008 6:13 |
Egregio signor Beltrami, la ringrazio per il suo articolo molto interessante e alla portata anche delle persone con poche congnizioni nel campo specificio. Un paio di domande pratiche: 1) dove ci si rivolge per ottenere un controllo con il luxometro? e 2) presumibile costo di un simile controllo? Grazie e cordiali saluti Fabio Devittori
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Giancarlo
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inserito il: 7.10.2008 18:10 |
Il 5 ottobre 2008 ho inviato il seguente articolo ai giornali. Non so se lo pubblicheranno. Signora Migros, La aiuto subito, con piacere! Ho letto l'inserzione della Migros "Aiutateci a ridurre le emissioni di CO2", due pagine intere, sul Caffè 5 ottobre 2008, la foto di una lampada fluorescente a tre tubi in scala ca. 2:1 con l'indicazione -80% CO2 a caratteri cubitali e poi: Le nostre lampadine risparmiaenergia permettono anche di risparmiare denaro. Infatti le lampadine non solo consumano 5 volte meno elettricità risparmiando di conseguenza molto CO2, ma hanno una durata di vita 8 volte maggiore rispetto alle lampadine normali. In media vi permettono di ridurre di circa 140 franchi i costi dell'elettricità per ogni lampadina... Avete ora la possibilità di sostituire qualsiasi lampadina e tutelare sia l'ambiente che il vostro portamonete... Come già scritto alla SES in particolare per la tensione elevata il valle di Blenio e a Biasca, alla Migros, alla Coop e all'Acsi, ormai lo sanno anche i paracarri che sostituendo le comuni lampade a incandescenza con quelle alogene, quelle fluorescenti di diverso tipo e con le LED recentemente messe sul mercato, si risparmia energia e pertanto si riducono le emissioni di CO2. Quello che manca invece è un'informazione corretta sulla scelta delle lampade per, importante, un medesimo illuminamento misurato in lux (lx), sulla loro utilizzazione, in particolare riguardo al colore della luce, all'ambiente da illuminare, alle attività che vi si svolgono, frequenza di accensione-spegnimento e tensione elevata, parametri che ne riducono notevolmente la durata. Mi spiego meglio: L’illuminazione ideale deve considerare la distribuzione, la quantità e la qualità della luce, diretta, indiretta, mista, ecc. La posizione e il numero di lampade vanno scelte con cura a dipendenza delle dimensioni del locale. Anche l’altezza delle lampade sopra l’oggetto da illuminare è importante. La tinta delle pareti e possibilmente anche del soffitto saranno chiare. La polvere sulle lampade ne diminuisce il rendimento. Approfittare per quanto possibile della luce naturale dall’esterno. Evitare l’abbagliamento. Per esempio evitando il montaggio di proiettori alogeni a parete. Tener presente che la luce delle lampade a incandescenza è quella che si avvicina maggiormente allo spettro della luce naturale, crea un’atmosfera distesa ed è adatta per lavori di concetto. Una carente resa dei colori provoca stress visivo, pertanto scegliere lampade con una buona resa cromatica Ra da 85 a 100. Dove la tensione è elevata scegliere lampade 240, 245, 250 V (ad esempio, se la tensione della rete è 245 V una lampada a incandescenzala di 100W assorbirà 110 W, ossia il 10% in più, e durerà al massimo una o due ore). Per un dato lavoro i giovani necessitano di un illuminamento minore degli anziani. Per evitare l’affaticamento dovuto alla contrazione e dilatazione dell’iride limitare il divario tra la luminanza del compito visivo e quella del suo intorno. Accendere solo le lampade di cui si ha bisogno. Spegnere sempre le luci a incandescenza quando ci si allontana da un locale. Nei locali più utilizzati sostituire le lampade a incandescenza con quelle fluorescenti compatte integrate elettroniche, cambiando l’orientamento e sostituendo se necessario anche il lampadario per avere lo stesso illuminamento. Accensioni e spegnimenti molto frequenti delle lampade fluorescenti compatte e elettroniche integrate, superiori alle 10 volte nelle 24 ore, ne riducono sensibilmente la durata. Evitare lampadari con molte lampade. Cercare di utilizzare un unico o pochi tipi di lampade, per esempio con attacco E27. Far controllare