Valle di Blenio: Talchronik
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Lukmanier, Photo: Roberto Corti, rcorti@tinet.ch
In dieser kleinen "On-line" Zeitung des Bleniotals werden Ereignisse berichtet, die von grossem Interesse für das Tal und/oder die Region sind.
Die Nachrichten werden regelmässig auf den neuesten Stand gebracht und die wichtigsten werden im Archiv.
abgelegt.
Insgesamt umfasst unsere Talchronik 1257 Beiträge.
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MALVAGLIA, NUOVA VITA PER LA FILOVIA CHE SALE A DAGRO 17 / 09 / 2014


La Filovia di Malvaglia è stata acquistata nelle scorse settimane da un gruppo di privati. Si tratta di sei proprietari di cascinali proprio sul Monte Dagro che preferiscono mantenere il massimo riserbo.
Le trattative, durate oltre un anno e conclusesi nella terza settimana di agosto, sono state avviate dall’Associazione degli amici della Valle Malvaglia.
I privati sono subentrati in un secondo tempo. Il costo dell’operazione, finalizzata a rilanciare il turismo in Valle Malvaglia e in tutta la Valle di Blenio (ragionando in ottica Parc Adula), ammonta a circa 250mila franchi.

La filovia che sale sul Monte Dagro, ritirata all’asta nel lontano 1995 da Roberto Maffioli (originario di Malvaglia ma residente da anni a Ginevra), potrebbe ripartire già nella prossima primavera.
Settimana scorsa gli ingranaggi dei macchinari sono ritornati a girare per delle prime prove tecniche, a distanza di oltre due anni e mezzo dall’ultima risalita. Le negoziazioni per la compravendita della Filovia Malvaglia-Dagro erano state avviate un anno fa, per arenarsi nel corso dell’inverno.

Per settimana prossima è stata convocata una prima assemblea dove si discuteranno i passi da intraprendere e quindi, anzitutto, sotto quale cappello giuridico porre questa rinascita.
La precedente società a garanzia limitata Filovia Malvaglia-Dagro, fondata nel maggio del 2005, è stata radiata dal Registro di commercio a giugno.
Quanto alla parte tecnica, l’azienda che ha fornito gli impianti ha effettuato un primo sopralluogo volto a verificare lo stato attuale della filovia. Per ora si sa che quasi sicuramente le due cabine dovranno essere sostituite, con delle nuove munite di porte automatiche. Facile prevedere però che la richiesta di una nuova concessione di rimessa in esercizio, da presentare a Berna, dovrà contemplare altre spese. Migliorie che dovranno toccare anche l’ostello, legato agli impianti in un rapporto di interdipendenza.
Tra le ipotesi ventilate finora quella di costruire una nuova veranda in quota.

Fonte: "laRegioneTicino", 16.09.2014, Mattia Cavaliere, p.11



LUDIANO E SEMIONE, SCUOLA DELL'INFANZIA RINNOVATA E UN PREASILO PER I PICCINI 16 / 09 / 2014



Con l’anno scolastico appena iniziato i bimbi delle frazioni di Ludiano e Semione (Comune di Serravalle) hanno a disposizione una Scuola dell’infanzia completamente ristrutturata e ampliata, molto spaziosa e luminosa.
La stessa verrà inaugurata domenica 26 ottobre, mentre ieri alle 9 le Autorità comunali, con alla testa il sindaco di Serravalle Luca Bianchetti, hanno dato il benvenuto ai 17 bambini (una sezione), alle loro due docenti e ai genitori.

Sull’ampliamento della Scuola dell’infanzia (costato circa 1,6 milioni di franchi) lavorava da tempo già il Municipio di Ludiano, prima dell’aggregazione del 2012. A Ludiano e Semione, infatti, si sono insediate parecchie giovani famiglie con bambini, a conferma della vocazione familiare della Bassa Blenio.
Il progetto è stato quindi poi ripreso dal nuovo Comune aggregato.
A Malvaglia (Serravalle) sulla sponda sinistra della valle vi sono altre due sezioni di Scuola dell’infanzia ospitate in una struttura pure rinnovata una decina di anni fa.

