Valle di Blenio: Talchronik
Pizzo Rossetto (Cima della Töira)
Pizzo Rossetto (Cima della Töira)
In dieser kleinen "On-line" Zeitung des Bleniotals werden Ereignisse berichtet, die von grossem Interesse für das Tal und/oder die Region sind.
Die Nachrichten werden regelmässig auf den neuesten Stand gebracht und die wichtigsten werden im Archiv.
abgelegt.
Insgesamt umfasst unsere Talchronik 1424 Beiträge.
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PARC ADULA, L'ASCOBLE RINNOVA LA FIDUCIA AL PROGETTO 25 / 05 / 2016


In seguito alle recenti prese di posizione da parte dell’Ufficio Federale dell’Ambiente (UFAM), lunedì 23 maggio l'Associazione dei Comuni di Blenio (ASCOBLE) ha convocato una riunione straordinaria con i rappresentanti del progetto di Parco nazionale Parc Adula, al fine di fare chiarezza su alcuni dei punti emersi sui media nazionali.

0 La presidenza, nelle figure di Fabrizio Keller e Luca Baggi, e la direzione del progetto Parc Adula hanno illustrato il quadro completo della situazione e rassicurato i presenti sul massimo impegno da parte dell’Associazione Parc Adula nel risolvere in tempi brevi la discussione avviata con gli Uffici federali.
ASCOBLE prende atto della situazione e, nell'attesa di conoscere i parametri definitivi, sostiene l'operato e l'impegno dell'associazione, conscia dell'importanza del progetto per la Valle di Blenio e per le altre Regioni coinvolte, in vista della votazione popolare prevista per l’autunno 2016.

Fonte: Comunicato stampa ASCOBLE, 25 maggio 2016, Olivone



DANGIO-TORRE, CERIMONIA DI INAUGURAZIONE INSOLITA PER IL PAPER BUILDING 24 / 05 / 2016



Il suono di una sirena, anche se ormai non più della fabbrica, ma di un’autoambulanza fatta venire appositamente, ha dato l’originale via all’apertura… a colpi di pugni e di vigorosi strappi, di tutte le finestre della facciata della Cima Norma ricoperta nelle settimane precedenti da carta bianca; un modo sicuramente inedito e originale quello che il numeroso pubblico accorso ha visto, lo scorso sabato 21 maggio, per inaugurare “Foreigness”, il primo progetto multidisciplinare organizzato dalla “Fondazione La Fabbrica del Cioccolato”, di recente costituzione, che si occupa da pochi mesi della gestione dell’intero edificio principale della ex fabbrica di cioccolato.
Scopo della Fondazione, presieduta da Hans Müller, è quello di proporre un ampio ventaglio di attività culturali, ossia favorendo le più diverse espressioni e discipline artistiche e, nel contempo, proteggere e mantenere vivo il patrimonio archeologico, industriale e culturale della Cima Norma.

Alle numerose persone accorse, hanno portato il benvenuto la sindaca di Blenio Claudia Boschetti Straub, che ha succintamente ricordato la storia della Cima Norma e l’importanza di mantenere in vita il complesso industriale-architettonico, il direttore artistico della Fondazione Franco Marinotti, nonché il vicepresidente della stessa Giovanni Casella.
Marinotti ha sottolineato che quello che si vuol fare in Cima Norma “non è un museo, bensì un laboratorio: un festival delle arti, con la partecipazione e presenza di vari artisti internazionali”. E questo, ha detto, “nell’intento di rinnovare lo spirito che da sempre anima la ex fabbrica, far partire con questo progetto una nuova storia e riportare i bleniesi a frequentare la fabbrica. Questo è un patrimonio vostro, della Valle!” - ha concluso rivolgendosi al pubblico, tra cui diverse Autorità politiche bleniesi.

Chi, dallo scorso maggio fino al 30 settembre, si trova e si troverà a passare davanti alla Cima Norma, vedrà dunque tutta la facciata dello stabile principale ricoperta da carta bianca. “Paper Building” (edificio di carta) è infatti il progetto proposto dall’estroso artista argentino Daniel Gonzales (classe 1963, vive e lavora a Berlino e New York) che, con questa opera “voluminosa”, intende in un certo senso “azzerare la storia dell’architettura industriale scoprendo una nuova identità con le spaccature della carta in corrispondenza di ogni finestra e porta”.
Nell’ambito del tema “Foreigness” – neologismo che potremmo tradurre in “Estericità” (diverse forme di essere straniero, estraneo) – il Paper Building sottrae, nell’intento dell’artista, alla vista della gente la storica facciata della fabbrica generando così una sorta di “perdita d’identità” col mutare del contesto originale. “Un edificio, una persona o una comunità – sostiene Gonzales – al cambiamento delle condizioni in cui hanno vissuto faticano a mantenere la propria identità, dovendosi adattare alle nuove condizioni”.

