5 domande a Gina La Mantia Lechleitner


Nata e cresciuta oltre Gottardo, da quasi due decenni abita con la sua famiglia in Valle di Blenio, regione che ama e per la quale si adopera in vari modi, a favore della gente che ci vive e ci lavora. Appassionata di cinema e amante della natura, gestisce col marito una piccola ma affermata impresa.
Gina La Mantia Lechleitner
6718 Olivone
email: info@candrac.ch
www.candrac.ch
Cosa direste di voi o come vi descrivereste in un breve annuncio?
Sono una persona tranquilla, piuttosto timida da una parte, ma amo il confronto e il dibattito su temi di società e politica. Parlare in pubblico per me è un incubo; scrivere mi riesce meglio… Cresciuta e vivendo tutt’ora in diverse culture e lingue, non ho delle radici vere e proprie. Questo mi permette a volte di fare da tramite, e certamente mi costringe ad essere aperta e rispettosa verso altre mentalità, religioni, costumi, tradizioni e usanze.
Qual è la cosa più importante che fa in una normale giornata lavorativa?
Più importante, per ovvi motivi, è il mio lavoro per la nostra piccola ditta artigianale. Più stimolante, a volte, è il lavoro (volontario) in politica e per il cinema. Una normale giornata lavorativa per me non esiste, faccio troppe cose diverse, e mi godo questa libertà!
Ci racconti un bell'aneddoto della sua vita.
Un aneddoto legato al cinema: mi ricordo bene una delle prime volte che sono andata al cinema Acquarossa con le mie figlie, piccoline ai tempi, a vedere “mamma ho preso il morbillo”. Le ragazze si sono divertite tantissimo, ed è stato molto bello, c’era qualcosa di magico. Alla prossima occasione, quando c’era un film per bambini, volevo ancora portarle, invitando anche l’amichetta di mia figlia minore. Solo che sua madre mi dice: “No, a mia figlia oggi non permetto di andare al cinema, ha rubato al chiosco dei libretti “paperino”, e c’era insieme anche la tua ragazza.” Sono caduta dalle nuvole! Ho interrogato mia figlia, che ha ammesso, dicendo però che era stata l’altra a prenderlo, il paperino, lei aveva solo guardato. Va beh, lo stesso: niente cinema, oltre ad andare al chiosco a portare indietro ciò che avevano rubato e a scusarsi, ecc. Sotto sotto mi è dispiaciuto molto, perché sapevo quanto tenesse la mia figlia a vedere questo film. Ma, per forza, ho fatto la dura, e sono andata solo con la figlia maggiore. Il film non ci è piaciuto… Sarà perché l’incanto non c’era più... E mesi, ma mesi dopo, mia figlia minore, ad un tratto, mi dice: "sai, quella volta...., avevo anch’io preso un paperino...". I rimorsi di aver detto una bugia e aver incolpato ingiustamente la sua amica non la lasciavano in pace, si vede…
Ci racconti una novità della Valle di Blenio che per lei è importante.
Sicuramente le novità attorno le Terme e il Parc Adula sono importanti, ho molte speranze che i due progetti vadano in porto, e che possano incrementare nella Valle un turismo “dolce” e sostenibile. Un'altra novità positiva è che sembra si sia sbloccata l’impasse per Campra, quindi anche lì si potrà investire e creare qualcosa di bello.
Se lei fosse Consigliere di Stato, che cosa farebbe per la Valle?
Ritengo fondamentale che i servizi di base e le infrastrutture non vengano smantellate: posta, scuole, trasporti pubblici, medici, una certa offerta sociale, culturale e di svago devono rimanere anche nelle zone discoste, per favorire l’insediamento di famiglie.

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