A SEMIONE UN PRE-ASILO CON PRESENZA PROFESSIONALE

Ma per i bimbi della Bassa Blenio da quest’anno c’è un’altra novità: a Semione durante l’estate e su iniziativa di un gruppo di mamme, è nata l’associazione L’apis con lo scopo di creare uno spazio d’incontro per le famiglie della regione.
L’associazione, sostenuta dal Comune di Serravalle, ha sede nella Casa San Carlo ed è aperta a tutte le famiglie della Valle di Blenio e dintorni.
Tra le varie attività proposte figura anche l’asilo nido (pre-asilo) per bimbi dai 18 mesi ai 4 anni alla presenza di persone professionalmente qualificate per tre mattine alla settimana (lunedì, martedì e giovedì).

Fonte: "laRegioneTicino", 10.09.2014, m.z, p.10

Foto: la rinnovata Scuola dell'Infanzia, lato entrata principale



PASSO LUCOMAGNO, VENDUTO L'OSPIZIO RISTORANTE SANTA MARIA 13 / 09 / 2014


E' Oscar Caduff di Cumbel (Lumnezia) nel Canton Grigioni, e la società O.Caduff Immobilien AG, il nuovo proprietario del ristorante-ospizio “Santa Maria su passo del Lucomagno, in territorio grigionese.

Il neo proprietario, che è intenzionato a proseguire l’attività d’accoglienza e ristorazione come finora, è già proprietario di un Café a Vella, pure nella Lumnezia, e di una ditta di installazioni sanitarie.
L’acquisto è stato formalizzato negli scorsi giorni, dopo che Caduff aveva visto l’Ospizio transitando sul passo con la sua famiglia in direzione del Ticino.

DOPO 33 ANNI DI GESTIONE, LASCIANO I CONIUGI LUTZ-SOLIVA

Era da un paio di anni che i coniugi Gion e Gabriela Lutz-Soliva di Rabius (GR) cercavano di vendere l’ospizio dopo una lunga attività durata ben 33 anni.
Molto nota anche ai clienti sul versante bleniese del passo, la coppia di gestori rappresenta infatti la quinta generazione (da parte paterna di Gabriela) che gestisce l’albergo-ristorante posto a 1915 metri sul valico tra Ticino e Grigioni.
I coniugi Lutz-Soliva iniziarono infatti la loro attività all'ospizio nel 1982 come gerenti, mentre nel 1991 rilevarono la struttura dal Convento di Disentis, fino ad allora proprietario dell'ospizio. Ora, purtroppo, dopo 33 stagioni nessuno della loro famiglia desidera continuare nella conduzione della struttura (che offre pure camere con 24 posti letto e un dormitorio). La continuità sembra ora finalmente garantita e i coniugi Lutz-Soliva potranno godersi la meritata pensione.

Fonte: "laRegioneTicino", 13.09.2014, m.z, p.13.



VALLE MALVAGLIA, UNA FONDAZIONE PER SALVAGUARDARE GERMANIONICO 10 / 09 / 2014



Quella di Garmagnünach (Germanionico in versione italianizzata) è una storia davvero particolare e sorprendente. Tanto da attirare anche giornalisti e telecamere (la RSI gli aveva dedicato 7 anni fa un documentario per la trasmissione “Storie” a firma Mirto Storni, mentre la TSR1 ne aveva parlato nell’emissione “Passe-moi les jumelles”).
A noi la storia ce la racconta Arnoldo Ceresa, malvagliese, ex municipale, e membro del Consiglio della neo-costituita “Fondazione per la difesa e la valorizzazione del nucleo di Gemanionico”, nucleo di 17 cascine, a 1470 metri di quota, tra l’altro inserito nell’Inventario degli insediamenti d’importanza nazionale da proteggere (ISOS).

Fino a 2 anni fa, Gemanionico era abitato tutto l’anno solo dai fratelli Emilio e Gino Scossa Baggi, detti “i Fadarich”, dal nome del loro nonno Federico. Da tempo, Arnoldo Ceresa si occupa di loro portando regolarmente le provviste e la posta (il nucleo è raggiungibile, nell’ultimo tratto, solo su sentiero).
In famiglia, “i Fadarich” erano 8 fratelli maschi, nati dal matrimonio di Ferdinando Scossa Baggi con Ida Pedretti. Nessuno di loro ha avuto figli, quindi non vi sono eredi.
Così, nel 2012 dopo la morte di Emilio (classe 1928), l’ultimo fratello rimasto, ossia Gino oggi 82enne (che tuttora vive a Germanionico), ha convenuto di garantire un futuro al villaggio dando l’accordo per la costituzione di una fondazione, di cui è presidente.

