Blenio Café
OFFICINE FFS De Bellinzona a Biasca e Chiasso
valerio
inserito il: 6.3.2012 22:40
Cancelleria dello Stato 6501 Bellinzona , 6 marzo 2012

INCONTRO STAMPA

Incontro tra il Consiglio di Stato e il Comitato Officine FFS
La Cancelleria dello Stato comunica che mercoledì 7 marzo 2012 si terrà a Bellinzona una riunione tra l’Esecutivo cantonale, rappresentato dal Direttore del Dipartimento del territorio (DT) Marco Borradori, e il Comitato Officine FFS.

L’incontro si svolgerà alle 11.30 presso la Sala riunioni della Direzione del DT al quinto piano della Residenza Governativa.
Al termine, indicativamente verso le 12.30, le parti saranno a disposizione dei media nella medesima sala.

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
CANCELLERIA DELLO STATO
Luca Invernizzi, Responsabile Servizio informazione e comunicazione del Consiglio
di Stato, tel. 091/814.31.97 oppure cellulare 079/618.0
valerio
inserito il: 9.3.2012 0:12
DA: 08/03/2012 Corriere del Ticino - DAVIDE PAGGI -

Lavoro Primi tagli alle Officine
Il dialogo tra maestranze e direzione centrale delle Ferrovie federali non decolla Intanto 16 interinali resteranno a casa a fine mese - Continuano i test amianto

■ I tagli alle Officine sono inizia­ti. Alla fine di marzo sedici interi­nali dello stabilimento industria­le di Bellinzona rimarranno a ca­sa. Le Ferrovie federali svizzere, così come denunciato dal Comi­tato dei lavoratori e poi riconosciu­to dalla stessa direzione azienda­le, hanno dato il via al piano di ri­dimensionamento delle attività. Una scelta dettata, spiegano le FFS, dalla diminuzione delle com­messe rispetto allo scorso anno che fu caratterizzato da un volu­me di lavoro straordinario nel set­tore dei carri merci. I lavoratori temporanei erano stati assunti proprio per far fronte a quei pic­chi. Ora si torna lentamente alla normalità. A fare le spese di que­sta contrazione del 26% (da 450 a 370 mila ore di lavoro) sarà il per­sonale impiegato a tempo deter­minato. Le misure di ridimensio­namento alle Officine potrebbe­ro però portare a nuovi tagli o in­terruzioni dei rapporti di lavoro: stando agli operai circa un quin­to dei 500 lavoratori attivi a Bellin­zona potrebbe ricevere il benser­vito. Le FFS segnalano però che dal primo gennaio alle Officine la­vorano nove elettromeccanici e elettrotecnici in più. Inoltre se da una parte si taglia, dall'altro il sito industriale viene ammodernato con investimenti per 1.3 milioni di franchi. Le FFS hanno previsto di risanare il tetto dell'edificio del settore locomotive, di rinnovare due pensiline per il ricovero di ma­teriale e di intervenire negli spazi di lavorazione delle sale montate.
Amianto: risultati a breve
Alle Officine si aspettano ancora i risultati degli esami della Suva sul­l'amianto trovato nei vagoni Bpm51. Entro pochi giorni se ne saprà di più, poi, se verrà dato il nullaosta, riprenderanno i lavori di trasformazione del materiale rotabile. Il medico di fiducia ha vi­sitato una ventina di collaborato­ri: i test erano negativi e nella zo­na e nell'aria non sono state rin­venute tracce del materiale.
valerio
inserito il: 10.3.2012 20:16
A futura memoria e per ricordare certe politiche Federali di "grandi visionari" rimetto in lettura un'interessante scritto apparso su alcuni Media nel 2006. Proprio a dimostrare l'incredibile "competenza" di certi vertici.

Ti vengono a proporre il Carico dei TIR a Biasca quando abbiamo spiazzi enormi, liberi, disponibili subito e definitivi alla Stazione "ex internazionale" di Chiasso. Dal momento che i TIR arrivano già a Chiasso per i controlli, Fermiamoli li, controliamoli e carichiamoli subito sul treno. Minor inquinamento e costi per tutti. Veramenente incredibile la politica delle FFS.

