Blenio Café
alptransit diventa realtà
alfiero
inserito il: 25.4.2017 17:43
Parlano le parole e parla anche la realtà delle cose.
Da parecchi anni si parla molto della valle di Blenio; vi erano e rimangono sul tavolo degli argomenti importanti, i mezzi di comunicazione sono a portata di mano di tutti.

Alptransit è una realtà che parla a questo nostro piccolo e particolare Ticino, nel processo della decisione di realizzarlo non siamo stati determinanti e non poteva essere altrimenti, ma produce un nostro nuovo modo di pensare e di muoverci e propone molte riflessioni sui cambiamenti inevitabili che tocca a noi guidare. Non sarebbe bene, per noi, se l’attenzione per ciò che l’avvento di Alptransit propone fosse tutta dedicata ai centri.

Sull’uso del territorio c’è molto da prevenire, molto di “nostro” da rendere accettabile anche dagli altri, per questo aumenta, o deve aumentare, la disponibilità di tutti a mettere in discussione l’opportunità di centralizzare tutto, popolazione compresa, dove si vogliono avere i redditi accumulati, per poi avere comuni ricchi che aiutano altri sempre più poveri e infine la tentazione di centralizzare ancora di più e sempre più in fretta perché questo travaso di gettito fiscale accentuato dalla centralizzazione non sia più sostenibile. Il circolo vizioso si nutre di assurdità.

La regione 3Valli gode di un momento di opportunità, ce lo dice la realtà forgiata da Alptransit, che non possiamo perdere, molto dipende dalla nostra volontà di crescere, dalla nostra fiducia in quel futuro che possiamo programmare noi ( se al centro delle 3Valli assistiamo ad una piantagione di modine è perché qualcuno, e non pochi, vede e crede in quell’aumento della popolazione che è verosimile) e questo è importante, se non determinante, per generare uno slancio della regione; è infatti l’entità dell’esigenza sociale, che cresce col crescere della popolazione, a creare il consenso per la realizzazione delle strutture sociali necessarie e la condivisione dell’ importanza di vedere in modo diverso la distribuzione della popolazione sul territorio, (se la popolazione della valle raddoppia anche la qualità di vita migliora) il rischio è quello di non prevedere abbastanza e di arrivare con un nuovo progetto di utilizzazione del territorio quando l’edilizia ha già fatto il suo lavoro basato su una pianificazione anteAlptransit.