GLI SCOPI DELLA NEO COSTITUITA FONDAZIONE

Lo scopo, secondo lo statuto, è quello di salvaguardare e valorizzare il nucleo nelle sue componenti etnologiche, geografiche, botaniche, faunistiche e paesaggistiche. In particolare si vuole fermare il degrado degli stabili, risanarli laddove necessario e restituirli alla comunità contribuendo alla diffusione delle conoscenze storiche legate alla Valle Malvaglia.
Una delle utilizzazioni future potrebbe essere un agriturismo a gestione famigliare, con posti letto, e informazioni storiche. Il tutto aperto ad esempio alle scolaresche.

L’intero progetto della Fondazione, che ha sede a Malvaglia-Rongie, è descritto in un opuscolo dove vengono illustrati anche gli interventi più urgenti ad ognuna delle 17 cascine e la loro possibile destinazione futura.
L’investimento totale è stimato in 2.6 milioni di franchi, che la fondazione intende raccogliere da privati e/o enti interessati. Gli interventi sono previsti in varie tappe e la fondazione resta aperta ad altre idee di destinazione futura.

Germanionico è molto probabilmente di una tra le pochissime ed ultime testimonianze rurali delle nostre valli: il nucleo è infatti rimasto praticamente intatto nel corso degli anni, senza deturpazioni o nuove costruzioni (gli stabili risalgono al 1500-1600 circa).

Fonte: da un servizio, qui in versione ridotta, apparso sul quotidiano "laRegioneTicino", 10.09.2014, Mara Zanetti Maestrani, p.12

Foto: il monte di Garmagnünach, a 1470 metri, con le sue 17 cascine



BLENIO E ACQUAROSSA, TRA IL 2014 E 2015 IN ARRIVO LA BANDA LARGA 03 / 09 / 2014


Entro fine 2014, al più tardi nel corso del 2015, anche gli abitanti della Media e Alta Valle di Blenio avranno accesso alla fibra ottica che consentirà di ricevere ad alta velocità i moderni sistemi di comunicazione (internet e altri sevizi multimediali).

A Blenio e Acquarossa sono infatti in corso i lavori di posa delle strutture e sottostrutture e gli stessi procedono secondo i piani.
A Blenio e nelle sue frazioni (Olivone, Aquila, Torre, Campo Blenio e Ghirone) sarà probabilmente possibile disporre della nuova tecnologia (chiamata ‘Fibre to the Street’, con alcune modifiche per le frazioni più discoste) già per la fine di quest’anno. Gli utenti potranno beneficiare di larghezze di banda fino a 100 Megabit al secondo.
L’investimento per il Comune di Blenio, quale partecipazione alle spese di Swisscom, è stato di 325mila franchi, ad Acquarossa di 332mila.

In questo modo le località discoste diventano più attrattive per ditte, aziende e per il lavoro da casa. Per il Comune di Serravalle, dove la ricezione è in generale già migliore, l’implementazione della fibra ottica è comunque pure inserita nel Piano finanziario.

Fonte: "laRegioneTicino", 3.09.2014, m.z, p.10



PARC ADULA, BERNA CHIEDE ULTERIORI APPROFONDIMENTI 28 / 08 / 2014


L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha chiesto ulteriori approfondimenti riguardo al progetto Parc Adula.
La notizia – che era nell’aria – è stata confermata ieri dai responsabili del progetto. Tramite comunicato stampa hanno provveduto, in un secondo tempo, a informare i media che “l’Associazione Parc Adula ha deciso di estendere la fase di consultazione con i Comuni”, in modo da disporre di più tempo in questa fase, definita “consultativa della Charta” del Parco, per “un’esaustiva consultazione di tutte le parti coinvolte”, “considerata l’ampiezza e complessità della documentazione”.

A fine aprile, va ricordato, l’UFAM aveva ricevuto una prima versione della Charta del Parco. Bozza che sembrerebbe ora essere bocciata da Berna, dal momento che bleniesi, calanchini e altomesolcinesi assieme agli abitanti dei comuni della Surselva, saranno chiamati al voto un anno più tardi.
«Diciamo – corregge il tiro il presidente dell’associazione Parc Adula Fabrizio Kellerche ci sono state chieste ulteriori verifiche».
Concretamente? «Penso ad esempio al rilievo di alpi e sentieri escursionistici. Ci è stato chiesto di eseguirli già in questa fase, mentre noi prevedevamo di occuparci di queste questioni nella fase successiva, detta di esercizio».

