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Valle di Blenio: Cronaca della valle
Pizzo Rossetto (Cima della Töira)
Pizzo Rossetto (Cima della Töira)
In questo piccolo "giornalino on-line" della Valle di Blenio sono riportate le principali notizie relative all'intera Valle e/o informazioni d'importanza regionale.
Le notizie vengono regolarmente aggiornate e quelle più importanti o di maggiore interesse vengono inserite nell'Archivio.
Attualmente la nostra cronaca contiene complessivamente 1302 articoli.
Se avete delle informazioni interessanti o delle segnalazioni da comunicarci, potete farlo scrivendo all'indirizzo: cronaca@vallediblenio.ch. Le vostre proposte verranno attentamente valutate.
La ripresa e pubblicazione di articoli che appaiono in questa Sezione
è possibile solo citando la fonte: www.vallediblenio.ch.


DANGIO-TORRE: SCOPERTO UN NUOVO FOSSILE ! 01 / 04 / 2015



Quello che è successo nell’estate del 2012 e che solo in questi giorni è giunto a conoscenza, ha del sensazionale: in quel periodo, un gruppo di studenti della Facoltà di geologia del Politecnico di Zurigo stava facendo un’escursione lungo il fiume Brenno per studiare le diverse formazione geologiche.
Alla confluenza del Brenno con il riale Soja, nei pressi di Dangio-Torre, il gruppo ha fatto una pausa e, improvvisamente, una delle studentesse si è accorta di una roccia calcarea con una vistosa irregolarità.
Dopo un esame più attento, si è constatato che questa irregolarità si estendeva all’interno della roccia e sembrava essere una parte di una struttura, forse di un osso, più grande.

Subito dopo l’escursione, il gruppo ha quindi interpellato i paleontologi del Museo paleontologico di Zurigo, esperti in fossili delle Regioni alpine. L’eccitazione degli scienziati è stata davvero enorme quando hanno scoperto che la struttura nella roccia era davvero un osso, più precisamente l’osso di un fossile del Triassico, però del Triassico Superiore e non del Triassico Medio come per i fossili trovati nella regione del Monte San Giorgio.

COME SI SPIEGA QUESTO ECCEZIONALE RITROVAMENTO

Nel Triassico Medio, cioè circa 240 milioni di anni fa, esisteva soltanto il supercontinente Pangea che era circondato dal superoceano Panthalassa.
A questo tempo il Ticino era un mare poco profondo con lagune e piccole isole di sabbia. I fossili marini del Monte San Giorgio erano gli abitanti di queste acque.
Allora, con l’inizio della “frammentazione” di Pangea, a causa della tettonica delle placche, una delle piccole isole si è separata, è stata premuta in alto e verso il nord e si è fermava sul terreno odierno della Valle di Blenio.
Tutto questo è noto da tempo, poiché la roccia trovata nel riale Soja contiene esattamente gli stessi sedimenti calcarei come quelli del Monte San Giorgio.

Mentre gli animali marini, che possiamo ammirare oggi nel Museo dei fossili di Meride, si sono pian piano estinti, quelli che vivevamo sull’isola “distaccata” sono invece riusciti a sopravvivere e a svilupparsi ancora per oltre 30 milioni di anni, grazie al buon clima e all’ ambiente nel Nord.
Così la scoperta del riale Soja, ossia un fossile di un sauro del Triassico Superiore di circa 200 millioni di anni, è eccezionale non solo per il Ticino, ma per tutta Svizzera.

Ora fervono le discussioni sul come e quando presentare questo magnifico reperto. Come per il Museo a Melide, i promotori hanno preso contatto con l’architetto Mario Botta per valutare la realizzazione di un Museo dei fossili in Blenio.
Si pensa anche ad un sentiero paleontologico lungo il Brenno e il riale Soja e campi estivi per bambini e scolaresche per avventurarsi negli scavi paleontologici che – in accordo con Cantone - saranno avviati nei prossimi mesi.
Nelle prossime settimane è attesa la pubblicazione di un articolo sulla nota rivista specialistica “Journal of Paleontology”, proprio in merito alla scoperta del “Bleniosaurus Rex Soianus”.

Fonte: "Journal of Science", edizione Marzo 2015, p.34

Foto: ripresa dalla prestigiosa rivista, la foto dell'eccezionale ritrovamento



MALVAGLIA, IL RILANCIO DELLA FILOVIA E' VICINO 26 / 03 / 2015


Quasi un milione di franchi per rilanciare la filovia di Malvaglia, chiusa dal gennaio 2012. La cordata indigena di privati – che l’autunno scorso ha rilevato il pacchetto azionario dalla precedente società anonima (per oltre 300 mila franchi) – ha previsto un investimento di 800 mila franchi per rimettere in sesto l’infrastruttura inaugurata nel maggio 1996.
Per la metà di questo importo (pertanto 400 mila franchi) la Filovia Malvaglia SA auspica la partecipazione dei tre Comuni bleniesi.
Serravalle, che ospita la funivia che collega il fondovalle della frazione al nucleo di Dagro, è pronto a stanziare un contributo a fondo perso di 200 mila franchi; il Legislativo si esprimerà, in seduta straordinaria, il 27 aprile.
I gestori hanno formulato una richiesta di sostegno pure a Blenio ed Acquarossa pari a 100 mila franchi a testa.