Le attuali generazioni hanno ricevuto tanto di buono, in fatto di territorio, dalle precedenti, ma saremmo perdenti se pensassimo di soddisfare le esigenze delle generazioni future con i soli strumenti del passato, la differenza più importante tra i giovani e i “vecchi” sta soprattutto nel fatto che i giovani hanno bisogno di un mondo con una buona qualità di vita che l’agglomerato urbano, da solo, la realtà ce lo dice, non fornisce a tutti.
alfiero
inserito il: 29.11.2013 20:24
Alptransit, credo che sia in ogni modo, un grande portatore di benefici anche per noi. Ma non lo paragonerei a una sorgente che butta acqua automaticamente e in continuità bensì a un pozzo dal quale tocca a noi decidere quanta acqua vogliamo attingere. L’entità dei benefici dipende quindi dalla nostra visione del futuro. Alptransit arriva in un momento propiziato dalla presenza concomitante di diversi fattori di crescita: come la possibilità, dopo le aperture sperimentali, di mettere in comunicazione l’economia delle 3Valli centrata a Biasca, servita e potenziata da Alptransit, e anche la struttura scolastica, potenziabile, di Biasca con la vivacità turistica Andermatt/Flims, e mettere in rete Campra, con un adeguato collegamento stradale Bellinzona-Disentis.
Ospedale-Quercia-Terme, 3 istituti correlati nello stesso posto, a pochi passi da autostrada e ferrovia EU, in un momento in cui le case anziani e le cure ospedaliere minori cercano soluzioni è un’opportunità, (spenderei meno soldi per le Terme e tanti di più per ospedale e Quercia).
La crescita del Ticino risagomata da Alptransit e il fabbisogno di alloggi unifamigliari fanno apprezzare il territorio vallerano: piani regolatori da adattare, infrastrutture sociali da prevedere in funzione del fabbisogno di una popolazione raddoppiata, Il Ticino è “pieno”, peccato che negli obbiettivi e nei concetti cantonali non sia ancora considerato l’aumento della popolazione delle valli.
Poi la valle si è dotata di un piano di lavoro (master plan) , che, per sfruttare i benefici di Alptransit oltre alla funzione di favorire la realizzazione delle Terme dovrebbe essere veramente un piano di sviluppo generale che accoglie con ugual entusiasmo anche gli altri progetti, grandi e piccoli, e aiuti ad aprire un occhio di riguardo per le nostre piccole e medie imprese, che ad un piano generalizzato di crescita, di competenza pubblica, hanno bisogno di potersi riferire.
Inevitabile, per tutti, vivere in un contesto maggiore del proprio, nel nostro caso reso ancor più grande da Alptransit, per cui ci dobbiamo far carico del nostro adeguamento a tale contesto. Un paio di azioni politiche attuali hanno finalmente introdotto il concetto di termine entro il quale le aggregazioni comunali dovrebbero essere concluse e quindi permesso di individuare la futura mappa comunale del cantone nella quale Blenio ha l’opportunità di posizionarsi come comune unico evitando il rischio che le associazioni di comuni non trovino più spazio e legittimazione nelle future norme organiche.
Alptransit associandosi automaticamente ad altri fattori di crescita presenti o prevedibili nella regione di Biasca e dintorni sarà un motore della creazione di posti lavoro che ci beneficeranno, tuttavia, solo nella misura in cui la formazione professionale sarà adeguata ai fabbisogni del contesto che il futuro ci assegnerà.
I prodotti agricoli, produzione animale e vitivinicola, hanno raggiunto un alto livello qualitativo e quantitativo tale che varrebbe la pena proteggerli con un marchio (esempio Blenio). Un eventuale marchio parco Adula, raggruppando prodotti ticinesi e grigionesi, sarebbe troppo vago ed impreciso per indicare al consumatore le caratteristiche e le specificità proprie del prodotto bleniese.
Ma un importante beneficio di Alptramsit sta nell’essere in grado di generare un’evoluzione che favorisce il ritorno di convallerani con titoli di studio importanti. E questo richiede azioni congiunte con Biasca.
Moderatrici
inserito il: 18.11.2013 20:44
Alptransit.... si avvicina la data dell'apertura...

Cosa ne pensate?
In collaborazione con il mensile "Voce di Blenio", proponiamo questo mese il seguente sondaggio:


www.vallediblenio.ch/vdbi_sondaggio.php

Buona giornata,

Le Modertrici
Gina
inserito il: 2.4.2013 17:45
Sì, la mobilità futura è un tema che mi sta al cuore, ed è per quello che ci insisto. Eccovi un mio articolo, uscito sul CdT il 28 marzo, contro il raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo: il dibattito è aperto!
"Non spetta a noi risolvere i problemi dell’Unione Europea per quanto riguarda il traffico merci..."
www.ginalamantia.ch/articoli.php
Gina
inserito il: 5.3.2013 0:46
Alptransit diventerà realtà in meno di quattro anni... ed è molto importante che i nostri Comuni si muovino per non restare tagliati fuori da questo "treno del futuro". Per questo il Gruppo PS del Comune di Blenio ha presentato, una settimana fa, la seguente interpellanza.

INTERPELLANZA: Non perdere il treno del futuro!

Signor Sindaco,
signora e signori Municipali,

con la presente, avvalendoci delle facoltà concesse dalla Legge (art. 66 LOC), ci permettiamo di presentare al Municipio la seguente interpellanza.

