Blenio Café
Cioccolato
mara
inserito il: 11.1.2011 22:40
...torniamo a parlare di cioccolata artigianale e di una sua presenza e smercio in valle? Che bello sarebbe...

Forse piano piano qualcosa si muove, leggete il "Giornale del Popolo" di ieri, a p.9, articolo di Florio Fogliani:

"Mentre la storica fabbrica di cioccolato di Dangio (chiusa nel ’68) cerca il rilancio come Museo del cioccolato, nuovi artigiani della Valle del Sole si mettono in evidenza.

di FLORIO FOGLIANI

La Cima Norma di Dangio è stata per diversi anni il simbolo dei cioccolatieri Ticinesi. Dal 2009 l’ex complesso industriale è passato di mano e il nuovo proprietario, l’architetto Marino Venturini, ha elaborato un progetto di ristrutturazione degli stabili. Il primo passo prevede interventi di rinnovo e la riattivazione della micro centrale elettrica.
Questo investimento da circa 1 milione di franchi non farà risorgere la fabbrica di cioccolato chiusa nel 1968. Venturini vuole però ricordare questo importante periodo storico (negli anni fiorenti la Cima Norma era il maggior datore di lavoro della Valle di Blenio) e nel suo progetto ha incluso la creazione di un “museo del cioccolato”.

I fondatori della Cima Norma e altri imprenditori come ad esempio l’altro bleniese Aquilino Maestrani, si possono infatti considerare i pionieri della fabbricazione e vendita di questo prodotto conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Oggi a
sud delle Alpi, a livello industriale, sono attive le fabbriche Stella e Alprose.
In Ticino ci sono però anche piccole aziende che producono gustose specialità. Hanno puntato sulla ricerca di ricette originali e grazie ad un’iniziativa di Marco Pasotti, Tiziano Bonacina e Giuseppe Piffaretti gli artigiani del cioccolato sono riusciti a creare una miscela speciale e di successo. «Dopo alcune prove e degustazioni dei vari tipi di cacao - spiega Marco Pasotti maestro pasticcere e docente al centro professionale di Trevano - abbiamo composto una ricetta esclusiva. Questo lavoro ha portato alla creazione del “Dark Harmony”, un cioccolato composto da cacao, saccarosio, burro di cacao, lecitina di soia, vaniglia naturale». Oltre alla classica tavoletta il gruppo dei cioccolatieri ticinesi Lisa Peverelli, Bellinzona, Sergio Antognini, Vira Gambarogno, Tiziano Bonacina, Melide, Michele Zocchi, Mezzovico, Giuseppe Piffaretti, Mendrisio e Luca Poncini di Maggia ha lanciato sul mercato ticinese diverse specialità.
La finezza e l’alta qualità si ottengono solo dopo una lunga lavorazione dell’impasto. Anche se il mercato si fa sempre più agguerrito, produrre dolci piaceri per il palato, può procurare soddisfazioni e successo professionale. Con un’offerta mirata i piccoli produttori ticinesi hanno la possibilità di crearsi una clientela e un valore aggiunto a favore di un’attività che ha ancora spazi di crescita. «Gli svizzeri - conclude Pasotti - sono grandi consumatori e possono anche scegliere i momenti migliori per soddisfare la golosità e scoprire la differenza fra il cioccolato al latte, fondente o quello scuro e quello bianco. Il suo consumo deve rimanere un piacere, qualcosa da apprezzare e da gustare in famiglia".


Ursula
inserito il: 30.5.2009 2:11
E poi taluni continuano a insistere nel dire: "tanto non cambia niente, non vale la pena tirar su firme!".
La pressione collettiva, è più della somma degli individui, ed è lo strumento più potente che abbiamo alfine di ottenere un mondo migliore!
marcello
inserito il: 29.5.2009 13:28
Chapeau a chi ha sensibilizzato gli utenti del BC su di una problema poco conosciuto... è stato raggiunto un risultato importante!

Leggete qui...

www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?i...
Ursula
inserito il: 29.3.2009 4:45
Certo non stavo facendo una crociata al cacao: quando dicevo di evitare di comperare cioccolato volevo dire quello che sfrutta il lavoro minorile, non intendevo dire evitare di mangiare cioccolato tout court. Se compero del cioccolato personalmente vado nelle botteghe del mondo oppure lo trovo anche nei grandi magazzini. Si tratta solo di scegliere in modo consapevole. Questo intendevo. E questo vale per molti altri prodotti come lo zucchero ad esempio.
erika
inserito il: 28.3.2009 23:38
Anch'io (come Carla e quale ex-volontaria delle Botteghe del Mondo, quindi consapevole di cosa significhi lo sfruttamento minorile e cosa sia il commercio equo e solidale), invito a non privarsi del cioccolato, ma appunto ad acquistare quello venduto dalle Botteghe del Mondo. Vi garantisco che è buonissimo e ne esistono diverse qualità e per tutti i gusti.
Il discorso "cioccolato" vale però anche per molti altri prodotti (zucchero, caffè, cotone, giocattoli...ecc. Mi fermo qui, perchè stiamo parlando di cioccolato).
Invito chi vuol saperne di più a visitare il sito www.botteghedelmondo.ch
Saluti a tutti.
erika
mara
inserito il: 26.3.2009 4:18
Ciao Ursula, ciao Carla,
io eliminerei addirittura dagli scaffali tutti i conigli e le paperonzole varie, che nulla hanno più a che vedere con la Pasqua, anche perché sono lì sugli scaffali da metà marzo, un mese prima della festa insomma... Li rimetterei al massimo una settimana prima. Basta e avanza.
Il discorso è noto; come per il Natale, il carnevale, ecc ecc... Ma credo che forse la gente, cioè noi, ancora non ha a tutti gli effetti recepito che il potere davvero è nelle nostre mani di consumatori... boh, forse arriverà anche quel giorno... Complice magari purtroppo anche la crisi...