«NECESSARIA PER IL TURISMO»

La fine dell’attività tre anni or sono della filovia ha «generato nefaste conseguenze per il turismo della valle Malvaglia e della valle di Blenio in generale», osserva nel messaggio appena pubblicato il Municipio di Serravalle.
Ad esempio le capanne di Quarnèi e di Pròu hanno registrato un calo del 30-40% dei pernottamenti, mentre una significativa diminuzione dell’attività si è riscontrata pure per il Ristoro alpino di Dandrio (di proprietà del Comune).
L’Esecutivo guidato dal sindaco Luca Bianchetti ritiene sia ora giunto il momento, per l’ente pubblico, di «dare un chiaro segnale di sostegno» a favore dell’infrastruttura. L’autorità ricorda inoltre come negli ultimi anni siano stati numerosi gli enti attivi nel settore turistico, i cittadini e particolari gruppi di persone (come escursionisti, ciclisti e parapendisti, solamente per citarne alcuni) che hanno chiesto a più riprese di rimettere in funzione l’infrastruttura.
Il Municipio, infine, rileva come l’impianto sia fondamentale anche e soprattutto «nell’ottica della politica economica regionale» e del futuro progetto del Parc Adula.

NUOVO PRESIDENTE E NUOVO CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE

Gli statuti della Filovia Malvaglia SA sono stati rivisti lo scorso settembre. Il nuovo presidente della società (con capitale di 203 mila franchi) è Fausto Saglini di Serravalle, affiancato in comitato da altri ticinesi. La cordata non intende esclusivamente far ripartire la funivia, ma mira altresì ad effettuare delle migliorie all’ostello in quota.
Tra gli scopi figura pure la gestione di strutture ricettive quali capanne e locande. Quest’anno sono passati esattamente due decenni dalla nascita della Filovia Monte Dagro SA, che l’anno seguente mise in esercizio l’impianto. In breve tempo l’infrastruttura è diventata un’attrattiva per la valle e non solo, attirando agli oltre 1.200 metri di altitudine escursionisti provenienti da ogni angolo del Ticino e della Svizzera nonché pure turisti stranieri che in estate pernottano in Valle di Blenio.

Fonte: "Corriere del Ticino", 26.03.2015, Alan Del Don, p.17



OLIVONE, RICORSO CONTRO LO SCHERMO INFORMATIVO ELETTRONICO 21 / 03 / 2015


Fa ancora discutere il tabellone informativo elettronico che verrà posato a Olivone ai margini della piazza d’Armi accanto alla strada cantonale. Venerdì scorso, un cittadino ha inoltrato al Comune di Blenio un ricorso sottoscritto da una settantina di persone.
Contestata l’ubicazione, poiché ritenuto troppo vicino a un incrocio, e sollevate perplessità per l’inquinamento luminoso e il deturpamento del paesaggio che arrecherebbe.
Il Consiglio comunale di Blenio, nella seduta dello scorso 16 dicembre, aveva approvato il credito di 95mila franchi per la realizzazione del cartello multimediale con 17 voti favorevoli e 10 contrari.
Il progetto era stato criticato da una decina di consiglieri comunali, tra cui la Sinistra e UDC: a far discutere i costi, ritenuti elevati, l’ubicazione e la possibilità di proiettare filmati.

Lo scorso aprile, il Municipio aveva presentato un primo messaggio con cui chiedeva un credito di 120mila franchi per il progetto; rinviato all’esecutivo, i costi erano stati poi ridotti di 25mila franchi. Il tabellone multimediale avrebbe lampade Led, misurerebbe 2,8 per 4,8 metri, informerebbe sugli eventi previsti in valle e permetterebbe a ditte del posto di inserire le loro pubblicità.

Fonte: "laRegioneTicino", 21.03.2015, KAT, p.12



SERRAVALLLE, LAVORI AL CASTELLO GIUNTI AL GIRO DI BOA 20 / 03 / 2015



Sono quasi giunti a metà i lavori di valorizzazione del Castello di Serravalle a Semione, progetto seguito dall’architetto Nicola Castelletti e di cui si è parlato il 10 marzo scorso proprio a Semione in occasione dell’assemblea dell’”Associazione degli amici del castello”.

