Blenio Café
OFF FFS CARGO PROIBITO MOLLARE
alfiero
inserito il: 8.4.2008 19:55
Salve,

(Adesso che la tavola è rotonda si spera che possa “girare meglio”.)

Questo mi sembra il momento delle speranze. Ognuno ha le sue ragioni della speranza. Io spero di vedere fra due mesi gli operai delle OFFS ancora soddisfatti, e poi spero che il nostro governo vegli per impedire che le FFS vengano sostenute con i soldi della NPR già destinati al Ticino, tanto perché non ci venga dato con una mano quello che ci spetta e tolto con l’altra quello che non ci deve essere tolto.

Speriamo.
marcello
inserito il: 6.4.2008 23:43
Troppo semplice chiamarsi fuori... l'ex-regia FFS ha tendenza piuttosto sul rosso... incluso il sig. Moritz.

Quindi non stiamo qua a fare dei distinguo che lasciano il tempo che trovano, la liberalizzazione e la privatizzazione delle imprese federali hanno fatto gola a tutti, indipendente dal credo politico.
Gina
inserito il: 6.4.2008 19:51
La situazione che si è creata alle officine è complessa. Io sono dell'idea che l'enorme ondata di solidarietà di tutto il cantone con gli operai è un po' come un risveglio: ooops, da lì soffia il vento!!!

Anche i ticinesi in passato hanno votato spesso e volentieri in maggioranza per una politica di privatizzazione, di smantellamento, di meno solidarietà e meno equità tra le regioni. Perché è questo che i partiti borghesi, in prima linea liberali, con l’aiuto di PPD vogliono. UDC-Lega sostengono a gran voce questa politica, sventolando le bandiere rossocrociate, e nel frattempo dando man forte allo smantellamento di tutto quello che è la Svizzera tradizionalmente: dialogo, concordanza, ridistribuzione della ricchezza tra le diversi regioni, solidarietà, federalismo.

Va beh, è una scelta politica, in altri paesi già molto più avanzata: spopolare le regioni periferiche e concentrare la ricchezza nei centri. Se invece vogliamo che le regioni periferiche (e la Valle di Blenio è la periferia della periferia!) rimangano abitate e vive, allora dobbiamo poter contare su una politica che ci permette di mantenere le infrastrutture (il servizio pubblico: scuole, FFS, Posta, strade, comunicazione e altro): una politica di perequazione. Una posta nella nostra regione non sarà mai e poi mai interessante per un privato, siamo in troppo pochi. Già adesso la Deutsche Post DHL applica tariffe diverse a dipendenza della zona: in Leventina, sull’asse autostradale, l’invio di un pacco costa meno che da noi. Le conseguenze di un tale sviluppo potete immaginarvi.

E a quanto dice Mara: va bene, andarsi incontro. Ma le cosiddette ristrutturazioni lasciano sempre per strada delle persone che perdono un lavoro sicuro per cambiarlo con la precarietà. E questa situazione, tante volte, non dura solo un anno o due, ma a volte dieci, venti anni, o tutta una vita lavorativa. Per l’economista/politico che predica la ristrutturazione la cosa sembra facile e logico, lo è un po’ meno per chi ne è toccato direttamente.

Per l’ultimo mi sembra che se vogliamo – e il popolo svizzero lo vuole, vedi iniziativa delle alpi – trasferire il traffico merci su rotaia, allora benvengano il know-how, l’esperienza e la voglia di lavorare degli operai a Bellinzona. Dobbiamo valorizzare ed aumentare quei posti di lavoro, non eliminarli.
mara
inserito il: 5.4.2008 16:38
Ciao Daniele,
interessante quanto racconti... Io penso da tempo ormai che ora è meglio che gli operai riprendano il lavoro e facciano un passo anche loro. Le FFS se vogliono trasferire la manutenzione altrove, hanno le possibilità per farlo. In Google, ho trovato questo link. Credo si riferisca alla "fabbrica" (o forse meglio "officina d'alta tecnologia?) che dici tu.

www.josefmeyer.ch/de_jmr/index.php

Quanto all'iniziativa di creare un Polo tecnologico-industriale indipendente alle Officine di Bellinzona, è interessante l'opinione espressa oggi dall'economista Ronny Bianchi sulla prima pagina de "laRegione Ticino" ("Polo tecnologico e industriale, l’illusione pericolosa"). Forse è vero: è comunque meglio restare coi piedi per terra.

Viviamo in un Paese la cui società e popolazione sta in piedi da sempre grazie ai compromessi.
Mi sa che anche questa volta la vita e la continuazione delle Officine di Bellinzona dipenda dalla capacità di raggiungere questo compromesso. Da ambo le parti. :-)

Buon fine settimana!
mara
daniele
inserito il: 4.4.2008 20:43
Buona giornata atutti

qualcuno saprebbe spiegare di chi è quell'officina di Rheinfelden che ripara vagoni e che di nome fa Meyer??
(attenzione che in più Rheinfelden è molto vicino a Muttenz!!)

