Blenio Café
Importante ritrovamento lungo il fiume Brenno
lo scriba montano
inserito il: 1.4.2015 11:24
Leggendo l’articolo del ritrovamento del fossile, si potrebbe pensare ad un classico pesce d’aprile.

Invece, questa volta non è così

Effettivamente nei mesi indicati, il suddetto gruppo di studenti ha soggiornato diverse settimane in valle con lo scopo di studiare la geologia locale.
Infatti proprio la zona della bassa valle fino alla media ed alta valle è molto conosciuta come interessate zona di “contrasto” tra la placca mediterranea (detta anche placca Africana) e la placca continentale.

In effetti le nostre montagne sono il risultato del sollevamento dovute alla spinta della placca mediterranea entrata in “collisione” (se così si può dire) con la placca più dura formata da rocce granitiche della placca continentale.
Il sollevamento ed il ripiego degli stati rocciosi di Gneiss ed ortogneiss sono ben visibili sui contafforti rocciosi del Simano e del gruppo dell’Adula, in particolare su tutto il pendio che si vede a sud della capanna UTOE.

Proprio la linea di confine tra le due placche è la vena di dolomia che attraversa tutta la catena alpina e che da noi la troviamo sulla Greina (zona arco), sul Lucomagno (zona a nord di Casaccia e Campanin), zona Piora (la famosa e temuta sacca di Piora nel tunnel Alp Transit).

Come detto giusto nell’articolo: mentre gli animali marini, che possiamo ammirare oggi nel Museo dei fossili di Meride, si sono pian piano estinti, quelli che vivevamo sull’isola “distaccata” sono invece riusciti a sopravvivere e a svilupparsi ancora per oltre 30 milioni di anni, grazie al buon clima e all’ ambiente nel Nord.

Anzi da noi alcuni esemplari soppravvivono ancor oggi, e qualcuno è ancora attivo.

Una delle condizioni probabili che qualche elemento, seppur con qualche modifica fisica, ma avendo però mantenuto la struttura genetica iniziale, è arrivato a soppravvivere fino ai nostri giorni, la si deve agli effetti della famosa legge di Darvin (la legge sull’evoluzione della specie).

L’altra condizione, giustamente citata nell’articolo è l’ambiente del nord; infatti anche il merluzzo nasce e vive nei mari freddi e per mantenerlo necessita conservarlo nel congelatore.
Importante ritrovamento lungo il fiume Brenno

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