Lo scorso anno, in particolare, è stata sistemata la corte interna, o “sala delle Colonne” (l’area centrale del maniero) con il livellamento del terreno e il tracciamento di una specie di percorso per i visitatori, con la posa di alcune superfici lastricate in corrispondenza dei ritrovamenti archeologici più significativi.
Uno dei lavori più visibili – realizzato grazie all’Ufficio forestale di Circondario e al sostegno del Comune di Serravalle – è stata la valorizzazione della selva castanile attorno alla rocca del castello, che è stata completamente ripulita dalla vegetazione.
Un intervento, questo, che ha reso molto più visibile il castello.

Attualmente è in corso la costruzione di una ventina di panchine che verranno poi posate all’interno e nelle immediate vicinanze del castello e sono pure in allestimento le tavole informative. I lavori riprenderanno nel corso della primavera con altri interventi di consolidamento delle mura e di sistemazione, in particolare dei vani a monte della sala delle Colonne, dove vi erano la cucina e le camere.
Verrà pure completata l’illuminazione. Ricordiamo che il castello risale al 1230-1240.

SODDISFAZIONE PER L'AVANZAMENTO DEI LAVORI, CONTINUA LA RICERCA FONDI

Sono molto contenta di come sta avanzando il progetto – ha detto la presidente dell’Associazione Silvana Bezzola RigoliniGrazie a tutti i suoi sostenitori tra cui i tre Comuni della Valle, il castello sta proprio rinascendo; stiamo valorizzando la nostra storia a beneficio delle generazioni future”.
L’investimento complessivo per l’intero progetto ammonta a 500 mila franchi. “Al momento attuale – ha detto Bezzola-Rigolini – possiamo dire di essere a metà dell’opera”.
Per quest’anno - ha precisato dal canto suo Matteo Baggi, rappresentante del Municipio di Serravalle in seno al Comitato dell’Associazione - possiamo contare sugli aiuti dei tre Comuni bleniesi e dell’Ente regionale di Sviluppo (ERS) di Bellinzona e Valli per un totale di 70 mila franchi. Ma altri fondi ci serviranno per portare a termine i lavori, e quindi altri versamenti o donazioni sono i benvenuti”, ha concluso.

All’assemblea, che è stata presieduta da Lea Ferrari, erano presenti anche il sindaco di Serravalle Luca Bianchetti e il municipale Edoardo Lomazzi come pure la municipale di Blenio Claudia Boschetti-Straub.
Al termine, la presidente Silvana Bezzola-Rigolini ha annunciato che all’inizio del 2016 uscirà l’attesa pubblicazione (catalogo) sui ritrovamenti fatti durante le campagne di scavi archeologici nell’area del castello (2002-2006). Una pubblicazione che non mancherà di dare lustro al maniero e alla sua storia.

Fonte: "laRegioneTicino", 20.03.2015, Mara Zanetti Maestrani, p.12

Foto: la "Sala delle Colonne", con le tracce lastricate



OLIVONE, LO STORICO ALBERGO POSTA&OLIVONE DIVENTA IMPRESA SOCIALE 18 / 03 / 2015


Da hotel a impresa sociale. Per dare continuità a 136 anni di storia. L’albergo Olivone & Posta di Olivone, Comune di Blenio, verrà riconvertito in un luogo di integrazione lavorativa per disoccupati o per persone invalide.
Sulla falsariga, ad esempio, del ristorante Vallemaggia di Locarno, aperto nel gennaio 2006 e che dà lavoro a una ventina di utenti diversamente abili.

In Valle di Blenio il progetto è portato avanti dalla neocostituita Cooperativa Albergo Olivone & Posta presieduta dall’avvocato di Serravalle Luca Baggi, il quale è pure presidente della Fondazione La Quercia che gestisce la "Casa anziani di Acquarossa".
Gli statuti sono stati approvati in settembre, ma la società è iscritta a Registro di commercio solo dal 3 marzo, come pubblicato venerdì scorso sul Foglio ufficiale.
«Ormai ho 68 anni e prima o poi avrò bisogno di qualcuno che prenda il mio posto...»: Giorgio Genucchi è da «una vita» (oltre trent’anni) proprietario dell’hotel con venti camere ubicato nel cuore di Olivone. «Gli affari vanno bene. Ma bisogna guardare avanti. Ci vogliono progetti innovativi per rilanciare le strutture delle zone periferiche. Altrimenti è la fine», aggiunge subito.
Ci tiene alla sua «creatura» e alla regione in cui vive. E il futuro dell’albergo Olivone & Posta si chiama azienda sociale, dopo che negli ultimi anni si era anche fatta strada l’ipotesi di un istituto per anziani autosufficienti.
Al personale già oggi attivo verranno affiancate «persone escluse dal mondo del lavoro con potenzialità lavorative e professionali residue», come recita lo scopo della neonata Cooperativa. Si tratta di disoccupati di lunga durata, beneficiari di provvedimenti di assicurazione per l’invalidità o di prestazioni assistenziali.
Nel contempo si mira a «promuovere e sostenere la formazione di operatori e apprendisti».
L’obiettivo finale è lo sviluppo socio-economico della Valle di Blenio, mantenendo i posti di lavoro attuali e creandone di nuovi.