Tornando alla cioccolata, trasferirei poi la produzione :-)) - in misura ovviamente ridotta ma qualitativamente elevata perché la differenza deve essere ben percepibile (che qualità hanno tutti quei conigli e paperonzoli messi assieme e prodotti su vasta scala??? che per finire il coniglio venduto a Sciaffusa ha lo stesso esatto gusto del coniglio venduto a Chiasso?), beh, dicevo, trasferirei la produzione della cioccolata in Valle di Blenio, nella cioccolateria di Acquarossa!! (*) ;-)

(*) (sugli ex sedimi militari... eh sì, mica l’ho dimenticata, la cioccolateria... ). Un atout sensato e responsabile, di questa cioccolateria, sarebbe anche l'acquisto del cacao dal mercato equo. E il latte, nella misura del possibile BIO, da mucche bleniesi e/o comunque ticinesi. :-)))
Ursula
inserito il: 26.3.2009 3:05
Sì hai perfettamente ragione, per fortuna scegliere di non comperare cioccolato che non rispetta le condizioni minime umane e lavorative non significa non poterne più mangiare, ma semplicemente scegliere quello con il marchio equo-solidale.
carla
inserito il: 26.3.2009 1:32
Condivido pienamente le preoccupazioni di Ursula relative allo sfruttamento dei bambini, purtroppo, anche nella coltivazione di questo prodotto che per noi è fonte di piacere. Condivido anche il disagio e il disappunto di fronte all'abbondanza e allo spreco che è estremamente diseducativo per i bambini. Però invece di chiedere drasticamente ai genitori di non comperare cioccolata, si potrebbe invitarli a comperare cioccolata proveniente dal commercio equo-solidale, come per esempio quella che si vende nelle Botteghe del Mondo.
Ursula
inserito il: 25.3.2009 20:08
La Pasqua si avvicina e come tutti sappiamo basta recarsi a fare la spesa che coniglietti e ovetti di ogni misura, colore o forma ce lo ricordano. Mi sento solidale con quei genitori per i quali andare a fare la spesa con il proprio figlio in questi periodi può diventare un’impresa. Un’impresa nell’evitare quei mostriciattoli zuccherati, e un’impegno nel fargli capire il motivo per cui il cioccolato non lo prenderò. Non perchè lo voglio far soffrire e vedere strillare in mezzo alla folla di clienti e commessi, quanto piuttosto perchè lo voglio proteggere, rendendolo consapevole.

Renderlo consapevole che questi oggetti sfiziosi non servono a rendere più ricca una festa antica che ha una valenza religiosa e culturale importante per noi ma che -come oramai è il caso per molte festività importanti e degne di essere celebrate- ma sono solo un pretesto per fare soldi, e spronare al consumo, quello senza limiti e senza senso.

Ma il problema non si ferma qui. Come molti sanno è in atto una campagna contro il cioccolato svizzero che nasconde il lavoro minorile www.db-si.ch/cioccolato . La Campagna chiede alle persone di fare pressione sulle multinazionali perchè queste, nonostante alcuni sforzi promossi a livello internazionale e da associazioni umanitarie, non indietreggiano di fronte allo sfruttamento del lavoro minorile. Le multinazionali svizzere sono le principali acquirenti di cacao, il quale viene coltivato in Africa occidentale. Queste hanno dunque il potere di far smettere il lavoro di bambini e bambine costretti/e a coltivare cacao in condizioni disumane.
Dietro al commercio di cacao governi e ribelli finanziano le loro guerre, molti contadini non vengono pagati in modo equo. Questo li costringe a non pagare come dovuto i loro braccianti (impoverendo oltremodo di fatto le popolazioni) o ad assumere mano d’opera a basso costo, i bambini e le bambine. Ciò dà adito a un circolo vizioso, che scaturisce in un malessere a ogni livello. Una delle tante implicazioni sono i bambini rapiti da trafficanti di esseri umani e venduti come schiavi nelle piantagioni, picchiati, sfruttati e malnutriti.

E noi cosa centriamo in tutto questo? Possiamo scegliere la via più semplice affermando frasi del tipo „Oramai cosa vuoi che faccia io? Non posso certo cambiare il mondo. Non dovrò mica far piangere il mio bambino negandogli un pezzetto di cioccolato, non è certo questo che cambierà la situazione“. Oppure possiamo sentirci parte di questo mondo e responsabili per le nostre azioni, anche le più semplici, e renderci conto che questo nostro gesto ha delle conseguenze dall’altra parte della mondo. Di conseguenza possiamo fare qualcosa: evitare di comperare cioccolato e informare e sensibilizzare i nostri bambini e bambine. Molto più semplice per noi fare così che per il bambino che in questo momento in Costa D’avorio sta coltivando Cacao per i nostri bisogni.
Cioccolato

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