Keller sottolinea che Berna condivide l’impostazione data al Parc Adula. Per quanto riguarda la caccia, premettendo che le attuali bandite saranno estese al massimo nella misura del 3 o 4 per cento, assicura che Berna approva il concetto adottato sin qui dal team.
Semmai restano da chiarire questioni di competenza cantonale, aggiunge.
Il presidente dell’Associazione Parc Adula si dice tranquillo anche sul rispetto della tempistica. «La legge – ci spiega – fissa un periodo massimo di otto anni per la fase di istituzione. Prevedevamo di impiegare cinque anni e mezzo. Ora avremo bisogno di un anno in più».

Fonte: laRegioneTicino", 28.08.2014, CAVA, p.9



PARC ADULA, POSTICIPATA AL 2016 LA VOTAZIONE DELLA POPOLAZIONE 27 / 08 / 2014


L’Associazione Parc Adula ha deciso di estendere la fase di consultazione con i Comuni, per permettere l’approfondimento di alcune domande ed assicurare una completa ed esaustiva presentazione della Charta (Contratto del Parco).

Il team Parc Adula, con il supporto della ZHAW (Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften), Gruppo di Ricerca per il turismo e lo sviluppo sostenibile di Wergenstein, da diversi mesi a questa parte è impegnato nella stesura della Charta, il documento sul quale i cittadini dei 20 Comuni coinvolti saranno chiamati a votare.
I lavori alla Charta sono ora giunti in una fase cruciale. Considerate l’ampiezza e la complessità della documentazione, nonché la volontà di permettere un‘esaustiva consultazione con tutte le parti coinvolte, la fase consultativa della Charta richiederà più tempo del previsto.

Di conseguenza la votazione, inizialmente prevista per la seconda metà del 2015, sarà posticipata di alcuni mesi e dovrebbe pertanto avere luogo nella prima metà del 2016.
L‘Associazione Parc Adula è certa della bontà e del successo del progetto, così come del lavoro finora svolto.

Fonte: Comunicato stampa via mail dell'Associazione Parc Adula, Roveredo, 27 agosto 2014, ore 14.30



CORZONESO-CASSERIO, DENTRO IL PAESAGGIO: UNA MOSTRA PARTICOLARE 02 / 05 / 2014


Il programma espositivo dell’Archivio Roberto Donetta di Corzoneso prevede per l’estate 2014 la mostra “Dentro il paesaggio” che ha per tema l’utilizzo della fotografia storica per lo studio dell’evoluzione del territorio nell’ultimo secolo.

L’inaugurazione alla Casa Rotonda è in agenda sabato 10 maggio, alle 17, con la presentazione curata da Silvio Seno, direttore dell’Istituto scienze della terra alla SUPSI.
Seguiranno in data da stabilire un workshop internazionale per specialisti del settore e una serata pubblica al Cinema Teatro Blenio di Acquarossa destinata alla popolazione locale con la presentazione di lavori di ricerca svolti in Ticino.
Il territorio della Valle di Blenio di inizio ’900 compare in molte immagini di Roberto Donetta, documentato di proposito (ad esempio in occasione di catastrofi naturali come l’alluvione del 1927) o indirettamente in scatti dedicati ad altri soggetti.

La mostra curata dalla Fondazione Donetta in collaborazione con l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) e con la SUPSI è rivolta a un pubblico di non specialisti.
L’esposizione presenta per la prima volta degli ingrandimenti di grande formato realizzati a partire dalle lastre impressionate da Donetta, ai quali vengono accostati dettagli dei paesaggi presenti nelle immagini, dando al visitatore la possibilità di immergersi nella storia della regione. Grazie a una breve escursione nei dintorni della Casa Rotonda sarà inoltre possibile riscoprire alcuni scorci del territorio nei dintorni di Corzoneso, facendo un paragone diretto tra i tempi di Donetta e quelli odierni.

Fonte: Comunicato stampa dell'Archivio Donetta, 29.04.2014.




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