Soci fondatori della Cooperativa sono, oltre al presidente Luca Baggi, Duska Beretta (vicepresidente), il segretario Eros Bagutti (direttore della Casa anziani La Quercia) e i membri Antonio Conceprio, Ursula Dandrea (municipale di Serravalle) nonché il dottore e professore Sebastiano Martinoli.

Fonte: da un servizio, qui leggermente abbreviato, apparso sul "Corriere del Ticino", 18.03.2015, Alan Del Don, p.19



DANDRIO, CONTINUA IL PROGETTO VIVERE IL PASSATO 24 / 02 / 2015



Ridare vita, anche a scopi pedagogici, a due vecchie cascine e mantenere l’antico mulino. È questo lo scopo dell’Associazione ricreativa Mulino di Dandrio che nelle prossime settimane lancerà una campagna di ricerca di fondi per sostenere il progetto denominato ‘Vivere il passato’. Si tratta di un’iniziativa volta a rivalorizzare e conservare due cascine di questo antico nucleo – un tempo abitato tutto l’anno – situato a quota 1’220 metri in fondo alla Valle Malvaglia.
Ma non solo: già da anni l’associazione si occupa della cura e della manutenzione del mulino a ruota orizzontale e del forno (messi a disposizione da privati) e organizza la tradizionale festa di metà luglio, durante la quale viene cotto il pane con la tipica farina di segale macinata sul posto.
Questa ricorrenza popolare, che richiama di anno in anno oltre 500 persone, garantisce l’entrata dei fondi che servono a mantenere la struttura meccanica in legno di larice del mulino (ristrutturato nel 1977), che funziona ad acqua.

IL PROGETTO VIVERE IL PASSATO

Il progetto ‘Vivere il passato’ prevede ora la ristrutturazione di due cascine: la ‘Cà dru Murin’, dove gli interventi sono già in fase avanzata (in gran parte grazie al volontariato), e una dimora risalente al 1571 per la quale è stato allestito un progetto completo di restauro, che andrà eseguito a tappe.
Lo scopo è quello di preservare queste importanti testimonianze rurali a beneficio dei visitatori e delle future generazioni, tenuto conto anche che l’intera Valle Malvaglia è inserita nell’"Inventario dei paesaggi e dei monumenti naturali di importanza nazionale".

All’interno della ‘Cà dru Murin’ verrà tra le altre cose ricavata anche un’aula multiuso che potrà essere impiegata come sala per corsi e conferenze sui temi della vita rurale, della Valle Malvaglia, della flora e della fauna locali.

Sono inoltre previste visite di scolaresche provenienti dalla valle e pure da fuori distretto, nonché sinergie con altri enti e associazioni, come la Fondazione alpina per le Scienze della Vita di Olivone.
Questi interventi saranno completati con degli albi informativi (con dati storici ecc), con la miglioria dei percorsi all’interno del nucleo e l’accesso alla spettacolare cascata ‘la Fürbeda, che sbuca dall’alto del maestoso anfiteatro roccioso che si trova proprio alle spalle di Dandrio.

PRESTO AL VIA LA RICERCA DI FONDI

Il progetto è sostenuto dal Comune di Serravalle (prima Malvaglia) e dal locale Patriziato, ma per terminare il restauro della prima cascina (mancano i lavori interni) e per avviare il recupero della seconda – con un investimento preventivato attorno ai 164mila franchi – è necessario anche l’intervento di terzi.
Quest’ultima cascina, in particolare, è descritta nell’Atlante dell’edilizia rurale del Canton Ticino. Risale al 1571, ma un esame dendrocronologico ha individuato elementi lignei recuperati da edifici preesistenti datati addirittura 1368. Per il suo restauro si rispetteranno i criteri che verranno posti dall’Ufficio cantonale dei beni culturali.
Chi intendesse sostenere il progetto o avere maggiori informazioni, può scrivere all’Associazione ricreativa Mulino di Dandrio, presieduta da Daniel Rossi di Malvaglia.

Fonte: da un servizio, qui in versione leggermente ridotta, apparsu su "laRegioneTicino", 23.02.2015, Mara Zanetti Maestrani, p.9

Foto: la "Cà dru Murin ristrutturata




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