Blenio Café
OFF FFS CARGO PROIBITO MOLLARE
mara
inserito il: 5.4.2008 16:38
Ciao Daniele,
interessante quanto racconti... Io penso da tempo ormai che ora è meglio che gli operai riprendano il lavoro e facciano un passo anche loro. Le FFS se vogliono trasferire la manutenzione altrove, hanno le possibilità per farlo. In Google, ho trovato questo link. Credo si riferisca alla "fabbrica" (o forse meglio "officina d'alta tecnologia?) che dici tu.

www.josefmeyer.ch/de_jmr/index.php

Quanto all'iniziativa di creare un Polo tecnologico-industriale indipendente alle Officine di Bellinzona, è interessante l'opinione espressa oggi dall'economista Ronny Bianchi sulla prima pagina de "laRegione Ticino" ("Polo tecnologico e industriale, l’illusione pericolosa"). Forse è vero: è comunque meglio restare coi piedi per terra.

Viviamo in un Paese la cui società e popolazione sta in piedi da sempre grazie ai compromessi.
Mi sa che anche questa volta la vita e la continuazione delle Officine di Bellinzona dipenda dalla capacità di raggiungere questo compromesso. Da ambo le parti. :-)

Buon fine settimana!
mara
Gina
inserito il: 6.4.2008 19:51
La situazione che si è creata alle officine è complessa. Io sono dell'idea che l'enorme ondata di solidarietà di tutto il cantone con gli operai è un po' come un risveglio: ooops, da lì soffia il vento!!!

Anche i ticinesi in passato hanno votato spesso e volentieri in maggioranza per una politica di privatizzazione, di smantellamento, di meno solidarietà e meno equità tra le regioni. Perché è questo che i partiti borghesi, in prima linea liberali, con l’aiuto di PPD vogliono. UDC-Lega sostengono a gran voce questa politica, sventolando le bandiere rossocrociate, e nel frattempo dando man forte allo smantellamento di tutto quello che è la Svizzera tradizionalmente: dialogo, concordanza, ridistribuzione della ricchezza tra le diversi regioni, solidarietà, federalismo.

Va beh, è una scelta politica, in altri paesi già molto più avanzata: spopolare le regioni periferiche e concentrare la ricchezza nei centri. Se invece vogliamo che le regioni periferiche (e la Valle di Blenio è la periferia della periferia!) rimangano abitate e vive, allora dobbiamo poter contare su una politica che ci permette di mantenere le infrastrutture (il servizio pubblico: scuole, FFS, Posta, strade, comunicazione e altro): una politica di perequazione. Una posta nella nostra regione non sarà mai e poi mai interessante per un privato, siamo in troppo pochi. Già adesso la Deutsche Post DHL applica tariffe diverse a dipendenza della zona: in Leventina, sull’asse autostradale, l’invio di un pacco costa meno che da noi. Le conseguenze di un tale sviluppo potete immaginarvi.

E a quanto dice Mara: va bene, andarsi incontro. Ma le cosiddette ristrutturazioni lasciano sempre per strada delle persone che perdono un lavoro sicuro per cambiarlo con la precarietà. E questa situazione, tante volte, non dura solo un anno o due, ma a volte dieci, venti anni, o tutta una vita lavorativa. Per l’economista/politico che predica la ristrutturazione la cosa sembra facile e logico, lo è un po’ meno per chi ne è toccato direttamente.

Per l’ultimo mi sembra che se vogliamo – e il popolo svizzero lo vuole, vedi iniziativa delle alpi – trasferire il traffico merci su rotaia, allora benvengano il know-how, l’esperienza e la voglia di lavorare degli operai a Bellinzona. Dobbiamo valorizzare ed aumentare quei posti di lavoro, non eliminarli.
marcello
inserito il: 6.4.2008 23:43
Troppo semplice chiamarsi fuori... l'ex-regia FFS ha tendenza piuttosto sul rosso... incluso il sig. Moritz.

Quindi non stiamo qua a fare dei distinguo che lasciano il tempo che trovano, la liberalizzazione e la privatizzazione delle imprese federali hanno fatto gola a tutti, indipendente dal credo politico.
alfiero
inserito il: 8.4.2008 19:55
Salve,

(Adesso che la tavola è rotonda si spera che possa “girare meglio”.)

