5 domande a Bruno Grata


Un uomo profondamente attaccato alle sue origini, attivo dapprima nel Consiglio comunale e poi nel Municipio di Malvaglia per ben 13 anni. Uomo anche di scuola (insegnante ai corsi per adulti e docente alle Medie di Biasca) ha due grandi passioni: la caccia e la pesca!
Bruno Grata
6710 Biasca
nat: 079 682.89.88
email: bruno.grata@bluewin.ch
Cosa direste di voi o come vi descrivereste in un breve annuncio?
Dire di sé non è certo facile… Posso sintetizzare dicendo: persona ben disposta, volenterosa che ha sempre riservato e che riserva tuttora le sue attenzioni alla comunità. Sempre disponibile per favorire uno sviluppo locale a misura d’uomo.
Qual è la cosa più importante che fa in una normale giornata lavorativa?
Cercare di arrivare a fine giornata e poter dire “Toh, oggi ho realizzato un piccolo sogno che da tempo era accantonato in un cassetto”. Anche la più piccola realizzazione può diventare una grande realizzazione soprattutto se si pensa positivo. Questo “pensare positivo”, purtroppo, non sempre ha fatto al caso mio avendo vissuto momenti bui.
Ci racconti un bell'aneddoto della sua vita.
Sono veramente tanti! Ho difficoltà a sceglierne uno in particolare, motivo per cui ve ne racconto, succintamente, tre: due di natura “politica” e uno legato alla mia passione per la caccia. Il primo risale alle votazioni comunali a Malvaglia. Non ricordo bene l’anno (1984?). Si sa che gli animi, in questi frangenti, si surriscaldano facilmente (a dire il vero, una settimana dopo l’ ”evento votazioni”, più non se ne parla! Ai più, a dire il vero decisamente…pochi, non resterà che rimboccarsi le maniche per servire la comunità!) e l’atmosfera, specialmente negli uffici elettorali, è elettrizzante. Io presiedevo uno dei due uffici elettorali a Malvaglia. Ad un certo punto entra un'anziana signora nota per la sua “passione politica”. Prende le schede di voto. Entra in cabina elettorale e comincia a compiere il suo dovere. Improvvisamente scosta nervosamente la tenda e se ne esce tremante con le schede in mano dicendo d’aver sbagliato a votare. A quel punto le dico : “Signora, può sostituire le schede sbagliate. Ma deve consegnarmi quelle che ha in mano perché dobbiamo distruggerle per poterle sostituire.” Al che mi dice “Io, proprio a te, le schede non le consegno” e, in men che non si dica, se le infila nella bocca e se le … pappa. Eliminazione sicura con relativo compostaggio immediato assicurato. Il secondo, sempre di natura “politica” e ancora in quell’occasione. Altra signora. Altro voto espresso. Si presenta da me con la scheda da mettere nell’urna. Io, diligentemente controllo se tutto è regolare. E le dico: “La infili qui”. Ma quest’ultima mi dà la scheda in mano invitandomi a depositarla nell’urna. Le dico “Ma guardi che non è corretto”. Siccome insiste provvedo come ad ordine superiore. Una volta espletata la consegna lei mi dice. “Brav pinin a som sicura chè t’è vutou liberal” (Bravo pinin sono sicura che tu hai votato liberale). E io le ribatto “A duvrösum nulè ra to scheda, o una scheda liberal durant al spogliu, parchè mi u vutou do vut” “Dovremmo annullare la tua scheda o una scheda liberale durante lo spoglio poiché io ho votato due volte” al che, ben sapendo quanto vale una scheda in simili occasioni, s’è infuriata e se n’è andata, rossa come un peperone da capo a piedi, senza salutare i presenti. Vi lascio immaginare l’atmosfera che regnava nell’Ufficio elettorale! Il terzo: giorno di caccia alta di 30 anni fa... Quota 1800 m. Di buon mattino chi appostato in un luogo, chi in un altro, scrutiamo valli e vallette per vedere di