Tra neanche quattro anni, nel mese di dicembre del 2016, entrerà in funzione la nuova galleria ferroviaria di Alptransit, un avvenimento che cambierà in modo significativo la mobilità all’interno del Canton Ticino, ma, soprattutto, la mobilità dal Ticino verso altri Cantoni e l’Italia, e viceversa.
I tempi di viaggio dalle maggiori città svizzere verso Bellinzona si accorceranno sensibilmente: se oggi il viaggio da Zurigo a Bellinzona dura 140 minuti, con la nuova galleria durerà solo 90 minuti.

Secondo lo studio "Effetti economici della messa in esercizio di AlpTransit in Ticino", presentato il 12. 12. 2012 in una conferenza organizzata dall’Ente di Sviluppo Regionale Bellinzona e Valli, di questa migliore connessione approfitteranno in termini economici (nuovi insediamenti di aziende, turismo) soprattutto le città di Lugano, Bellinzona e Locarno, mentre per l’Alto Ticino l’effetto sarà minimo, se non nullo.

Per la Valle di Blenio e in particolare per il nostro comune, significa che per non perdere del tutto “il treno del futuro” bisogna attivarsi e rendere la nostra regione e i nostri impianti turistici più accessibili per il turista che arriva in treno a Bellinzona o Biasca.

Da qui le nostre domande al Municipio:

- È possibile, in collaborazione con le Autolinee Bleniesi, gli altri due comuni della valle, l’ente del turismo e gli operatori turistici, elaborare un “piano di sviluppo” dei mezzi pubblici, per ottimizzare le coincidenze verso la nostra valle in vista degli importanti cambiamenti futuri?

- È possibile – in tempi più brevi - allacciare il Centro Sci Nordico, e contemporaneamente altri punti d’interesse turistico sulla strada del Lucomagno, anche in inverno ai mezzi pubblici? Concretamente penso ad un pulmino che da Olivone porta fino a Campra fondisti e escursionisti invernali. Questa soluzione servirebbe anche a mitigare in parte il problema di assenza o mancanza di posteggi.

- È possibile collegare meglio Campo Blenio ai mezzi pubblici, nel senso di conciliare gli orari di arrivo/partenza del bus agli orari di apertura degli impianti sciistici, in inverno?

Consapevoli del fatto che la ricerca di soluzioni a questi problemi non è di unica competenza del Municipio di Blenio, e perciò richiede la collaborazione e il coordinamento di diversi operatori, siamo convinti che è molto importante avviare ora le necessarie riflessioni e trattative.

In attesa di una vostra risposta cogliamo l’occasione per porgervi i nostri migliori saluti.
Gina
inserito il: 18.5.2011 0:05
Due brevi considerazioni a Alfiero: non capisco che cosa la popolazione LOCALE ci guadagnerebbe con il raddoppio: più traffico? Più inquinamento? Più transiti? Magari qualcuno in più che si ferma a fare la benzina e bere il caffè?
La strettoia ancora peggiore del San Gottardo è a pochi chilometri a sud: il Mendrisiotto già ora sta soffocando. Beh, dopo il raddoppio del Gottardo allora si griderebbe subito per un ampliamento delle corsie autostradali laggiù. E il territorio? Bene prezioso già ora troppo bistrattato e cementificato…
Io, ovviamente, ritengo molto saggio la decisione degli urani, hanno fatto i calcoli giusti e capito che ora bisogna essere lungimirante e investire in Alptransit.
marcello
inserito il: 16.5.2011 19:46
Tranquilli...
Fra qualche anno avremo il TELETRASPORTO
alfiero
inserito il: 16.5.2011 3:34
Buonasera,

Oggi gli Urani hanno preso una decisione loro e per loro. Dov’è finita l’intesa di collaborazione fra i cantoni dello sviluppo dell’economia del Gottardo? che effetto avrà sul progetto Andermatt, e sul progetto Terme?

Personalmente credo che la merce trasportata dalla ferrovia debba aumentare e quella trasportata dai camion debba diminuire o per lo meno non aumentare, ciò nonostante sono molto favorevole al raddoppio della galleria autostradale, credo anche che la logica indichi il cammino verso l’adozione del trasporto a lunga distanza su ferrovia e il trasporto locale su strada.