Storie di ordinaria follia

di Franchino Filippini Le notizie sul futuro della ferrovia nel nostro paese si succedono oramai a un ritmo incalzante. Da quando la Confederazione ha imboccato la strada della distruzione del servizio pubblico a favore del mitico “ libero mercato”, anche in questo vitale settore dei trasporti, è difficile distinguere le vere notizie che informano sui fatti da quelle che i fatti li travisano o li giustificano con mezze verità, che sono poi delle bugie intere! A quest’ultime si aggiunge poi il silenzio, dietro il quale si dissimulano iniziative stupefacenti. Nel campo del traffico merci, fra la Confederazione e le Ffs Sa ( di cui, come si sa, la stessa Confederazione è azionista unico) è addirittura in atto la gara a chi fa peggio.
Tutti conoscono la recente decisione di Ffs Cargo di adottare misure di riduzione dei costi, a ciò costretta per affrontare la concorrenza delle ferrovie private ed estere, quali la Deutsche Bahn, i cui treni circolano liberamente in Svizzera. Questi competitori mettono sotto pressione le Ffs, alle quali sottraggono liberamente il traffico più redditizio, quello di transito internazionale. Per rimediare al conseguente squilibrio finanziario, i provvedimenti di risparmio annunciati sono quelli in linea con l'ortodossia neoliberale professata dalla classe politica svizzera, ovvero il taglio di 650 posti di lavoro con l’eliminazione del servizio Cargo in innumerevoli stazioni ( fra cui Airolo e la zona industriale di Piotta).
Quindi tanto peggio per il trasferimento del trasporto delle merci dalla strada alla ferrovia e il millantato sostegno alle zone periferiche. Non ci si può aspettare delle eccezioni. È ovvio che nessun politico proporrà un sostegno finanziario alle Ffs per mantenere, almeno in parte, il servizio che si vuole smantellare con i relativi posti di lavoro. Possiamo essere certi che, a chi ancora non lo sapesse, verrebbe spiegato che le sacrosante regole del libero mercato neoliberale lo vieterebbero.
Ma è proprio qui che casca l’asino.
Poiché le stesse regole, se a taluni vietano, invece ad altri permettono. Infatti, dalla lettura della rivista germanica Eisenbahningenieur N ° 56 ( 10/ 2005), si apprende che il nostro Ufficio federale dei trasporti finanzierà la trasformazione di 38 locomotive dell’impresa straniera Deutsche Bahn, per dotarle del sistema di sicurezza Etcs, affinché, a partire dal 2006, esse possano circolare sulla nuova linea Mattstetten- Rothrist ( nel canton Berna). La Svizzera si è impegnata ad assumersi i relativi costi che ascendono alla “ modica” somma di 34 milioni di Euro, pari a circa 50 milioni di franchi che verranno prelevati dal “ fondo infrastrutture” di “ Ferrovia 2000”! Aldilà del proclamato, ma qui bellamente ignorato, “ divieto” neoliberista di sovvenzionare le imprese private, è impossibile intendere secondo quale logica la Confederazione, con i soldi dei cittadini, possa sussidiare una ditta privata estera per facilitarle una concorrenza sleale a danno delle Ffs Sa di proprietà del popolo svizzero! Con siffatto autolesionismo ( che puzza di intrallazzo) non ci si può più stupire che l’ex- regia federale stenti a fare quadrare i conti. Siamo oramai esposti alle follie di manager e alti funzionari megalomani, i quali fanno e disfano grazie alla complicità o l'inettitudine di numerosi pezzi da novanta della politica. È facile intuire che con simili dissennati provvedimenti, le Ffs - alle quali si è voluto togliere il ruolo di servizio pubblico - verranno presto messe alle corde e magari liquidate “ à la mode de” Swissair. “ Du déjà vu” insomma.
valerio
inserito il: 23.3.2012 18:19
Vedo SI letture ma zero interventi. BOH! tema che non interessa? Non é strano?

Segnaliamo altro tema legato alla Ferrovia, in questo caso , TILO e FRONTALIERI !

Voci di "contentezza " e grande soddisfazione (???) che serpeggia tra i nostri validi macchinisti............ Quanti frontalieri sono stati assunti e lavorano con il contratto TILO?

Chi risponde esattamente e che il numero é di 12 (dodici) riceve un biglietto solo andata -Bellinzona - Mal......PENSA...TA!!.

I nostri validi macchinisti, quando si ipotizzava di andare in Italia a condurre i treni hanno dovuto fare dei corsi di perfezionamento. In quanto ...la nostra tecnologia é "vecchia" e non erano ben formati!!!!!! INFATTI , Per guidare un treno in Italia ci VOGLIONO DUE MACCHINISTI IN QUANTO UNO SOLO NON RIESCE a Guidare il treno e CONTROLLARE I SEGNALI e........."verificare se una qualche persona non attraversa i binari.!!!!

Comunque, e che mi si corregga se sbaglio. Non ho mai visto un macchinista Ticinese che, dal TILO, arrivando a Chiasso, continua fino a Milano. A Chiasso, il ticinese scende e sale l'Italiano. Magari il nostro pilota non ha la Carta d'identità valida in quanto extra-comunitari ? Non conosce bene la lingua ? Magari non ha passato gli esami di abilitazione alle tecnologie Italiane? O magari il suo turno di lavoro..... termina proprio a Chiasso? Oppure é colpa della "guerra" ..dei ristorni ai frontalieri?? E NOI ASSUMIAMO Frontalieri ANCHE Come macchinisti TILO ?
Magari i Ticinesi non vogliono fare nemmeno questo lavoro, come certi nostri politici affermano?

Visto che il burocrate afferma sempre e praticamente che in ogni ramo dell'economia i Ticinesi non ci sono, non vogliono fare determinati lavori perché umili, stipendio troppo basso, ecc....... Non é meglio che lo stesso burocrate DICA dove i TICINESI VOGLIONO LAVORARE visto che, dal loro parlare sono piu' i posti che i ticinesi rifiutano che teoricamente sono proponibili. Magari... vogliono fare tutti e solo i Politici????!!!

Cerchiamo di pensare al bello e non...al male.

Auguri e
BUONA PASQUA a voi.... che si stà arrivando
OFFICINE FFS De Bellinzona a Biasca e Chiasso
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