Foreigness” è completato, al primo piano della fabbrica, dall’installazione, altrettanto originale, denominata “Kamchatka ‘16” dell’artista Anna Galtarossa, una sorta di viaggio nell’immaginario fantastico, tra sogno e realtà, in un paesaggio dai tratti siberiano catapultato in Valle di Blenio. “Kamchatka ’16” rimarrà aperta fino al 1 agosto. L’ingresso è gratuito e possibile da mercoledì a venerdì dalle 14 alle 19 o su appuntamento.

Fonte: Red sito VdB

Foto: la Cima Norma con le finestre aperte (foto Gabriella Zacek)



PARC ADULA, LA LEGA DI BLENIO E' CRITICA 14 / 05 / 2016


Se Berna ha stroncato la Charta, ci sarà solo una via crucis per il Parc Adula”. La Sezione Blenio della Lega dei ticinesi prende posizione una settimana dopo il comunicato stampa in cui i responsabili del Parc Adula deploravano le critiche ricevute da Berna su alcuni contenuti del progetto.
Nella lettera i leghisti auspicano che venga effettuata una “seria e puntigliosa riflessione sul progetto nella sua globalità” e danno praticamente per spacciato il progetto che dovrebbe essere votato dai cittadini entro la fine dell’anno: “A questo punto, risulta davvero difficile intravedere uno spiraglio all’orizzonte che possa intavolare un definitivo e chiarificatore dibattito fra tutte le parti in causa”, spiegano.
Tra le richieste degli uffici federali, ricorda la Sezione leghista, c’è la richiesta dell’Esercito di ritagliare dalla zona centrale tutta la Valle del Reno e una parte dell’area dell’Adula (persino la cima che assegna il nome al parco). Questo perché la piazza d’armi di Hinterrhein viene considerata strategicamente molto importante, destinata a zona di tiro e parco d’esercitazione dei panzer.
Le decantate zone periferiche che si spergiurava non avessero in programma nessun cambiamento e soprattutto non intaccavano il piano direttore cantonale, sono ora nell’occhio del ciclone e devono subire importanti vincoli”.
Vincoli che, secondo la Lega, queste zone non possono permettersi. Il partito della nuova sindaca di Blenio Claudia Boschetti Straub sottolinea che incertezze e diffidenze erano già palpabili tra i cittadini, ed erano emersi in occasione della serata pubblica svoltasi a Olivone. In quel caso, continua il comunicato, i promotori del progetto “risposero chiaramente che questi sentori erano solo malafede degli oppositori. Ora tutti i nodi vengono al pettine! Un castello di carta ricco di promesse basate sulla nuova concezione di parco che di nuovo non ha proprio niente e sul ‘bottom-up’ (dal basso verso l’alto) che si è rivelato al contrario un ‘top-down’ (imposizione dall’alto)”.

ANCORA NESSUN RISCONTRO DA BERNA

L’incontro chiesto giovedì scorso da Parc Adula con la ministra Doris Leuthard per discutere delle critiche sollevate non è ancora stato fissato. Da noi contattato, il direttore Martin Hilfiker spiega di non aver finora ricevuto risposta da Berna e aggiunge di attendere con pazienza i tempi dell’amministrazione federale.

Fonte: "laregione.ch, 13.05.2016, p.13



MALVAGLIA, LE OPERE DI OLGA INDUNI ALL'ATELIER TITTA RATTI 25 / 04 / 2016



Presso l’Atelier Titta Ratti sarà allestita, a partire dal 29 aprile e fino al 19 giugno 2016, un’esposizione dedicata alla vita e all’opera di Olga Induni, nata a Bellinzona nel 1907 e morta ad Acquarossa nel 1998.

Personalità singolare e sensibile, colta autodidatta formatasi per qualche tempo alla Kunstgewerbeschule di Basilea, Olga Induni fu un’artista il cui indubbio talento stentò a trovare pieno e riconosciuto sviluppo.
La sua attività artistica fu infatti impedita dagli obblighi domestici, dalle necessità del vivere quotidiano e da un ambiente sociale che non lasciava molto spazio alla creatività femminile.
Eppure anche con queste limitazioni la sua figura e la sua opera multiforme meritano di essere considerate e ricordate: l’Atelier Titta Ratti ospiterà non solamente i suoi numerosi paesaggi ma anche alcune opere di scultura, mosaici, disegni e ceramiche.