Questo mi sembra il momento delle speranze. Ognuno ha le sue ragioni della speranza. Io spero di vedere fra due mesi gli operai delle OFFS ancora soddisfatti, e poi spero che il nostro governo vegli per impedire che le FFS vengano sostenute con i soldi della NPR già destinati al Ticino, tanto perché non ci venga dato con una mano quello che ci spetta e tolto con l’altra quello che non ci deve essere tolto.

Speriamo.
daniele
inserito il: 8.4.2008 22:17
Salute a tutti,

d'accordo con Alfiero; val ben sperare, vuol dire essere positivi.

Comunque (è un mio modo di vedere le cose), se le FFS sono "tornate" indietro sui loro passi, è perchè probabilmente qualcuno ha dovuto promettere e sganciare qualcosa!

Invece di eventualmente toccare contributi già predestinati alle nostre regioni con altre basi legali (Lim, Npr eccetera) basterebbe prendere una piccola percentuale dell'ultima somma che madame Dimitri ha promesso ai nuovi arrivati in zona EU. Chi pensa diversamente? (ma questo è un altro capitolo... gli interessi in gioco sono troppo alti per qualcuno).

Resto sempre dell'opinione che il ritiro del piano di ristrutturazione e le relative promesse (da marinaio) a lungo termine non saranno completamente mantenute.

Non da escludere, che i vertici e Berna federale, molto probabilmente, se la sono legata al dito.

Nel frattempo Mister Ferrovie Francesi cerca accordi e consensi anche con le nostre Cargo. SNCF hanno già stretto alleanze con le nazioni vicine a loro: Germania ed altre nazioni in direzione dell'est. Sanno che il nuovo asse principale di trasporto commerciale è trasversale nei paesi EU, con conseguente diminuzione d'interesse per l'attuale asse nord- sud e viceversa. (Già il papà di Branduardi lo faceva anni fà; chi si ricorda la canzone della fiera dell'est?)

Affaire à suivre, n'est pas?

P.S: la voglia d'espansione della Francia è riconosciuta, anche qui la storia si ripete - fine 1700, inzio 1800, Napoleone insegna!! senza andare ancora più indietro con Carlo Magno ed altri.
daniele
inserito il: 12.4.2008 1:40
Ciao a tutti i lettori,

mi è venuta in mano la lettera che Bodenmann aveva spedito ai Cosiglieri federali ad inizio giugno 2007.

Chi ha torto o chi a ragione, oppure chi pensa giusto o sbagliato... tutto è opinabile.

Comunque che l'Italia se ne frega altamente del nostro buco sotto il Gottardo, oramai lo sanno anche i paracarri e non solo quelli ticinesi.

Da quando hanno deciso che il terminale Nord delle loro ferrovie era Novara e perciò Sempione, sono cambiati tre ministri dei trasporti, ma l'idea è rimasta la stessa.

Ho sognato:
- che esiste la remota possibilità che il buco venga definitivamente toppato;
- che quell'officina di Rheinfelden che costruisce i "vagoni siluro" chiamati Leila e che di nome fa Meyer, eccetera... ed è pure citata nell'allegata lettera.

È anche vero che non tutti i Bernasconi e non tutti i Müller del mondo sono parenti, però...;
- che gli interessi ed i relativi intrallazzi si spostano velocemente e cambiano nazione senza passare le dogane, come le nuvole ad alta quota;

- che Securitrans, tempo fà aveva messo a concorso diversi posti di lavoro, da occupare provvisoriamente sui cantieri NTA ed in seguito da formare con un'apprendistato di quattro anni con l'intento di preparare i candidati ad affrontare i nuovi compiti che l'inizio del traffico all'apertura del tunnel avrebbe comportato. Apertura d'altronde già a più riprese ritardata.

TUTTO SOSPESO, con la scusa che non hanno postulato candidati validi della regione; (me l'ha detto durante il sogno un mio conoscente vallesano, alto dirigente di Securitrans che quando mi sono svegliato, avevo dimenticato chi era...)

- che i "megagalattici dirigenti" della giostra, per dirla alla Fantozzi, compresi i nostri politici di punta (uguale centravanti) queste cose le sanno e le hanno capite da un pezzo, compresa la nuova tendenza di spostamento degli assi di transito trasversali all'Europa;

- che di conseguenza stanno tramando tutto di nascosto per prepararsi, come dicono loro, al futuro con conseguente perdita d'interesse per la nostra regione, compreso lo smantellamento delle strutture esistenti;

- che tutte queste persone, se ne fregano altamente dei nostri grattacapi, hanno ben altro da pensare compreso come fare a tirare la fine del mese con il loro misero salario (e poi non prendono nemmeno la tredicesima!)