Il trasporto di merci e persone attraverso il Gottardo non è un episodio svizzero facoltativo ma un imperativo europeo. Non dimentichiamo che stiamo ragionando in tempo (si dice) di crisi in cui l’aumento dei movimenti di merci e persone é limitato, tuttavia l’Europa rimane attrattiva ed ospitale e quando ci sarà il nuovo boom economico (più tardi arriva peggio sarà) saremo in tanti a volerci muovere, a chiedere merce trasportata, e a chiedere energia da consumare, le ferrovie dovranno rimboccarsi le maniche per stare al passo con l’aumento della domanda di trasporto, l’invenzione tecnica sempre più accelerata di nuovi mezzi ferroviari di trasporto, e l’approvvigionamento di energia.

Prima o poi arriverà il problema della manutenzione e dell’ammodernamento della struttura della galleria ferroviaria (3 anni di chiusura per i 17 km della galleria autostradale, chissà forse 10 anni per i quasi 57 km del doppio tunnel ferroviario). Le alternative di emergenza al trasporto ferroviario non vanno sottovalutate.

La strettoia di 17 km inserita nell’autostrada internazionale di migliaia di km, io la vedo come un difetto della struttura viaria. Non so perché sia nata la domanda raddoppio sì o raddoppio no, dal momento che il raddoppio no peserebbe sulla popolazione locale e non sarebbe comunque la soluzione definitiva per una lunga scadenza, infatti durerebbe solo finché una prossima generazione scaverà un secondo tubo.

Se occorre rendere meno attrattivo il transito attraverso il Gottardo, non opterei per un difetto dell’opera ma per un pedaggio, per poi usare il ricavato per far diventare meno costosa per il consumatore l’energia pulita e per non aumentare in continuazione le tasse antitraffico stradale che gravano sulle spalle di tutti e smorzano la motivazione ambientale, il raddoppio, a lungo termine, potrebbe quindi essere un affare anche per l’ambiente, non vedo però interesse da parte di nessuno a progettare la concretizzazione degli effetti del raddoppio benefici per l’ambiente.
stefano
inserito il: 31.3.2011 20:52
Piccola correzione su quanto detto da Daniele.
Una velocità ridotta non aumenta il numero di incroci, in quanto le velocità sono ridotte nei due sensi allo stesso modo, quindi il ragionamento non cambia.
Ammettendo che le velocità siano uguali, il numero di incroci dipende unicamente dalla distanza dei veicoli nel tunnel.

Per diminuire il numero di incroci (ammettendo che la lunghezza del tunnel non cambi, variabile fissa) bisognerebbe aumentare la distanza tra i veicoli (variabile 1) e/o aumentare la differenza di velocità (variabile 2) tra i due sensi di marcia.
Portando l'una o l'altra variabile "verso l'infinito", aumentando di molto la distanza tra i veicoli e la differenza di velocità fra i due sensi, si arriva al medesimo risultato, e cioè un senso unico.

Buona giornata
daniele
inserito il: 22.3.2011 17:41
Continuazione del messaggio:
D) traffico locale FFS; ormai è da diversi anni che il servizio viene fatto con i bus; costa meno ed il servizio all'utenza è migliore; fermate non legate alle stazioni eccetera.
Un bel giorno (ripeto, è solo una probabile mia ipotesi) le ferrovie giustificano la chiusura con l'aumento dei costi di manutenzione e la scarsa utenza. Basta solo vedere le chiusure delle stazioni.
E) Un pò di retorica. Quanto era bello il nostro Stravacchina e quanti ricordi ma ormai non esiste più, e quanto sarebbe stato bello e magari interessante se lo si fosse prolungato fino in cima alla valle e come qualche sognatore diceva, perchè no anche oltre il passo e collegarsi con il trenino rosso?

Mi ricordo che in un tema alla scuola professionale avevo scritto: il nostro treno, lo Stravacchina corre verso la primavera. Invece subito dopo è corso verso la morte.

F) c'è un dentista che ha la cura? strappare il dente non sarà facile.

(p.s. per le responsabili di BC: a volte appaiono errori di ortografia che in sede di scrittura non esistono)
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