A tale officina vengono appaltati lavori di manutenzione che le FFS giustificano come urgenti al fine del funzionamento della giostra.
Tali lavori sono appaltati senza nessun concorso né preventivo!! giustificando tale operato con la clausola dell'urgenza.

Non puzza un po' tutta la faccenda??

Ed i politici d'alta Corte dove stanno?? hanno le fette di salame sugli occhi oppure sono consenzienti?

Buon week...
mara
inserito il: 4.4.2008 17:46
... quando prendi certe somme di denaro, penso che sei pronto anche a... rinnegare le tue origini... (purtroppo....) :-((

Questo per dire, in linea con te, che non condivido la conclusione dello scritto di Pier Baroni. Cento teste 100 idee.

ma tant'è... andiamo avanti! :-)
Grazie, ciao
erika
inserito il: 4.4.2008 16:41
Ciao Mara,
ho letto l'articolo di Baroni. Ho conosciuto gente della mia età, provenienti da famiglie modeste come la mia che - arrivati "ai piani superiori della scala sociale" (anche se con incarichi ben più modesti di quello di direttore delle FFS) - ha dimenticato da dove veniva. Io penso che questo sia il caso di Meyer: dimenticate le origini, si diventa cinici e arrivisti.
Buona giornata a te e a tutti gli utenti. Erika
mara
inserito il: 4.4.2008 5:49
Ciao Erika,
hai letto per caso anche l'opinione a pagina 52 a firma Piergiorgio Baroni, stesso quotidiano, stessa edizione? ;-)

Fammi sapere..., buona notte,
mara
erika
inserito il: 4.4.2008 3:30
Leggo ora sul "Corriere del Ticino" di oggi, prima pagina, l'articolo di Moreno Bernasconi "Ora il re è nudo", in merito ai tagli in programma alle Officine di Bellinzona. Cito qui una frase di questo articolo:
"... A meno che tutto ciò non risponda a qualche disegno discusso con gli ex datori di lavoro del direttor Meyer, la Deutsche Bahn (a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca)".
Saluto tutti e invito a leggere l'intero articolo. Erika
daniele
inserito il: 4.4.2008 0:57
Purtroppo quasi tutte le grandi aziende (ex regie, grandi banche, assicurazioni, industrie biochimiche, ecc..) sono oramai pilotate da super managers che si pensano di giocare a Monopoli, condivisi ed appoggiati dai vari CdA, con i soldi e le teste della povera plebe.

Personaggi bietti e in un certo senso meschini e poverini, che probabilmente non hanno nemmeno mai giocato nè a briscola nè a Peppa Tencia (come lo chiamano loro PIETRO NERO).

Personaggi che quando combinano qualche cavolata dirigenziale, dovrebbero mandarli a casa in mutande e sequestargli ogni bene ed avere. Invece se ne vanno ancora con dei mega bonus d'uscita anche quando hanno fatto perdere vagonate di milioni all'azienda.

Comunque viene sempre più da pensare che i giochi erano già stati fatti da tempo e che niente sarà cambiato. Se si dovrà dimostrare che le FFS tornano indietro e unicamente se l'alto mondo politico ci metterà la classica"pezza", sarà una decisione provvisoria che potrà durare qualche anno, poi alla fine scomparirà tutto magari adagio adagio così che pochi se ne accorgeranno e l'amputazione sembrerà un po' meno dolorosa.

Tanto per la loro strategia futura, riparare una locomotiva o un carro a Bellinzona oppure a Mosca è assolutamente irrilevante anche dal profilo dei costi. I costi di riparazione saranno minori ed il trasporto non influirà assolutamente, tanto attaccano dietro il carrozzone rotto al primo convoglio merci che passa da quelle parti e il gioco è fatto.

Anzi; e lo stanno dicendo, se il lavoro sarà spostato altrove (e così parzialmente sarà) verrà data la colpa alle maestranze e quanto appaltato altrove non ritornerà mai più.

Un aneddoto; il cardinale Richelieu allora ministro delle finanze, andò dal Re e gli disse: Sire abbiamo un grosso problema di liquidità, dovremo provvedere a rimpinguare le casse del tesoro, cosa facciamo?
Risposta di Re Luigi; và a rubare ai poveri che sono in tanti!

LA STORIA SI RIPETE E SEMPRE SI RIPETERÀ!!

Una volta i briganti stavano nei boschi ad attendere il povero vinadante per derubarlo, ora ti derubano stando comodamente seduti sui loro sofà nelle loro mega ville (anche se il sofà e la villa l'abbiamo pagata noi)

Saluti e salute a tutti
OFF FFS CARGO PROIBITO MOLLARE
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