Ho sognato altre piccole bazzecole; comunque mi piacerebbe che qualcuno mi smentisse dicendomi che sono e rimarranno solo sogni mai realizzabili.

(meglio prendere del sognatore che dello jettatore)

Aspetto le smentite, così almeno in futuro dormirò meglio e se risognerò, saprò che non è assolutamente la realtà!

Buon week, buona lettura e buoni sogni a tutti!

daniele
daniele
inserito il: 12.4.2008 1:49
Ecco il testo della lettera, in francese, che per praticità metto in un nuovo contributo...

Lettre ouverte au Conseil fédérale par Peter Bodenmann.

Mesdames et Messieurs les Conseillers fédéraux.

Chaque citoyen suisse un tant soit peu intéressé par la
politique le sait, en Italie les ministres exercent une fonction de représentation tandis que les fonctionnaires assurent la direction du Pays presque comme en Suisse.
Une différence existe, pourtant en Italie on change
de ministres chaque année. En Suisse en revanche les conseillers fédéraux restent scotchés à leur siège histoire de continuer encore quelques années à s'empêcher mutuellement d'avancer.
Le chef des chemins de fer étatiques a déclaré dernièrement à la télévision que l'Italie n'autoriserait plus le passage des trains de marchandises à travers l'agglomération milanaise.
La Suisse serait donc bien inspirée de penser à l'extension du Lôtschberg au lieu de continuer à miser sur le Gothard.
Il y a huit ans la Suisse a conclu un accord avec l'Italie
qui ne règle rien de concret sinon une diminution du trafic des
marchandises, sans préciser toutefois de quelle manière cette
diminution se ferait.
Personne ne compte empêcher la Suisse de construire en premier lieu le tunnel du Ceneri pour ensuite creuser un nouveau tunnel en direction de Varese. Cela fera du Gothard à partir de 2026 un coûteux système de désengorgement du Simplon.
Une solution avantageuse du point de vue du coût serait la suivante: construire premièrement le tunnel du Wisenberg
entre Liestal et Olten pour un montant de 1,5 milliard. Ensuite
l'élargissement à deux voies sur la totalité du Lôtschberg pour
1 milliard de francs. Et troisièmement une contribution moyenne aux Italiens afin qu ils construisent aussitôt une deuxième voie sur tout le trajet Iselle Novara et qu'ils le rendent praticable à 160 km/h. Cela pour un montant de 2 milliards de francs. L'aménagement de l'axe Simplon Lôtschberg coûte un tiers du prix de la continuation de la ligne du Gotthard depuis Bellinzone en direction de Novara.
Et les travaux sont réalisables deux fois plus rapidement.
Reste le problème des trains de marchandises lents et
bruyants.
Nous n'arriverons à une capacité suffisante que si tous les
trains peuvent rouler à 160 km h. Cela est possible grâce aux bogies Leila développés par l'entreprise suisse Josef Meyer
Ces bogies révolutionnaires peuvent être aussi bien
montés sous d'anciens wagons de marchandises que sous de plus récents. Ils ne coûtent par wagon que 60 000 francs de plus que les bogies fixes utilisés jusqu à maintenant et rendent les trains de marchandises aussi peu bruyants et aussi rapides que les trains de voyageurs.
Messieurs les Conseillers fédéraux, vous avez toutes les
cartes en main pour faire enfin avancer la politique des transports. Pourquoi donc n'admettez-vous pas qu'il faudra attendre encore trois guerres mondiales avant que le tunnel de base du Gothard entre en fonction. Pourquoi ne cherchez-vous pas un nouvel usage à ce plus long tunnel du monde. Par exemple pour le transport des véhicules rapide et hautement rentable entre Biasca et Fluelen. Pourquoi n'obligez-vous pas au moyen d'une politique tarifaire adéquate les entreprises de transport de marchandises à équiper tous leurs wagons de bogies Leila écologiques. Tout comme la Suisse incite déjà les transporteurs au moyen de la taxe sur le trafic poids
lourds à acheter constamment des camions plus propres.

