Blenio Café
CAMPO BLENIO E NARA, QUAL FUTURO?
Moderatrici
inserito il: 21.8.2008 20:29
Cari utenti interessati a questa tematica,

come sapete, il Cantone aveva a suo tempo conferito (l'ennesimo?) studio sulla situazione delle stazioni da sci (impianti di risalita) in Ticino ad una società esterna.
Ieri il Consiglio di Stato ha discusso il rapporto fornito dalla Società anonima Grischconsulta, incaricata del suddesto studio. Ecco un sunto di quanto scaturito dalla prima discussione:

www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?i...

L'articolo è apparso sull'edizione di oggi, giovedì 21 agosto, del "Corriere del Ticino", p.8, a cura di Fabio Pontiggia.

La discussione si riapre...

Le Moderatrici
alfiero
inserito il: 21.8.2008 21:25
Buongiorno,
che dice lo studio grigionese di settembre?
Che picchia sonoro sulle stazioni invernali del Ticino?
Che anche tenendo aperto solo Airolo (e naturalmente San Bernardino e Disentis) si dovrebbe intervenire con sussidi pubblici ugualmente. E poi che è aperto uno scenario “mille opzioni” come dire scegliete la via di mezzo: quella di prima praticamente!
Ma perché dal Grigioni ci si dice che le nostre stazioni non sono sostenibili e non chiudono quelle loro stazioni che sono deficitarie? Forse perché conviene così o perché chiudendo non si risparmia l’intero costo della stagione invernale, il risparmio è solo la differenza fra il costo della stazione che funziona tutto l’anno e il costo della stessa stazione che funziona solo le altre tre stagioni.
Penso ancora al discorso del primo di Agosto ad Acquarossa: riunire i due progetti Terme e Nara in uno solo e integrarvi le fonti di energia rinnovabile di cui la valle è ricca. Mettere svelto sul tavolo questo progetto (prendere questo treno anche a costo di farlo con le valigie non proprio pronte) non sarebbe una buona strategia per salvare tutte le stazioni invernali Bleniesi? E non sarebbe uno valido fra i tanti progetti della nostra porzione di catena alpina?

Saluti a tutti, alfiero
marcello
inserito il: 22.8.2008 0:29
L'ennesimo studio commissionato da un governo debole incapace di decidere, lo sanno anche i paracarri che le stazioni invernali ticinesi di sci alpino non si reggono sulle loro gambe; l'aveva già detto l'IRE e ora si è andati a chiedere un parere agli "amici della porta accanto"… qualcuno forse nutriva ancora qualche speranza o semplice illusione?

Occorre unire le forze per salvare il salvabile, quanto è stato deciso e stanziato in occasione delle aggregazioni non è scolpito nel sasso, e ancora... siamo o non siamo parte del progetto PREGO di cui si fa un gran parlare? Questa potrebbe essere l'occasione per avanzare delle nostre proposte!
Prendiamolo al più presto questo benedetto treno, gli ultimi vagoni saranno i primi ad essere staccati!

Alfiero: mi spieghi per cortesia cosa intendi per "integrare nel progetto le fonti di energia rinnovabile di cui la valle è ricca"?
daniele
inserito il: 22.8.2008 1:39
Salve a tutti,

magra consolazione personale, potrebbe essere considerata la mia.

La "magra consolazione" è che si va adagio adagio allineando quanto personalmente dico e sostengo da almeno 15 anni. Penso di poter parlare con cognizione di causa anche perchè è da ormai 33 anni che sono su queste giostre ed a gradini mi trovo coinvolto sempre più in alto e dentro (anche se non mi occupo in valle ed anche se i primi anni ero anch'io come tanti altri semplice impiegato come spalatore di neve, tira ancora e cura seggiolini - vedi seggiovie).

Per scaramanzia non voglio anticipare nulla su quanto si discuterà e sui probabili provvedimenti che verranno presi prossimamente.