localizzare le ambite prede… Di lì ad un po’ qualcosa si presenta in “zona tiro”. Prima una possibile vittima, poi un’altra, poi un’altra ancora… Cerco di scegliere la preda “migliore”. Accosto l’indice della mano destra al grilletto, metto a fuoco il malcapitato ma, nel frattempo, …improvvisamente sibilano nell’aria parecchi colpi provenienti da postazioni diverse ed io rimango di stucco. Il mio fucile ha taciuto. Constato comunque che “qualcuno” ci ha lasciato le penne. Fra questi uno che… non ha l’età. Al che io non mi muovo per non incorrere in una qualche gabola. Passa il tempo ma nessuno si fa avanti. Passano i minuti. Arriva l’ora, e poi la… seconda… Finalmente, qualcuno, osa far capolino su un piccolo promontorio... Lo riconosco: si tratta di un cacciatore che, nella nostra cerchia, è conosciuto soprattutto per la sua flemma e la sua estrema lentezza. Si guarda attorno come ignaro. Scruta l’orizzonte. E poi gli orizzonti con il suo binocolo appeso al collo. Non ha con sé né fucile, né sacco, ma solo un bastone e una roncola (falcigia). Controlla i vari sentieri e poi… con uno scatto fulmineo si precipita sulla preda rimasta inerme al suolo, le appioppa un calcione alla Del Piero e la fa precipitare in un burrone e si dilegua. Il tutto in pochi secondi. Il resto della storia ve la lascio immaginare. Quanta fatica per recuperare il malloppo che certamente, capirete, non è andato in pasto alle volpi e ai corvi! Anzi! Era gustosissimo poiché, lui, il flemmatico, i camosci, li sa cucinare con vera arte...
Ci racconti una novità della Valle di Blenio che per lei è importante.
Indubbiamente le aggregazioni a misura di …Valle. Vedrei di buon occhio l’aggregazione (immediata) in “Bassa Valle”. E poi? Lasciamo maturare… le altre aggregazioni. Tante volte: bello, purché piccolo il territorio da gestire. La storia ci insegna che prima si è unito e poi, inesorabilmente (chissà perché? Facile a capirsi!) si è diviso!
Se lei fosse Consigliere di Stato, che cosa farebbe per la Valle?
Intanto come Consigliere di Stato, ma comunque anche in qualsiasi altra carica che può andare da un normale amministratore, ad un consigliere comunale, a un municipale o quant’altro, occorre, in ogni caso essere al di sopra delle parti e saper vagliare e scegliere ciò che il proprio buon senso e la propria ragione suggeriscono. E questo soprattutto nel caso in cui certe soluzioni ci verrebbero “imposte” (magari per questioni partitiche). Siccome la domanda è specifica rispondo senza ombra di dubbio che mi impegnerei a rivedere i canoni d’acqua. Il nostro “oro bianco” non l’abbiamo certamente sfruttato nel migliore dei modi. Sono certo che altri avrebbero ottenuto per la nostra comunità di valle vantaggi più concreti. Qualcuno obietterà: ma in fin dei conti abbiamo ottenuto questo e quest’altro (strade in modo particolare). E’ pur vero! Tuttavia, e qui ne sono certo, avremmo potuto e dovuto ottenere di più. Come Malvagliese, ad esempio, mi si drizzano i capelli al solo pensare che non si sia riusciti ad ottenere l’energia elettrica per Madra e Dandrio. Ed ancora (complici lotte politiche fratricide e insensate): facendo passare la strada per Pontei avremmo certamente avuta aperta la strada per buona parte dell’anno in direzione dei monti della Valle Malvaglia. E altro ancora. Al momento della revisione dei canoni d’acqua, cari Bleniesi, prepariamoci e soprattutto svegliamoci lasciando da parte i campanilismi. Potremmo con questo ottenere quei franchetti necessari per portare a buon fine certi progetti che per il momento rimangono utopici.

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