Inaugurazione venerdì 29 aprile a partire dalle 18:00. Orari di apertura: venerdì dalle 14 alle 18, sabato e domenica dalle 14 alle 17.

Fonte: Comunicato stampa Atelier Titta Ratti, Carla Ferriroli



VALLE DI BLENIO, GIOCHI DI IERI E OGGI IN MOSTRA 15 / 04 / 2016



A cosa giocavano i nostri nonni quando erano bambini? Come si divertivano senza le moderne tecnologie? La fantasia di certo non mancava; alcune pigne raccolte nel bosco, dei rami secchi e il carretto del papà bastavano per inventare giochi e trascorrere dei momenti d’allegria.
Bastava poco, insomma, anche perché il giocattolo vero e proprio, per i bambini della ‘pora gent’ spesso rimaneva solo un sogno, per i figli dei ‘benestant’ era invece più facile avere a disposizione una bambola di porcellana, una bici o un orsetto di peluche.

I giochi di un tempo, in particolare quelli con cui si intrattenevano i giovani nella Valle di Blenio, ma anche quelli di oggi, verranno presentanti nell’ambito di ‘giochiamo?’.
Si tratta di un progetto realizzato da quattro enti culturali bleniesi, affiliati sotto il nome di BlenioIdea, che per la prima volta hanno collaborato a un’iniziativa comune.

Il tema si potrà quindi esplorare, in tutte le sue sfaccettature, dal 22 aprile al 1° novembre, all’Archivio Donetta di Corzoneso, al Museo della Valle di Blenio di Lottigna, all’Atelier Titta Ratti di Malvaglia e al Museo Cà da Rivöi di Olivone (in foto).
Il valore aggiunto di questo percorso espositivo è d’aver coinvolto tutti gli istituti scolastici della valle: dalla scuola dell’infanzia alla scuola media. «È stato chiesto ai docenti d’inserire il tema del gioco nel programma», ha spiegato ieri in conferenza stampa a Lottigna Ariano Belli, direttore degli istituti scolastici della Valle di Blenio.
Così, in sede, alcune classi hanno affrontato il gioco dal punto di vista storico, altre hanno parlato dei giochi di altri Paesi, altre ancora hanno discusso di regole, rispetto, vittoria e sconfitta. Mentre, fuori sede, le scolaresche hanno potuto svolgere lavori a tema negli atelier dei musei.
Tra le varie attività compiute c’era chi fotografava i compagni mentre mettevano in scena la vita di una volta o chi ha fabbricato giocattoli di legno e li venderà a una bancarella a scopo benefico.

LABORATORI, ESPOSIZIONI E CONFERENZE

All’Atelier Titta Ratti si terranno laboratori di attività manuali e conferenze a tema. Si giocherà a giochi da tavolo, di strategia – come gli scacchi – e nei laboratori si potranno costruire veri e propri balocchi.
Al Museo di Lottigna invece saranno esposti giocattoli della Valle di Blenio, dalla fine dell’Ottocento agli anni 70. La mostra propone una raccolta, fatta nella Valle del sole, di interviste, video, fotografie, e di giochi. I primi documenti ritraggono i figli di emigranti, in posa con un giocattolo. Sono molto rare le immagini di bambini di famiglie modeste, mentre sono molte di più quelle dei figli di famiglie benestanti. Il museo propone giornate speciali, con visite guidate per adulti e bambini e attività ludiche la domenica 1° e 22 maggio, il 2 ottobre e il 1° novembre.
All’Archivio Donetta si potranno vedere le foto di Roberto Donetta, che ha trovato il modo di divertirsi con la fotografia e fotografare i giochi.
Al Museo Cà da Rivöi di Olivone, ad affiancare i vari oggetti esposti, ci sarà un richiamo alle attività svolte dai giovani di una volta. Il giocare era contraddistinto, sin dalla prima infanzia, da attività che simulavano i lavori degli adulti. L’intrattenimento a scopo ludico aveva come scopo d’insegnare i diversi lavori rurali, cercando di renderli interessanti, raccontando aneddoti, indovinelli e filastrocche. A chiudere il percorso vi sarà un confronto con le attività giovanili attuali.

Fonte: "laRegioneTicino, 15.04.2016, Katiuscia Cidali, p.13

Foto: il Museo "Cà da Rivöi" a Olivone




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