Blenio Café
Turismo Bleniese
marcello
inserito il: 20.5.2012 22:27
Letto sul Corriere del Ticino, edizione di sabato 19 maggio 2012

19'000 passaggi nel 2011 sul sentiero che dal Pian Giairett porta al Piano della Greina.

Un calcolo veloce per rendere realistico o meno questa cifra:

Stagione estiva: Metà giugno - Fine ottobre = 135 giorni

19'000 / 135 = 140 passaggi giornalieri (con il bello ed il brutto tempo!!)

Quanti erano gli stambecchi ed i camosci?
China
inserito il: 21.5.2012 5:10
Forse hanno contato le gambe degli animali da te citati; divisi per 4 e per tutto l'anno potrebbero anche starci.

Fosse vero quanto scritto ci sarebbe un gran via vai, non credi?
mara
inserito il: 22.5.2012 0:16
Forse per contestualizzare i post di Marcello e China, è utile riassumere brevemente l'articolo apparso sul "Corriere del Ticino" di sabato 19 maggio (p.14) dal titolo: "Sentieri, con Vetta si conta la gente e pure i camosci".
L'articolo nasce da un'intervista di Mauro Veziano a Giorgio Campiche, direttore dell'Ente turistico di Biasca e Riviera e segretario dell'Associazione ticinese dei sentieri escursionistici (ATSE). Si parla del progetto Interreg VETTA (Valorizzazione delle Esperienze e dei prodotti Turistici Transfrontalieri delle medie e Alte quote), progetto per il quale il Ticino ha investito 200 mila franchi e che prevede, tra l'altro, la posa di rilevatori-contatori dei passaggi degli escursionisti.

Nella nostra regione, Valle di Blenio, quello posato si trova lungo il sentiero che sale alla capanna Scaletta, nel tratto pianeggiante dopo la prima salita da Pian Giairett, a due passi dall'enorme masso accanto al sentiero.
Tra la tarda estate e il primo autunno, così si legge, ha registrato lo scorso anno 19 mila passaggi.

Altri rilevatori citati:

- capanna Monte Tamaro: 11'000 passaggi
- zona Motta (Valle Verzasca): 13'500
- capanna Corno Gries: 12 mila

I sensori registrano anche il senso di marcia degli escursionisti. Sarebbe interessante, per le Società alpinistiche, avere questi dati.

A parte il fatto che nel conteggio possono anche finire "alcuni" :-) quadrupedi vaganti nelle zone, rimane il fatto che se (se...) le cifre sono queste, e sempre pensando alla Valle di Blenio e al progetto di Parc Adula (se ora sono 19 mila, col parco quanti saranno???), diventa allora inevitabile e indispensabile ridefinire il ruolo delle capanne alpine che si trovano nel futuro parco, e che andranno finalizzate ad un'ottimale ricezione/informazione e accompagnamento dei turisti in zona. Questa, a mio avviso, non può e non deve rimanere una questione marginale...

Quanto all'appunto fatto da Marcello nella conversazione Parc Adula, spiace anche a me constatare che la Società alpinistica presente nel comune maggiormente coinvolto, Blenio, ossia la SAT Lucomagno che conta ben 81 anni di attività e di presenza e conoscenza del territorio locale, non sia stata coinvolta o contattata. Come coinvolte potrebbero esserlo anche le altre due società presenti sul territorio del Distretto. Magari anche questo forum, servirà allo scopo... :-) E' il mio augurio!
Buona serata!
mara
inserito il: 22.5.2012 1:15
... a confema di quanto sotto, su "Giornale del Popolo" di oggi, a p.8, a firma di Florio Fogliani è apparso l'articolo che riporto qua in forma integrale:

"RILANCIARE IL TURISMO GRAZIE ALLE CAPANNE ALPINIE"

Mentre diminuiscono i pernottamenti nelle regioni lacustri, crescono sensibilmente quelli nelle capanne.
Per incrementarli si deve però preservare il territorio.

di FLORIO FOGLIANI

In occasione dei festeggiamenti per i 10 anni di "Leventina vivibile", sabato all’Infocentro di Pollegio si è parlato anche di «Turismo nelle regioni alpine e vie di comunicazione, quale futuro?». Il tema, che interessa diversi territori di Svizzera, Italia, Francia e Austria, è stato trattato da alcuni operatori turistici che lavorano in regioni che sono attraversate da strade e ferrovie ma anche dai responsabili di vallate situate al di fuori dei grandi flussi turistici. Sono stati citati due esempi: la Leventina e la Valle Maira (Cuneo).
«Sul turismo di montagna in Svizzera e in Ticino si apriranno tutta una serie di prospettive che devono far riflettere. Negli ultimi anni le coordinate sono cambiate e cambieranno ancora di più in fretta in avvenire», ha detto Reto Ceschi durante l’introduzione al dibattito leventinese.