Confermo unicamente che gli studi finora fatti e che magari si rifaranno servono unicamente a riempire i tritacarte, in quanto i risultati - detto in buon dialetto li può immaginare anche chi porta il gesso!
D'altronde di soluzioni ce ne sono ma... chi ci mette il grano??

Scusatemi il tono polemico; mi auguro di sbagliare tutto.

Buona notte
daniele
inserito il: 22.8.2008 2:16
... scusate la dimenticanza.

Nel 2002 (pubblicato ad inizio 2003) l'associazione Svizzera delle imprese di trasporto (di cui sono pure membro dei quadri e siedo in alcune commissioni), ha redatto un rapporto dal titolo:
"Les remontées mecaniques en Suisse, quel avenir?"

Seguono poi gli studi sul cambiamento climatico e le varie sfide per il settore, il cui riassunto è pure stato esposto durante l'assemblea generale FUS di Wattwil il 25 ottobre 2007.

Quanto esposto tanto per ridire; per l'acqua calda ci ha già pensato qualcun'altro tanto tempo fà.
Quindi è da ritenere assolutamente inutile sprecare ancora tempo a studiare e pensare, se si vuole continuare necessita solo agire sapendo cosa fare e trovare i mezzi necessari.

Chi conosce i contenuti? E chi era presente all'assemblea?

Se qualcuno è interessato a conoscere tali contenuti, passi pure dal sottoscritto (spero non in troppi??!!)

Ri..buonanotte
alfiero
inserito il: 22.8.2008 3:50
Ciao Marcello,

se l'idea fosse mia ne sarei orgoglioso. Sono invece miei questi piccoli commenti. Ma questa è la valle del sole! E poi cosa farne della massa vegetale prodotta sul nostro territorio? Non conosco la tecnica di trasformazione di queste fonti energetiche in energia utilizzabile, sta di fatto che innovare dobbiamo anche noi. La Valle di Blenio è troppo piccola per dividerla in tanti progetti quanti sono i settori di attività o le realizzazioni possibili, e poi il prezzo del petrolio tirerà verso l'alto anche il prezzo dell'energia elettrica, produrre anergia alternativa in loco potrebbe essere un risparmio ma anche un argomento pubblicitario, chi altro proporrebbe, un bagno termale, un salita in sci lift, un riscaldamento invernale, un soggiorno in ospedale, una degenza in casa anziani, un bagno in piscina riscaldata, una vacanza salutare "ad energia rinnovabile" prodotta in loco? E già che ci siamo perché non vendere gli esuberi di energia? Ma accanto alla produzione di energia pulita e alla sua applicazione c'è un grande impiego di conoscenze scentifiche, una grande ricerca possibile, una necessità di persone altamente specializzate, di contatti proficui, e quindi si sviluppa una certa attrattività ed allora perché non rinnovare il Nara, Campo Blenio e Campra, o non fare le Terme o non sviluppare l'ospedale e la casa anziani che possono approfittare reciprocamente delle conoscenze di punta? E quindi perché non farlo con un unico procedimento integrato?
marcello
inserito il: 22.8.2008 18:56
Interessante e molto stuzzicante l'idea, ma altrettanto difficile da mettere in pratica, una vera sfida! Dove dimostrare la tanto decantata unità d'intenti da parte delle autorità politiche locali, questo per spianare la strada ai privati intenzionati ad investire, una soluzione potrebbe essere una nuova aggregazione con un unico comune per la valle, tuttavia non possiamo pretendere, come mi sembra sia ultimamente un po' il caso che l'ente pubblico sia in grado di promuovere ed assumersi gli oneri per cose esistenti o nuovi progetti di rilancio.
daniele
inserito il: 22.8.2008 21:15
Senza fare troppi calcoli; cosa si dovrebbe dare ad ogni singola stazione per stare in piedi.