l’illuminamento con il luxometro. Per cambiamenti importanti farsi consigliare da uno specialista. Tener presente che nel 2009, conformemente all’ordinanza sul’energia (OEn), con determinate eccezioni, le lampade delle classi F e G, verranno bandite. In generale le lampade fluorescenti a risparmio energetico non producono un fascio di luce concentrato che si ottiene però, dove necessario, con le lampade LED. All’esterno prevedere lampade con interruttori crepuscolari e fotocellule. Tener presente che lampade a incandescenza e alogene possono essere smaltite con i normali rifiuti domestici mentre tutte quelle fluorescenti comprese quelle a risparmio energetico attraverso i punti vendita. Signora Migros, da questa breve conclusione risulta chiaro che non ha detto tutta la verità, che i risparmi sono inferiori a quelli esposti e che la sola e semplice sostituzione delle lampade a incandescenza con quelle a risparmio energetico, se non accompagnata da altre misure, di regola non è proponibile. Signora Migros, ma anche Coop, se permette un consiglio: Per Biasca e la Valle di Blenio, e in generale dove la tensione è elevata, nei vostri negozi tenete anche lampade 240, 245, 250V, oltre a far contenti i vostri clienti contribuirete sicuramente a ridurre gli sprechi. Giancarlo Beltrami, Biasca
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Giancarlo
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inserito il: 5.2.2008 10:48 |
Cari utenti, volevo comunicarvi che ho scritto anche alla Migros e all'Acsi. Quest'ultima mi ha risposto, ma il problema non è stato capito, sono quindi ritornato alla carica. Vi propongo qua il mio scritto: Gentil Signora Caldelari, la ringrazio per la sua lettera. L'illuminotecnica è complicatissima, pertanto è indispensabile semplificare alfine di dare a tutti le indicazioni minime necessarie per poter sostituire, almeno nell'uso domestico, le lampade a incandescenza con quelle a risparmio energetico ottenendo tuttavia l'illuminamento (lux) e il clima cromatico armonioso non inferiori a quelli preesistenti. Queste condizioni non si ottengono sostituendo semplicemente le lampade, perchè quelle incandescenti emettono un flusso luminoso praticamente omogeneo in tutte le direzioni (intensità luminosa costante) e luce a spettro continuo (luce bianca), come quella del sole, mentre non è il caso per quelle a risparmio energetico. Il fatto che non è sufficiente sostituire le lampade va inteso nel senso che in certi casi è necessario cambiare anche il lampadario per ottenere l'illuminamento precedente. A questo proposito le comunico i risultati scaturiti da una semplice prova. Alcune misure d’illuminamento: una sera, a casa mia, con un luxometro, ho fatto alcune misure d’illuminamento con diverse lampade con attacco E27. Luxometro sul tavolo, sulla verticale calata dal centro della lampada, a 110 cm della stessa. -Lampada a incandescenza normale: 100W, 230V, 1360 lm, 144 lx -Lampada a incandescenza Softone d 120 m: 100W, 230V, 890 lm, 113 lx -Lampada a incandescenza normale: 75W, 230V, 925 lm, 125 lx -Lampada a incandescenza: 60W, 240V, 710 lm, 100 lx -Lampada alogena: 42W, 230V, 630 lm, 84 lx -Lampada fluorescente compatta a globo Softone d 120mm: 16W, 230V, 700 lm, 61 lx -Lampada fluorescente compatta a tre tubi: 26W, 220-240V, 800 lm, 46 lx -Lampada fluorescente compatta a due tubi: 11W, 220-240V, 600 lm, 36 lx Un'altra cosa che bisognerebbe chiarire è la temperatura di colore delle lampade. Per esempio la temperatura di colore di una lampada ad incandescenza di 40 W è di 2'800 K. Tuttavia, sulle confezioni, il colore della luce delle lampade fluorescenti viene anche espresso da un numero: 827 bianco caldo extra 830 bianco caldo 840 bianco e, secondo il fabbricante, ancora da altri numeri. Spesso sulle confezioni si trova pure il corrispettivo in lettere: calda, luce calda, bianco caldo, fredda, luce fredda, luce del giorno, bianco bluastro, bianco freddo, bianco ghiaccio, bianco freddo deluxe. (un vero casino!) Cordialmente, Giancarlo Beltrami
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VOLTAGGIO TROPPO ELEVATO
IN VALLE?
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