Lorenzo Masiero, responsabile dell’Osservatorio del turismo, ha del resto confermato che nel nostro Cantone i pernottamenti alberghieri sono in calo del 20% e colpiscono in particolare la stagione estiva. «Il Ticino negli ultimi 20 anni ha perso più della metà del turismo tedesco. La regione dei laghi (Lugano, Locarno) e il Mendrisiotto sono in netto calo mentre per le Valli si registra un piccolo miglioramento. In questo contesto il trasporto privato la fa da padrone e per raggiungere le regioni ticinesi il turista fa largo uso delle strade e autostrade (più dell’80%)».
Nel ramo para-alberghiero vengono privilegiate le capanne alpine. Nei rifugi si parla di un aumento dei pernottamenti. «È un settore che si può ulteriormente sviluppare e che in generale potrebbe portare ad un rilancio e maggiori presenze in tutti i rifugi ticinesi in un campo, quello turistico, che finora era tipicamente orientato al turismo lacustre».

Fabrizio Barudoni, direttore di Leventina turismo, ha confermato questa tendenza. «In Valle si è investito molto nelle capanne e oggi offrono servizi di primordine. Anche i sentieri escursionistici sono molto apprezzati e il collegamento alla Via Gottardo è un valore aggiunto ad un circuito alpino estivo e invernale di rara bellezza». Se la Leventina si situa lungo una via intensamente trafficata, la Valle Maira in
provincia di Cuneo – anche se non ci sono ferrovie, autostrade e impianti di risalita – può vantare una frequenza turistica piena sia in inverno sia in estate. «Per aumentare l’attrattiva di una zona di montagna – ha detto Roberto Colombero – l’ambiente deve essere gradevole, tranquillo, non inquinato e non presentare segni di degrado".
marcello
inserito il: 22.5.2012 14:54
Per chi fosse interessato ecco i dati dei pernottamenti nelle 3 capanne poste all'entrata del piano della Greina per l'anno 2011:

- Terri 5'539
- Motterascio 3'226
- Scaletta 2'397

Totale: 11'162
Richi
inserito il: 22.5.2012 16:30
...per continuare il ragionamento e i calcoli... :-)

Secondo i dati del bel sito www.capanneti.ch :

Posti letto:

Capanna Michela-Motterascio: 70
Capanna Scaletta: 56

Sul sito, che comprende le capanne ticinesi, non vi sono ovviamente i dati della capanna Terri. Posti letto 100? Chi ha il dato esatto, ce lo dica!

Personalmente nutro scetticismo sull'esattezza dei dati del contatore, anche per via delle brutte condizioni meteo della scorsa estate. Pur ammettendo che sono in molti a fare il Giro della Greina, senza pernottamento, mi sa che in questo caso il contatore ha contato anche... un bel po' di non umani... :-)

Al di là del contatore e dell'esattezza dei dati, prendiamo e basiamoci piuttosto su quelli accertati di Marcello e chiediamoci: sono pronte le capanne, con questi numeri, ad accogliere i visitatori del Parc Adula? E non mi si venga a dire che "li dobbiamo far dormire in zona periferica, dove dobbiamo incetivare alberghi e annessi e connessi"... Sto discorso, viste le tendenze che riporta anche questo sito, non sta in piedi. Chi viene dalle grandi città per visitare un Parco nazionale, sapendo che ci sono delle capanne, lo vuole fare stando o passando dalle capanne. Quindi non dobbiamo fare gli struzzi, come bleniesi, ma adoperarci in questo senso e prendere in mano realmente il problema.
maru
inserito il: 22.5.2012 17:27
...e io aggiungo una domanda a quella di Richi:

e i nostri sentieri, pascoli, boschi, animali, fiori, cime ecc. sono pronti ad accogliere i numerosi visitatori del futuro Parc Adula??
Richi
inserito il: 22.5.2012 18:10
Parc Adula, ha fatto una stima dei visitatori annui del Parco, inteso il parco naturale, quindi in zona nucleo (ossia in quota)?
Ci sono delle proiezioni?
Tutti questi dati sarebbero infatti interessanti, soprattutto per gli operatori che... operano direttamente su terreno e si dovranno pur preparare. Ed è meglio prepararsi per tempo! :-)

Buona appetito a tutti i blogger
marcello
inserito il: 24.5.2012 18:33
Riforma Turismo ticnese, copiato da un articolo su LaRegione di giovedì 24 maggio 2012

" Di conseguenza, e qui sta la rivoluzione vera, “è necessario comporre le Dmo non più secondo funzioni aziendali, ma piuttosto secondo i centri di competenza, derivati dai campi strategici di business”. Le capacità di cooperare tra di loro, ma anche insieme alla Tmc e alla Sst “saranno la chiave di successo per il nuovo sistema”. Sia per la nuova Tth, sia per le nuove Dmo è “importante rivedere la questione della forma legale”.

Tutto chiaro!!
Gina
inserito il: 25.5.2012 17:08
:D certo che un articolo così aiuta a capire! Trasparenza 0.
Turismo Bleniese
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