Eseguendo una gestione migliore e professionale; gestione finanziaria, tecnica e di conduzione e marketing si avrebbero le seguenti cifre indicative, come perdita stagionale. Attenzione agli investimenti a corto termine (macchine eccetera) ed alla produzione di neve programmata che oltre al costo iniziale d'investimento medio di ca 600'000 a 900'000 Fr. per chilometro lineare di piste comporta un costo di produzione indicativo tra 2 e 4 Fr. al metro cubo (quindi superficie sciabile per altezza della coltre per x volte a stagione, i calcoli sono subito fatti). Poi resta il problema temperature.

Airolo 700'000
Carì 100/150'000
Bosco 200'000
Nara 100/150'000
Campo 50'000

Cardada è un caso diverso perche funziona d'estate e d'inverno gli sci lift girano (quando girano) grazie a volontariato ed i pezzi di ricambio li ricevono da Zermatt a gratis compresa la manutenzione e che incide molto è il costo della teleferica (società separata).

Tutte le altre piccole s'arrangiano; eventualmente aiutare quando necessita investire qualcosa, esempio: rinnovi, revisioni di un certo impegno eccetera. Ad esempio, Cioss Prato ci vive parzialmente una giovane famiglia.

La stazione a più alto rischio finanziario è ed è sempre stata Airolo, viceversa la stazione a minor rischio è Campo e prima della conclusione dello studio Ire, tale stazione doveva essere inserita e giustificata come interesse di carattere pubblico, cioé stadio sciistico di educazione dell'infanzia ticinese.
Quanti hanno imparato a sciare a Campo e poi si sono trasferiti in altri siti!! Lo dicevo molto prima che tale studio fosse stato concluso, sapendo in anticipo dei contenuti dello stesso.

Tali importi servono a coprire i buchi di gestione ed equilibrerebbero l'esercizio tra le stagioni buone e le stagioni cattive. Pur azzerando tutti i costi d'investimento, fra qualche anno la situazione è la medesima, il risultato di gestione corrente non cambia.
Ora attendiamo lo studio grigionese! E a sapere quanto è costato.

Soluzioni? O si mette regolarmente la grana (chi?) o si trova o si crea qualcos'altro che permette di incassare, facendo gli utili esposti che devono andare a favore della gestione.

Soluzione per la produzione di neve: calcolando che il maggior incasso degli impianti visto che la neve è garantita, copre tra il 30 ed il 50% dei costi di produzione, il resto deve essere finanziato da chi usufruisce della ricaduta finanziaria garzie alla presenza degli sciatori; alberghi, ristoranti, negozi, enti pubblici con l'incasso delle tasse di soggiorno degli ospiti eccetera... (ci sono gli alberghi e gli altri che usufruiscono di tali ricadute e possono permettersi di foraggiare??)

Quindi qualsiasi progetto o idea che servirebbe a quanto sopra citato è da attendere come benvenuto.

Come ho già detto la quasi totalità delle stazioni svizzere che pareggiano i loro conti è perché incassano con un concetto di gestione allargata non solo gli abbonamenti e la ristorazione di quota. Ed in più da noi c'é la Ticino Card che ci aiuta a perdere o quantomeno a incassare meno.

Mi fermo qui!

Sciistici saluti

P.S. la stagione si avvicina...
Richi
inserito il: 2.9.2008 17:56
Salve a tutti,
domani alle 11 alla RSI parlano delle stazioni da sci.

Ora sappiamo quanto ha bisogno il Nara per sopravvivere...
La questione non è facile, credo nemmeno per il Cantone...
Richi
inserito il: 3.9.2008 17:46
Frapolli ora alla RSI ha citato i canoni d'acqua, quale mezzo di (auto)finanziamento delle vallate ticinesi, e quindi di aiuto anche alle stazioni da sci... chissà perché il messaggio (eppur logico...) fa così tanta fatica a passare... ;-)
CAMPO BLENIO E NARA, QUAL FUTURO?
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