Madame et Messieurs les Conseillers fédéraux pourquoi
n'adhérez-vous pas à la proposition du chef des chemins de fer d'Etat italiens soit d'examiner ensemble une nouvelle fois avec attention toutes les possibilités. Peut être Moretti a-t-il raison. Peut être que ses solutions peuvent présenter des avantages également pour la Suisse.
Petite consolation, vous ne négocierez avec l'Italie
qu'une fois les élections passées. En 2008 vous aurez tout le loisir d'admettre que la construction du tunnel du Gothard était
une coûteuse erreur collective. Presque tout le monde souhaitait vaincre une nouvelle fois le mythe. Tout aurait été encore pire si la Suisse avait renoncé au Lôtschberg comme l'ont demandé à de nombreuses reprises Otto Stich et Christoph Blocher.

En vous souhaitant une bonne réélection

PETER BODENMAMN
PUBLICISTE ET HÔTELIER
daniele
inserito il: 15.4.2008 1:12
Salve

avevo dimenticato... un altro sogno... anche se mi sembra si riferiva a qualcosa di qualche anno fà.

- un super ingegnere aveva progettato dei containers "portarüt" con l'intenzione di portare a spasso il rüt da tutta la Svizzera ed anche dal Ticino verso la zona di Zurigo.
Dopo vari studi, prove, eccetera, il collega di Da Vinci* provvedeva a farne costruire tanti. (* dico collega di Da Vinci perchè i sogni sono irrazionali e non rispettano assolutamente nessun principio di logica di spazio e di tempo ed in sogno mi è parso di capire che il buon Leonardo mi diceva che erano andati a scuola assieme). Ho visto passare un convoglio con tanti vagoni che nemmeno sono riuscito a contarli.

Ad un punto mi sveglio di soprassalto a causa di... PATATRAK... il vagone, troppo grande, si "INTRAMPA" in una galleria... fine del sogno.
Riprendo subito a dormire e riprendo a sognare: vedo una fila di vagoncini fermi e tutti ruggini in un deposito situato "dans la Suisse de langue française"...

Per fortuna che i sogni non rispecchiano quasi mai la realtà e molto difficilmente si realizzano...

Saluti a tutti.

P.S: a proposito, con quali mezzi ha cominciato a spostarsi il rüt durante la sua iniziale trasferta oltre Gottardo?
mara
inserito il: 8.5.2008 15:26
"Le Ferrovie non possono dare "ampie garanzie" per le Officine di Bellinzona come chiesto per un mese dagli operai in sciopero perché "come azienda attiva nel­l’ambito di un mercato in costante evoluzione, non possono soddisfa­re questa richiesta in nessun luo­go". Tuttavia, per quanto concer­ne la manutenzione e la questio­ne dell’orientamento futuro del­lo Stabilimento industriale, se­condo le Ffs "sussiste tuttora una grande necessità d’intervento per ottenere un livello di competitività duratura per tutte le prestazioni parziali, ridurre le sovracapacità esistenti e assicurare il futuro dei posti di lavoro". Firmato: An­dreas Meyer (direttore dell’ex regia federale) e Nicolas Perrin, numero uno di Ffs Cargo.

Passaggio tratto dall'articolo de "laRegioneTicino" di oggi, 8 maggio, p.13, che in anteprima propone stralci di un documento consegnato dalle FFS a Franz Steinegger e che verrà presentato e discusso durante l'ormai famosa "Tavola rotonda".

Un documento che fa riflettere...
daniele
inserito il: 8.5.2008 20:22
Stavolta sarò molto breve.

Nei prossimi anni ne vedremo delle belle.

Oramai quelli che si trovano al di là del buco, hanno il boccino in mano; giocano di ricatto e, per quanto possono e potranno ancora farsi sborsare dalle istituzioni pubbliche, fingeranno di mantenere qualcosa dai noi a tempo determinato, poi...? fine della storia alle nostre latitudini.

P.S: TAV, Alstrom, SNCF ed altri; guardate cosa fanno nei Paesi dell'est, ad esempio un nuovo circuito di collaudo dalle parti di Brno e relative officine. In più: ritorna alla ribalta la Josef Meyer AG... (e poi: DB sta privatizzando quasi tutto, a carico dello Stato restano solo alcune strutture che non generano profitti ma solo costi).

Tempistica? max 10 anni

Saluti... al futuro
OFF FFS CARGO PROIBITO MOLLARE
Pagine: 1 2 3 4 5 6
©1999-2018; La Valle di Blenio in rete    http://www.vallediblenio.ch    e-mail: info@vallediblenio.ch
sito creato da: Cresedo Tec
Non ci assumiamo nessuna responsabilità sul contenuto dei siti proposti nei nostri "link".

La ripresa e pubblicazione di informazioni che appaiono su questo sito è possibile solo citando la fonte: www.vallediblenio.ch